updated 11:18 AM UTC, Jan 16, 2019

Mercato auto, 2018 record per il Gruppo Psa: 3,9 milioni di veicoli venduti nel mondo, crescita +6,8%. Il colosso francese che parla anche tedesco è il primo costruttore estero in Italia. In Europa secondo solo a Volkswagen

Psa, il gruppo francese dei marchi Peugeot, Citroen, Ds e che nel 2017 ha acquisito anche il teutonico Opel e l'inglese Vauxhall da General Motors, chiude il 2018 mostrando i muscoli. Un boom arrivato grazie a Opel e al successo dei Suv e dei veicoli commerciali in Europa, dove cresce per il quinto anno consecutivo. Buone prospettive in America Latina, mentre continuano le difficoltà sul complicato mercato cinese. Decisivo lo scatto del gruppo nella sfida green alle emissioni, con la produzione del pluripremiato propulsore Pure Tech che presenta un filtro antiparticolato studiato appositamente per le motorizzazioni a benzina. Mentre è già in corso un'offensiva d'avanguardia anche per quanto riguarda ibrido ed elettrico


 

La Core Model Strategy varata da PSA sotto la guida di Carlos Tavares sta dando ottimi frutti. I dati relativi alle vendite dei diversi marchi - Peugeot, Citroen, DS e Opel - nel 2018 hanno evidenziato volumi in aumento per i quinto anno consecutivo, nonostante il contesto economico e geopolitico contrario. Una crescita che il Gruppo - nel comunicare questa mattina il rendiconto 2018 - definisce 'redditizia' e che ha raggiunto lo scorso 3.878.000 immatricolazioni a livello globale.

In Europa il Gruppo PSA ha approfittato appieno del fatto di essersi preparato per tempo all'attuazione della nuova norma WLTP, così da battere sul tempo la concorrenza nel terzo quadrimestre dello scorso anno. A fine 2018 la quota di mercato di PSA nella Ue ha raggiunto il 17,1% con un aumento di 3,8 punti grazie ai marchi Peugeot e Citroen, che registrano i migliori progressi nelle vendite nel 2018 (+5% ciascuno) e classificandosi nella Top 10 dei brand continentali.

Leader suv in Europa, Peugeot ha confermato la sua dinamica chiudendo al primo posto in Spagna e in Francia nei mercati B2C e B2B autovetture. A sua volta Citroen ha raggiunto un livello di vendite record mai registrato negli ultimi 7 anni e DS Automobile è cresciuta in modo significativo (+6,7%) grazie al lancio di DS7 Crossback. Infine Opel, e il brand Vauxhall con cui opera in Gran Bretagna, hanno proseguito l'offensiva prodotto con la famiglia X. Nel complesso il Gruppo PSA ha fatto meglio del mercato e ha guadagnato quote in tutti i principali Paesi: +4,8 punti in Gran Bretagna, +4,2 in Spagna, +3,9 in Italia, + 3,7 in Germania e +2,6 in Francia. Risultati immagini per psa opel

Elemento forte della strategia che ha permesso di ottenere questo risultato è stata l'ampia offensiva prodotto con oltre 70 lanci regionali. Sono andate molto bene, visto l'ampliamento globale di questo segmento, le vendite dei suv targati PSA: Peugeot 2008, 3008, 5008 (il marchio è leader in Europa), Citroen C3 Aircross, C3-XR e C5 Aircross, ma anche DS7Crossback, e Opel Crossland X (nella foto), Mokka X e Grandland X.

Battuto anche un nuovo record di vendite per i veicoli commerciali leggeri di PSA, con 64.144 immatricolazioni in aumento del 18,3%. Gruppo PSA aveva rinnovato le proprie gamme di furgoni compatti nel 2016 e successivamente delle sue furgonate nel 2018, consolidando la sua posizione di leader in Europa in tutti i sottosegmenti.

Oggi quasi un acquirente di veicoli commerciali leggeri (VCL) su quattro sceglie un modello del Gruppo. L'offensiva VCL di PSA ha gettato le basi della sua crescita internazionale, con il successo del lancio della produzione del Peugeot Expert e del Citroen Jumpy in Eurasia, e gli inizi molto promettenti di una vasta gamma di prodotti e servizi VCL destinati ai clienti dell'America Latina. Questa dinamica globale continuerà nel 2019, con lanci importanti per tutti i marchi e con l'arrivo dei primi modelli PHEV e EV, a cominciare dal marchio DS.

