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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Salvini, le donne e la satira del Fatto: quando è lecito il "sessismo" di chi dà lezioni di politicamente corretto?

La battuta non è male, è di quelle che fanno abbastanza ridere. E poi si sa che certi argomenti si prestano al divertimento collettivo, specie se associati a personaggi pubblici. La rubrica "La cattiveria" del Fatto Quotidiano prende di mira il leader della Lega con una battuta tutto sommato innocua: "Salvini vuole legalizzare la prostituzione. Comincia anche lui con le leggi ad personam".

Evidenti sono i richiami a uno storico bersaglio del giornale, Silvio Berlusconi, accusato di farsi confezionare norme utili ai propri interessi economici e alle vicende giudiziarie che lo riguardavano, noto per le sue licenziose consuetudini private per cui è stato a lungo quando fustigato quando deriso. Matteo come Silvio, s'intende con l'unghiata umoristica. Ergo si sostiene, simpaticamente, che anche a Salvini piacciono le... signorine.

Ora, ci hanno raccontato tutto o quasi delle "cene eleganti" di Arcore, ci hanno resi in tutti i modi informati sul "bunga bunga", ma non risulta alle cronache che il segretario del Carroccio (quello attuale), sia solito accompagnarsi con escort più o meno professioniste. Anzi, detto che l'apprezzamento per le donne da parte di un uomo non ci pare ancora così disdicevole, il Capitano, come lo chiamano i fedelissimi, ha alle spalle comunissime relazioni con rispettabilissime signore che gli hanno dato due figli, e ne intrattiene una, ormai famosa, con la conduttrice tv Elisa Isoardi.

Ecco, perché allora alludere ad personam alla prostituzione in riferimento al politico milanese? Non si vorrà mica dire che le donne belle che lavorano nello spettacolo sono tutte...? Sia come sia, era solo una battuta su maschi, femmine, eccetera eccetera. Basta che si possa sempre fare, senza che qualche censore o censora (si dice così, fidatevi), punti il suo ditino gridando al "sessismo"

Londra stoppa Uber. Niente licenza dal 30 settembre: "Non rispetta la sicurezza dei clienti"

L'annuncio dell'autorità dei trasporti della capitale britannica che ha giudicato il servizio di trasporto automobilistico privato "inadatto e inadeguato". Il sindaco Sadiq Khan approva "pienamente" la scelta. L'azienda annuncia che farà appello alla decisione: "A rischio il lavoro di 40 mila driver partner e si limita la libertà di scelta di 3 milioni e mezzo di londinesi che utilizzano la nostra app"


Duro colpo a Uber che a Londra si è vista ritirare la licenza di operare in città. L'annuncio è stato dato dall'autorità di regolazione dei trasporti della capitale britannica (TFL) che ha giudicato il servizio di trasporto automobilistico privato "inadatto e inadeguato", anticipando l'intenzione di non rinnovare la licenza in scadenza il prossimo 30 settembre.

La TFL ha lamentato come "l'approccio e il comportamento di Uber evidenziano una mancanza di responsabilità aziendale in merito a una serie di questioni collegate alla sicurezza pubblica". La società ha 21 giorni per presentare appello: in attesa della decisione Uber potrebbe continuare a operare.

Commentando la decisione - che sostiene "pienamente" - il sindaco di Londra Sadiq Khan ha osservato come "la fornitura di un servizio innovativo non dovrebbe avvenire a spese della sicurezza" dei clienti.

"Tre milioni e mezzo di londinesi che utilizzando la nostra app e più di 40mila driver partner che lavorano principalmente grazie a Uber rimarranno senza parole quando verranno a sapere di questa decisione". Così Tom Elvidge, general manager di Uber a Londra. "Revocando la nostra licenza di operare nella capitale - sostiene Elvidge - è stato assecondato un ridotto numero di persone che vogliono limitare le scelte dei cittadini. Se questa decisione dovesse essere confermata, oltre 40mila autisti partner di Uber rimarranno senza lavoro e Londra verrà privata di un modo di spostarsi conveniente e affidabile. Intendiamo fare appello subito per difendere il lavoro di tutti questi driver e il diritto di scelta di milioni di londinesi che utilizzano la nostra app".

