updated 2:00 PM UTC, Oct 22, 2020

Coprifuoco in Campania, De Magistris attacca De Luca: "Se la prende coi cittadini, ma ha fatto errori molto gravi". E accusa anche Conte: "Messaggio ansiogeno e lacerante"

Il sindaco di Napoli contro il governatore: "Ha vietato ai medici di dire la verità. Il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata, non prendiamocela con i cittadini". Sull'intervento del premier domenica sera: "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio"


Legge Severino è costituzionale, ricorso infondato". De Magistris verso la  sospensione. E anche De Luca trema - Il Fatto Quotidiano

Da agi.it

Coprifuoco in Campania da venerdì. È la richiesta che il presidente della regione, Vincenzo De Luca, si appresta ad avanzare di fronte all'incremento dei contagi da Covid-19.

 "Ci prepariamo a chiedere in giornata il coprifuoco, il blocco delle attività della mobilità da questo fine settimana" annuncia il governatore "Volevamo partire dall'ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora, si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l'onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia".

La decisione vinee nel mezzo di un duro scontro tra De Luca e il sindaco di Napoli. "Penso ci siano stati errori molto gravi della Regione. Non è uno scaricabarile, i numeri parlano da soli" è l'attacco di Luigi de Magistrisai microfoni di Rai Radio1.

"Le persone a casa sono sole, appena aumenta la febbre vanno in ospedale, il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata già prima della pandemia. De Luca ha vietato anche ai medici di dire la verità - aggiunge - il tampone viene fatto dopo molti giorni".

Quanto alle norme più restrittive nella regione per le ordinanze di De Luca concentrate sulla movida, per l'ex pm "il problema non sono i ragazzi. Non prendiamocela con i cittadini che hanno avuto in gran parte un atteggiamento responsabile. Andremo sicuramente al lockdown in Campania, sono rimasti 15 posti in terapia intensiva. Che tristezza chiudere le scuole appena riaperte. Adesso il tema centrale è facciamo presto".

Poi però l'invito a "essere uniti", "in questo momento" e un bravo al premier Giuseppe Conte per "la marcia indietro del governo". "La gente sta capendo che bisogna essere responsabili ma non rinunciare subito agli altri diritti".

In realtà anche nei confronti del premier il primo cittadino di Napoli non aveva risparmiato parole taglienti, stamattina in una intervista al quotidiano La Stampa. "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio", ha detto de Magistris in riferimento al discorso di Conte di domenica sera. "Senza contare che questi coprifuoco settoriali sono inattuabili".

Il sindaco si dice "sconcertato" e che il modo in cui s'è mosso il governo è "segno di grande superficialità" e, "nella migliore delle ipotesi c'è stata molta approssimazione dal punto di vista della comunicazione". 

"Pandemia? No Pandemonio"

"È stato sbagliato quel messaggio, ansiogeno e lacerante, che rischia di acuire le tensioni sociali: i ragazzi additati come untori, le persone che si lamentano degli assembramenti, i commercianti che vedono la loro attività in crisi. E in quel modo inviti a tutti a rivolgersi al sindaco" e con la polizia municipale "siamo sempre in difficoltà, non abbiamo risorse per assumere nuovo personale".

Poi puntualizza: "Chiudere una piazza non è la soluzione, perché la gente si sposterà in un'altra piazza vicina, come in un grande e inutile gioco dell'oca". E de Magistris conclude: "Siamo qui a parlare di questo perché alla fine nel dpcm c'era poco altro".

 

(Fonte: agi.it)

Dpcm, il governo blocca il calcio dilettantistico e giovanile. Stop anche agli allenamenti: genitori perplessi. La Lega Dilettanti: "Grave considerare non essenziale lo sport e non aver cercato il confronto"

 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le attese misure del nuovo Dpcm, con profonde ripercussioni anche per il mondo dello sport. Soprattutto a livello dilettantistico: cosa sarà consentito fare e cosa no?

Dalla Serie D alla Prima Categoria, il decreto non lascia spazio a dubbi: "Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI)". Salve dunque anche la Serie A e B femminili, oltre alle stesse categorie del campionato Primavera. Non ricadono nella definizione invece, in quanto non riconosciute dalla FIGC, Seconda e Terza Categoria che dovranno quindi fermarsi. Ci sarà inoltre un'ulteriore stretta riguardo al pubblico per le manifestazioni sportive (rimane il tetto massimo di 1000 spettatori per le competizioni all'aperto, comunque entro il 15% rispetto alla capienza totale, ma scende a 200 nei palasport e negli altri impianti al chiuso).

Scuole calcio e allenamenti

Qui ci saranno le conseguenze più radicali. Il decreto dice infatti che: "L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale".

