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Calcio violento in Portogallo, pugno all'avversario e ginocchiata in faccia all'arbitro: giocatore espulso e arrestato

Ha perso completamente la testa Marco Goncalves, attaccante della squadra Canelas 2010 durante la partita con il Rio Tinto, quarta serie del campionato lusitano. Il calciatore, come si vede dalle immagini di Minuto90tv, era comunque in "buona compagnia". Per sedare gli animi è dovuta entrare in campo la polizia, mentre il direttore di gara è finito all'ospedale - (VIDEO)


Clamoroso episodio in campo durante un match tra due squadre portoghesi di quarta serie. Marco Goncalves, attaccante della squadra Canelas 2010 perde la testa. Prima il cartellino rosso per un duro fallo nei confronti dell'avversario difensore del Rio Tinto, poi il calcio diretto sul volto dell'arbitro, che crolla a terra. Dopo l'imminente sospensione della partita, è scesa in campo la polizia, per sedare la rissa. Il giudice di gara, José Rodrigues, è stato ricoverato in ospedale e poi dimesso, mentre per il calciatore sono scattate le manette dopo un interrogatorio a porte chiuse, oltre alla squalifica a vita dal club. (Fonte: liberoquotidiano.it)

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Attentato a San Pietroburgo, le immagini dell'esplosione in metropolitana (VIDEO)

Le telecamere di videosorveglianza dislocate nella stazione di Sennaya mostrano, da diversi punti, l'esatto momento della deflagrazione. Intanto sei persone sospettate di "appoggiare l'attività terroristica” sono state fermate a San Pietroburgo. Secondo gli investigatori russi, avrebbero cercato di reclutare adepti per lo Stato Islamico e Al Nusra, che in Siria sono combattuti da Assad, accusato di crimini in queste ore proprio sulla base di informazioni fornite da tali soggetti - (VIDEO)


Sei persone sospettate di "appoggiare l'attività terroristica” sono state fermate a San Pietroburgo. Secondo gli investigatori russi, avrebbero cercato di reclutare adepti per lo Stato Islamico e Al Nusra.

Sono tutti cittadini di Stati dell’Asia centrale, secondo una dichiarazione della commissione investigativa statale russa, che ha precisato come non ci siano prove che i 6 siano in alcun modo collegati all'esplosione di lunedì nella metropolitana di San Pietroburgo. 

In Russia dal 2015 per lavoro - I fermati sono sospettati di essere attivi da novembre 2015 nell’arruolamento, soprattutto di loro connazionali delle repubbliche centro asiatiche per "attività terroristica” legata all'Isis e al movimento islamista al-Nusra. Durante una perquisizione nelle abitazioni dei sospetti è stato rinvenuto materiale riconducibile all'estremismo islamico.

Nessun legame con Jalilov - Le autorità, dunque, per il momento sembrano escludere legami con Akbarzhon Jalilov, il 22enne kirghiso ritenuto l'attentatore della metropolitana. L’attacco kamikaze ha causato 14 morti e 49 feriti, molti dei quali in gravi condizioni.

Le telecamere di videosorveglianza dislocate nella stazione di Sennaya mostrano, da diversi punti, l'esatto momento della deflagrazione.

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Luca e Paolo al posto di Crozza a diMartedì: ecco il loro esordio con Di Battista

I due comici Bizzarri e Kessisoglu hanno aperto la puntata del talk show condotto da Giovanni Floris su La7 con una copertina satirica in cui hanno citato modi di dire tipici di Maurizio ora grande protagonista sul canale Nove, targato Discovery. In studio c'era il deputato del Movimento 5 Stelle. Genovesi come il loro predecessori, gli ex mattatori delle Iene hanno fatto riferimento alla riduzione dei compensi Rai: "Siamo lieti di salutarvi da qui..." - (VIDEO)


"In questa settimana in cui tanto si è parlato dei tagli dei compensi degli artisti Rai, cioè di pagare meno quelli che vanno in video e tagliare gli stipendi dei comici Rai, è con immenso piacere che vi salutiamo da La7. Una rete moderna che non ha bisogno di polemiche per essere notata e non ha bisogno di politici per essere ascoltata. Semmai ha bisogno di un antennista per essere vista. Comunque dottor Floris, dica al dottor Cairo che noi siamo due artisti liberi: noi per soldi andiamo addosso a chi vuole lei" hanno scherzato Luca e Paolo al loro debutto su La7.

