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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Voli cancellati, mancati rimborsi e assistenza carente, l'Antitrust avvia procedimenti contro quattro compagnie aeree

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro procedimenti istruttori - e altrettanti sub-procedimenti cautelari - nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, dopo avvii analoghi nei confronti di Alitalia e Volotea dello scorso luglio ed in base ad un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori. Lo si legge in una nota secondo cui nel mirino c'è "la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi"


 

L'Antitrust avvia procedimenti nei confronti di Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling per la vendita di viaggi in seguito cancellati a causa del Covid-19. A luglio scorso lo stesso era accaduto per Alitalia e Volotea. Le compagnie aeree hanno offerto ai consumatori solo il voucher e non il rimborso del biglietto. Inoltre viene contestato un servizio di assistenza oneroso e carente.

I quattro procedimenti istruttori - e altrettanti sub-procedimenti cautelari - nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, si basano su un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori, sottolinea la nota dell'Agcm. Oggetto dei procedimenti è "la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi", precisa l'Antitrust.

In particolare, adducendo come motivo della cancellazione l’emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri previsti dal Reg. (CE) n. 261/2004. Inoltre, le compagnie aeree non hanno informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione.

A Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling viene anche contestato di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti ad utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile.

Arriva il Forum del Sistema Salute 2020 e sarà digitale. L'appuntamento dell'1-2 e 5 ottobre a Firenze online su una piattaforma hi-tech

"Il Forum - spiegano gli organizzatori - sarà la prima grande occasione di confronto nazionale sul futuro del sistema sanitario italiano dopo l'emergenza Covid-19". Ecco dettagli, caratteristiche e programma


La V edizione del “Forum del Sistema Salute” si terrà a Firenze nei giorni 1-2 ottobre e 5 novembre 2020 e si svolgerà in formato webinar.

I principali temi che saranno affrontanti nel corso delle varie giornate riguardano principalmente l’innovazione e il cambiamento nel sistema della salute, la sanità digitale in Italia, gli stati generali delle malattie rare dopo il Covid, procurement in sanità e la governance farmaceutica.

Il Forum del Sistema Salute 2020 si articolerà in tre fasi principali:

FASE 1: preparatoria e di partecipazione con invio di questionari e di raccolta di idee – I CANTIERI –

FASE 2: si svilupperà durante i due giorni del Forum per la discussione di quanto raccolto nella FASE 1

FASE 3: lavoro per la presentazione degli output, per lo sviluppo dei progetti e il monitoraggio di quanto previsto nella FASE 2.

Vedi sito web: forumdellaleopolda.it

Il "Futuro della Sanità dopo il Covid-19": doppio appuntamento live con il  Forum Sistema Salute 2020 (1, 2 ottobre e 5 novembre) - Ordine Nazionale  dei Biologi

Come è cambiata e come dovrà ancora cambiare la sanità italiana dopo il Covid-19? È quello di cui si discuterà al Forum del Sistema Salute 2020, in programma a Firenze in due appuntamenti: l'1 e 2 ottobre e il 5 novembre. In un inedito ambiente in forma digitale e innovativa, saranno chiamati a confrontarsi tutti gli attori del sistema sanitario. Per l’occasione è stata messa a punto una nuova piattaforma hi-tech in cui gli incontri saranno trasmessi in diretta in diverse “stanze” virtuali, sempre garantendo l'interazione, lo scambio di idee e spunti. Quanto emergerà dal dibattito sarà poi condensato in una serie di proposte e position papers per l’innovazione del sistema, che verranno presentati nella giornata “Reloaded” del 5 novembre.

