updated 9:44 PM UTC, Feb 22, 2020

CORONAVIRUS LOMBARDIA, ULTIMI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Il Presidente della repubblica Sergio Mattarella chiama il governatore della Lombardia per informarsi sui casi di contagio e verificare le misure messe in atto per arginare il virus


SALE A 47 NUMERO PERSONE CONTAGIATE. UN CASO AL SAN RAFFAELE, E' UN UOMO DI SESTO SAN GIOVANNI, UN NUOVO CASO A MEDIGLIA SEMPRE IN PROVINCIA DI MILANO. ATTIVATO NUMERO VERDE 800894545 PER I RESIDENTI NEI COMUNI COLPITI.

 "Un cittadino residente a Mediglia (MI) e' risultato positivo al test del Coronavirus. Si tratta del secondo caso in provincia di Milano, il 47esimo in Lombardia". Lo rende noto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Sono salite a 47 le persone risultate positive al Coronavirus in Lombardia. Lo fa sapere il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che sta presiedendo, insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, l'Unita' di crisi e che, in mattinata, ha partecipato ad un vertice in video conferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Nel computo delle 46 persone infettate rientra anche la donna di 76 anni deceduta al proprio domicilio a Casalpusterlengo e che e' stata sottoposta a tampone post mortem.
In particolare, degli 8 nuovi casi appena confermati rispetto ai 39 gia' comunicati questa mattina (due dei quali in provincia di Pavia e altrettanti in provincia di Cremona), uno e' residente a Sesto San Giovanni (MI) ed e' attualmente ricoverato all'Ospedale San Raffaele e uno a Mediglia (MI). Gli altri 6 provengono dalle zone gia' interessate dall'infezione.
Areu ha inoltre attivato un numero verde riservato agli abitanti dei 10 comuni ricompresi nell'ordinanza firmata ieri dal presidente Fontana e dal ministro Speranza.

Il numero e' 800894545.

  • Pubblicato in Salute

ORE 05:35 il Frecciarossa Milano-Salerno deraglia, il video dei VVFF

Nell'incidente sono morti i due macchinisti decine i feriti


Almeno due persone sono morte e trenta sono state ferite questa mattina dopo il deragliamento di un treno ad alta velocità che viaggiava da Milano a Salerno. Il convoglio della linea Frecciarossa aveva lasciato la Stazione di Milano Centrale alle 5.10 in direzione di Salerno. Alle 5.35, all'altezza di Ospedaletto Lodigiano (Lodi), quando ancora si trovava in Lombardia, due dei suoi carri sono deragliati e si sono rovesciati, la prima carrozza che è anche la motrice, si è staccata dal resto del convoglio e ha terminato la sua corsa contro una cabina elettrica. Le cause dell'incidente sono ancora oggetto di indagine, purtroppo l'incidente ha lasciato due morti, i due macchinisti, invece sono dozzine i feriti. Secondo le prime indiscrezioni ancora da confermare, pare che vi siano stati dei lavori di manutenzione in zona. Sul posto sono intervenute dozzine di unità di emergenza e vigili del fuoco. Le prime informazioni dei servizi di protezione civile parlano di una trentina di feriti, ma non c'è paura per la vita di nessuno di loro. Il ferito in condizioni più gravi, con fratture multiple, ma in condizioni stabili è un dipendente addetto alla pulizia. Il treno, il primo del giorno in partenza, non era troppo affollato, infatti nella seconda carrozza stava viaggiando una solo una persona. Una circostanza, come evidenziato dal prefetto di Lodi, che ha notevolmente ridotto l'entità di una possibile tragedia di dimensioni ben più ampie. La prima ricostruzione dell'incidente indica che la locomotiva del convoglio, deragliando ad alta velocità, ha colpito un'auto che si trovava su una strada parallela e poi è rimbalzata contro una piccola costruzione, dove ha arrestato la sua corsa. Il resto del convoglio ha continuato il suo percorso sui binari per qualche centinaio di metri, fino a quando la seconda carrozza uscendo dai binari, si è ribaltata facendo deragliare e fermare il resto del convoglio. Le prime immagini dell'incidente mostrano la locomotiva separata dal resto del treno e la seconda carrozza ribaltata a terra. Dopo l'incidente, i treni sono stati dirottati sulla linea ferroviaria convenzionale che collega Milano con Piacenza, accumulando ritardi fino a 60 minuti.

