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I rapporti pericolosi tra Pd e islamismo politico: la denuncia di Matteo Forte (Milano Popolare)

Il consigliere comunale ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Marino insieme all'antropologa Maryan Ismail per richiamare l'attenzione sulle relazioni del principale partito del centrosinistra con personalità, associazioni e gruppi religiosi che sono espressione di quella parte del mondo musulmano che in molti casi si dimostra vicina a posizioni estremiste. Il caso di Sumaya Abdel Qader - (VIDEO)


"Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Hanno voluto intitolare così la propria denuncia il consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte, e l'antropologa musulmana Sufi, Maryan Ismail, uscita dallo stesso Pd, di cui era membro della segreteria metropolitana, proprio per divergenze sulle relazioni tra il partito e ambienti minoritari quanto influenti e discutibili, del mondo islamico. 

A margine della conferenza stampa, il consigliere Forte ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni di una preoccupazione che è stata condivisa anche da esponenti dello stesso Partito democratico per scelte che, a suo dire, sembrano dettate da un calcolo elettoralistico che rischia di dare ulteriore forza a gruppi ed elementi che si sono dimostrati vicini all'estremismo e al fanatismo islamico.

Terrorismo: ecco la prima bandiera dell'Isis in Italia. L'ha portata un tunisino sposato con un'italiana convertita all'Islam...

Il vessillo del Califfato ritrovata a casa di un nordafricano affiliato al gruppo terroristico Ansar al-Sharia, già in cella per detenzione abusiva di armi da fuoco. In carcere faceva reclutamento per la jihad, minacciava gli agenti e compiva spedizioni punitive contro detenuti cattolici - (VIDEO)


Nella casa a Ciampino di Hmidi Saber, il 34enne tunisino arrestato dalla Polizia, è stata trovata una bandiera dell'Isis. E' la prima volta che un vessillo originale viene trovato a casa di un musulmano in Italia.

L'uomo, secondo gli inquirenti, sarebbe collegato all'Ansar al-Sharia (un gruppo terroristico jihadista attivo in Tunisia dal 2011). Padre di una bimba e marito di un'italiana convertita all'Islam, si trova già in carcere per una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per porto e detenzione di arma da fuoco.

Sulla bandiera ci sono le scritte della "Shaada", ossia la professione di fede: "non vi è altro Dio oltre Allah". Mentre al centro compare il sigillo di Maometto che si traduce in: "Mohamed è il suo profeta". Sotto il logo centrale c'è la scritta "Ansar al Shari-a", simbolo dell'organizzazione terroristica operativa in Tunisia e Libia.

 "Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani". E' quanto avrebbe detto ai compagni di cella il tunisino Saber Hmidi. Descritto come una persona "violenta" nei periodi di reclusione in carcere avrebbe urlato anche agli agenti: "Vi taglio la testa se non mi accontentate". Inoltre avrebbe reclutato adepti in carcere e sarebbe stata riscontrata la sua "particolare capacita' di indottrinamento dei compagni di detenzione". In carcere avrebbe dato vita a spedizioni punitive nei confronti dei cattolici. L'uomo si trovava attualmente nel carcere romano di Rebibbia per altra causa dove gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare.

 

La storia di Hmidi Saber, tra carcere, Islam e violenza 

  • Carcere di Velletri, 2011 - Inizia la "radicalizzazione religiosa" di Hmidi finito in prigione dopo essere stato arrestato per droga.

  • Uscito dal carcere Saber comincia a praticare l'Islam frequentando le moschee. Sempre a questo periodo risalgono i primi contatti con i tunisini di Ansar al-Sharia.

  • 9 novembre 2014 - Saber è fermato insierme con un'altra persona a Roma, in via dei Sette Metri, zona Malafede. Sula Golf che stava guidando gli agenti trovano una bomboletta spray anti aggressione, un passamontagna e un paio di guanti in lattice. Punta una pistola contro gli agenti che gli chiedono spiegazioni e dopo una colluttazione riesce a fuggire insieme al complice. Qualche ora dopo durante una perquisizione in casa sua vengono sequestrati anche 33 telefoni cellulari, 8 pc portatili, 2 Ipad, 1 hard disk esterno ed una bandiera nera.

  • 10 novembre 2014 - Viene arrestato nel quartiere romano di San Basilio. Processato, è condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione che sta ancora scontando.

  • Febbraio 2015 - Hmidi Saber si autoproclama capo di un gruppo di preghiera in carcere.

  • Carcere di Civitavecchia, giugno 2015 - E' il mandante di una spedizione punitiva contro un detenuto che si era lamentato delle preghiere notturne.

  • Carcere di Frosinone, luglio 2015 - Si fa notare per una violenta aggressione nei confronti di un detenuto italiano che aveva contestato i continui ed insistenti discorsi inneggianti all'Islam.

  • Agosto 2015 - Un suo compagno di preghiera denuncia di aver subito soprusi e imposizioni.

  • Carcere di Napoli, maggio 2016 - Nuovo episodio di violenza ai danni di un detenuto nigeriano di fede cristiana.

  • Carcere di Salerno - Saber urla agli agenti che avrebbe tagliato la testa a chi non avesse accontentato le sue richieste.

  • Carcere di Viterbo, settembre 2016 -  Hmidi aggredisce i secondini

    (Fonte: Agi)
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