(Fonte: Adnkronos)

"Regole dell'acqua, regole per la vita", a Milano il forum internazionale. Un premio dedicato all'impegno delle donne

Si terrà a Palazzo Isimbardi il 27 e 28 settembre il primo forum internazionale "Regole dell'acqua, regole per la vita". Sarà anche assegnato il premio "Women Peacebuilders for water" dedicato all'impegno e al ruolo delle donne sul tema. In giuria anche Livia Pomodoro che abbiamo intervistato. Ai nostri microfoni anche Arianna Censi, vicepresidente della Città Metropolitana di Milano, con cui abbiamo parlato inoltre del problema legato alla scarsa erogazione di risorse economiche per l'ente che rappresenta - (VIDEO)


Un premio che valorizza l'azione delle donne nella risoluzione dei conflitti legati all'acqua. Il 'Women peacebuilder for water award' è stato istituito in occasione del primo forum internazionale sull'acqua, 'Rules of Water", che si terrà a Milano il 27 e 28 settembre. Il premio, sostenuto dalla Fondazione Milano per Expo 2015, richiama la risoluzione dell'Onu del 31 ottobre 2000 su 'Donne, pace e sicurezza' sul contributo che le donne possono dare per la soluzione dei conflitti e una pace durevole. Tre le finaliste selezionate dalla giuria, composta tra le altre da Diana Bracco, Marta Dassù, Letizia Moratti, Livia Pomodoro: si tratta di Mara Tignino, coordinatrice della piattaforma per le regole internazionali riguardanti l'acqua del Ginevra Water Hub e ricercatrice dell'Università di Genova; Erika Weinthal docente della Nicholas School of the environment della Duke University Usa; e Amina Abdulkadir, somala, dove in Africa affronta problemi di condivisione dell'energia.

Assistenza ai malati di Alzheimer e attenzione alle categorie fragili, che cosa fa il Comune di Milano. Parla l'assessore Majorino

In occasione della XXIV Giornata Mondiale sull'Alzheimer, a margine di un convegno a Palazzo Marino dedicato a questo tema, l'assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, parla di come è articolata la Rete Alzheimer del Comune e degli ulteriori interventi necessari per far fronte alle problematiche legate ai casi di demenza, circa 20mila quelli stimati nel capoluogo lombardo. Intanto, a sostegno di altre categorie fragili a fine settembre prende il via uno sportello sul "Dopo di Noi". La nostra intervista

Debutto caldo per Trump all'Onu: "Distruggeremo la Corea del Nord". Attacca anche Iran e Venezuela e ribadisce il suo "America first"

Il presidente Usa tiene un discorso infuocato davanti all'assemblea generale delle Nazioni Unite. il numero 1 della Casa Bianca chiama "Rocket man" (uomo missile) il leader di Pyongyang, Kim Jong-un, dicendo che "è in una missione suicida per sé e il suo regime. Gli Stati Uniti sono pronti e capaci di attuare un attacco, ma si spera che questo non sia necessario perché vogliono armonia e pace, non conflitti". Punta il dito pure contro il programma nucleare di Teheran e promette a Maduro di compiere "ulteriori azioni" se "persisterà nell'imporre un regime totalitario". Il giudizio storico sul socialismo: "Dove è stato applicato, dall'Unione sovietica a Cuba, ha portato solo sofferenza" - (VIDEO)


"Rocket man è in missione suicida". E' il messaggio che Donald Trump, al debutto davanti all'assemblea generale dell'Onu con un discorso di 41 minuti, invia a Kim Jong-un. "La Nordcorea minaccia il mondo", è un passaggio del discorso del presidente degli Stati Uniti. Se Pyongyang proseguirà lo sviluppo del suo programma nucleare, "non avremo scelta se non quella di distruggere totalmente la Nordcorea. Speriamo non sia necessario. E' ora che la Nordcorea realizzi che la denuclearizzazione è l'unico futuro accettabile", aggiunge. "Rocket man è in una missione suicida per sé e il suo regime. Gli Stati Uniti sono pronti e capaci" di attuare un attacco "ma si spera che questo non sia necessario", dice il numero 1 della Casa Bianca dopo aver assicurato, nella fase iniziale del suo intervento, che gli Usa "vogliono armonia e pace, non conflitti".

