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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Rabbia sociale, ora il governo teme un autunno caldo. Lamorgese: "Rischio concreto, perché si vedranno gli effetti della crisi economica"

Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, col presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ilComizio.it Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, col presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Il rischio di tensioni sociali in autunno "è concreto perché a settembre-ottobre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica". Lo ha detto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, spiegando che "vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno nemmeno la possibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie per andare incontro a queste esigenze, ma il rischio è concreto"


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Rischio di un autunno caldo e di rabbia sociale? "Il rischio è concreto, a settembre vedremo l’esito di questa crisi che ha colpito le aziende. Vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il Governo ha posto in essere tutte le iniziative per andare incontro a queste necessità. Il rischio però è concreto. Vedo oggi un atteggiamento di violenza verso le nostre forze di polizia, a cui deve andare il ringraziamento di tutti gli italiani. Le forze di polizia tutelano l’ordine democratico e tante volte non viene inteso in questi termini’’. Questi "comportamenti violenti nei confronti di chi ci tutela sono assolutamente da condannare". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese intervenendo ad Agorà estate su RaiTre.

Riguardo alle misure per fronteggiare l'emergenza, ''l’obiettivo del governo è evitare il crearsi di nuovi focolai. Stiamo ponendo in essere tutte le attività necessarie per monitorare, controllare ed evitare nuovi arrivi che potrebbero determinare un nuovo focolaio''. Quanto ad un secondo lockdown, Lamorgese sottolinea che "non possiamo ignorare la possibilità di un ritorno del virus come la comunità scientifica ci sta purtroppo dicendo. I nostri atteggiamenti devono essere ancora più responsabili perché sarebbe certamente complicato e difficile ritornare in una situazione di lockdown''.

Poi i migranti. Modifiche ai decreti sicurezza sul tema dell'immigrazione? ''I tempi sono quelli delle attività parlamentari - spiega la ministra dell'Interno - Noi stiamo lavorando per chiudere il testo in tempi brevi. Oggi è la terza riunione che facciamo, abbiamo fatto dei passi avanti, mi sembra che ci sia una convergenza su tanti punti. Su provvedimenti complessi c'è la discussione ma la mediazione è importante''.

''Io credo - aggiunge - che arriveremo a quelle che saranno le modifiche in materia di immigrazione che potrebbero anche andare oltre le osservazioni della Presidenza della Repubblica. Potrebbero riguardare il sistema di accoglienza, i casi da valutare per la protezione umanitaria. Stiamo lavorando su questi punti ma sono ottimista, credo che arriveremo ad una soluzione condivisa. Oggi sarà un incontro importante. Vedo che c'è una attenzione da parte di tutti i gruppi ma soprattutto il desiderio di arrivare ad un provvedimento valido, accettato da tutti e che abbia dei segnali di cambiamento rispetto al passato''.

Quanto al voto, "firmerò il decreto in questi giorni per le elezioni il 20-21 settembre - dice Lamorgese - Per il referendum e le suppletive la firma verrà portata in Consiglio dei ministri e le Regioni procederanno in autonomia secondo le norme statutarie. Noi ci auguriamo che ci sia un election day per i giorni 20 e 21 di settembre’’.

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