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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Pd, Cuperlo: "Se vince Renzi un'altra scissione? Mi auguro di no... Ma se non allarghiamo il perimetro a sinistra non vinceremo più"

L'intervista al deputato della minoranza dem che sostiene con forza la candidatura di Andrea Orlando alle primarie per la segreteria del Partito Democratico: "Veniamo da una serie di sconfitte. Dobbiamo necessariamente aprirci a forze come Campo progressista di Giuliano Pisapia. Proprio a Milano, prima con lui e poi con Sala si è visto qual è la strada giusta per essere maggioritari" - (VIDEO)


"Senza il Partito democratico non c’è un centrosinistra competitivo ma il Pd da solo non è più sufficiente a vincere. Bisogna ricostruire quel perimetro", ha detto Gianni Cuperlo nel corso di un incontro organizzato a Milano, e per farlo bisogna immaginare un sistema elettorale che premi la coalizione e non la lista perché, il ragionamento, allo stato non ci sarebbe alcun partito in grado di raggiungere il 40% per assicurarsi il premio di governabilità. Quel premio di coalizione che chiede anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per non essere costretto a coalizzarsi con Mdp e Si per sperare di superare la soglia di ingresso in Parlamento se dovesse – come sembra intenzionato di voler fare Renzi – più alta del 3%. Il Pd - ha ribadito - deve dialogare con Pisapia se vogliamo costruire un centrosinistra di governo in questo Paese".

Pd, Orlando lancia la sfida a Renzi: "Sono alternativo a lui. Senza una svolta non ci sarà un nuovo centrosinistra. E la storia delle primarie non è già scritta"

Ai nostri microfoni il ministro della Giustizia, candidato alla segreteria del Partito democratico, ribadisce la necessità di cambiare rotta anche nell'atteggiamento verso formazioni come Campo progressista di Giuliano Pisapia e più in generale verso le forze che esprimono posizioni più "a sinistra" - (VIDEO)


"C'è chi in queste settimane ha provato a imporre l'idea che la storia di queste primarie sia già scritta. Hanno sbagliato i calcoli, perché le storie già scritte non parlano al futuro. Inducono alla rassegnazione.
 Spingono tanti uomini e donne a stare chiusi in casa ad attendere da spettatori la storia". Lo ha detto il candidato alla segreteria Pd, Andrea Orlando, parlando ieri a Matera. Orlando ha rilanciato il ruolo della politica, che deve dire sempre la verità nei momenti difficili, invitando il Pd a fare tesoro delle sconfitte elettorali, come accaduto per il referendum del 4 dicembre scorso, e a indicare prospettive con una nuova fase di rilancio del partito. Orlando ha, infine, rivolto una esortazione ad andare a votare il 30 aprile per far saltare piani e calcoli di quanti indicano per le primarie una storia già scritta.

A margine di un incontro a Milano, il ministro della Giustizia, ha parlato della sua candidatura come alternativa a Renzi che sembra voler chiudere la porta ad alleanza con formazioni che si collocano a sinistra del Partito Democratico: "Se non ci sarà una svolta in questo senso, non si costruirà un nuovo centrosinistra.

Anpi... margini di peggioramento. Ovvero il 25 aprile e la tristezza della polizia schierata al camposanto

Milano - Dopo giorni di pressioni da parte dell'associazione partigiani, ecco le disposizioni di questura e prefettura sulle commemorazioni dei caduti della "parte sbagliata": vietati assembramenti al Cimitero Maggiore, agenti mobilitati in forze e minacce di denunce per "apologia di fascismo". Cosa c'è dietro tutto questo livore da anni '70?


Se volete sparateci pure, si spera solo moralmente. Ma proprio non ci piace il teatrino che è stato messo in piedi a Milano in questi giorni attorno alla "festa della Liberazione".

Non ci piace che la Brigata Ebraica abbia bisogno della scorta e di un cordone di protezione per partecipare al corteo antifascista che partirà a Porta Venezia per arrivare in Piazza Duomo, in quanto l'incolumità dei suoi rappresentanti sarebbe messa in pericolo dall'astio di altri antifascisti.

Non ci piace nemmeno che l'Associazione nazionale partigiani italiani (composta in massima parte da gente che "non aveva l'età"), in compagnia dei più influenti centri sociali della città, per giorni abbia letteralmente stalkerato, pare con successo, questore e prefetto affinché fosse vietata quella che hanno definito la "parata nera" di Musocco.