"Nessuno, più del malvagio regime nordcoreano, ha mostrato disprezzo per gli altri paesi e per il benessere del proprio popolo. E' responsabile della morte per fame di milioni di nordcoreani e della prigionia, della tortura, dell'uccisione e dell'oppresione di tantissimi altri. Siamo tutti testimoni dell'abuso mortale compiuto nei confronti dello studente americano Otto Warmbier, restituito all'America solo perché morisse qualche giorno dopo", dice Trump, elencando altre 'imprese' compiute da Pyongyang.

Ora, il programma missilistico e nucleare costituisce una minaccia "per l'intero mondo, con perdite impensabili di vite umane". "E' vergognoso che alcune nazioni non solo facciano affari con questo regime, ma forniscano anche armi e lo sostengano finanziariamente. Nessuna nazione ha interesse a vedere che questa banda di criminali si arma con un arsenale nucleare. Gli Stati Uniti hanno grande forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi o i propri alleati, non avranno altra scelta se non quella di distruggere totalmente la Corea del Nord", ribadisce. "Speriamo non sia necessario: è per questo che ci sono le Nazioni Uniti, vediamo come agiscono".

IRAN - "L'accordo sul nucleare con l'Iran è fonte d'imbarazzo per gli Stati Uniti, dice Trump in un altro passaggio. Il presidente degli Stati Uniti accusa il "regime" di Teheran di usare le sue risorse non per il progresso del suo popolo ma per "finanziare Hezbollah" contro "i pacifici vicini arabi e Israele". "Non possiamo rispettare un accordo se questo dà copertura all'eventuale costruzione di un programma nucleare", denuncia Trump, che definisce l'accordo raggiunto due anni fa dai 5+1 con Teheran "una delle transazioni peggiori e unilaterali mai fatte dagli Stati Uniti". Il presidente americano però non chiarisce se Washington si ritirerà o meno dall'accordo: l'amministrazione ha tempo fino al 15 ottobre per certificare o meno il rispetto dell'intesa da parte dell'Iran.

VENEZUELA - Trump punta il dito contro un altro regime canaglia quello del presidente venezuelano Nicolas Maduro, minacciando "ulteriori azioni" se persisterà nell'imporre un governo autoritario". "Come buoni amici e vicini" il nostro obiettivo è aiutare i venezuelani "a riconquistare la loro libertà, recuperare il loro paese e restaurare la democrazia", dice il presidente americano, esortando la comunità internazionale ad agire in questo senso. "Il problema non è che il socialismo sia stato male applicato in Venezuela, ma è che sia stato applicato fedelmente", dichiara sostenendo che tutti i Paesi dove è stato applicato, dall'Unione Sovietica a Cuba, ha portato solo sofferenza. A parte i tre 'regimi canaglia', Trump descrive un mondo in cui "terroristi ed estremisti hanno preso forza e si sono sviluppati in ogni regione" e "grandi porzioni del Pianeta che sono in conflitto con alcune che stanno andando al diavolo".

AMERICA FIRST - "Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre l'America al primo posto, come così voi leader dovete sempre mettere il vostro Paese al primo posto", dice proponendo uno slogan (America First) già utilizzato in campagna elettorale. "Gli Stati Uniti rimarranno per sempre grandi amici del mondo, specialmente dei loro alleati, ma non si potrà più approfittare di noi e non faremo più accordi sbilanciati in cui l'America non ottiene nulla", ha poi aggiunto con quello che è stato letto come un riferimento agli accordi di Parigi da cui ha ritirato gli Stati Uniti. "Fino a quando io rimarrò presidente, io metterò gli interessi dell'America sopra ad ogni cosa", conclude.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Sicilia, caso regionarie M5S. Grillo insulta i giornalisti: "Vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi"

Il leader pentastellato se la prende con i cronisti che lo aspettavano per un commento fuori da un hotel di Roma. Significativo il disprezzo socio-economico: "Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?" - (VIDEO)


"Questo è sequestro di persona, vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi. Siete i principi del pettegolezzo, quindi non mi coinvolgerete". Lo ha detto Beppe Grillo all'uscita dell'hotel Forum ai cronisti che gli chiedevano un commento sul caso regionarie.

"Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?", ha insistito Grillo, facendosi largo tra i giornalisti.

"Ogni giorno una trappola, dovremmo fare un assessore alle trappole... ci sono dirigenti che lavorano per i partiti e non per il bene comune. Andate seguire il lavoro che stanno facendo i nostri assessori. Andate a vedere all'Ama cosa stanno facendo...", ha detto ancora.
 

IL CASO - In bilico la candidatura di Giancarlo Cancelleri del M5S alle regionali. Il giudice del Tribunale di Palermo ha sospeso l'esito delle 'Regionarie' del M5S, cioè le primarie on line, confermando in questo modo la decisione della scorsa settimana. La sentenza è stata depositata in mattinata dal giudice Claudia Spiga. Il Tribunale accoglie così il ricorso che era stato presentato da uno degli aspiranti candidati, Mauro Giulivi, compagno della deputata Chiara Di Benedetto, escluso dalla corsa. Non solo. Il Tribunale ha anche bocciato l'esito del secondo turno che ha incoronato Cancelleri candidato per il M5S.

Il giudice ha sospeso il risultato delle Regionarie limitatamente ai candidati della provincia di Palermo, da cui proviene proprio Mauro Giulivi che aveva fatto ricorso. A questo punto si sta cercando di trovare una soluzione. Intanto il tempo è tiranno perché i simboli vanno presentato entro sabato mentre le liste entro il prossimo 6 ottobre.

In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, Cancelleri assicura: "Il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto" candidato alla Presidenza della Regione e "con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017". E annuncia che il M5s "farà ricorso per far valere le proprie ragioni". "I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che 'nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio' riguardo "all'anno della celebrazione' e 'alla modalità di svolgimento' delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare", scrive Cancelleri nel post dal titolo "Cancelleri era, è e sarà il candidato presidente del Movimento" per le regionali siciliane. Il post è stato condiviso sui social dallo stesso Grillo, che su Fb scrive "Forza Giancarlo!".

All'Adnkronos Cancelleri conferma: "Presenteremo ricorso, tecnicamente reclamo, contro il decreto. Intanto andiamo avanti e sabato presenterò il simbolo. Sono assolutamente tranquillo e penso che questo ricorso sia davvero incredibile. Una vicenda paradossale: Giulivi ha sparato montagne di fango contro il Movimento, ora dice di voler fare valere il suo diritto a far parte del M5s".

Le motivazioni del magistrato che ha sospeso le 'Regionarie' sono spiegate in undici pagine di sentenza depositata oggi. "Pur trattandosi di proclamazione interna dei candidati alle future elezioni - scrive il giudice - gli atti indicati - e a prescindere dalla loro natura giuridica di atti gestori o deliberativi - hanno prodotto in capo ai soggetti proclamati vincitori, l'insorgenza del diritto alla relativa candidatura ufficiale, con la conseguenza che la richiesta sospensione, al pari dell'eventuale caducazione, è certamente idonea ad incidere sul loro diritto di elettorato passivo".

(Fonte: Adnkronos)
 
 
 

Francesco Facchinetti, videomessaggio per il vip che chiede lo sconto a Portofino: "Non ti vergogni, barbone?"