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Voucher, che scontro in tv! Corradino Mineo a Maria Teresa Meli: "Prima di starnazzare, leggi i dati". La replica: "Commento sessista, alla faccia della sinistra"

Lite dai toni aspri e scesa sul piano personale tra il senatore di Sinistra Italiana, con una lunga carriera in Rai alle spalle, e la giornalista del Corriere della Sera. Il salotto è quello de L'Aria che Tira (La7). Un diverbio che ha il sapore del derby politico-professionale: due figure dell'informazione, provenienti dalla stessa storia ideale, ma oggi divise da posizioni contrapposte soprattutto sulla stagione del renzismo. Altro scambio duro quando l'ex direttore di Rainews24 attacca: "Vi siete basati sulle veline del Governo". Velenosa la risposta della collega: "Non ne ricevo e non sono stata piazzata in Rai dal Pci..." - (GUARDA IL VIDEO)


Corradino Mineo
Corradino Mineo in Senato

Scontro al fulmicotone a L’Aria che Tira (La7) tra Corradino Mineo, senatore del Gruppo Misto – Sinistra Italiana, e la giornalista del Corriere della Sera, Maria Teresa Meli. Il tema di discussione è l’annunciata abolizione dei voucher, fortemente difesi dal segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, che attacca la Cgil: “Questa vicenda è la vittoria della tipica ipocrisia italiana e di un pezzo di sinistra ancora iper-ideologica, che vive nei salotti e lontano dal mondo. C’è un pezzo di sindacato di sinistra contento di fermare un Paese in retromarcia e adesso canta vittoria per averlo fermato ancora di più. Per salvarsi la coscienza, è tipico del sindacalista dire: ‘Piuttosto fai il lavoro nero, ma io non c’entro'”. Mineo osserva: “Vorrei ricordare che i voucher sono finiti nella raccolta firme della Cgil, perché erano l’altra faccia di un enorme fallimento, che è stato la politica del lavoro, cioè il Jobs Act, del governo Renzi“.

Maria Teresa Meli
Maria Teresa Meli

“Che c’entra?” – interrompe Meli – “Non c’entra nulla!“. “Ora basta” – replica Mineo, già protagonista di un’accesa polemica con la giornalista nella stessa trasmissione – “Prima di starnazzare, riguardati i dati“. “No, ‘starnazzare’ è un po’ indelicato”, commenta Bentivogli. “Hai fatto un commento sessista” – insorge Meli – “Complimenti, alla faccia della sinistra. Bravo. La sinistra con le donne è uguale alla destra”. (Fonte: ilfattoquotidiano.it)

Sgarbi sempre più scatenato in tv. Brutalizza la Costamagna: "Dici solo cazz... Vaff...". E poi si mangia Telese: "Io non me ne vado, te ne vai tu, taci!"

L'ultima tele-rissa del vulcanico critico d'arte è andata in scena al "Bianco e Nero", su La7. Tra i temi della trasmissione c'era la legittima difesa alla luce della vicenda del ristoratore di Lodi che ha sparato a un ladro, uccidendolo. I toni si fanno presto accesi, conduttore in imbarazzo, gli altri ospiti lasciano lo studio - (GUARDA IL VIDEO)


"Non vorrei polemizzare con la Costamagna, ma...". Vittorio Sgarbi non rispetta la premessa e parte l'infervoro nel corso dell'ultima puntata di 'Bianco e Nero', trasmissione condotta su La7 da Luca Telese. Oggetto del contendere, la vicenda del ristoratore di Lodi che ha recentemente sparato contro a un ladro, uccidendolo.