Ora, spieghiamo. Un gruppetto di reduci della Repubblica sociale italiana (detta sbrigativamente "di Salò") è solito ritrovarsi, in quello che fu nel 1945 il giorno della loro definitiva sconfitta, per omaggiare un migliaio di caduti della loro parte sepolti al "Campo X" del Cimitero Maggiore. Si tratta di una Messa, di corone di fiori e di un rito militaresco con bandiere tricolori e gagliardetti di associazioni d'arma. Poco dopo negli ultimi anni era solitamente la volta dei militanti di due gruppi della destra radicale, CasaPound e Lealtà Azione, che non fanno mistero di rifarsi, pur con tutt'altre prospettive, all'esperienza storica del fascismo. Si raggruppavano all'ingresso del camposanto per raggiungere le tombe dei "loro" morti. Anche in quel caso deposizione di fiori e il "Presente!", questione di una decina di minuti.

Quest'anno tutto ciò subirà forti limitazioni per via delle misure che i responsabili dell'ordine pubblico hanno deciso a seguito delle pressioni di Anpi e compagni. Certa stampa sottolinea, quasi a malincuore, che non potrà essere impedito a singole persone l'entrata al cimitero.

Sia chiaro, chiunque ha il diritto di non gradire questo genere di iniziative e può perfino legittimamente disprezzarle. Ciò che ci pare importante mettere in luce però è la dimensione della questione, nel merito. Siamo di fronte a una giornata in cui tutte le autorità di questo Stato e la quasi totalità delle forze politiche e culturali celebrano quella che in sede storiografica è stata definita la "Liberazione" dal fascismo e dall'occupazione tedesca. Ogni anno il 25 aprile ci sono centinaia di migliaia di persone in piazza, si canta "Bella ciao", si sventolano le bandiere, per lo più di colore rosso; contestualmente si svolgono cerimonie pubbliche con le autorità, mentre giornali e tv ne fanno un argomento centrale e imprescindibile.

Ora, vorremmo capire.

Che cosa spostano un centinaio di persone che in un cimitero intendono ricordare collettivamente uomini che ritengono di dover onorare in quanto ne hanno raccolto, a torto o a ragione, l'eredità? Può considerarsi una manifestazione di "apologia di fascismo" una commemorazione di defunti in un luogo dove, appunto, giacciono coloro che, belli o brutti che fossero, hanno lasciato questo mondo? Cambieranno mai tali espressioni le pagine di intoccabili libri di storia o le verità affermate senza possibilità di replica dai formatori dell'opinione pubblica? Si alzerà forse un giorno qualcuno durante un solenne discorso del presidente della Repubblica per dire sulla Resistenza ciò che il ragionier Fantozzi osò affermare circa la corazzata Potempkin?

A parte l'ultima ipotesi, tutto il resto ci pare francamente improbabile. Ergo, allora perché tanto accanimento nell'invocare divieti polizieschi, peraltro ben poco rivoluzionari e anti-borghesi, per iniziative di esigui rappresentanti dell'odiata parte sconfitta?

Lungi dall'ipotizzare che si tratti di scarsa autostima, cerchiamo altre risposte. Ma non le cercheremo tra chi, dopo aver negato qualunque dignità a quello che un antifascista come Giampaolo Pansa ha definito il "sangue dei vinti", oggi si affanna per mettere a tacere qualunque voce diversa dalla propria, anche qualora questa si limitasse a una preghiera. 

Rimane la tristezza per un'Italia mai pacificata, costretta allo spettacolo stanco di chi non rinuncia a un odio ormai più sordo che cieco. Non ci si stupisca quindi se la stragrande maggioranza degli italiani quando pensa al 25 aprile guarda il calendario per vedere se può fare "il ponte". Quest'anno il 24 è lunedì: ottimo.

Lombardia, Cattaneo: "Vi spiego che cos'è il Secondo Welfare". Poi punge la Lega: "Quando Calderoli affossò l'autonomia..."