 

(Fonte: Ansa)

"Battisti libero", lo striscione dei compagni e la richiesta di Scalzone: "Amnistia". Quelli che non stanno con Salvini e accusano pure la "sinistra manettara"

A Roma scritta di solidarietà al terrorista rosso che ha terminato la sua latitanza dopo l'arresto in Bolivia e l'estradizione in Italia. Intanto l'ex leader di Potere Operaio, che ha speso una vita a difendere i "rifugiati" in Francia con cui ha condiviso sorti giudiziarie, rilancia l'idea di una soluzione che metta la parola fine ai processi per i fatti degli anni di piombo. In un'intervista all'Adnkronos parole che faranno storcere la bocca a molti e riflettere altrettanti


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                                               Oreste Scalzone

La solidarietà

Uno striscione pro Battisti è stato affisso ieri sera in via degli Annibaldi, nei pressi del Colosseo, a Roma. Sul posto è intervenuta una volante della polizia. Sullo striscione, attaccato sul ponte, c’era la scritta ‘Battisti libero, amnistia per i compagni, noi restiamo’ e una stella cinque punte rossa. Lo striscione è stato rimosso dalla polizia. Indaga la Digos.

L'affissione è stata rivendicata sul profilo Facebook Noi Restiamo: "L'asse Salvini-Bolsonaro arresta Cesare Battisti, capro espiatorio utilizzato per condannare un periodo storico di forte cambiamento sociale e aspra lotta politica - si legge nel post - Con gli applausi della sinistra manettara il movimento reazionario a livello mondiale continua la sua macelleria sociale tentando l'annichilimento di una storia non pacificata. Come sempre nella storia i padroni e i servi coprono i loro crimini condannando chi ha reagito alla loro violenza".

I social

"Tieni duro, Cesare. Con quella gente ci spazziamo il posteriore. Ti tireremo fuori. Solidarity forever!". Si chiude così un lungo intervento che sta facendo il giro di Facebook per spiegare le ragioni di Cesare Battisti. Nel post ripreso in occasione dell'arresto dell'ex leader dei Pac si ricostruisce tutta la vicenda, mettendo in rilievo le incongruenze dei vari processi e si definisce Battisti "un uomo solo, spaventato e imprigionato, ogni tanto condannato e ogni tanto assolto", che "si vede indicare, in Italia e nelle parti più marce del mondo, quale pericolo universale".

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Intanto, secondo quanto riferisce il quotidiano Folha de Sau Paulo, amici e sostenitori di Battisti in Brasile hanno avviato una mobilitazione su Internet perché la Bolivia gli conceda l'asilo politico. Fra loro vi è il sociologo Carlos Lungarzo, autore di un libro su Battisti e sostenitore della sua innocenza, che chiede di inviare mail all'ambasciata boliviana in favore dell'asilo. "E' fondamentale tener conto, che se Battisti sarà riportato in Brasile o consegnato all'Italia, andrà incontro ad una morte orribile", ha detto, citato dal quotidiano.
 
(Fonte: Adnkronos)

Salvini va avanti come un treno: "Il Decreto Sicurezza non cambia di una virgola". E avverte i grillini: "Se su qualche punto non ci sarà accordo, parola agli italiani"

Il vicepremier e ministro dell'Interno alle prese con la resistenza dei sindaci di sinistra sul suo decreto e col braccio di ferro nel governo sulla Tav. E punta sul referendum, che ormai Di Maio non esclude. "Coi 5 Stelle stiamo governando insieme. Se su qualche punto non si trova l'accordo la via del popolo è la via sovrana, la scelta la faranno gli italiani", dice il leader leghista, aggiungendo che in Italia "servono più energia e trasporti"


"Io ascolto tutti, ma di quel decreto non si cambia una virgola". Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini intervenendo alla scuola politica della Lega, a Milano, riferendosi all'incontro di domani tra il premier Giuseppe Conte e i sindaci critici verso il decreto sicurezza. "Domani il presidente del Consiglio incontrerà alcuni sindaci che hanno dubbi sul decreto sicurezza e immigrazione; io darò a questi sindaci quello che prendevo io a scuola quando c’era la versione di latino, il ‘bigino’. Perché se uno non capisce - ha aggiunto - gli riassumi magari con le figure quello che c'è scritto, che magari lo capisce".