 “Il Forum - spiegano gli organizzatori - sarà la prima grande occasione di confronto nazionale sul futuro del sistema sanitario italiano dopo l'emergenza Covid-19. Un evento davvero speciale. Speciale perché si pone l’obiettivo di contribuire alle giuste scelte di cambiamento in Sanità, evitando sprechi e dispersioni ma costruendo resilienza. Speciale nella partecipazione, che avverrà attraverso strumenti digitali su cui abbiamo costruito - in modo partecipativo - programmi e modalità di fruizione particolarmente innovative, a tratti rivoluzionarie. Speciale, come speciali sono le reali occasioni di incontro e di scambio in questa stagione particolare". Il programma toccherà tutte le aree del complesso sistema della salute, a partire dalla governance del Servizio Sanitario Nazionale e dalla necessità strategica dei network tra Regioni, Paesi e continenti per affrontare le nuove sfide e dalla necessaria continua evoluzione digitale.

L’1 e il 2 ottobre si parlerà anche di malattie rare, di terapie biologiche, dell’impatto della pandemia sulla salute mentale, del nuovo procurement e del rapporto con il mondo farmaceutico. Protagonisti del dibattito saranno rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni, medici, ricercatori, docenti universitari, aziende, cittadini. In programma, il 5 novembre, anche un hackaton: un incontro-contest virtuale in cui giovani talenti della digitalizzazione e della medicina si sfidano per “inventare” soluzioni tecnologiche che siano in grado di semplificare la vita alle persone affette da malattie rare.  Il Forum è un melting pot di iniziative e laboratori, un ambiente stimolante per immaginare la sanità del futuro.  Al Forum, del tutto gratuito, è possibile iscriversi fin da ora sul sito forumdellaleopolda.it

  • Pubblicato in Salute

Covid, Israele si blinda: scatta il lockdown rafforzato fino alla fine delle feste ebraiche

Il governo israeliano ha approvato in nottata un lockdown ancora più rigido rispetto a quello già in atto: entrerà in vigore da domani (venerdì) e resterà in vigore fino all'11 ottobre, alla fine delle feste ebraiche. Tra i provvedimenti la chiusura dei servizi non essenziali, il blocco delle manifestazioni al di là di un chilometro dalla propria abitazione e in non più di 20 persone. Le sinagoghe saranno in funzione solo per le cerimonie di Kippur. Interventi anche per il settore aereo. La decisione è arrivata dopo un lunga riunione nella quale si sono registrati profondi dissidi tra i ministri del Gabinetto di governo per la lotta al coronavirus, soprattutto nella spinosa questione della chiusura dei luoghi di culto e sulla restrizioni delle manifestazioni.

Intanto, il bilancio dei morti provocati dal virus in Spagna ha superato quota 31mila: lo riporta il quotidiano El Pais, che cita i dati ufficiali pubblicati dal ministero della Sanità del Paese. Nella giornata di ieri sono stati segnalati ulteriori 130 decessi, che hanno portato il totale delle vittime dall'inizio della pandemia a quota 31.034. Allo stesso tempo, i contagi sono saliti a quota 693.556, di cui 11.289 sono stati registrati ieri. E in Messico i contagi hanno superato quota 710mila, secondo quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. L'università americana indica che il Paese conta ad oggi 710.049 contagi, inclusi 74.949 decessi. Il Messico è il settimo Paese al mondo per numero di infezioni dopo Usa, India, Brasile, Russia, Colombia e Perù.

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L'altra faccia della crisi da pandemia: riscoperti i negozi di quartiere, uno su due ha raddoppiato la clientela

L'Osservatorio Fida-Confcommercio: le imprese si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza. Accelerati i processi d’innovazione


Con il Covid-19 le imprese delle distribuzione alimentare al dettaglio sono state messe a dura prova e, soprattutto durante il lockdown, i punti vendita sono stati in prima linea per assicurare la spesa e continuare ad erogare, in condizioni di difficoltà, un servizio fondamentale per i cittadini facendo riscoprire anche il ruolo dei negozi di vicinato (come afferma il 70% delle imprese) e quasi un’impresa su due (47,3%) ha rilevato un aumento di nuovi clienti. È quanto emerge dall’Osservatorio della Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione aderente a Confcommercio, realizzato in collaborazione con Format Research. 