Il presidente del Consiglio regionale risponde alle domande de ilComizio.it a margine di un incontro organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano: "Le politiche sociali di sussidiarietà si basano non sull'assistenzialismo ma sulla valorizzazione della risorsa più importante, cioè la persona. Il referendum del 22 ottobre? Bene per avere risposte dal governo. Ci fa piacere che forze politiche, che dieci anni fa bloccarono questa strada per inseguire il federalismo fiscale, abbiano cambiato idea..." - (VIDEO)

Inter, Ausilio rinnova: "Riporteremo la squadra ai vertici in Italia e in Europa". E i conti migliorano, niente sanzioni Uefa

Il direttore sportivo nerazzurro ha prolungato il suo contratto con la società di proprietà del gruppo cinese Suning fino al 2020 e continuerà a guidare il mercato: "Grazie per la fiducia". Intanto buone notizie in materia di Fair Play finanziario per il club di Corso Vittorio Emanuele: deficit ridotto da 110 a meno di 30 milioni. Ma il pareggio di Bilancio deve essere raggiunto entro giugno e restano alcune restrizioni sulle liste delle Coppe e i trasferimenti


AUSILIO RINNOVA - Prosegue il matrimonio tra l'Inter e Piero Ausilio, che ha prolungato il contratto col club nerazzurro fino al 30 giugno 2020 e dunque continuerà ad avere la responsabilità del mercato interista. Ad ufficializzarlo è la società, attraverso un comunicato apparso sul sito: "E' un onore e sono molto felice - le parole del d.s. -. Insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Queste le dichiarazioni complete del direttore sportivo dell'Inter al momento della firma: "Dopo quasi 20 anni all'Inter, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra, è un onore e sono molto felice di continuare il mio percorso in società. Ringrazio Suning, il chairman Zhang, Steven e tutto il management per la fiducia riposta in me: insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Il vice presidente Javier Zanetti con Jindong Zhang e il figlio Steven
 
DEFICIT RIDOTTO - L'Inter ha ricevuto quest'oggi la comunicazione dall'Uefa e dal Club Financial Control Body di aver raggiunto gli obiettivi stabiliti nel Settlement Agreement firmato nel 2015 di rientrare nei limiti dei 30 milioni di deficit per il periodo fiscale 2016. Lo ha reso noto la società nerazzurra con una nota.
 
NESSUNA SANZIONE — Grazie a questo risultato il Club non sarà soggetto al pagamento di ulteriori 7 milioni di euro, che sarebbero stati trattenuti dalle entrate. Rispetto al risultato del 2015, la società è passata da un deficit di 110 milioni al raggiungimento della quota stabilita con l'Uefa stando al Settlement Agreement, il Club dovrà raggiungere il pareggio di bilancio entro giugno.
 
LA PRECISAZIONE DELL'UEFA - L'Inter ha "solo parzialmente" raggiunto gli obiettivi del Financial Fair Play: lo precisa l'Uefa, facendo il punto delle procedure nei confronti di diversi club europei. Per il club nerazzurro resteranno in vigore la limitazione del numero di giocatori nell'elenco A delle Coppe e le restrizioni di trasferimento.
  • Pubblicato in Sport

Salvini ti piace vincere facile? Bersani sbranato in tv sull'immigrazione (VIDEO)

Confronto acceso a "Di Martedì" su la7. L'ex segretario del Pd, uscito dal partito in polemica con Renzi e oggi membro di Mdp, propone una sorta di sanatoria: "Noi abbiamo 450mila immigrati che lavorano, fanno le badanti, nelle fabbriche, fanno gli artigiani. Una regolarizzazione molecolare e graduale dà sicurezza". Il leader leghista, in collegamento video, replica alla sua maniera: "Con 4 milioni e mezzo di italiani che sopravvivono sotto la soglia di povertà, prima occorre pensare a loro. Prima di far sbarcare o regolarizzare un solo immigrato devo dare una casa e un futuro ai milioni di italiani che hanno perso la speranza". Indovinate chi tra i due ha portato a casa gli applausi più forti nello studio di giovanni Floris... 

Terrorismo in Francia, Marine Le Pen: "Siamo in guerra, ripristinare le frontiere ed espellere immediatamente i sospettati"

La leader del Front National e candidata alla presidenza della Repubblica commenta l'attacco sugli Champs-Elisées: "Vinceremo solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie" - (VIDEO)


Gli Champs Elisées dopo l'attentato di ieri sera

"Il paese è in stato di guerra, la risposta deve essere totale, globale". Lo ha dichiarato Marine Le Pen, leader del Front National e candidata all'Eliseo, commentando l'attacco di ieri sugli Champs-Elisées.

"Una guerra - ha proseguito Marine Le Pen - asimmetrica, rivoluzionaria per sottometterci a un'altra potenza, una potenza assassina. Questa guerra non possiamo permetterci di perderla". Le Pen ha poi chiesto ai francesi di essere uniti "senza se e senza ma", unità "nella compassione ma anche nella lucidità". "Dobbiamo rinunciare all'ingenuità, all'innocenza, al lassismo. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie".