      

Smog, la Lombardia avvolta da una nube di Pm10

In Lombardia stanziati 26,5 milioni di euro per attivare azioni concrete contro l'inquinamento da Pm10. Per il governatore Attilio Fontana, dal governo ci sono state solo tante promesse non mantenute. 


“A giugno dello scorso abbiamo sottoscritto un Protocollo attraverso il quale il Governo si impegnava a svolgere attività e garantire risorse economiche per cercare di combattere l’inquinamento. Da allora ad oggi il Governo non ha svolto alcun tipo di attività e non ha versato neppure un euro”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, replicando anche alle dichiarazioni del vice ministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni che, nei giorni scorsi, aveva garantito l’intervento dell’esecutivo per fronteggiare le problematiche connesse all'inquinamento atmosferico in Lombardia e nel Bacino padano. “La Regione Lombardia, in piena autonomia, invece – ha aggiunto il governatore – ha proseguito nella propria azione basata sui fatti concreti. Ricordo, ad esempio, che nel bilancio approvato a dicembre in Consiglio regionale ha previsto 26,5 milioni di euro da destinare a incentivi per cercare di togliere dalle strade le auto più inquinanti, continuando così, in tutta quella attività che da anni ha contribuito a migliorare la situazione”.

Lombardia Ideale, Anguissola: "Il buon governo di Attilio Fontana un modello anche per Milano" (VIDEO)

Marco Anguissola, consigliere del Municipio 8, è stato nominato coordinatore provinciale di Milano del movimento civico Lombardia Ideale. Un'iniziativa che ha come scopo quello di portare sul territorio le buone pratiche amministrative della giunta regionale lombarda presieduta da Attilio Fontana. Dal punto di vista politico si riconosce nei contenuti e e nell'azione di Matteo Salvini. Ai nostri microfoni Anguissola illustra i prossimi passi e i temi che Lombardia Ideale affronterà in mezzo alla gente con il coinvolgimento di tutte le categorie

Parte la macchina di Lombardia Ideale, il movimento salviniano del presidente Fontana: ecco i primi coordinatori provinciali. Il sindaco di Magenta primo "colpo" pesante sul territorio

Lo definiscono il "braccio civico di Attilio Fontana e Matteo Salvini". Con buoni risultati alle ultime amministrative e già rappresentato nel Consiglio regionale, il movimento Lombardia Ideale ora si dà una struttura sul territorio. Designati i referenti provinciali: a Milano la guida è affidata a Marco Anguissola, consigliere del Municipio 8. Il Governatore: "Concretezza e sviluppo parole chiave per portare avanti il progetto civico anche nelle prossime città al voto". Cosentino: "Stiamo crescendo in maniera importante, nostra proposta seria e incisiva". L'ingresso del sindaco di Magenta salutato come un segnale importante 


Ieri mattina Giacomo Cosentino, capogruppo in Regione Lombardia e coordinatore regionale di Lombardia Ideale - movimento politico lombardo braccio civico di Attilio Fontana e Matteo Salvini –, ha provveduto a designare i coordinatori provinciali di Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Pavia. Attesa a breve anche la formalizzazione delle nomine per Mantova.

