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updated 3:31 PM UTC, Jul 2, 2020

WhatsApp, sticker animati, QR code, videochiamate di gruppo super: tutte le novità in arrivo per l'app di messaggistica più amata al mondo (VIDEO)

Sticker animati, codici Qr, modalità dark per le versioni Web e Desktop, videochiamate fino a otto partecipanti e stato anche per gli utenti KaiOS: sono queste le novità, alcune molto attese dagli utenti, annunciate da Whatsapp, il servizio di messaggistica istantanea associata a un'utenza telefonica e usufruibile anche su pc e tablet - (VIDEO)


Nelle prossime settimane

WhatsApp, novità in arrivo. L'app di messaggistica si appresta ad introdurre una serie di nuove funzioni a disposizione degli utenti. Si parte dagli sticker animati, sempre più utilizzati. WhatsApp sta implemendando nuovi pacchetti di sticker animati sempre più divertenti ed espressivi.

Capitolo codici QR: con le nuove funzioni, aggiungere un nuovo contatto sarà ancora più semplice. Per inserirlo, sarà sufficiente inquadrare il suo codice QR e non bisognerà più digitare il numero. La 'dark mode' sbarca anche sul computer e sarà disponibile anche nella versione Web e Desktop.

Cambiano le videochiamate di gruppo: ora che è possibile avviare una videochiamata con 8 partecipanti, sarà più facile concentrarsi su un partecipante alla volta. Basterà tenere premuto il suo video per visualizzarlo a schermo intero. E' stata aggiunta anche un'icona del video nelle chat con un massimo di 8 partecipanti, così si potrà avviare una videochiamata di gruppo con un solo tocco.

Lo stato, poi, arriva anche su KaiOS: gli utenti KaiOS ora hanno a disposizione la funzione che permette di condividere gli aggiornamenti allo stato per 24 ore.

Queste funzioni, fa sapere WhatsApp, saranno rese disponibili nel corso delle prossime settimane agli utenti che dispongono delle versioni più recenti dell'applicazione.


L'azienda ha ufficializzato nelle scorse ore diverse novità, fra cui l'arrivo dei codici QR (anch'essi apparsi sulle versioni beta da parecchio tempo) per condividere il proprio account, la modalità scura anche su WhatsApp Web e WhatsApp Desktop, e anche altre novità minori. Le elenchiamo tutte così come riportate sul blog ufficiale di WhatsApp:

  • sticker animati: gli sticker sono sempre più usati per comunicare su WhatsApp, e i nostri utenti ne inviano miliardi ogni giorno. Stiamo implementando nuovi pacchetti di sticker animati sempre più divertenti ed espressivi
  • codici QR: con le nuove funzioni, aggiungere un nuovo contatto sarà ancora più semplice. Per aggiungere un nuovo contatto, ti basterà inquadrare il suo codice QR. Non dovrai più inserire il numero manualmente
  • modalità scura per WhatsApp Web e Desktop: l'amatissima modalità scura ora arriva anche sul computer
  • miglioramenti alle videochiamate di gruppo: ora che è possibile avviare una videochiamata con 8 partecipanti, abbiamo reso più facile concentrarsi su un partecipante alla volta. Ti basterà tenere premuto il suo video per visualizzarlo a schermo intero. Abbiamo aggiunto anche un'icona del video nelle chat con un massimo di 8 partecipanti, così potrai avviare una videochiamata di gruppo con un solo tocco
  • lo stato arriva anche su KaiOS: gli utenti KaiOS ora hanno a disposizione la funzione che permette di condividere gli aggiornamenti allo stato per 24 ore

Videogiochi online, cosa sapere per effettuare dei pagamenti sicuri

Una password complessa non è l'unico modo per proteggere le carte di credito quando si effettuano acquisti nei videogiochi.


Il furto di carte di credito o credenziali bancarie è una delle minacce che spesso devono affrontare i giocatori, una particolare attenzione va prestata ai giocatori in erba, ai bambini, perché spesso a pagarne le conseguenze sono i genitori. Non importa se l'attacco è di tipo massiccio, cioè contro il gioco, o diretto, cioè contro la persona, esistono diverse precauzioni che possono minimizzare i rischi.

Naturalmente, ci sono una serie di misure comuni a qualsiasi account che possono essere applicate, come scegliere password complesse, non riutilizzarle e cambiarle spesso. Inoltre, non dovrebbero essere condivise o scritte a meno che non vengano eseguite in un gestore chiavi che crittografa le informazioni.

