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updated 3:05 PM UTC, Nov 23, 2019

Il calcio in fuorigioco? Gli stadi italiani sono mezzi vuoti. Scopriamo perché

L'indagine realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Si chiama disaffezione. Il distacco dei tifosi nel nostro Paese, allo stadio e davanti alla tv, dipende da fattori etici ed economici che non hanno eguali in Europa". L'intervista de ilComizio.it al sociologo Piermarco Aroldi - (VIDEO)


Anche nel 2016 l'Inter si conferma leader italiana nelle presenze allo stadio con una media di 43.595 spettatori

 


Gli stadi italiani sono semivuoti ma non e' colpa solo della tv: nel girone d'andata della Serie A, gli spettatori per partita sono stati in media 21.457, una copertura del 55% dei posti disponibili, con un calo del 4% rispetto al 2010-2011. Cifre che fanno preoccupare se paragonate alla situazione in Inghilterra e Germania, ma anche in Spagna e Francia, in cui si arriva a riempire piu' del 90% degli stadi. E' il dato che emerge dalla ricerca 'Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio' realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Il calo degli spettatori, secondo l'indagine, non e' dovuto solo alla massiccia copertura mediatica del calcio. Perche', negli ultimi anni, si registrano cali del 4% anche nell'audience del campionato italiano sulle Pay Tv. Restano i picchi d'ascolto in occasione dei match più importanti come Juventus-Inter, vista su Sky e Mediaset da oltre 3 milioni e 700 mila persone, pari al 13,53% di share. La ricerca ha indagato i motivi della disaffezione verso il calcio, formulando tre ipotesi. La prima e' quella 'estetica', dovuta al peggioramento della qualita' dello spettacolo in campo e alla mancanza di servizi adeguati negli stadi che per il 44% sono stati costruiti prima del 1949. La seconda e' di natura 'organizzativa': le società calcistiche italiane non si sono dimostrate all'altezza dell'organizzazione dello spettacolo e le istituzioni di controllo non avrebbero saputo garantire una efficace vigilanza sul sistema calcio. In Italia l'anomalia, rispetto al resto d'Europa, e' rappresentata dal fatto che i ricavi dipendano per il 60% dai diritti televisivi e media. Una circostanza che si e' rivelata fattore di rischio per la tenuta del sistema stesso. Aumentano i fatturati ma anche i casi di società professionistiche che non vengono iscritte o subiscono penalizzazioni per mancato rispetto delle norme sul fair play economico (56 punti di penalità nel 2014/15 rispetto ai 28 del 2013/14 e ai 24 del 2012/13). La terza e ultima ipotesi, avanzata dalla ricerca, e' quella 'etica': i ripetuti scandali, come ad esempio Calciopoli e Scommessopoli, hanno prodotto una crisi di credibilità del sistema e una perdita di fiducia del pubblico. Lo studio documenta attraverso le interviste i diversi atteggiamenti e reazioni degli appassionati verso quello che è ancora considerato lo spettacolo più bello del mondo. "Sono sempre appassionato di calcio ma sono cambiati i punti di vista e il modo", dichiara uno spettatore. "Gli scandali che si sono susseguiti negli anni - racconta un altro intervistato - insieme ai cambiamenti nel mondo del calcio, sono uno la conseguenza dell'altro e i principali motivi che hanno determinato il mio allontanamento da questo sport. Si è perso il senso di appartenenza alla maglia, gli interessi sono fare un fuorigioco in più o un gol particolare perché magari si hanno altri fini che vanno contro la propria squadra. È un totale decadimento di valori che diventa un circolo vizioso". E ancora: "C'è come un muro. Da una parte le persone che seguono il calcio come passione, speranza, autorealizzazione; dall'altra le società sono aziende che badano al bilancio e al profitto", "Il calcio è diventato marketing, lo è sempre stato ma oggi di più. Il calcio è un po' come la musica. E' regolato dal business soprattutto a livello televisivo, con sponsor e quant'altro".

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Scandalo Unar: i guardiani che censurano il pensiero finanziano orge gay e prostituzione. Meloni: "Va chiuso oggi stesso"

Dopo un clamoroso servizio delle Iene si scatenano le polemiche sull'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali (che fa riferimento al dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri); la furia della leader di Fratelli d'Italia che nel 2014 ricevette dall'oscuro ente governativo una lettera di richiamo in cui le si consigliava "di voler considerare per il futuro, l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore" in materia di immigrazione - (GUARDA IL VIDEO)


Nel mirino della iena Filippo Roma è finito un finanziamento di 55mila euro ad un'associazione di "promozione sociale" dietro cui, secondo la trasmissione televisiva, si nasconderebbe il business del sesso a pagamento per omosessuali.

"Chiediamo che l'Unar, il sedicente 'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali' della Presidenza del Consiglio dei ministri, venga chiuso oggi stesso. L'Italia non ha alcun bisogno di un 'ufficio' che con una mano finanzia un'associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento e con l'altra scrive lettere ai parlamentari per censurare il loro pensiero". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a proposito del servizio delle 'Iene' relativo ai 55mila euro della Presidenza del Consiglio - tra quelli stanziati per il contrasto delle discriminazioni sessuali e razziali - "assegnati a un'associazione di circoli in cui si pratica sesso e prostituzione", si legge su un post Facebook della trasmissione di Italia 1.

"Non un euro in più delle tasse degli italiani - aggiunge Meloni sul social network - deve essere buttato per pagare lo stipendio a dei signori, come il direttore dell'Unar Spano, che in evidente conflitto d'interessi assegnano decine di migliaia di euro di soldi pubblici ad associazioni di cui sono soci. Fratelli d'Italia presenterà oggi stesso un'interrogazione urgente al Governo per chiedere la chiusura immediata dell'Unar e le dimissioni del suo direttore Spano".