Secondo l'analisi, il 31% delle imprese prevede un peggioramento della propria attività economica nei prossimi tre mesi, mentre per il 59% la situazione rimarrà stazionaria. Principalmente all’inizio e nella fase più acuta della pandemia le imprese hanno dovuto risolvere problemi di carattere organizzativo mai affrontati prima, con dispendio di energie e risorse, come il reperimento dei dispositivi di protezione individuale, ma si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza: dalla pulizia e sanificazione quotidiana di ambienti e strumenti, all’installazione dei pannelli separatori in plexiglass tra dipendenti e clienti.

L'emergenza sanitaria ha accelerato i processi di innovazione nel settore: il 40,7% delle imprese ha iniziato a fare consegne a domicilio, il 32,2%, di quelle che già lo facevano, ha intensificato questo servizio e il 14,2% ha attivato servizi di asporto. E anche sul fronte digitale crescono le imprese che hanno avviato servizi che prima non offrivano come la prenotazione spesa tramite email (per il 13,1%), tramite Social Network (per il 9%), il click & collect (per il 7,1%) e la vendita per mezzo di piattaforme online (per il 4,7%). Le imprese della distribuzione alimentare al dettaglio in Italia sono oltre 140 mila, pari a circa il 4% del totale complessivo delle imprese, di cui il 60% 'specializzate'.

La Casa del Quartiere è uno degli snodi di distribuzione di beni alimentari  e di prima necessità di Torino Solidale – Casa del Quartiere di San Salvario

Covid, in Campania mascherine obbligatorie anche all'aperto. De Luca: "Servono comportamenti responsabili"

Il governatore ha firmato lʼordinanza che definisce ulteriori misure per la prevenzione del coronavirus fino al 4 ottobre: "Necessario per evitare chiusure generalizzate". Ecco tutte le misure della Regione


Scatta in Campania l'obbligo di indossare sempre la mascherina all'aperto. Dopo la riunione dell'Unità di crisi, il governatore Vincenzo De Luca ha firmato l'ordinanza che definisce ulteriori misure per la prevenzione del coronavirus. La mascherina diventa quindi obbligatoria fino al 4 ottobre. "Occorre - ha dichiarato il presidente della Regione - ripristinare immediatamente comportamenti responsabili se vogliamo evitare chiusure generalizzate". 

Casi da monitorare - L'ordinanza vale fino al 4 ottobre 2020, "fatta salva l'adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della Regione". Il governatore De Luca ha spiegato la necessità di ripristinare comportamenti responsabili "a maggior ragione con l'apertura delle scuole. Se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore", ha detto. 

Cosa prevede l'ordinanza - Per quanto riguarda le mascherine "è disposto l'obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossarle anche nei luoghi all'aperto, durante l'intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attivita' di ristorazione, bar, sport all'aperto)". Secondo l'ordinanza rimane anche "l'obbligo di rilevare la temperatura corporea dei dipendenti ed utenti degli uffici pubblici ed aperti al pubblico e di impedire l'ingresso, contattando il Dipartimento di prevenzione della ASL competente, laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 gradi C°". 

Niente mascherine al di sotto dei 6 anni - L'obbligo delle mascherine, comunque, non vale per i bambini al di sotto dei 6 anni, "per i portatori di patologie incompatibili con l'uso della mascherina e durante l'esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva".

Gli esercizi commerciali - Rimane l'obbligo per i "titolari di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, non all'aperto, di effettuare la misurazione della temperatura corporea all'ingresso dei locali di esercizio e di assicurare la presenza di dispenser di gel e/o soluzioni igienizzanti, subordinando l'accesso ai locali alla previa igienizzazione delle mani e al riscontro di temperatura inferiore a 37,5 gradi C°. Inoltre "si richiamano tutti gli esercenti, gestori ed utenti alla stretta osservanza delle misure di prevenzione e sicurezza" e "vi è l'obbligo della identificazione di almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati con idoneo documento di identità". 