Secondo il Rapporto sulla sicurezza e i videogiochi online e gli eSport, nel caso dei pagamenti, si rileva una curiosità: le persone che non sono necessariamente titolari del conto bancario vengono attaccate più spesso, perché il furto dei dati sensibili viene scoperto dopo più tempo. Molti genitori usano le loro carte per gli acquisti online dei bambini, questo potrebbe renderli ignari del fatto che i loro dati sono stati compromessi, fino a quando non è troppo tardi. Pertanto, in caso di notifiche confuse o si sospetti che le informazioni sulla carta di credito utilizzata per i pagamenti online, possano essere state "ottenute" da una terza parte, il blocco immediato della carta è la soluzione per stare più tranquilli. Tuttavia, è molto più sicuro non associare mai direttamente una carta, esistono dei portafogli elettronici che offrono maggiori livelli di sicurezza.

Ovviamente tutti i servizi dovrebbe essere mantenuti senza che a essi si associato un conto bancario: quando necessario, il denaro verrà nuovamente introdotto, ma senza una "traccia" dell'origine del denaro.

Le carte regalo fisiche per servizi come PSN, Google Play, Spotify e simili, sono un'altra opzione sicura, anche se un po 'meno pratica, in quanto richiede un acquisto fisico.

Un ulteriore passo avanti è creare un'e-mail specifica per il profilo di gioco (se richiesta) e che non vengono fornite informazioni che consentano l'identificazione del giocatore.

Infine, quando si riempiono le borse elettroniche di ciascuno di questi negozi, è conveniente farlo solo con l'importo che verrà speso in quel momento. In questo modo, ogni centesimo degli acquisti all'interno dei videogiochi è protetto e il vostro conto anche...

Tutti questi suggerimenti sono applicabili ai videogiochi su console o computer, ma hanno un problema quando parliamo di piattaforme mobili, molte volte il telefono o il tablet utilizzato per giocare appartiene al genitore. In questo caso, il pericolo non è tanto il conto corrente, ma gli acquisti indesiderati (o, meglio dire, indesiderati da parte dell'adulto).

In questo caso, la conferma tramite password o dati biometrici, prima di ogni acquisto deve essere sempre attivata e, se il sistema operativo lo consente, attivare diversi profili che non abbiano i privilegi di amministratore.

Al contrario, se il dispositivo appartiene alla persona che lo utilizza, è possibile ricorrere a portafogli elettronici ed escludere l'uso di carte di credito. Ancora una volta, l'acquisto di buoni regalo è la migliore garanzia di sicurezza.

Digital Week 2020, a Milano edicole tecnologiche e servizi per i cittadini. L'innovazione per uscire dall'emergenza

Dal 25 a 30 maggio a Milano è tempo di Digital Week. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, si propone come il punto di riferimento di tutta l'innovazione digitale: dalla produzione manifatturiera al design, dalla multimedialità all'advertising e, naturalmente, allo smartworking. Tra i numerosi temi affrontati: lavoro, salute, economia e media, in una sei giorni di partecipazione attiva, gratuita, rigorosamente online


Milano Digital Week 2020, la Città Trasformata » inno3

In questa settimana dal 25 al 30 maggio, le edicole di Milano lanciano la Digital Week 2020. In un momento così delicato durante la fase di rientro alla normalità, per favorire il contenimento ed evitare assembramenti, i vari “sportelli di quartiere” dislocati per la città, possono emettere: certificati anagrafici, di nascita, di cittadinanza, offrendo la possibilità al cittadino d’incontrare l’Amministrazione Comunale comodamente proprio sotto casa, alleggerendo così oltre l’affluenza di persone presso gli uffici pubblici ma anche sui mezzi di  trasporto.

Si tratta, precisamente, del protocollo Edicole “INFOMI” ideato e creato per rinnovare le edicole e renderle ancora più produttive con un nuovo modello e nuove logiche  di business sicuramente più evolute, innovative, uniche e tecnologiche da riproporre anche nei diversi Comuni d’Italia, perché costituito da servizi digitali atti ad agevolare anche e soprattutto la comunicazione in favore sia dei cittadini e che dei turisti, con 150 touchpoints, piattaforme interattive per risolvere le necessità di un consumatore sempre più esigente e sempre di corsa, e offrire assistenza, dotati di wi-fi, bluetooth, pagamento NCF, due telecamere, un sistema audio e tanto altro. Inoltre viene data la possibilità di ritirare presso l’edicola pacchi ordinati on line con tempi di ritiro pressoché immediati, con consegna merci a km0, dunque non più furgoni per la consegna a domicilio con intasamenti stradali continuativi sia di giorno che di notte bensì solo trasporto notturno insieme ai giornali, minimizzando così i rischi alla salute del cittadino e contenendo il più possibile il grave problema incombente sull'inquinamento. 