Quindi stop a ogni altra forma di sport giovanile, allenamenti compresi. L'unica opzione concessa è l'allenamento in forma individuale, senza contatti con terzi e dunque al di fuori dalle strutture sportive regolarmente predisposte. Una soluzione che può far comodo ad altri sport di contatto (si pensi alle arti marziali), ma che di fatto non lascia margine al calcio o altri sport che prevedono allenamenti di squadra.

“Il nuovo Dpcm ha confermato i nostri timori, perché se da un lato sembrerebbe garantita la prosecuzione dell’attività dilettantistica a livello nazionale e regionale, non possiamo dire lo stesso per quella provinciale e giovanile - ha dichiarato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia -. Siamo preoccupati perché impedire lo sport soprattutto a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio tra una socialità organizzata e quella disorganizzata, quella che porterà migliaia di giovani a vivere il proprio tempo libero senza regole e senza responsabilità, a differenza di ciò che avrebbero potuto garantire le società sportive dilettantistiche che hanno investito risorse e mezzi per consentire la ripresa in sicurezza delle attività sportive. Trovo grave considerare lo sport un’attività non essenziale, come anche non aver cercato un confronto con chi organizza e gestisce lo sport di base nel nostro Paese”.


In sintesi:

Serie D: il campionato va avanti, essendo un evento di interesse nazionale.

Eccellenza, Prima e Seconda Categoria: sono considerati eventi di interesse regionale perché promossi e coordinati dal Comitato regionale della Figc, ma la decisione finale spetterà comunque alle singole regioni (in Lombardia, ad esempio, sono attualmente sospesi fino al 6 novembre mentre in Abruzzo la Seconda categoria è stata posticipata a novembre).

Dalla Terza Categoria in giù: stop ai campionati.

Amatori: stop ai campionati.

Campionati giovanili: tutti i campionati sotto l'egida della FIGC di interesse nazionale vanno avanti, come il campionato Primavera. I campionati di interesse regionale saranno invece oggetto di valutazione da parte delle singole regioni. Stop alle partite delle scuole calcio e dell’attività di base, allenamenti compresi. 

Calcio femminile: tutti i campionati sotto l'egida della FIGC di interesse nazionale vanno avanti. I campionati di interesse regionale saranno invece oggetto di valutazione da parte delle singole regioni.

Calcio a 5: vanno avanti i campionati A e A2 sia maschile che femminile, avanti anche la B maschile.

 

Reddito di cittadinanza a oltre 3 milioni di persone, il 20,3% è in Campania. A Napoli il doppio dei beneficiari che in Lombardia e Veneto messi insieme

I dati dell'Osservatorio Inps sul Reddito di cittadinanza per settembre. Analizzando la distribuzione provinciale emerge che le province con il tasso di inclusione più elevato sono Palermo, Napoli e Crotone con più di 150 persone coinvolte ogni mille abitanti; quelle con il minor tasso di inclusione sono Bolzano e Belluno con meno di 10 persone coinvolte ogni mille abitanti


L'Inps ha accolto da aprile 1,5 milioni di domande di Reddito di Cittadinanza per altrettante famiglie e di queste 166mila sono decadute dal diritto. I nuclei restanti (1,3 milioni) sono costituiti per 1,2 milioni da percettori di Reddito di Cittadinanza, con circa 3 milioni di persone coinvolte, e per 137mila da percettori di Pensione (156mila in tutto). Lo si legge nell'Osservatorio Inps sui dati di settembre, secondo cui un beneficiario su 5 è in Campania.

L'Inps segnala inoltre che a settembre il beneficio è scaduto per 376mila nuclei familiari, che lo hanno ricevuto continuativamente per 18 mesi. L'importo medio mensile erogato è pari oggi a 526 euro: vengono percepiti 563 euro per il reddito e 246 per la pensione di cittadinanza. 

A Napoli il reddito a 166mila famiglie, più di Lombardia e Veneto - Nella provincia di Napoli oltre 166mila famiglie percepiscono il reddito, per quasi mezzo milione di persone coinvolte: il numero supera quello di Lombardia e Veneto messe insieme. Nella prima regione il reddito va a 112.939 nuclei per quasi 241mila persone, nel Veneto a 36.820 famiglie per un totale di 76mila persone coinvolte. In tutta la Campania percepiscono il sostegno 269mila famiglie (oltre 741mila persone) su un numero complessivo di beneficiari che a settembre è pari a 1,32 milioni. In Campania risiedono quindi il 20,3% dei nuclei interessati alla misura.

Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

  • Pubblicato in Salute

Dpcm, le Regioni bocciano Conte. Zaia: "Va corretto, non accolte le nostre osservazioni". Fontana: "Giudizio negativo, ignorati trasporto pubblico e scuola"

Il presidente del Veneto: "Capisco la volontà di salvaguardare la salute dei cittadini, ma dietro ad ogni provvedimento restrittivo ci deve essere un provvedimento economico di sostegno per quelle attività: i sacrifici devono essere remunerati". E sui matrimoni: "Chi ha già organizzato le nozze per il prossimo sabato e domenica come fa a ridurre di punto in bianco gli invitati?" Il governatore lombardo: "Il provvedimento adottato dal governo, nella versione finale, risulta essere confuso, contraddittorio e in molte sue parti inattuabile"


Giuseppe Conte: "Il governo va avanti anche dopo le Europee, niente manovra  correttiva. E nemmeno patrimoniale" - Il Fatto Quotidiano

ZAIA - "Vedo con dispiacere che le osservazioni delle Regioni non sono state accolte". Così il presidente del Veneto Luca Zaia oggi ha commentato il nuovo Dpcm approvato nella notte. E il governatore del Veneto sottolinea: "Faccio un esempio che può sembrare marginale, quello dei matrimoni. Noi chiedevamo una misura di salvaguardia, ad esempio chi ha già organizzato il matrimonio per il prossimo sabato e domenica come fa a ridurre di punto in bianco gli invitati?", polemizza il presidente del Veneto.

Dal punto stampa dalla protezione civile di Marghera, Zaia rilancia: "Ma ben più importante è l'aspetto economico di questo Dpcm: capisco la volontà di salvaguardare la salute dei cittadini, ma dietro ad ogni provvedimento restrittivo ci deve essere un provvedimento economico di sostegno per quelle attività: i sacrifici devono essere remunerati. E faccio, il solito esempio, del mondo delle discoteche: se è un settore che non può riaprire deve essere sostenuto economicamente". E ribadisce: "E abbiamo una grande preoccupazione per l'aspetto economico".

"Dopo il Dpcm di questa notte sono necessari altri provvedimenti -sottolinea il governatore veneto-. Le Regioni hanno presentato un documento correttivo, ma assolutamente collaborativo per modificare in parte quanto previsto da questo Dpcm, che quindi non considero chiuso ma solo una metà del guado".

Zaia assicura quindi "tutta la collaborazione possibile: non ci sono divergenze tra Roma e le Regioni ma la differenza è che noi ci troviamo impazienti sull'uscio di casa e Roma no. Però, se ci mettiamo assieme istituzioni regionali e governo riusciamo a fare un grande lavoro".

fONTANA - "Nel leggere, finalmente, il Dpcm, prendo atto con rammarico che non vengono affrontati temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi superiori e l'affollamento dei mezzi pubblici, laddove l'inizio delle scuole e la mobilità pubblica si sono rivelati due degli aspetti che più hanno influenzato l'aumento della curva epidemiologica". Lo afferma in una nota il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo aver preso atto della versione finale del Dpcm del governo.

"Verifico - aggiunge Fontana - che poco o nulla è stato recepito dal confronto tra i governatori dal quale erano emerse numerose osservazioni e richieste di miglioramento. Il provvedimento adottato dal governo, nella versione finale, risulta essere confuso, contraddittorio e in molte sue parti inattuabile. Quindi il giudizio, nel suo complesso, non può che essere negativo".

BONACCINI - Il nuovo Dpcm "mi sembra abbastanza conservativo e che non introduca grandissime riduzioni. Sostanzialmente più che il Dpcm è il Dl che impone l'uso delle mascherine, la cosa che è più innovativa", ha inoltre evidenziato il governatore lombardo a margine della presentazione di un rapporto di Confartigianato.

"Le misure adottate in queste ore dal Governo sul versante sanità rispondono a richieste e sollecitazioni che le Regioni avevano rivolto all'esecutivo nei giorni scorsi, in particolar modo per quanto riguarda l'allargamento dei test utilizzabili per un'efficace e più ampia azione di prevenzione anche attraverso prodotti che siano già certificati dalle autorità sanitarie di Paesi G7 e per quel che concerne il restringimento dei previsti periodi di quarantena e la previsione del tampone unico negativo per certificare la fine del periodo di contagiosità”. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

“Rispetto al Dpcm - ha poi spiegato Bonaccini - la Conferenza delle Regioni ha espresso un parere condizionato ad alcune osservazioni già inviate al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. Si tratta - ha sottolineato - di proposte che sottolineano la necessità di: prevedere adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche che saranno interessati dalle limitazioni introdotte dal decreto; chiarire e circostanziare al meglio gli ambiti del concetto di 'festa' su cui si soffermano alcune disposizioni del provvedimento; verificare le misure previste in relazione agli aspetti concernenti il trasporto pubblico locale, approfondendo lo scenario di contesto”.