Mascherina obbligatoria in Campania anche all'aperto e durante l'intero arco della giornata "a prescindere dalla distanza interpersonale". Lo stabilisce un'ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a conclusione della riunione dell'Unità di crisi regionale. L'ordinanza contiene ulteriori misure per la prevenzione e la sicurezza con validità da oggi, 24 settembre, fino al 4 ottobre.

"Occorre ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con l'apertura delle scuole", spiega De Luca, a commento dell'ordinanza. "Se vogliamo evitare chiusure generalizzate - aggiunge - è necessario il massimo rigore". 

L'ordinanza dispone "l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all'aperto, durante l'intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attività di ristorazione, bar, sport all'aperto)". L'obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei 6 anni, per i portatori di patologie incompatibili con l'uso della mascherina e durante l'esercizio in forma individuale di attività motoria o sportiva.

La nuova ordinanza conferma le disposizioni dell'ordinanza del'8 agosto concernenti "l’obbligo di rilevare la temperatura corporea dei dipendenti ed utenti degli uffici pubblici ed aperti al pubblico e di impedire l'ingresso, contattando il Dipartimento di prevenzione dell'Asl competente, laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5°C". Viene inoltre fatto obbligo "ai titolari di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, non all’aperto, di effettuare la misurazione della temperatura corporea all'ingresso dei locali di esercizio e di assicurare la presenza di dispenser di gel o soluzioni igienizzanti, subordinando l’accesso ai locali alla previa igienizzazione delle mani e al riscontro di temperatura inferiore a 37,5°C".

Infine vengono richiamati "tutti gli esercenti, gestori ed utenti alla stretta osservanza delle misure di prevenzione e sicurezza. Al fine di rendere tempestiva la corretta ricostruzione degli eventuali casi da contatto stretto - si legge nell'ordinanza - vi è l'obbligo dell'identificazione di almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati con idoneo documento di identità".

Covid, ora la Gran Bretagna ha paura. Johnson annuncia nuove restrizioni: "Pub chiusi alle 22, stop allo sport e chi può lavori da casa"

Nel Regno Unito, l'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Lo ha formalizzato il premier Boris Johnson in un intervento alla Camera dei Comuni, indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" 


"La prospettiva di una seconda ondata di coronavirus è reale", e la Gran Bretagna si trova a un "pericoloso punto di svolta: dobbiamo agire ora". Sono le parole del premier britannico Boris Johnson, annunciando l'introduzione di nuove misure restrittive nel Paese. Tra i provvedimenti, la chiusura dei pub alle 22, la sospensione di eventi sportivi e congressi, estensione dei luoghi dove sarà obbligatorio indossare la mascherina.

"Restrizioni in vigore per 6 mesi" - E' di "sei mesi" la durata prevista delle nuove restrizioni ripristinate oggi dal governo britannico sul fronte dell'emergenza coronavirus. Lo ha detto il premier Tory, Boris Johnson, alla Camera dei Comuni, precisando che la settimana prossima l'esecutivo sottoporrà al Parlamento un'estensione della legislazione di emergenza approvata in primavera nella fase più acuta della pandemia. Le misure includono anche la riduzione a 15 persone del numero massimo di
invitati ai matrimoni. Johnson ha definito la situazione attuale "un pericoloso punto di svolta" da affrontare subito. Il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer ha approvato le nuove misure, ma ha accusato il governo di non avere una strategia complessiva, ha criticato le falle nel sistema di test e tracciamento e ha detto che un eventuale lockdown nazionale bis rappresenterebbe il segno di "un fallimento" dell'esecutivo.

Stretta su orari pub, matrimoni e sport - L'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" nel Regno Unito per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Ha formalizzato Boris Johnson indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" e confermando la decisione del suo governo di ripristinare limiti da giovedì agli orari di pub, ristoranti e bar di tutta l'Inghilterra (con coprifuoco alle 22), di tornare a incoraggiare il lavoro da casa, di estendere l'obbligo legale della mascherina e di introdurre controlli stringenti sui tetto massimo delle 6 persone nei contatti sociali. Limitazioni anche per i matrimoni, il numero massimo degli invitati scende da 30 a 15. Rinviato inoltre il ritorno del pubblico negli eventi sportivi. Johnson ha notato che negli ultimi giorni i ricoveri in ospedale "sono raddoppiati", che il livello di allerta è salito a 4 (su un livello massimo di 5) e che "ora è il momento di agire" per evitare un lockdown generale e misure più pesanti. 