A scatenare l'ira del critico d'arte, l'appello di Luisella Costamagna - in studio insieme a Luciana Castellina, Mauro Corona e Simona Izzo - a non considerare chi spara un eroe: "Allo stato attuale - contesta Sgarbi -, contrariamente a quanto dice la Costamagna, lui è un assassino volontario. Così lo chiama lo Stato che punisce chi si difende, quindi non è un eroe". E alle rimostranze della giornalista, Sgarbi sbotta: "Dici delle balle! Dici solo caz....! Non si possono accettare le tue caz.... quotidiane! E allora vaff.....!".

Ma non solo: a Telese che prova a ristabilire un po' di ordine in studio, bacchettando il critico d'arte ("Se devi continuare così, ti alzi e te ne vai. Quando ti sarai calmato potrai finire la frase"), Sgarbi replica alzandosi dalla sedia e andandogli incontro: "Io non me ne vado, te ne vai tu! Vuoi vedere che non la finisci tu la frase? Stai zitto! Taci! Ti faccio tacere perché non sei un conduttore, sei un uomo che interrompe!".

Tra le incitazioni del pubblico e lo sbigottimento degli ospiti, a chiudere il caso ci pensa Luciana Castellina, che propone la fuga di massa poco prima della pubblicità, lasciando in studio Vittorio Sgarbi in compagnia di un imbarazzatissimo Mauro Corona.

Sky, si parla dell'inchiesta su Juve, ultrà e 'ndrangheta: Leonardo mima una pistola e scatta la curiosità

Nel programma post partita della pay tv si discute del deferimento del presidente bianconero Andrea Agnelli da parte della procura della Figc per presunti illeciti sportivi commessi nell'ambito dei rapporti tra società e tifoseria per la distribuzione di biglietti stadio, in relazione a quanto emerso nell'inchiesta "Alto Piemonte" della Direzione distrettuale antimafia. Mentre il conduttore Caressa e il commentatore Mauro dicono la loro, Bergomi e l'ex allenatore di Milan e Inter bisbigliano qualcosa e il brasiliano fa un gesto tutto da interpretare... - (GUARDA IL VIDEO)


Sky Calcio Club, domenica notte. Il programma post partita della domenica condotto da Fabio Caressa è da sempre vetrina di siparietti interessanti. La maggior parte delle volte riguardano interviste molto simpatiche o uscite ironiche da parte di qualche allenatore o di qualche giocatore ai microfoni degli inviati. Questa volta, invece, a fare notizia è ciò che non si è sentito. Il conduttore e Massimo Mauro parlano di Agnelli, ma è il primo piano a destare particolare interesse: Bergomi sussurra qualcosa a Leonardo e l'ex allenatore di Inter e Milan gli fa la pistola con le dita. Di cosa stavano parlando? Cosa avrà voluto dire Leonardo? (Fonte liberoquotidiano.it)

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Crozza diventa Emiliano e spiega la sua volontà di restare nel Pd: "Una parte del mio corpo ama Renzi"

Imitazione del governatore della Puglia che ha annunciato di volersi candidare alla segreteria, dopo la spaccatura che porterà con una buona probabilità a una scissione con una parte della minoranza interna. Il video è un’anticipazione del nuovo show del comico genovese "Fratelli di Crozza" che andrà in onda sul canale Nove a partire da venerdì 3 marzo. Crozza, da gennaio, ha lasciato La7 per approdare a Discovery - (VIDEO)


"Una parte del mio corpo ama Renzi", e poi fa il gesto dell'ombrello. Così Maurizio Crozza, si è calato per la prima volta nei panni del governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ieri ha annunciato la decisione di candidarsi alla segreteria del Pd, sfidando così Renzi.