“Con questo importante passaggio il nostro movimento, nato come sviluppo della Lista Fontana, si struttura sul territorio lombardo facendo leva anche sul successo elettorale registrato alle ultime elezioni amministrative e sui nuovi ingressi, in ultimo quello del Sindaco di Magenta: il movimento ha raggiunto risultati inaspettati soprattutto in città come Bergamo (lista Bergamo Ideale 8,3%) e Pavia (lista Pavia Ideale 6,3%) risultando il secondo movimento cittadino dopo la Lega; senza dimenticare i tanti amministratori locali eletti in Comuni più piccoli e anche alcuni Sindaci. A breve avremo il piacere di annunciare altri importanti arrivi.” Così Giacomo Cosentino, che prosegue e conclude “La nostra proposta civica è seria e incisiva. Vista l’importante crescita si è reso necessario iniziare a strutturarci partendo dalle principali province lombarde. Con queste nomine abbiamo voluto valorizzare il lavoro di coloro che sin da subito ci hanno messo la faccia e hanno lavorato molto per far partire il movimento politico che ho l’onore di coordinare, ottenendo in breve tempo risultati sorprendenti.

Nelle prossime settimane verrà convocata la prima riunione regionale a cui parteciperanno anche i nuovi coordinatori provinciali e verranno definite le prossime attività, oltre ad iniziare a lavorare in vista delle vicine scadenze elettorali quali Milano, Varese, Busto Arsizio, Mantova e altri comuni di dimensioni inferiori.”

Interviene il Governatore Attilio Fontana: “Si sta facendo un buon lavoro, stiamo intercettando quelle persone che hanno il desiderio di impegnarsi per la propria comunità ma non si riconoscono molto nei partiti e nelle relative liturgie. Il concetto è semplice: poche parole e tanti fatti per portare avanti progetti che diano risposte chiare ai nostri concittadini e servano allo sviluppo del territorio. Auguro buon lavoro ai coordinatori appena designati e a quelli che verranno individuati a breve, soprattutto a coloro che avranno il compito di portare avanti questo progetto politico nelle prossime Città che andranno al voto come, ad esempio, Milano, Varese e Mantova: stiamo già lavorando alla costruzione di una lista civica - direttamente collegata ai candidati Sindaci – in grado di dare un importante valore aggiunto sotto tutti i punti di vista.”

Guarda il nostro servizio sulla presentazione di Lombardia Ideale (articolo e video)


I coordinatori provinciali e i loro profili:

MILANO: MARCO ANGUISSOLA

Marco Anguissola, 34 anni, nato e cresciuto a Milano, laureato in giurisprudenza, lavora come consulente legale e docente nell’ambito della formazione professionale. E’ stato rappresentante d’Istituto nella Consulta provinciale studentesca di Milano. Autenticamente e profondamente cattolico, formatosi sui banchi del Leone XIII, è oggi presidente degli ex alunni della “sua” scuola e massimo rappresentante giovanile dell’Omaec (Organizzazione mondiale degli ex allievi ed ex allieve dell’Insegnamento Cattolico). Nel 2006 Anguissola è stato eletto per la prima volta consigliere della Zona 8 (in seguito Municipio 8) del Comune di Milano, per poi essere rieletto nel 2011 e nel 2016 (attualmente in carica). Nel Consiglio municipale della più popolosa zona della città, dove è cresciuto e vive, è stato presidente della Commissione Verde, Arredo Urbano e Giovani dal 2008 al 2011 e della Commissione Bilancio dal 2016 al 2019, membro della Commissione Edilizia centrale del Comune dal 2010 al 2011. Oggi è fortemente impegnato per contribuire alla costruzione di un futuro Ideale per la sua regione e la sua città.