Smart working per chi può - "Agli impiegati viene chiesto di lavorare da casa", ma chi ha bisogno di svolgere il proprio incarico sul posto di lavoro "continuerà a farlo". Ha annunciato il premier britannico Boris Johnson confermando quanto già anticipato dai media e dal ministro dell'Ufficio governativo Michael Gove. Obbligo di mascherina in tutti i luoghi chiusi, compresi i mezzi pubblici (anche i taxi).

  • Pubblicato in Esteri

I fratelli Gallagher divisi anche sul rischio Covid. Liam: "Io indosso la mascherina, sono malato. Noel? E' un imbecille"

"Io indosso la mascherina, non è un problema". Liam Gallagher non è un 'antimask' come il fratello Noel. Le divergenze tra i due fratelli, protagonisti dell'epopea degli Oasis, si allargano anche al rapporto con la pandemia. Noel, in una recente intervista, ha contestato l'utilità della mascherina e ha riassunto la propria posizione dicendo: "Se prendo il virus, sono fatti miei".

Liam Gallagher, invece, la pensa in modo totalmente diverso. "Io indosso la mascherina, non è un problema", dice rispondendo alle domande dei follower su Twitter. "Ho il morbo di Hashimoto - aggiunge riferendosi alla malattia cronica della tiroide -. Questo significa che il mio sistema immunitario è fottuto". A chi chiede se Noel sia un imbecille visto che non indossa la mascherina, il musicista risponde: "E' un imbecille per molte ragioni".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, il nemico oltre le Alpi: più di mezza Francia è zona rossa. E l'Oms loda l'Italia: "Un esempio nel contrasto alla pandemia"

Oltre la metà dei dipartimenti francesi è ormai dichiarato in "zona rossa" per allerta coronavirus. In particolare, 50 dipartimenti corrispondenti alla maggioranza del territorio nazionale sono stati dichiarati in "zona di circolazione attiva del virus". Una classificazione che permette, tra l'altro, ai prefetti di adottare misure supplementari per bloccare l'avanzata del nemico invisibile. Intanto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha detto: "L'Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire"


Coronavirus, l'allarme dell'Oms: "Persone sulla 30ina muoiono. E non  avevano altre patologie" - IlGiornale.it

Nel contrasto della pandemia "l'Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire", ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in videocollegamento con il forum ad Assisi 'Cortile di Francesco', esprimendo "apprezzamento al presidente Mattarella, il primo ministro Conte, il ministro Speranza, l'interno governo e il popolo italiano" per come hanno gestito la crisi.

"L'Italia - ha ricordato - ha preso decisioni difficili ed ha insistito su quelle, riducendo la trasmissione e salvando molte vite. L'Oms è fiera di aver lavorato con l'Italia a livello quotidiano creando una rete si fiducia reciproca". Ma bisogna non abbassare la guardia, perché "tutto quello che è stato raggiunto può essere perso e molte persone rimangono a rischio, la trasmissione del virus sta aumentando anche in Italia, come in molti paesi europei. Con l'inverno, l'apertura della scuole e le persone che tornano alla vita normale, ognuno deve condurre la propria parte, tenendo al sicuro se stesso e gli altri", ha aggiunto.

"La seconda ondata è nella nostre mani. Si può evitarla o tenerla sotto controllo", ma seguendo delle regole, secondo Ghebreyesus. "Bisogna fare 4 cose: primo, evitare gli assembramenti di massa. Secondo, proteggere i più vulnerabili, gli anziani e quelli con patologie pregresse. Terzo, le persone devono collaborare, ascoltare le raccomandazioni delle istituzioni, come abbiamo visto in Italia. Quarto, continuare a fare i test", ha sottolineato.

