updated 12:51 PM UTC, Nov 14, 2018

Contenuti terroristici sui social, la UE esige la cancellazione entro 1 ora dalla segnalazione

Google, Facebook e Twitter devono eliminare qualsiasi contenuto terroristico segnalato entro un'ora. Purtroppo serve un nuovo algoritmo più performante per filtrare i messaggi controversi


Quello che Facebook, Microsoft, YouTube e Twitter hanno fatto volontariamente contro la diffusione di contenuti estremisti non è sufficiente per la Commissione Ue. Come minacciato più volte, ora la commissione vuole intraprendere una strada legale per combattere la propaganda terroristica e tramite una direttiva ufficiale del parlamento, imporrà la cancellazione del contenuto segnalato nel giro di un'ora. Nel caso di "fallimento sistematico" i colossi dei social saranno soggetti a multe fino al quattro per cento del loro fatturato annuo globale. "Un'ora è la finestra temporale critica in cui viene fatto il danno maggiore", ha detto il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker.

Per la commissione del Parlamento Europeo, i fornitori dei servizi "Social" devono essere definiti come " fornitori di servizi della società dell'informazione, che consentono ai loro utenti di memorizzare informazioni e di renderle poi disponibili a terzi ". A sua volta, il contenuto del terrorismo è definito nella bozza come "informazione che promuove o glorifica i reati terroristici", che richiede il coinvolgimento in tali crimini, o il sostegno a gruppi terroristici o la fornitura di linee guida su atti terroristici, per questo da escludere ed eliminare.

Secondo il progetto, gli Stati membri dovrebbero istituire organismi specifici per identificare il contenuto pertinente, imporre sanzioni alle imprese e affrontare le loro manchevolezze se non classificano i contenuti segnalati come non estremisti. Le aziende Internet, a loro volta, sono tenute a intraprendere azioni per scoprire, rimuovere rapidamente o bloccare l'accesso a tali contenuti e impedire il ri-caricamento di contenuti di terrore già eliminati una volta. "L'uso di strumenti automatici" è esplicitamente menzionato nella bozza, ma un controllo umano di questi strumenti è richiesto almeno dove è "appropriato" o necessario per fare una revisione dettagliata del contenuto segnalato. "Purtroppo senza un filtro di upload, nessun provider può adempiere a questi obblighi", ha scritto su Twitter Julia Reda, membro della commissione anti terrorismo dell'Unione Europea, i filtri di caricamento sono programmi che esaminano i contenuti caricati da un utente e ne impediscono la pubblicazione se rilevano contenuti illegali. Tali filtri sono già attivi per la lotta contro le raffigurazioni di abusi sessuali su bambini. Una volta identificati i contenuti illeciti sotto forma di un valore numerico crittografico (hash) vengono salvati e conservati in un database privato a disposizione delle autorità. Ogni nuovo caricamento è sincronizzato con il database,in questo modo i contenuti già identificati vengono immediatamente rilevati.

 

Purtroppo ad oggi i software di filtraggio risultano non affidabili, troppi falsi allarmi o passaggio di contenuti pericolosi non bloccati, anche Mozilla e l'organizzazione per i diritti civili Digitale Gesellschaft hanno votato contro il progetto, perché la direttiva avrebbe comportato un maggiore uso di software di filtraggio inefficaci, creando solo uno stato di caos in un mondo già troppo incontrollato.

Il Regno Unito costruisce un cyber-center in Kenya "per colpire i pedofili britannici prima che possano nascondersi"

In Africa il centro sarà il primo del suo genere, il Kenya è lo stato dove si registra il maggior numero (crescente) di casi di abusi sui minori


Il governo del Regno Unito costruirà un nuovo "cyber center" per colpire i pedofili britannici che troppo spesso  scelgono l'Africa come meta dei loro viaggi sessuali. Il centro sarà il primo del suo genere in Africa, il Kenya è lo stato dove si riscontra un numero crescente di casi di abuso minorile a scopo sessuale. Negli ultimi due anni due uomini britannici sono stati condannati a lunghe pene detentive dopo essere arrivati nel paese africano con l'unico scopo di abusare sessualmente di giovani, alcuni dei quali erano indigenti bambini di strada.