"Io rimango nel Pd a sfidare Renzi, il Pd è casa mia - dice Crozza-Emiliano - ci sono nato qui, io Renzi l'ho sostenuto, ve lo ricordate? Ma con commozione, c'era un trasporto e una commozione. Ora lo sfido, sono un ex magistrato, la lealtà è il mio simbolo, la mia bandiera".

Il nuovo personaggio, presentato sulla pagina Facebook di Crozza, entrerà a far parte del suo repertorio a partire dal 3 marzo prossimo, quando il comico tornerà in tv con il nuovo show in onda sul canale Nove.

L'ufficio del governo, le orge e la prostituzione gay: il presidente dell'Unar si dimette, ma non si piega: "Mi hanno messo in mezzo"

Dopo il servizio di denuncia delle Iene, Francesco Spano lascia l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento Pari opportunità di Palazzo Chigi, ma polemizza: "E' una bufala, i fondi non sono stati ancora spesi e non ho violato la legge. Contro di me una macchina del fango, tutelerò la mia onorabilità". E sulla tessera dell'associazione Anddos al centro del presunto scandalo: "Non ho capito come è successo, non so perché ce l'ho". Il mondo Lgbt in rivolta: "Montatura cavalcata da omofobi" - (VIDEO)


Lo scandalo creato intorno al giro di prostituzione gay finanziato con fondi pubblici "è infondato, mi hanno messo in mezzo". E' quanto ha dichiarato Francesco Spano, l'ex direttore dell'Unar (Ufficio antidiscriminazioni razziali) dimessosi dopo la video inchiesta de "Le Iene" sull'uso improprio di 55mila euro statali. "Non ho violato la legge: la procedura è trasparente, quei soldi si trovano in cassa e non sono stati ancora spesi", ha aggiunto.

"Non so perché ho la tessera di quel circolo gay" - In un'intervista al Corriere, Spano ha affermato che le sue dimissioni non erano "dovute, ma opportune nel rispetto del lavoro che ho svolto con passione e abnegazione. L'incontro con il ministro Boschi l'ho chiesto io stesso". E sulla tessera dell'associazione gay Anddos ha rivelato: "Non ho capito come è successo, non so perché ho quella tessera. Potrei aver fornito i miei dati per l'ingresso in un locale di tutt'altro tipo, ma associato a quel circuito".

"Macchina del fango contro di me, valuterò difesa" - Francesco Spano ha poi annunciato possibili azioni di difesa legale. "Per quanto mi riguarda valuterò nelle prossime settimane come procedere a tutela della mia onorabilità - ha dichiarato -. Resta la spaventosa considerazione su come la cosiddetta 'macchina del fango' resti l'arma di persone vigliacche che non esitano a denigrare chi compie con lealtà e correttezza il proprio dovere, come sarà presto totalmente evidente anche in questa vicenda".

Per quanto riguarda la procedura di distribuzione dei fondi, l'ex direttore dell'Unar ha spiegato che "il finanziamento viene concesso in base al progetto" e che "funziona come rimborso spese". Il progetto presentato da Anddos "prevedeva la realizzazione di centri di ascolto e supporto contro la violenza omofobica" e si era "classificato tra i primi 31 su 297, se non ricordo male".

L'Unar dovrebbe promuovere la parità tra i sessi e le etnie e per realizzare questo obiettivo elargisce contributi anche ad associazioni no profit terze. Dopo aver scoperto l'effettivo utilizzo dei fondi pubblici da parte dell'associazione, Spano ha detto di aver denunciato il fatto presso il posto di polizia di Palazzo Chigi. Dalla "parte" di Spano si è schierata anche l'Arcigay, che tramite il suo segretario nazionale, Gabriele Piazzoni, ha accusato "Le Iene" di aver "montato il servizio in malafede".

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