Konny Bilotta

Cybercrime, raddoppiate le violazioni su cloud. Il rapporto annuale di Verizon analizza l'evoluzione del crimine informatico (che ovviamente mira ai soldi)

Ecco il "Data Breach Investigations Report 2020" che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo. Nove violazioni su dieci motivate da finalità finanziarie, mail aziendali particolarmente nel mirino. Caratteristiche, modalità e obiettivi dei malfattori informatici che approfittano anche degli effetti della pandemia sulle abitudini tecnologiche


Il guadagno resta lo scopo principale del crimine informatico che colpisce sempre di più il 'cloud' delle aziende e le dotazioni personali, in un momento in cui molti sono a casa per la pandemia, con meno protezioni sul fronte sicurezza. Sono alcune delle riflessioni contenute nell'annuale rapporto di Verizon sulle violazioni (Data Breach Investigations Report 2020) che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo.

Secondo la ricerca, quasi 9 violazioni su 10 (86%) sono motivate da finalità finanziarie. La maggioranza di queste continua a essere causata da attori esterni - il 70% - con il crimine organizzato che ne rappresenta il 55%. Il furto di credenziali e gli attacchi come il phishing e le compromissioni delle e-mail aziendali causano la maggior parte delle violazioni (oltre il 67%). Rispetto al rapporto 2019, questo mette in evidenza il raddoppio delle violazioni su cloud, ma anche il ransomware ha visto un leggero aumento, rilevato nel 27% degli attacchi malware (rispetto al 24% del 2019).

Inoltre, secondo il rapporto, il phishing è la principale minaccia per le piccole organizzazioni e rappresenta oltre il 30% delle violazioni, seguita dall'uso di credenziali rubate (27%). infine, riguardo i diversi settori, in quello manifatturiero il 23% degli attacchi è stato causato da ransomware, rispetto al 61% nel settore pubblico e all'80% nell'istruzione. Gli errori hanno rappresentato il 33% delle violazioni nel settore pubblico, ma solo il 12% di quelle nel settore produttivo. 

 

(Fonte: Ansa)

Caschi "intelligenti" che misurano la temperatura a 200 persone al minuto

Il dispositivo, creato da una società cinese, è stato acquisito dalla polizia di Dubai per contrastare la diffusione del covid-19


Caschi "intelligenti" dotati della tecnologia più recente, in grado di misurare la temperatura fino a 200 persone al minuto e visualizzare i risultati in tempo reale. È l'ultima acquisizione della polizia di Dubai, che si vedrà impegnata a controllare il flusso di persone dopo la riapertura e la fine del Lookdown nello stato arabo. Il dispositivo, prodotto da un'azienda cinese, è dotato di due telecamere che forniscono immagini termiche a infrarossi fino a cinque metri di distanza. L'elmetto, verrà utilizzato per giorni dalle forze di sicurezza dell'emirato e dai servizi di emergenza sanitaria, rileva la temperatura di fino a 13 persone contemporaneamente su strade pubbliche e mezzi di trasporto, sia durante il giorno sia la notte. I risultati della scansione vengono visualizzati su uno schermo in tempo reale. In caso di rilevamento di febbre, emette un avviso e segnala la persona colpita.

In una intervista alla Reuters il capo della polizia dell'emirato ha spiegato le misure adottate, "Se qualcuno ha una temperatura elevata, prendiamo le misure necessarie per fermarlo. Quindi viene assistito da paramedici e portato alla struttura medica più vicina. Abbiamo implementato questo elmetto intelligente durante la crisi Covid-19 in tutte le stazioni di polizia di Dubai e dotate tutte le pattuglie la cui responsabilità richiede che siano in prima linea".

I suoi creatori assicurano che l'efficacia del casco (che richiede meno tempo e contatto rispetto ai termometri) è stata testata in Cina, con 80 milioni di scansioni giornaliere, prima di iniziare la sua vendita internazionale alla fine del mese scorso. Il dispositivo può anche essere utilizzato collegato a un treppiede. La società afferma di aver ricevuto ordini da altri paesi del Medio Oriente, Europa, Africa e Asia.

"Migliora esponenzialmente efficienza dei controlli e la prevenzione di nuovi focolai, perché non solo misura la temperatura corporea, ma associa direttamente i dati alle informazioni del paziente tramite la scansione di un codice QR", si legge nel comunicato stampa rilasciato dalla società nella fase di lancio internazionale del prodotto.

Gli Emirati Arabi Uniti, la federazione a cui appartiene Dubai, hanno 8.756 casi e 56 morti . È il terzo paese al mondo con il più alto rapporto di contagio, Dubai, con 3,3 milioni di abitanti, è l'emirato più colpito dalla pandemia.