Fa parte di un patto di sicurezza più ampio annunciato da Theresa May, a Nairobi nella tappa finale del suo tour di tre giorni in Africa, che ha anche toccato la Nigeria e il Sud Africa. Il primo ministro ha dichiarato: "Lo sfruttamento dei minori online è un crimine aberrante e siamo determinati a garantire che non ci sia posto per i predatori che usano Internet per condividere immagini di abusi attraverso i confini nazionali, troppo spesso impunemente. Questa drammatica situazione ha dato il via ad un accordo con il Kenya in materia di sicurezza e giustizia penale - una partnership che guarda alla sicurezza in molti campi e che ha già contribuito a condannare e imprigionare terroristi presenti entri i confini del Regno Unito". Attualmente le autorità keniane non ricevono segnalazioni relative a materiale pedopornografico sulla rete africana da parte di aziende tecnologiche statunitensi, perché ancora non esistono "canali sicuri", che abbiano le necessarie policy di sicurezza. 

Il nuovo cyber center consentirà per la prima volta alle autorità di accedere ai dati sugli abusi forniti dalle imprese tecnologiche, garantendo che i perpetratori possano essere assicurati alla giustizia. 

Il centro si baserà sulla realizzazione di un'unità anti-traffico di materiale pornografico e anti-bambino, formata da personale kenyota ma istituita dall'Agenzia nazionale per la criminalità del Regno Unito, che secondo i funzionari sta riscontrando un aumento dei casi di abusi sui minori. In oltre 100 indagini in corso, da marzo 2016 ha protetto circa 400 bambini e sostenuto l'arresto di circa 40 sospetti. L'unità ha contribuito a garantire la condanna di Simon Harris, che è stato condannato a 14 anni nel 2015 per aver abusato sessualmente di bambini di strada proprio in Kenya. Altra indagine fiore all'occhiello dell'agenzia è quella che ha portato all'arresto di Keith Morris, anche lui condannato a più di 18 anni di carcere nel 2018 per aver abusato sessualmente di bambini del Kenya in un villaggio vicino a Mombasa, a seguito del lavoro svolto presso l'unità di costruzioni. Il nuovo patto di sicurezza impegna inoltre il Regno Unito a rafforzare la sicurezza dell'aviazione keniana, compresa la fornitura di macchine per rilevare gli esplosivi per aiutare a  mantenere il turismo inglese, che vede ogni anno più di 100.000 turisti britannici presenti nel paese. Il Regno Unito offrirà anche formazione alla polizia e aiuterà le autorità keniane a combattere la violenza contro le ragazze e le donne. Infine, condivideranno le competenze con il sistema giudiziario penale del Kenya per rafforzare le procedure per casi legali complessi, compresi il terrorismo e la criminalità organizzata.

La premier Theresa May ha assicurato che, nonostante la transizione che porterà gli inglesi all’uscita dall’Ue, i rapporti commerciali con il Kenya rimarranno invariati, ed ha garantito un accesso libero al mercato britannico, cosa a cui teneva il presidente Kenyatta. Proseguendo nel discorso ha dichiarato che “Stiamo portando avanti, naturalmente, un accordo che lasci invariate le regole degli scambi internazionali una volta che avremo lasciato l’Unione Europea. Ma ci occuperemo di migliorare anche le nostre relazioni commerciali nel resto del mondo”.
Inoltre ha assicurato che ogni bene acquisito tramite corruzione in Kenya e nascosto nel Regno Unito sarà rimandato indietro: “Oggi abbiamo firmato un accordo che garantisce che ogni provente della corruzione finito nel Regno Unito sarà restituito al popolo del Kenya”.
Il viaggio aveva lo scopo di massimizzare le opportunità di commercio per Nigeria, Sudafrica, Kenya dopo l’uscita della Gran Bretagna dell’Unione Europea, prevista per il marzo 2019. Inoltre May ha annunciato un extra di quattro miliardi per aiutare l’economia africana, ed è stato firmato il primo patto per il commercio dopo Brexit con il Mozambico e l’Unione doganale africana del sud.

Insomma presto vedremo una Gran Bretagna uscire dall'Europa sbattendo la porta ed entrare in Africa accolta da un lungo tappeto rosso.

Terrorismo, arrestato militante dell'Isis a Torino. E' un Italo-marocchino pronto a compiere attentati. Cosa stiamo rischiando? (VIDEO)

"Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico". E' l'accusa nei confronti di un italo-marocchino arrestato questa mattina dalla Polizia al termine di un'indagine dell'Antiterrorismo coordinata dalla procura di Torino. Si tratta di Elmahdi Halili, 23enne autore del primo testo di propaganda dell'Isis in italiano. Nel 2015 aveva patteggiato due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Parole di sfida in Questura: "Sono fiero di andare in carcere per Allah" - (VIDEO)


Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne Italo marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo © ANSA

Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico. E' questa l'accusa con cui è stato arrestato Halili Elmahdi, 23enne marocchino naturalizzato italiano, che "si informava sull'utilizzo di un coltello e stava studiando come preparare un camion per compiere un attentato", fa sapere il questore di Torino, Francesco Messina, che ha aggiunto: "Era il momento di intervenire non potevano permetterci che facesse un salto di qualità operativa e di aspettare che individuasse un obiettivo da colpire". 