 

BRESCIA: NICOLETTA BENEDETTI

Bresciana della Franciacorta: la sua attività politica inizia nei primi anni 2000 nell'ambito del centrodestra e nel 2014 è stata eletta Consigliere comunale del suo comune, Cologne. Nel settembre 2014, con un gruppo di amici appassionati di politica e amministrazione, dà vita ad una lista civica di centrodestra che raccoglie l'adesione di tanti amministratori in tutta la provincia che non si sentono rappresentati dai partiti tradizionali. Viene eletta Consigliere Provinciale nell'ottobre 2014 e rinnovata nelle successive elezioni. Nella primavera del 2019 viene eletta consigliere comunale di Longhena e riconfermata Consigliere Provinciale (tutt’ora in carica). Il lavoro svolto in Provincia le ha permesso di essere la seconda degli eletti in una lista unitaria a cui hanno aderito tutti i partiti di centrodestra e la componente civica da lei rappresentata. Lavora nella direzione di una storica fondazione che gestisce servizi importanti per il territorio bresciano (diverse unità di offerta rivolte agli anziani: residenza sanitaria assistenziale, centri diurni integrati, mini alloggi protetti, comunità residenziale per anziani).

 

BERGAMO: DANILO MINUTI

43 anni, residente a Bergamo nel quartiere di Borgo Santa Caterina. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano con un Master in Management Sanitario presso la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Nel 2002 ha iniziato a lavorare in staff alla Direzione dell’Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate e dal 2017 è funzionario direttivo presso l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Dopo una lunga militanza in Azione Giovani - movimento giovanile di Alleanza Nazionale - è diventato prima Dirigente Provinciale e poi Nazionale di Alleanza Nazionale. Nel 2009 è stato nominato Assessore all’Istruzione, Sport e Giovani del Comune di Bergamo nella Giunta del Sindaco Franco Tentorio per poi contribuire a fondare un movimento civico cittadino e provinciale vicino al centrodestra con il quale è stato eletto (risultando tra i più votati di tutta la città) al Consiglio Comunale di Bergamo sia nelle elezioni del 2014 che in quelle del 2019 (tutt’ora in carica).

 

VARESE: MAURIZIO MONTALBETTI

Nato a Varese l’8 settembre 1987, arcisatese ma residente a Besano dove vive con la moglie e il figlio. Lavora a Varese dove svolge la professione di Avvocato ed è appassionato di Karate, di cui è istruttore. All’età di 21 anni diventa Consigliere Comunale ad Arcisate per la lista “Pdl – Lega” e ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Ecologia e Territorio. Nelle elezioni successive, anno 2014, viene nuovamente eletto per la lista “centrodestra Arcisate” e durante il mandato ha ricoperto il ruolo di Assessore (con deleghe prima ai Lavori Pubblici, poi all’Edilizia Privata e Urbanista e per tutto il periodo anche alle Manutenzioni e Viabilità). Attualmente è Consigliere comunale di opposizione e Capogruppo del Gruppo Consigliare che ha preso il nome di “Arcisate Ideale”.

 

PAVIA: FRANCESCO MANTOVANI

Nato a Milano 56 anni fa, residente a Pavia. Il suo percorso politico inizia con l'adesione ad Alleanza Nazionale dalla sua nascita dove ha ricoperto diversi incarichi. Nel 2014 entra nella squadra della Lega di Pavia e nella primavera di quest'anno, in occasione delle elezioni amministrative di Pavia, viene incaricato di coordinare la lista civica Pavia Ideale – Fracassi Sindaco, di cui è attualmente referente cittadino. Diplomato Ragioniere perito commerciale si occupa da più' di vent'anni di logistica editoriale e ha lavorato per importanti editori come Feltrinelli.

 

 

 

Plastic tax, una tassa nazionale che mette a rischio le imprese lombarde

Anche Regione Lombardia valuta con preoccupazione la decisione del Governo di inserire una tassa sulla plastica monouso, la cosiddetta ‘Plastic Tax’.


"È l’esempio dell’approccio ideologico e inadeguato di questo Governo alla soluzione dei problemi più difficili che colpiscono i nostri territori”, così l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, durante un'intervista che vedeva in primo piano la decisione del Governo di mettere una tassa sulla plastica monouso.