Area C a Milano, Daniela Reho: "Chiamiamola col suo nome, è una tassa. Sta facendo morire il commercio e il lavoro"

L'esponente di Forza Italia, ospite di Ivan Filannino nella trasmissione "Ore 7" di Estenews, commenta senza mezzi termini l'entrata in vigore delle nuove regole per la viabilità nella Cerchia dei Bastioni. Misure che restringono ulteriormente la possibilità per le auto di circolare in centro e che introducono il pagamento del ticket di 5 euro a ingresso anche per i veicoli a Gpl e Metano


"Chiamiamola con il suo nome, senza girarci intorno e prendere in giro i milanesi: l'Area C è una tassa. La giunta Sala vuol farci credere che le misure adottate per regolare la circolazione nel centro città vanno a beneficio dei cittadini, ma non è così. Le nuove regole che prevedono il divieto d'accesso alla Cerchia dei Bastioni per i diesel di vecchia generazione, ma soprattutto il pagamento del ticket da 5 euro per i veicoli a metano e Gpl, sono una grossa ingiustizia. Pensiamo a coloro che pochi anni fa hanno cambiato l'auto, acquistando un mezzo che tutti ritenevano poco inquinante, per poter circolare liberamente e ora si ritrovano a dover pagare. Questi provvedimenti stanno uccidendo il commercio; la gente per lavorare ha bisogno di muoversi. Vogliamo impedirglielo?". Questo il commento di Daniela Reho, esponente di Forza Italia, ospite della trasmissione di Estenews "Ore 7", condotta da Ivan Filannino, sulla nuova normativa sull'Area C del Comune di Milano, entrata in vigore lunedì 13 febbraio 2017. 

Calcio, Bergomi: "Pioli ha dato mentalità e organizzazione all'Inter che è cresciuta tantissimo. La Juve ha superato l'ostacolo più grande. Ora..."

Ai microfoni de ilComizio.it l'ex campione nerazzurro ora commentatore di Sky Sport, a margine di un'iniziativa per la diffusione del giornale della Caritas Ambrosiana "Scarp de tenis", commenta l'andamento del campionato alla luce delle ultime partite della squadra di cui per tutta la sua carriera professionistica ha vestito la maglia. Sui bianconeri dice: "Ha un vantaggio talmente ampio che può permettersi anche di perdere contro Roma e Napoli senza rischiare di perdere lo scudetto. Per il bene del campionato però mi auguro che giallorossi e partenopei possano tenere il passo fino in fondo" - (VIDEO) 

Da sinistra, Stefano Lampertico (direttore di Scarp de' tenis), Beppe Bergomi e Fabio Pizzul (consigliere regionale lombardo) - foto ilComizio.it

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L'Isola dei famosi al posto di Matrix: Porro si arrabbia e punge Mediaset

Rimandata la puntata del talk show per lasciare spazio al reality, interrotto ieri sera a causa di una tempesta tropicale. Il giornalista polemizza con l'azienda e scherza: "dovrò spiegare a Vittorio Feltri che non può venire perché al suo posto c'è la Marcuzzi" - (VIDEO)


 

Alessia Marcuzzi conduce l'Isola dei Famosi

 "Questa sera purtroppo 'Matrix' non andrà in onda perché ci sarà l''Isola dei famosi'". Nicola Porro, in un video su Facebook, annuncia stizzito il cambiamento del palinsesto di Canale 5 che andrà a discapito della messa in onda di 'Matrix'. Il giornalista sembra infatti non aver preso molto bene la notizia che la puntata della sua trasmissione d'attualità verrà rimandata per lasciare spazio, in prima serata, al reality condotto da Alessia Marcuzzi, interrotto ieri sera a causa di una tempesta tropicale.

 Porro, nel filmato social, si lascia così scappare una serie di commenti ironici sul fatto che la produzione Mediaset preferisca mandare in onda al suo posto l''Isola dei famosi' che, a suo dire, "quest'anno tanto famosi non sono". "Io non l'ho mai vista", ammette il giornalista, "ma pare che tutti gli anni durante la prima puntata i famosi non riescano a scendere sull'isola. E quindi cosa si fa? Si riprova il giorno dopo".

Vittorio Feltri in trasmissione

 "Devo avvertire dodici persone, dodici ospiti che questa sera non potranno venire in trasmissione", afferma poi il giornalista, visibilmente infastidito, "dovrò spiegare a Vittorio Feltri che non può venire perché al suo posto c'è la Marcuzzi". Infine conclude il suo intervento con una battuta ironica: "'Matrix' è un tesoro. Bisogna scovarlo nel palinsesto di Mediaset, chi lo trova prende un premio: la partecipazione l'anno prossimo all''Isola dei famosi'".

 

 

Wanda Nara e quel balletto sexy quando ancora non era l'agente di Icardi. Immagini sconsigliate... agli invidiosi

La moglie del bomber dell'Inter posta su Instagram la foto di una piccantissima esibizione alla tv argentina. E quando la premiavano per il suo topless da top ten... - (GUARDA IL VIDEO COMPLETO)


Wanda Nara stuzzica ancora i suoi follower. La moglie-agente di Mauro Icardi, dopo aver postato una copertina del 2013 che la ritrae in topless tra le 10 ragazze più mediatiche (GUARDA QUI), oggi ha replicato postando su Instagram una foto che la ritrae al termine di un balletto fatto durante una trasmissione argentina di anni fa. Ecco il video completo del balletto, un’esibizione decisamente hot per Wanda. (fcinter1908.it)

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