Per fermare questa drammatica avanzata, il 4 aprile le autorità hanno imposto un rigoroso isolamento. Da allora, sono state limitate le forniture di alimentari e i passaggi in ospedale o in farmacia. Tutti coloro che avevano necessità di spostarsi anche solo per fare della spesa, dovevano inviare un messaggio alle forze di polizia e aspettare l'autorizzazione.

Un agente di polizia controlla la temperatura di un lavoratore venerdì a Dubai.

 A partire da questo venerdì, in coincidenza con il primo giorno del mese santo musulmano del Ramadan, i residenti (l'83 percento sono stranieri) possono lasciare le proprie case senza autorizzazione. La popolazione può muoversi liberamente per un massimo di due ore tra le 6.00 del mattino e le 10.00 di notte per praticare sport o passeggiare con l'animale, indossando una maschera in ogni momento e con un massimo di tre persone insieme. L'assenza di protezione è punita con una multa di 1.000 dirham degli Emirati (circa 250 euro).

Le autorità consentono anche visite a parenti di "primo o secondo grado", con l'obbligo che non vi siano riunioni con più di cinque persone nella stessa stanza. Anche l'attività commerciale nella capitale del tempo libero degli Emirati sta iniziando a riprendersi.

centri commerciali saranno aperti tra mezzogiorno e le 22:00 e i negozi potrebbero riaprire senza superare il 30 percento della loro capacità normale. L'ingresso ai centri commerciali sarà vietato ai minori di età compresa tra 3 e 12 anni e oltre i 60 anni.

Una misura simile si applica ai ristoranti fuori dai centri commerciali, che possono essere aperti con tavoli che si tengono a una distanza di due metri l'uno dall'altro e applicando una rigorosa politica di pulizia e sterilizzazione . Buffet e shisha (narghilè) continueranno a essere banditi.

I guanti non sono obbligatori negli spazi pubblici o nei supermercati. I divieti, al contrario, rimangono in vigore per i cinema, le imprese di intrattenimento e le aree ricreative. La metropolitana di Dubai ripristinerà il suo servizio a partire da domenica prossima.

Il Comitato supremo per le crisi e i disastri di Dubai ha riconosciuto che "le rigorose misure adottate nelle ultime tre settimane hanno contribuito in modo significativo a mitigare la crisi". L'agenzia ha sottolineato, tuttavia, che la normalità non è stata ripristinata nella città dei grattacieli. "È fondamentale che le persone  seguano le misure precauzionali e preventive fino a quando la situazione non ritornerà normale", ha affermato in una nota.

In diverse città del Golfo Persico, i distretti in cui l'epidemia si è manifestata più virulenta, e dove si trovano la maggior parte dei migranti che lavorano negli Emirati,  le case sono state sigillate e isolate, suscitando denunce da parte delle organizzazioni per i diritti umani. "La distanza sociale è una delle misure chiave raccomandate dagli esperti di salute per combattere la diffusione di Covid-19. Siamo preoccupati per i migranti che vivono in campi di lavoro di massa".

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Coronavirus, ecco l'app di Regione Lombardia per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19. Ecco come funziona (VIDEO)

L'app AllertaLOM, già utilizzata per le allerte di Protezione Civile, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus permette agli oltre 50 mila utenti di ricevere notifiche e informazioni. E' disponibile su Apple Store e Google Play Store e diventa un importante strumento per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19.Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno compilare un questionario integrato all'interno dell’app che renderà possibile raccogliere dati, in forma anonimizzata, e mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo - (VIDEO)


Un’app e un questionario, per monitorare e quantificare con precisione lo sviluppo del Covid-19 sul territorio e creare una mappa del rischio di contagio. Li offre ai cittadini Regione Lombardia, come primo tassello del progetto CERCACOVID sviluppato - attraverso la digital company ARIA S.p.A - in collaborazione con medici e ricercatori dell’Ospedale San Matteo e dell’Università degli Studi di Pavia. L’obiettivo è quello di raccogliere una grande quantità di dati, in forma anonimizzata, per mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo. Sarà così possibile fare scelte sempre più mirate nella gestione dell’emergenza sanitaria (es. individuare prima l’emergere di eventuali nuovi focolai) e sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro.

Come funziona

Il punto di partenza della prima fase del progetto è nell’app già esistente della Protezione Civile lombarda “allertaLOM”, progettata per inviare notifiche agli utenti sulle allerte emesse dalla Protezione Civile in Regione Lombardia e da marzo legata da Regione anche all’emergenza Covid-19.