No al raddoppio del costo della plastica, in pericolo migliaia di posti di lavoro

“Si rincorre una finta propensione all’ambiente e all’economia circolare e lo si fa con uno strumento che otterrà l’effetto opposto. La plastic tax, cioè la tassa di 1 euro al kg sulla plastica riciclata, in cui il polimero più caro costa 94 centesimi" – prosegue Cattaneo – "significa raddoppiare il costo di questa plastica e per i polimeri meno cari triplicarlo, quadruplicarlo, decuplicarlo. Tutto questo avrà l’effetto di mettere fuori dal mercato le nostre imprese, farà perdere migliaia di posti di lavoro e non favorirà il percorso di transizione verso l’economia circolare che invece in Italia e, in particolare in Lombardia, sta funzionando molto bene”.

Con la plastic tax le nostre aziende potrebbero finire fuori dal mercato

“Abbiamo già avuto i primi riscontri concreti da parte di imprese lombarde che operano nella produzione e recupero della plastica. Non potranno più essere in condizioni di operare se procederà questa iniziativa del Governo. Questa non è la strada giusta. Invece di tassare chi lavora bisogna sostenere il riciclo. Si deve favorire una norma sull”End of Waste’ più adeguata e insistere perché si sviluppino le plastiche più compatibili con l’ambiente. La sostenibilità e la custodia dell’ambiente sono gli obiettivi del millennio. Con politiche mirate e attraverso l’impegno di ciascuno dovremo invertire la rotta anche per quanto riguarda la produzione dei rifiuti e intervenire in maniera decisa per cercare di recuperare tutte le materia che possono essere riciclate ed essere immesse nuovamente nel ciclo produttivo”.

La plastica è “uno dei nemici più duri da sconfiggere perché ha costi alti ed è difficile da smaltire: in Lombardia la raccolta è aumentata del 33%. Bene ha fatto l’Onu a ricordare questa criticità che investe tutto il pianeta e non solo la nostra Regione”. In Lombardia vengono raccolte in modo differenziato 186.500 tonnellate di plastica, i comuni che hanno attivato la raccolta differenziata sono 1351 pari all’ 88% del totale. La plastica rappresenta l’8% in peso del totale delle frazioni raccolte in modo differenziato. La raccolta differenziata pro capite della plastica è aumentata negli ultimi anni passando da meno del 15 kg abitante anno nel 2008 a quasi 20 kg abitante anno nel 2016 (+33%).

La raccolta differenziata cresce in tutta la Lombardia fino a raggiungere in provincia di Mantova l’81,8%; ben 7 altre province superano il 60% (e la percentuale media regionale), con Cremona e Varese che si attestano al 68,4% e al 67,4% rispettivamente. Seguono Como, con il 58,7% e Milano con il 57,6%, e chiudono Sondrio (46,6%), che negli ultimi anni si mantiene pressoché invariata, e Pavia (44,5%) che nonostante notevoli incrementi registrati recentemente (+10,8% nel 2012, +7,4% nel 2014 e +11,5% nel 2016) deve ancora colmare un notevole gap rispetto alle altre province (nel 2011 era appena al 30% di percentuale di raccolta differenziata). Incrementi maggiori per Pavia, che registra addirittura un +11,5%, passando dal 39,9% al 44,5%, seguita da Brescia, con un incremento di +8,2% (dal 57,5% al 62,2%) e Lodi, con il +7,4% (dal 58,9% al 63,2%). Incrementi in linea con quello regionale, nell’ordine del +3%, per le province di Cremona, Bergamo, Mantova, Como e Varese, e di circa il +1,5% per Milano. In diminuzione invece le province di Monza, Sondrio e Lecco, con -1,1%, -0,8% e -0,6% rispettivamente. L’obiettivo fissato entro il 2020 è il raggiungimento del 67% in tutti i territori. In Lombardia vengono prodotti 4.8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e 12.6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Dalle elaborazioni effettuate a livello comunale si segnala che nell’anno 2016 i Comuni che hanno superato la percentuale di raccolta differenziata regionale (60,8%) sono stati complessivamente 839 su 1.527, pari al 54,9%.