Sondaggi, crescono Pd e Lega (che resta davanti), Fratelli d'Italia terzo partito. Ancora in calo il Movimento 5 Stelle

Il Partito Democratico cresce più di tutti, il Movimento 5 Stelle scende. E' la fotografia sulle intenzioni di voto degli italiani scattata da Index in un sondaggio per 'Piazzapulita'. Il primo partito resta sempre la Lega con il 24,2% delle preferenze: il partito di Matteo Salvini fa segnare un +0,2% rispetto a una settimana fa. Resta in scia il Partito Democratico con il 20,8%, +0,3% rispetto alla precedente rilevazione. Seguono Fratelli d'Italia con il 16,3% (+0,1%), Movimento Cinque Stelle con il 15,8% (-0,2%) e Forza Italia con il 6,2% (+0,1%).

Mascherine anche all'aperto, approvato il nuovo decreto legge con le nuove misure anti Covid-19

Da oggi non si potrà circolare per strada senza indossare la mascherina, uniche eccezioni le abitazioni private e i luoghi isolati.


E' obbligatorio usare la mascherina non farlo porterebbe a rischiare (non solo in salute), una sanzione dai 400 ai 1.000 euro. Questa una delle misure che il Governo ha imposto nel tentativo di frenare l'epidemia da Covid-19. Il nuovo Dpcm inoltre obbliga i cittadini a portare sempre con sé il dispositivo (la mascherina), anche quando non si sa se si avrà la necessità di indossarlo.

Il Premier Conte nella presentazione del nuovo DCPM per contenere la diffusione del Covid-19 non usa mezze parole e va dritto per la strada intrapresa, "Abbiamo concluso i lavori del consiglio dei ministri, abbiamo approvato un nuovo decreto legge concepito per affrontare questa nuova fase. C’è una risalita della curva di contagio, di qui la deliberazione di prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio. Abbiamo ritenuto opportuno e necessario recuperare quel rapporto tra stato e regioni che avevamo costruito anche nella fase più dura. D’ora in poi le regioni potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle adottate a livello nazionale. Invece, saranno limitate nell'adozione di misure di allentamento, che potranno attuare solo d’intesa con il ministro della Sanità".

"D'ora in poi, quando si esce, bisogna sempre portare la mascherina e indossarla a meno che non ci si trovi in luoghi isolati, ad esempio in campagna. Ma, per il resto, la mascherina va sempre usata. Non possiamo più continuare nell'ottica che se ci si trova in una strada non affollata, allora si possa togliere la mascherina. Questo pensiero va cancellato". Inoltre Conte a voluto sottolineare che anche nelle abitazioni private vi è la necessità di non dimenticare i corretti comportamenti, "Se ci sono persone anziane proteggiamole, se riceviamo amici e conoscenti stiamo attenti perché sono quelle le occasioni in cui più si diffonde il contagio, non facciamo diventare le famiglie il principale veicolo di contagio". 

Il nuovo Decreto con le regole anti Coronavirus è stato presentato in una giornata che ha visto un significativo incremento dei contagi 3678 e 31 decessi. 

"Adottiamo tutte le misure nel segno dell'adeguatezza e proporzionalità. Oggi non vogliamo ritornare in quella fase di lockdown, per scongiurare misure che possano impattare sul sistema economico e sociale abbiamo sempre adottato una linea coerente, al primo posto va sempre la linea della salute. Se tuteliamo la salute, preserviamo meglio il tessuto produttivo. Poi la trasparenza, noi pubblichiamo quotidianamente tutti i dati in nostro possesso e in questa dura lotta, applichiamo sempre i sono criteri di adeguatezza e proporzionalità".

Il principale punto che coinvolge in modo diretto i cittadini è l'uso della mascherina che va indossata sempre, non vi sono eccezioni tranne che per le attività sportive come la corsa, ove si sia soli o si possa mantenere la distanza di 2 metri da eventuale compagno di corsa. In moto, in macchina se non si è soli o con un congiunto va indossata. In tutti i casi anche quando si è in luoghi isolati, in bicicletta, in moto o in macchina soli, la mascherina va comunque portata con noi. 

 

Nuovo Dpcm, Fontana: "Alle mascherine i lombardi sono abituati, ma no a un altro blocco delle attività che sarebbe una mazzata". Poi replica a Beppe Sala sulla sanità (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della sua giornata a Varese per presentare il Piano di interventi per il territorio. Si parla del nuovo DCPM, che dovrebbe istituire l'obbligo di mascherine all'aperto e anche delle limitazioni di orario alle attività commerciali. "Alla mascherina i lombardi sono abituati, la usano anche se non è obbligatoria – ha osservato il governatore Fontana. Per quanto riguarda un altro blocco dell’attività, credo che gli imprenditori lombardi, che mi hanno accolto con grande entusiasmo e tenacia nel continuare a operare, credo non sarebbero molto entusiasti. Sarebbe una nuova mazzata".

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