Perché l'indagine che ha portato oggi all'arresto di Halili - soggetto "ideologizzato ma in particolare orientato verso un'attività violenta di proseliti per favorire il reclutamento di lupi solitari", passato "da una prima fase di auto radicalizzazione a una fase di proselitismo avanzata fino a qualificare questo proselitismo a livello di minaccia" - nasce in realtà a fine 2015. Allora, fa sapere la polizia, "il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento, emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale della stessa per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico".

Dalle successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos, spiega la polizia, è emerso "un crescente percorso di radicalizzazione di Halili che, nonostante la citata sentenza, aveva addirittura intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l'archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al Jihad prodotto dallo Stato Islamico".

Tra il materiale confluito negli atti d'indagine, che ha portato all'arresto del 23enne, "vi sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni e/o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles nonché gli infervorati sermoni di 'predicatori dell'odio' del calibro di Anwar Al-awlaki, conosciuto anche come 'il Bin Laden di Internet', considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani".

Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di Al Adnani, sottolinea la polizia, "l'arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l'ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che ha portato alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015".

Il materiale jihadista acquisito da "Halili Elmahdi sul web in lingua araba o inglese veniva poi da lui meticolosamente tradotto e/o rielaborato in italiano con lo specifico fine di utilizzarlo nella sua attività apologetica e di proselitismo in favore della jihad". Come riferisce la polizia, "grazie all'utilizzo dei social network era poi riuscito ad attrarre nella sua sfera di influenza altri internauti, in particolare italiani convertiti all'islam e giovani immigrati di seconda generazione". "Nel periodo finale delle indagini l'attività dell'internauta si era in particolare focalizzata sulla rivista online 'Rumiyah', contenente le istruzioni operative per i guerriglieri del Califfato in Occidente su come effettuare attacchi terroristici utilizzando autocarri o autoveicoli ovvero coltelli.

IL 23enne aveva inoltre contatti con due "aspiranti foreign fighters". "Particolarmente qualificanti sotto il profilo investigativo", riferisce la polizia, "sono risultati i pregressi contatti di Halili con Moutaharrik Abderrahim e Khachia Abderrahmane, i due aspiranti foreign fighters arrestati il 26 aprile 2016 in esecuzione di misure cautelari emesse dall'autorità giudiziaria di Milano per associazione con finalità di terrorismo".

Attentato a New York, quattro persone ferite: arrestato l'attentatore. Il video dell'esplosione - LIVE

Torna la Paura del terrorismo in America. Fermato un bengalese di 27 anni che indossava in giubotto esplosivo. La deflagrazione alla stazione dei bus Port Authority, la più grande degli Stati Uniti. Evacuate le linee della metropolitana A, C e E - (VIDEO)


Allarme a New York per un'esplosione avvenuta al terminal degli autobus di Port Authority vicino a Times Square. Fonti della polizia, scrive il sito di Abc news, riferiscono che un ordigno artigianale, un tubo bomba, è esploso in un sottopassaggio sotto il terminal degli autobus. Quattro persone, compreso l'attentatore, sono rimaste lievemente ferite. In relazione all'episodio è stato fermato un sospetto, un 27enne di origine bengalese, identificato come Akayed Ullah.

Il New York Post, che cita fonti di polizia, scrive che il mancato attentatore suicida è un 27enne originario del Bangladesh che viveva a Brooklyn. Il giovane sarebbe stato ispirato dall'Isis. Il 27enne, che aveva nascosto il tubo bomba lungo circa 13 centimetri sotto la giacca, nella parte destra, ha fatto detonare parzialmente l'ordigno mentre si trovava nel sottopassaggio. L'uomo, che viveva a New York da sette anni, è stato fermato ed è rimasto lievemente ferito.

Dell'accaduto è stato informato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. "La polizia sta rispondendo a notizie di un'esplosione di origine ignota tra la 42ma Strada e l'ottava Avenue", ha twittato il Dipartimento di polizia di New York, precisando che le linee A, C ed E della metropolitana sono state evacuate". Sul posto presenti anche artificieri e vigili del fuoco, secondo quanto riferisce il New York Post.