Sulla questione migranti Salvini è tornato anche a Non è l'Arena su La7. "Se l'Europa continuerà a parlare tanto e ad accogliere poco, eviterò di identificare chi arriva. Ma, ad ora, non vorrei essere costretto a farlo. Volendo, quelli che arrivano in Italia posso fare a meno di farli identificare, così possono andare dove vogliono...", ha avvertito.
 

Poi ha commentato i sondaggi che danno la Lega in crescita: "Non farò mai cadere nessun governo per vanagloria o per egoismo. Non faccio saltare i governi così, ho fatto un patto, ho preso un impegno e vado fino in fondo. Saranno gli elettori alla fine a dire se ho fatto bene o male".

 

(Fonte: Adnkronos)

METEO / Correnti di aria gelida si scontrano sull'Italia. In arrivo la neve: ecco dove

Masse d'aria fredda di origine Nordatlantica in arrivo dalla Groenlandia. Direzione Regno Unito e Francia, avvicinandosi poi anche all'Italia. E, nel contempo, dal Circolo Polare Artico altre correnti gelide stanno andando verso l'Europa orientale, puntando i Balcani. Cosa vuol dire? In pratica, Italia accerchiata.

I principali centri meteo di calcolo, a partire dal 20 gennaio, propongono un "esplosivo cambio di circolazione atmosferica, non solo sull'Europa ma anche sull'Italia" fanno sapere gli esperti de 'IlMeteo.it'. La nostra Penisola si troverà quindi "come in un campo di battaglia tra due diverse correnti, una ancora più fredda dell'altra, benché di origine diversa, tanto che questo duplice scontro potrebbe avvenire proprio sul mar Mediterraneo con una fase di maltempo invernale che in tal caso coinvolgerebbe molte Regioni italiane".

NEVE A ROMA? - Uno scenario che porterà inevitabilmente "repentini abbassamenti" di temperature, "tale da far cadere la neve diffusamente in pianura al Nord ma probabilmente anche su alcune Regioni centrali, senza escludere di poterla vedere anche in Toscana, a Firenze, e poi forse pure a Roma" aggiungono gli esperti. Di sicuro, concludono, in Valpadana ci saranno le condizioni per neve prolungata da domenica 20 fino al 27 gennaio.

 

(Fonte: Adnkronos)

METEO / Dal Polo Nord arrivano masse di aria gelida: freddo polare sull'Italia con neve al Centro-Sud. Le previsioni dei prossimi giorni

Nelle prossime ore l’Italia sarà nuovamente alle prese con il maltempo, infatti correnti più instabili e fredde in arrivo dalla Scandinavia colpiranno la nostra Penisola portando il loro carico di rovesci e forti venti. Ma soprattutto la neve, ormai imminente, dicono gli esperti de iLMeteo.it


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Rischio vortice polare in arrivo. Con il Nord Europa e le regioni del Polo interessate dalla presenza del cosiddetto 'Stratwarming' (flussi di calore a circa 30 km sopra il Polo Nord), si sta assistendo ad un "rapido processo di riscaldamento della stratosfera, con il calore che si sta trasferendo anche alla troposfera, portando così dapprima ad un dislocamento del Vortice Polare e poi alla frantumazione dello stesso" fanno sapere gli esperti de 'IlMeteo.it'.

"Al posto del vortice depressionario al Polo Nord farà così la sua comparsa un anticiclone Polare". Secondo gli ultimi aggiornamenti, "questa vasta area di alta pressione in zona Artica favorirà la discesa di imponenti masse d’aria gelida" con un aumento delle possibilità che anche Burian possa tornare a farci visita.

PREVISIONI - Considerato ciò, proseguono gli esperti, "dal 15 gennaio ci attende un periodo alquanto dinamico e ricco di sorprese, con buona parte dell'Italia alle prese con temperature sotto le medie e la possibilità a più riprese di intense nevicate fino a quote via via più basse".

GIOVEDÌ 10 - Diffusamente instabile al Centro-Sud, con temporali sparsi e locali nevicate fino a 300 metri tra Abruzzo e Molise. Nubi basse sulle zone di pianura del Nord ma senza piogge. Più soleggiato altrove.

VENERDÌ 11 - Instabile sul versante adriatico, con fiocchi a quote collinari. Qualche pioggia su Sicilia e Calabria.

SABATO 12 - Bel tempo prevalente, pioggia sulla Sicilia e sulla Puglia. Tende a peggiorare su Sardegna, Toscana, levante ligure ed Emilia Romagna nella notte.