La provocatoria denuncia del cantante dall'esclusiva località ligure dove si trovava con la moglie Wilma. Un personaggio famoso seduto al tavolo a fianco in un ristorante non aveva intenzione di pagare per intero la sua consumazione. Ecco che cosa gli ha detto... - (VIDEO)


Fancesco Facchinetti mentre è in vacanza a Portofino con la moglie Wilma Helena registra e posta un video (che in poco tempo diventa virale su Facebook) nel quale se la prende con un personaggio misterioso, di cui non fa il nome, accusandolo di aver chiesto uno sconto al ristorante.

"Siamo appena usciti da un locale bellissimo, abbiamo mangiato e bevuto. Accanto a noi c’era un personaggio famoso, anche lui ha mangiato e bevuto. Poi ha chiesto lo sconto. Ma non ti vergogni?" dice Facchinetti Junior.

"Scrocconi. Questo è per tutti quelli famosi che chiedono lo sconto o le cose gratis - dice -. Avete la fortuna di aver trasformato la vostra passione in lavoro, in più chiedete lo sconto... Dovreste pagare di più... Guadagnate un sacco di soldi e chiedete lo sconto? Mi fate schifo".

Guarda il video

Festa della Repubblica? La lezione di Toni Capuozzo sul 2 giugno: "Ecco perché non guarderò la parata. Ma vi racconto che cos'è per me la patria, che amo come amavo mio padre"

L'interessante messaggio del giornalista, che ha una lunga storia da inviato di guerra, sempre a fianco delle Forze Armate. Uno scritto controcorrente che tocca sentimenti profondi, come quelli, sovrapponibili, per la sua terra e per il genitore. Non a caso i due termini hanno la stessa radice


Patrie e padri

Non vedrò neppure in televisione la sfilata del 2 giugno, e un po' mi dispiace (mi piacerebbe in particolare vedere sfilare gli alpini, i parà del 183 con cui ho diviso un periodo a Kabul, i marò... ho un debole quasi infantile per la fanfara dei bersaglieri e il passaggio delle Frecce.). Mi dispiace perché, pur avendo fatto malvolentieri la naja, ho imparato ad apprezzare quegli italiani in divisa. Ma non sopporto i commenti, e certa retorica.

Se avete pazienza, vorrei dire due cose sull'idea di patria. Sono affezionato all'idea delle piccole patrie, non ostili alle patrie più grandi, e che anzi riempiono l'idea di cose concrete: il senso della comunità, gli accenti, i ricordi comuni. Ma se me lo chiedessero a bruciapelo - "ami la Patria ? " - dovrei fare un discorso strano, per non ripetere quel che mi insegnarono alle elementari, o le lezioni di mia madre che esponeva un vecchio tricolore nei giorni di festa.

Dovrei andare, per restare in famiglia, al ricordo di mio padre, che ho perso quand'ero ancora abbastanza giovane.

Un padre con cui mi ero scontrato, senza avere il tempo, poi, di invecchiare insieme, di riconoscerci più simili di quanto pensassimo. Dunque il ricordo di mio padre, con gli anni, si è un po' affrancato dalla gratitudine inevitabile, per quello che ha fatto per me, o dalla stima postuma per quello che è stato. In modo più complice il suo ricordo, e il mio affetto per quel ricordo, si è legato alle sue debolezze, ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai suoi tic.

E' facile amare il superman che ti solleva in braccio da bambino. Più difficile, ma per me più bello, amare le sue sconfitte, e riconoscersi affettuosamente in esse, e ricordare certi tratti del suo carattere che allora non sopportavi, o ti indignavano, o ti spingevano a ribellarti, o te ne vergognavi, e adesso sono le ragioni per cui vuoi bene al suo ricordo.

Dico questo perché la radice delle parole "padre" e "patria" sono le stesse. E come puoi voler bene a una patria come questa nostra, così scassata e modesta, così difettosa e ingrata ? Io le voglio bene come a mio padre: proprio con l'affetto che si deve a chi ha i suoi difetti, che assomigliano ai miei, con l'abbraccio con cui si va incontro alle bellezze sciupate, agli accenti familiari anche quando straparlano. Magari non dico viva il 2 giugno, ma non la dimentico il 3 o il 4.

(Dalla pagina Facebook di Toni Capuozzo)

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