Doveroso ricordare che il Consiglio regionale della Lombardia è la prima amministrazione pubblica italiana ad aderire formalmente alla campagna “#IoSonoAMBIENTE” promossa dal Ministero dell’Ambiente e ad attivare così misure concrete per la riduzione del consumo di materia plastica.

Contrasto alla violenza sulle donne, dalla Regione Lombardia stanziati 121.000 euro

Risorse sino a 121.000 euro a sostegno di progetti per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne rivolti a giovani e docenti delle scuole secondarie e primo e secondo grado della Lombardia.


Lo stabilisce una delibera approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia e Pari Opportunità Silvia Piani.

Le azioni previste dalla linea d’intervento ‘A scuola contro la violenza sulle donne’, oggetto della convenzione tra Regione Lombardia e Ufficio scolastico regionale contenuta nella delibera, dovranno essere realizzate integralmente sul territorio lombardo.

L’emanazione del bando per accedere ai finanziamenti sarà a cura dell’Ufficio scolastico regionale e i contenuti, le modalità e i criteri di valutazione saranno condivisi con Regione Lombardia. La valutazione finale dei progetti sarà effettuata da una Commissione inter-istituzionale nominata dall’Ufficio scolastico e a cui parteciperà la Direzione Famiglia della Giunta regionale.

“Crediamo profondamente nella prevenzione per contrastare la cultura della violenza. Partire proprio dalla scuola – ha commentato l’assessore Piani – individuando percorsi specifici per alunni e docenti è perciò fondamentale. Per questo – ha continuato – la convenzione triennale prevista dalla nostra delibera, mette in campo una vera e proprio task force formativa, che mapperà e valorizzerà lo stato dell’arte delle attività all’interno delle scuole lombarde interfacciandosi di volta in volta con l’Usr anche per le azioni di monitoraggio”.

 

 

 

Fonte: Lombardia Notizie

 

Lombardia, tira una brutta aria: già esauriti i giorni di bonus per l'inquinamento nel 2019. Milano capoluogo anche dello smog. Preoccupazione per scuole e ospedali. La nostra intervista alla presidente regionale di Legambiente (VIDEO)

(VIDEO INTERVISTA A BARBARA MEGGETTO) - Pessimo inizio dell’anno per la Lombardia dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Nei primi tre mesi del 2019, infatti, in quasi tutte le città della regione si è già registrato il superamento del limite annuo di 35 giorni di tolleranza.

É quanto emerso oggi sul Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in questi giorni in sosta alla stazione Porta Garibaldi di Milano. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati stamane a bordo della quarta carrozza da Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Mattia Lolli, portavoce del Treno Verde, Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Fabio Carella, direttore di Arpa Lombardia, Rosa Frignola, Direttore Commerciale di Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Veca, del progetto BeeCityMilano e Carlo Giglioni di Contec Engineering.

 

Milano è in testa alla classifica dei superamenti del limite di tolleranza, con 50 giorni dall’inizio dell’anno. Segue Cremona con 49 superamenti, Pavia con 46, Mantova 41, Lodi 39, Brescia con 36 superamenti. A Monza i giorni oltre il limite sono stati 33 (tutti i dati sono aggiornati al 4 aprile 2019, e sono aperti e consultabili su arpalombardia.it).
Una situazione preoccupante, insomma, considerato che ci troviamo solo nei primi mesi dell’anno ma già molte delle città lombarde hanno già superato i limiti quotidiani di pm10 imposti dalla normativa. Il dato è dunque destinato ad evolvere, fino a dicembre, in negativo. Si rende necessario, dunque, ridimensionare almeno il tradizionale concetto di “spostamento” in città, ancora molto legato all’uso di autoveicoli per uso privato, e quindi il sistema infrastrutturale di mobilità urbana.