Le Pen torna poi a chiedere "il ripristino delle frontiere e l'espulsione immediata degli schedati stranieri con la lettera S" (sospettati di attentare alla sicurezza dello Stato, ndr). In una dichiarazione dal suo quartier generale, la candidata del Fn alle presidenziali ha invocato "la fine del lassismo giudiziario" e "nuove regole restrittive in materia di immigrazione, asilo e di cittadinanza".

Marine Le Pen a margine di un comizio

Le Pen ha inoltre sostenuto con forza che "l'ideologia islamista non deve aver diritto di cittadinanza in Francia" e elencato una serie di misure da adottare, dalla chiusura delle moschee islamiste alla stretta applicazione del principio di laicità "in conformità con i principi repubblicani" a restrizioni su immigrazione, asilo politico e cittadinanza. "Il terrorismo - ha detto - deve essere combattuto con tutti i mezzi. Vinceremo questa guerra solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera".

"Marine Le Pen dimentica che oltre 105 milioni di persone sono state controllate" alle frontiere, replica Bernard Cazeneuve, primo ministro ed ex ministro dell'Interno. "Voglio ricordarle che dal maggio 2012, 117 persone sono state espulse dal territorio" nel quadro della lotta al terrorismo, ha affermato.

Il primo ministro francese Bernarde Cazeneuve con il presidente François Hollande

Cazeneuve ha anche criticato Le Pen che - ha detto - "dimostra la sua cattiva conoscenza nei confronti dei dispositivi della lotta antiterrorismo e del suo arsenale penale". Il premier ha poi ricordato che il Front National non ha votato a favore della maggior parte delle leggi adottate negli ultimi anni contro il terrorismo". Per Cazeneuve Le Pen vuol "far dimenticare in realtà di essersi opposta a tutto senza proporre mai nulla di serio né di credibile. Questi propositi più di ogni altra cosa rivelano il suo vero obiettivo: cerca, come dopo ogni tragedia, di approfittare e strumentalizzare per dividere, sfruttare senza vergogna paura ed emozione a fini esclusivamente politici".

François Fillon, candidato all'Eliseo della destra "repubblicana"

Bernard Cazeneuve ha concluso attaccando Fillon per la sua proposta di rivedere Schengen ricordando la soppressione dei posti di lavoro decisa sotto il suo governo tra il 2007 e il 2012 soprattutto nei servizi. Il premier ha poi fatto riferimento alla programmata soppressione da parte di Fillon di 500mila funzionari in 5 anni.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Quando Proust si lamentava dei vicini troppo rumorosi nel sesso e Flaubert difendeva la sua Madame Bovary dalle accuse di oscenità

Una raccolta di lettere scritte dai grandi della letteratura francese sarà messa all'asta a Parigi il prossimo 26 aprile con una stima complessiva di oltre 3 milioni di euro. Tra le diverse curiosità da cui emergono anche particolari curiosi delle vite degli illustri autori si trova anche un diario inedito di Victor Hugo interessato allo spiritismo


Un tesoro di lettere e diari che rivelano i segreti di alcune delle più grandi figure letterarie francesi andrà all'asta a Parigi mercoledì 26 aprile, con una stima complessiva che supera i 3 milioni di euro. Carteggi di Gustave Flaubert, Victor Hugo e Marcel Proust sono tra i 230 lotti che saranno dispersi dalla casa Pierre Bergé et Associés in collaborazione con Sotheby's all'Hotel Drouot. Tra i libri antichi spicca una rara prima edizione dei "Discorsi" di Galileo Galilei stimata 700mila euro.

La lettera più divertente della collezione è quella in cui Proust si rivolge al figlio del suo padrone di casa per lamentarsi di essere in grado dal suo appartamento di ascoltare i rumori dei suoi vicini durante gli atti sessuali nella loro camera da letto: "Al di là del tramezzo, i vicini fanno l'amore ogni due giorni con una frenesia di cui sono geloso".

Gustave Flaubert
Victor Hugo

In una lettera Flaubert difende il suo romanzo "Madame Bovary" dalle accuse di oscenità in vista del processo. Hugo è presente in asta con lettere e un diario inedito che mostra i suoi interessi per lo spiritismo. La raccolta che andrà all'asta appartiene al bibliofilo svizzero Jean Bonna, 79 anni, residente a Ginevra, considerato uno dei più grandi collezionisti mondiali di cimeli letterari francesi.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute
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