DOMENICA 13 - Tempo in peggioramento sulle regioni Centrali nonché su Campania, Sicilia e Calabria con nevicate al di sotto dei 1.000 metri.

Lavoro, cala la disoccupazione (soprattutto tra le donne e i giovani). Ma attenzione al tasso di inattività

Il tasso di disoccupazione scende al 10,5% a novembre 2018, secondo i dati provvisori dell'Istat, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017. "Torna a calare - osserva l'istituto di statistica - dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità). Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni". I disoccupati sono 2 milioni 735 mila. Il calo della disoccupazione è compensato dall'aumento del tasso di inattività, al 34,3% (+0,1 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione giovanile, a novembre 2018, scende al 31,6%. La flessione, nella fascia di età 15-24 anni, è di 0,6 punti percentuali da ottobre e di 1,5 punti da novembre 2017.

 

Android, a gennaio arriva l'aggiornamento di sicurezza che elimina le vulnerabilità

Aggiornamento di sicurezza di gennaio per Android. Google ha rilasciato le patch che risolvono svariate vulnerabilità nel sistema operativo. L'aggiornamento, suddiviso in due livelli progressivi, "risolve un totale di 27 vulnerabilità in diversi componenti di sistema, di cui due critiche e altre 25 di gravità elevata" fanno sapere gli esperti del CERT - Computer Emergency Response Team.

"Le più gravi di queste vulnerabilità potrebbero consentire l’esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo". Tra queste, vengono segnalate quelle legate al 'Framework' e al 'Kernel', come anche in alcuni componenti NVIDIA e Qualcomm. "Al momento - ricorda il CERT - non si ha notizia che queste vulnerabilità siano attivamente sfruttate in attacchi reali".

"Tutte le patch di sicurezza vengono rese disponibili da Google ai partner almeno un mese prima della pubblicazione" si legge ancora, ricordando che "gli utenti di dispositivi Android devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".

 

(Fonte: Adnkronos)

Prezzi e tariffe, stangata in arrivo: 842 euro in più a famiglia nel 2019

L'Osservatorio di Federcosumatori: "Rincari dovuti da un lato ad alcune scelte assunte nella manovra di bilancio, dall'altro al forte aumento dei costi energetici. Serve un intervento del governo per evitare di mettere ulteriormente in crisi i cittadini. E urgono provvedimenti su occupazione, sviluppo e crescita di cui non si vede traccia"


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"Il nuovo anno è iniziato da pochi giorni ma già si prospettano aumenti e rincari. La stangata di prezzi e tariffe per il 2019, per una famiglia media, sarà pari a 842,81 euro annui". E' quanto emerge dall'Onf, l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha effettuato delle previsioni relative agli aggravi che colpiranno le famiglie nel 2019.

"A determinare gli aumenti sono da un lato alcune scelte assunte nella manovra di bilancio, dall’altro il forte aumento dei costi energetici. Gli aumenti dei pedaggi autostradali - rileva l'associazione dei consumatori- risultano contenuti grazie all’accordo che prevede lo stop dei rincari (solo il 10% delle autostrade italiane non è interessato da tale accordo). Inoltre, gli aumenti relativi alle tariffe applicate dai professionisti subiscono una frenata in parte motivata dalla flat tax". I costi relativi a mutui e servizi bancari e assicurativi, sottolinea Federconsumatori, "risultano in crescita a causa dell’incremento della tassazione e dell’aumento dello spread. Tali aumenti avvengono in un contesto delicato, in cui si prospettano ulteriori tagli del reddito dovuti all’abolizione, operata in manovra, del tetto posto alle aliquote comunali e regionali".
 
Fattore, aggiunge Federconsumatori, "che contribuirà a impoverire ulteriormente le famiglie, che già oggi non dispongono delle risorse economiche sufficienti a sostenere aumenti di questa portata. Si rende pertanto necessario un intervento del Governo per fare in modo che le scelte assunte non si ripercuotano, come è facile prevedere, sui cittadini. Inoltre si rende improrogabile l’avvio di provvedimenti urgenti tesi a rilanciare l'occupazione e rimettere in moto l’intero sistema economico, attraverso investimenti per lo sviluppo e la crescita di cui, nella manovra, non si vede alcuna traccia".
 
(Fonte Adnkronos)
 
 
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