Port Authority è il maggior terminal di autobus degli Stati Uniti, con un traffico di oltre 65 milioni di passeggeri all'anno.

(Fonte: Adnkronos)

 

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  • Pubblicato in Esteri

Islam in Italia, bocciata la proposta di Daniela Santanché. La sua delusione: "Chiedevo solo un albo degli imam e più controlli nelle moschee"

Il voto contrario in Commissione Affari costituzionali. La deputata di Forza Italia sul suo profilo Instagram: "La mia proposta voleva impedire l'islamizzazione dell'Italia e il rafforzamento del terrorismo fondamentalista nel nostro Paese. La legge prevedeva l'istituzione di un albo degli imam e strumenti per aiutare la polizia a controllare le moschee e le attività al loro interno". Secondo la Santanché, gli stessi capi religiosi islamici avrebbe dovuto appoggiare la sua legge. E anche "tutti quei musulmani moderati che dicono di non avere nulla contro l'Occidente e i suoi valori. Chi non commette attività illegali e non incita al terrorismo non avrebbe nulla da temere se la polizia svolge opportuni controlli esattamente come controlla qualsiasi altro cittadino o luogo di aggregazione in Italia. Ma evidentemente c'è chi vuole in Italia privilegi speciali"

Milano, i messaggi di CasaPound sulle barriere antiterrorismo fanno riflettere: "Chiudete le frontiere, non le strade"

Numerosi striscioni sui blocchi di cemento piazzati nei luoghi sensibili per il periodo natalizio. La portavoce De Rosa: "Invece di blindare la città Sala e compagni la smettano di favorire un'immigrazione incontrollata. Così si dà solo un'illusione di sicurezza ai cittadini"


"Chiudete le frontiere, non le strade". È quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia Milano sulle barriere antiterrorismo, posizionate nei luoghi sensibili della città.

"Una provocazione - dichiara Angela De Rosa, portavoce del movimento - contro chi, dopo aver contribuito a creare una situazione di totale insicurezza, pensa di poter risolvere tutto posizionando semplici blocchi di cemento in strada, nella speranza di evitare attentati e dare un’illusione di sicurezza ai cittadini".

"Se le nostre città sono a rischio terrorismo - continua De Rosa – è anche grazie a chi favorisce l’immigrazione incontrollata, spacciata come occasione di crescita e di sviluppo per l'Italia".

"Sala e gli immigrazionisti – conclude De Rosa – invece di promuovere ridicole passerelle pro-accoglienza, dovrebbero capire che la soluzione è chiudere le frontiere, non limitare la nostra libertà blindando le città".

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La droga dell'Isis che aiuta gli islamisti a massacrare la gente e ad autofinanziarsi

Una partita di sostanze stupefacenti del valore di 50 milioni di euro diretta in Libia e la cui vendita doveva servire a finanziare lo Stato Islamico è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel porto di Gioia Tauro. La Sezione Antiterrorismo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro di 24 milioni di compresse di tramadolo sbarcate da una nave proveniente dall'India. Ecco che effetti ha e cosa provoca


Si chiama tramadolo, ma è tristemente conosciuta come "droga del combattente". 24 milioni di compresse sono state sequestrate dalla Guardia di finanza e dall'Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro. Provenivano dall'India ed erano dirette in Libia e secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis al fine di finanziare le attività terroristiche. Viene chiamata "droga del combattente" perché il suo uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, dal momento che viene utilizzata sia come eccitante sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Si tratta di una sostanza oppiacea, un analgesico il cui effetto antidolorifico è dovuto alla sua influenza su specifiche cellule nervose presenti nel midollo spinale e nel cervello. Utilizzato nel trattamento del dolore da moderato a grave o nel caso di dolori indotti da interventi chirurgici e diagnostici, in Italia il tramadolo può essere venduto dietro prescrizione medica e viene impiegato come principio attivo di diversi farmaci, come il Contramal.

Proprio per la sua capacità di alleviare la percezione del dolore e lo stato d'ansia, il tramadolo viene usato dai jihadisti per entrare in azione. Esattamente come il Captagon, l'altra "droga dell'Isis" formata da un mix di anfetamine e caffeina che provoca una maggiore vigilanza, diminuisce la sensazione di stanchezza e porta a una alterazione della capacità di giudizio. Impiegata dai jihadisti per inibire paura e dolore, permette di uccidere senza il timore della reazione altrui.

(Fonte: Adnkronos)

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