L’obiettivo del Treno Verde è sensibilizzare la cittadinanza e valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. Per questo, dal 19 al 21 febbraio scorsi è stato realizzato un monitoraggio in 8 punti “sensibili” di Milano, scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico presente nell’area monitorata, facendo particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. Traffico, ingorghi, soste selvagge, orari da bollino rosso e altre fonti di emissioni, sono spesso queste le condizioni in cui ogni giorno i cittadini si devono muovere tra mille problemi ma che ormai non sono più sostenibili.
I valori medi di polveri sottili (pm10) registrati a Milano variano tra i 33,9 e i 95 µg/mc (come media oraria). I punti monitorati sono orti di via Esterle (33,93 µg/mc, valore medio), Scuola Martinengo (94,40 µg/mc, valore medio), viale Liguria (95 µg/mc, valore medio), piazza Maciachini (83,15 µg/mc, valore medio), viale Marche (63,18 µg/mc, valore medio), via Orlando (49,7 µg/mc, valore medio), via Linneo (82,50 µg/mc, valore medio) e Castello Sforzesco (88,50 µg/mc, valore medio). Il picco più elevato è stato registrato nei pressi della Scuola Martinengo (124 µg/mc) alle 07:30 circa, qualche minuto prima dell’ora ufficiale d’ingresso degli studenti nell’edificio. Picchi alti anche in viale Liguria (103 µg/mc, ore 09:49), viale Marche (93 µg/mc, ore 13:26), via Linneo (94 µg/mc, ore 07:40) – tutte strade adiacenti ad istituti scolastici – e nei pressi di piazza Maciachini (95 µg/mc, ore 11:29), molto vicina ad una struttura ospedaliera. Target, dunque, estremamente sensibile, esposto giornalmente a massicce concentrazioni di pm10 nelle su citate zone del capoluogo lombardo: giovani e frequentatori di strutture sanitarie si ritrovano ad essere vittime inconsapevoli del radicamento di cattive abitudini quotidiane, come l’uso incontrollato delle auto o la sosta prolungata dei veicoli con il motore acceso davanti strutture pubbliche e private. Infine, alle ore 9:27, i volontari hanno registrato un picco di 95 µg/mc registrato anche nei pressi del Castello Sforzesco. Il picco più basso di pm10 (46 µg/m, ore 17:25) è stato, invece, registrato invece presso gli orti di via Esterle, piccolo orto urbano immerso in un’area fortemente urbanizzata, seguito da quello registrato in via Orlando alle ore 15:52, incrocio particolarmente trafficato ma molto vicino a piccole zone verdi, con un picco di 56 µg/mc.

Nell’insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente ed inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti.

«Nei primi due mesi del 2019 le città lombarde avevano già esaurito il numero di giorni di sforamento concessi dalla normativa, una condizione che si ripete ormai ogni anno e dimostra la cronicità del problema smog in Lombardia – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ma non solo: in alcune strade di Milano abbiamo rilevato picchi di poveri sottili molto elevati davanti a scuole e ospedali! Siamo convinti che le misure di limitazione delle emissioni debbano diventare una priorità politica e amministrativa. Per questo riteniamo la lotta al traffico una delle battaglie più importanti: è ormai palese che i motori, soprattutto i diesel, anche nelle versioni più recenti, sono incompatibili con la situazione di perdurante inquinamento della pianura padana. Occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani. Bisogna impegnarsi per le forme di mobilità alternative all’auto e preparare il terreno alla transizione verso la motorizzazione elettrica. Milano con Area B ha tracciato un esempio virtuoso, insieme ad un messaggio chiaro a mercato e consumatori: uscire il più rapidamente possibile dalla tirannia dei motori inquinanti, ma non deve essere lasciata sola nel contrasto allo smog».