Già utilizzata da 50 mila utenti, l’app è stata ora implementata con una sezione Coronavirus e un questionario, predisposto come una sorta di ‘triage’ a distanza.

Le informazioni raccolte contribuiranno ad alimentare una “mappa del rischio contagio” continuamente aggiornata, che – anche grazie all’incrocio con altre banche dati – permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali sul contagio.

Scarica qui l’app “allertaLOM”per Android per iOS, e compila il questionario.

Chi già ha installato l’app AllertaLOM è invitato a scaricare l’aggiornamento, per poter usufruire delle nuove funzionalità.

Il questionario - anonimo - può essere aggiornato ogni giorno (non più di una volta al giorno). 

A chi si rivolge

Per raggiungere lo scopo, è importante che l’app venga scaricata e il questionario compilato dal più ampio numero possibile di cittadini.  Il questionario infatti non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabile al Covid-19, ma a tutti i cittadini.  

L’obiettivo ultimo è incrociare l’analisi dei dati raccolti con altri dati a disposizione di Regione Lombardia, e partendo delle evidenze cliniche fornite dalle strutture sanitarie e dai presidi sul territorio Regionale calcolare il grado di rischio di contagio, rafforzando così le tutele per tutti i cittadini, sintomatici e asintomatici.

Si punta infatti a fornire all’Unità Regionale di gestione della crisi elementi utili a localizzare le zone con maggior probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio in zone considerate meno a rischio.

Tra le domande, ci sono quelle di contesto generale - domicilio attuale, necessità di spostamenti per lavoro, contatti recenti con persone poi risultate positive al contagio o frequentazione di luoghi poi chiusi per Covid-19 - e altre legate alla segnalazione di possibili sintomi legati al Coronavirus.

In questa prima fase, le domande sullo stato di salute sono solo a fini statistici: “CERCACOVID” non è un’app di Telemedicina – non fornisce indicazioni di cura o intervento -, non sostituisce il medico di base a cui vanno riferiti tutti i sintomi al loro apparire e non fa monitoraggio dei pazienti.

Si tratta insomma di uno strumento tecnologico in più, per conoscere le dinamiche di diffusione capillare del virus, che si integra e non si sostituisce al sistema sanitario.

Il progetto potrà essere sviluppato ulteriormente - per accompagnare anche la fase post-emergenza in cui la tecnologia svolgerà un ruolo indispensabile nel tracciare e contenere eventuali nuovi focolai -  grazie al contributo dei soggetti dell’ecosistema della ricerca che parteciperanno al nuovo Bando di Regione Lombardia per progetti di contrasto al Covid19.

La privacy

L’app è conforme al GDPR ed è rilasciata da Regione, titolare della gestione della crisi a livello sanitario in Lombardia. Non prevede alcun meccanismo di localizzazione continua dei partecipanti.

CERCACOVID permette a ogni utente di aderire in modo volontario (dopo aver letto il regolamento e accettato la relativa informativa privacy) a un percorso di monitoraggio attivo, dal quale può recedere in ogni momento.

 

Coronavirus, ecco TraceTogether, l'app "anticontagio" di Singapore: come funziona (VIDEO)

Si chiama TraceTogether ed è l'app che Singapore schiera per contenere la diffusione del coronavirus. "Se siete stati in contatto con un caso di Covid-19, a prescindere se conosciate la persona, TraceTogher permette di chiamarvi rapidamente. Essere contattati in tempi brevi permette di proteggere le persone che vi circondano, riducendo la diffusione del Covid-19", si legge sul sito allestito dal governo per favorire l'utilizzo dell'app. Il video esplicativo indica i passi da compiere: scaricare l'app e attivare il Bluetooth sul proprio smartphone. "Tutto qui", secondo le istruzioni. Come funziona l'app? "TraceTogether usa il Bluetooth per determinare quando uno smartphone è vicino ad un altro apparecchio sul quale sia stata installata l'applicazione. I due telefoni si scambiano ID anonimi, i dati vengono criptati e conservati esclusivamente sul vostro smartphone". Se un utente risulta positivo al Covid-19, a lui o a lei verrà chiesto di fornire i dati" registrati dall'app. Si tratta di "una lista di ID anonimi a cui il telefono" del soggetto contagiato "si è avvicinato. Tutto qui: nessuna geolocalizzazione, né vengono raccolti dati personali". "Gli ID anonimi aiuteranno i 'tracers' a rintracciare velocemente le persone ad alto rischio contagio, a fornire cure e a prevenire il rischio di diffusione del virus". Il tutto è scaricabile sia per sistemi Android (Google Play Store) che per iOS (Apple)

 

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