Coronavirus: la OMS advierte a los países que no han adoptado un enfoque  integral contra la Covid-19

"Non vanno adesso sottovalutati i rischi che avremo con la riapertura delle scuole e con l'ulteriore liberalizzazione degli spettacoli, in particolare quelli sportivi. Cosa accadrà lo vedremo al termine del periodo di incubazione", ha poi spiegato il direttore aggiunto dell'Oms, Ranieri Guerra, sempre ad Assisi, parlando dell'evoluzione del Covid a margine dell'evento organizzato dal "Cortile di Francesco".

"Il caso è comunque ben gestito - ha aggiunto Guerra - Bisogna perseguire adesso con la disciplina che gli italiani hanno già dimostrato: Il sistema di monitoraggio messo in atto dal governo sta funzionando molto bene e l'aumento dei posti letto di terapia intensiva e la capacità territoriale sono pilastri su cui il sistema sta tenendo bene". "Siamo di fronte a un aumento, anche se blando e controllato, della casistica dei positivi, dei malati gravi e dei ricoveri in terapia intensiva, anche se non siamo ancora ai livelli dei nostri vicini, come Spagna e Francia". "Questo - ha concluso - vuol dire che l'effetto del lockdown molto rigido sta permettendo all'Italia un effetto positivo". L'Italia è stato il Paese che ha reagito con maggiore fermezza rispetto a tutti gli altri Paesi", ha poi aggiunto facendo un confronto con gli altri Paesi, come ad esempio la Francia, "dove - ha detto - persistono a ritenere volontaria la possibilità di isolamento in caso di positività, mentre da noi la quarantena è obbligatoria". 

"La prima lezione del Covid è che ha reso evidente a tutti in modo più diretto e immediato quello che sarà il titolo della prossima enciclica, che aspettiamo con grande trepidazione, che siamo fratelli tutti, ha dato una percezione molto più netta di un dato che ora è ineludibile e non può che essere il punto di partenza per qualsiasi ricetta," cioè "che siamo fortemente interdipendenti, sulla stessa barca e che questo rafforza la necessità di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile". Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri intervenendo ad Assisi al 'Cortile di Francesco'. "L'Europa questa volta a differenza del passato ha mostrato questa capacità di tradurre l'interdipendenza in una più robusta azione comune improntata alla solidarietà". "La scelta di assegnare il primato alla vita, di salvare vite umane" anche a discapito dell'economia ha mostrato che "non era vero che le due cose fossero in contraddizione" e che "una risposta massiccia con scelte inedite" e "improntate alla solidarietà" si è "rivelata giusta anche dal punto di vista economico: chi ha contenuto di più il virus ha potuto poi ripartire in sicurezza, questo ha un impatto su un certo grado di ripresa". "Non possiamo limitarci a essere soddisfatti che l'Europa sia stata questa volta all'altezza della sfida, dobbiamo allargare lo sguardo ed essere consapevoli che è necessario lo stesso grado di innovazione per affrontare le conseguenze globali di questa pandemia che rischiano di essere molto pesanti", in particolare "per i Paesi a basso reddito", ha detto ancora Gualtieri. In Italia "abbiamo cercato di sostenere tutti, a partire dai più deboli con misure senza precedenti". Ora però l'Europa deve "dare un'indirizzo nuovo per uscire da questa crisi: non solo per tornare a dov'eravamo prima della pandemia ma per disegnare un mondo in linea con i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite". Anche il Fondo Monetario "deve aumentare la sua potenza di fuoco, deve avere il coraggio di aumentare i diritti di prelievo speciali, che sono una forma di capienza fiscale aggiuntiva, sulla base di un paniere di valute, che di fatto aumenta le riserve dei vari Paesi. Quindi, 1000 miliardi di diritti aggiuntivi darebbero solidità a Paesi che non ne hanno a sufficienza". 

 

(Fonte: Ansa)

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