«I numeri della Lombardia, e in generale dei monitoraggi che abbiamo realizzato in questa trentunesima edizione della nostra campagna, devono spingere le istituzioni e i cittadini, ad agire subito – ha affermato nel corso della conferenza stampa il portavoce del Treno Verde Mattia Lolli – è urgente un Piano Nazionale contro l’inquinamento che penalizzi economicamente anche il traffico motorizzato privato, investendo sul potenziamento del trasporto pubblico locale pendolare, su ferro, e sulla micro-mobilità elettrica».

Il Treno Verde 2019 ha visto l’avvicendarsi di dodici tappe da sud a nord della Penisola, con l’obiettivo promuovere una rivoluzione delle nostre città a favore di una mobilità elettrica, leggera e condivisa. 79 monitoraggi hotspot delle polveri sottili realizzati dai volontari di Legambiente nei punti più critici delle città. Oltre 30mila visitatori e 16mila studenti che hanno potuto toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici. Più di cento esperienze di enti, associazioni e imprese che hanno presentato a bordo le più innovative idee in tema di mobilità sostenibile e intermodalità, per dimostrare che questa rivoluzione è già in atto sui nostri territori.

Nel corso dell’incontro con la stampa a Milano, è stata presentata anche la ricerca CittAccessibili, di Legambiente e Fondazione Serono, che ha coinvolto i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale sull’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. Sono stati coinvolti i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale della situazione attuale dei centri urbani per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. É stato indirizzato un questionario, al quale ha risposto oltre il 70% dei 104 Comuni capoluogo di provincia, che interroga gli enti su 56 diversi indicatori suddivisi in 5 macro-aree.
Anche a Milano, così come nella maggior parte del Paese, è stata riscontrata una situazione non tranquillizzante, nonostante il Comune abbia risposto in maniera dettagliata al questionario. In città esiste infatti un censimento dei residenti con disabilità e un ufficio preposto a lavorare sul tema, c’è un disability manager ed esiste un’attenzione specifica all’accessibilità per uffici comunali, per scuole e trasporti. Lo scorso anno sono stati resi operativi i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligatori per legge dal 1986. Il palazzo comunale è accessibile a persone a mobilità ridotta, ma non ai non vedenti e non udenti; il sito web dell’ente comunale è invece conforme ai requisiti di accessibilità per tutti.

Guardando ai trasporti, Milano può garantire una rete pienamente accessibile a tutti in ambito urbano: oltre l’80% dei mezzi di superficie sono attrezzati in tal senso. La metropolitana lo è invece ancora solo in parte. Tutto il personale garantisce già adeguata formazione per assistere persone con disabilità. Il Comune ha, tra i criteri di assegnazione di spazi pubblici per eventi, quelli legati alla piena accessibilità e fruibilità, così come ne esistono per la progettazione o riconversione di spazi urbani. Il capoluogo lombardo, inoltre, dichiara poi di aver stanziato fondi, per il 2018, dedicati all’eliminazione delle barriere architettoniche e a favorire la piena accessibilità per tutti di spazi e edifici pubblici. Si parla, tuttavia, di meno di 26 mila euro per il 2018. Ancora troppo poco, in un contesto in cui sembra ci sia ancora da migliorare.
Dal 18 febbraio a oggi, lungo tutta Italia hanno viaggiato a bordo le migliori esperienze italiane impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale, come il consorzio Ecopneus, partner principale del convoglio ambientalista; i partner sostenitori Enel X e Ricrea; i partner Bosch, Iterchimica, Montello, Valorizza (brand di Sma e Gemmlab); i partner tecnici Con.Tec, Ecoplus, 100% Campania – Formaperta e come le esperienze dei partner start up Lime e Movecoin. Media partner del tour del convoglio ambientalista sono la Nuova Ecologia e QualEnergia. Gli allestimenti delle carrozze sono stati curati, invece, dall’Accademia delle Arti e nuove tecnologie di Roma.

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