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Fase 2, Fontana e il pragmatismo lombardo: "I contagi aumenteranno, dovremo evitare nuovi focolai. Il virus si tiene lontano rispettando le regole"

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia ilComizio.it Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parla nel primo giorno di riapertura dopo il lockdown: "Abbiamo bisogno della massima collaborazione di prefetti, questori e sindaci con la polizia locale, ma il controllo maggiore deve arrivare da parte dei cittadini"


"Questo è un momento delicato, il lavoro più importante sarà il monitoraggio, tenere sotto controllo il territorio il più possibile, tutte le persone che sono toccate da questo virus". Lo dice il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in diretta su Mattino Cinque, parlando della fase che inizia oggi, con le riaperture in tutte le regioni.

"Dobbiamo impedire che il virus torni a correre. Non ci sono dubbi che le infezioni aumenteranno, ma - afferma - noi dovremmo tenerle sotto controllo, evitare che si diffondano in maniera incontrollata, che nascano nuovi focolai, questo è la cosa che dovremo fare con grande attenzione".

"Abbiamo bisogno della massima collaborazione di prefetti, questori e sindaci con la polizia locale", continua rispondendo alla domanda su chi controllasse il rispetto delle nuove norme con la Fase 2. "Chi controlla è una bellissima domanda. Ci deve essere dato un grande aiuto da parte dei sindaci che in queste settimane si sono dimostrati collaborativi e assolutamente disposti: noi non abbiamo forze dell'ordine a disposizione". Fontana è convinto che il maggior controllo "debba arrivare dai cittadini".

I passi avanti "sono dovuti alla disponibilità dei cittadini di rinunciare a una parte di libertà, oggi hanno riconquistato libertà e se vogliono mantenerla devono continuare a rispettare le regole che consentono di tenere lontano il virus".

Dati che migliorano lentamente, giorno dopo giorno, anche se il coronavirus continua a mietere vittime in Lombardia. Segnali positivi come il raddoppio registrato ieri del numero dei guariti rispetto a sabato, e "un trend dei contagi sostanzialmente soddisfacente" nonostante una nuova crescita a Milano. Sono stati effettuati 11.809 tamponi in più e, spiega l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, "il rapporto con i casi positivi è nel complesso favorevole". Induce all’ottimismo "anche il numero dei pazienti in terapia intensiva e non in terapia intensiva, entrambi in costante diminuzione". 

Nell’arco di 24 ore si sono però registrati altri 69 decessi in Lombardia, che portano l’impressionante bilancio a quota 15.519. Più di sabato, quando i morti erano stati 39, ma meno rispetto ai 115 di venerdì. I nuovi casi positivi sono 326, più o meno in linea rispetto ai giorni scorsi. Ma il numero è quasi la metà di tutti i casi che si sono registrati in Italia, ovvero 675 (il 48,2% dei nuovi contagi). E' raddoppiato il numero dei nuovi guariti: ieri 823, rispetto ai 402 registrati il giorno precedente. Un totale di 35.042 lombardi che hanno superato la malattia: un numero sottostimato, perché riguarda solo i casi certificati dal tampone. Restano 255 contagiati ricoverati in terapia intensiva negli ospedali del territorio. Tredici in meno rispetto a sabato. Cala anche il numero dei ricoverati non in terapia intensiva 4.480 nelle ultime 24 ore rispetto ai 4.521 di sabato. Ma la battaglia non è ancora vinta, e il coronavirus resta per molti aspetti ancora uno sconosciuto.

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