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updated 8:14 AM UTC, Aug 12, 2020

Istanbul, l'ex basilica di Santa Sofia (patrimonio dell'umanità) diventerà una moschea. Papa Francesco durante l'Angelus: "Sono molto addolorato"

"Il mare mi porta lontano, penso a Istanbul, penso a Santa Sofia, sono molto addolorato". Così il Papa, parlando a braccio dopo la preghiera dell'Angelus a San Pietro, ha voluto esprimere il suo rammarico per la decisione della Turchia di riconvertire in moschea il simbolo di Istanbul


Una frase inaspettata e detta a braccio alla fine dell’Angelus in Piazza San Pietro. Lo spunto la Giornata Internazionale del Mare “L'idea del mare - ha detto Papa Francesco - mi porta un po' lontano. Il pensiero va a Istanbul, penso a Santa Sofia. Sono molto addolorato". Una frase che esprime per la prima volta la posizione ufficiale del Vaticano e della Chiesa Cattolica dopo l'annuncio del presidente turco Erdogan di ritrasformare in moschea la ex basilica, oggi museo patrimonio dell'umanità. Prima Francesco, celebrando la Giornata Internazionale del Mare, ha rivolto un saluto affettuoso “a tutti coloro che lavorano sul mare, specialmente quelli che sono lontani dai loro cari e dal loro Paese. “Saluto quanti sono convenuti stamattina nel porto di Civitavecchia-Tarquinia per la celebrazione eucaristica".    

Chi sta accanto ai malti di Covid

"Saluto con gratitudine- ha detto nell’Angelus- i rappresentanti della Pastorale della Salute della Diocesi di Roma, pensando a tanti sacerdoti, religiose, religiosi e laici che sono stati accanto ai malati in questo periodo di pandemia".

Non perdiamo il gusto del silenzio

"La distrazione è un grande pericolo del nostro tempo. Assillati da tante chiacchiere, da tante ideologie, dalle continue possibilità di distrarsi dentro e fuori casa, si può perdere il gusto del silenzio, del raccoglimento, del dialogo con il Signore, tanto da rischiare di perdere la fede". Lo ha sottolineato Papa Francesco aggiungendo che si tratta invece di "far maturare il seme della Parola. Esso è già presente nel nostro cuore, ma il farlo fruttificare dipende da noi, dipende dall'accoglienza che riserviamo a questo seme. Spesso si è distratti da troppi interessi, da troppi richiami, ed è difficile distinguere, tra tante voci e tante parole, quella del Signore, l'unica che rende liberi".

Il Vangelo sempre con sé

Il Pontefice quindi ha ripetuto l'invito ai cristiani affinché tengano sempre con sé una "edizione tascabile del Vangelo" per "abituarsi ad ascoltare la Parola di Dio" leggendone "ogni giorno una piccola parte". 


Santa Sofia diventerà una moschea: che cosa è successo

L'annuncio di Erdogan: "La basilica di Santa Sofia diventerà una ...

Santa Sofia a Istanbul tornerà ad essere una moschea. Come anticipato, il Consiglio di Stati turco ha annullato il decreto del 1934 che aveva trasformato uno dei monumenti simbolo di Istanbul - fino al 1453 basilica e poi moschea - in un museo. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato il decreto con cui ordina il passaggio. Erdogan ha condiviso il decreto su Twitter con il commento "Congratulazioni" un'ora dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Non è ancora al momento chiaro quando riaprirà ai fedeli.

La prima preghiera islamica a Santa Sofia si terrà il 24 luglio. Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, affermando che occorreranno dei giorni per allestire l'ex museo ad accogliere i fedeli musulmani. "Se Dio vorrà ci uniremo tutti insieme qui in preghiera il 24 luglio e la apriremo (Santa Sofia, ndr.) alle preghiere", ha detto Erdogan in un messaggio televisivo. Il presidente ha spiegato che potrebbero essere necessari fino a sei mesi per riconvertire del tutto l'ex simbolo cristiano. Erdogan ha quindi chiesto agli osservatori, interni e stranieri, di "rispettare" la decisione presa dalla Turchia.

L'istanza sulla quale si è espresso il Consiglio di Stato è stata presentata da una piccola associazione poco nota, guidata dal 75enne Ismail Kandemir, che da 26 anni si batte per trasformare Santa Sofia in una moschea. In una sua recente intervista a Kanal7 ha dichiarato di aver "dedicato la sua vita" a questo. Kandemir ha chiesto l'annullamento del decreto di Ataturk, fondatore della Turchia moderna, che cambiò lo status del monumento in museo.

La questione ha polarizzato negli ultimi mesi il dibattito nella società turca, con una parte che considera lo status di Santa Sofia emblematico del carattere secolare della costituzione, mentre i conservatori, guidati da presidente Recep Tayyip Erdogan, da tempo chiedono che l'ex basilica torni ad essere una moschea e la sentenza del Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo in Turchia, apre la strada alla sua conversione.

USA - Gli Stati Uniti si dicono "contrariati" dalla decisione del governo turco di convertire Santa Sofia in una moschea. Lo ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato, Morgan Ortagus. "Comprendiamo che il governo turco rimane impegnato a mantenere l'accesso a Santa Sofia per tutti i visitatori e aspettiamo di conoscere i suoi piani per la continuità dell'amministrazione di Santa Sofia per ganantire che rimanga accessibile senza impedimenti per nessuno", ha aggiunto Ortagus.

EUROPA - "La decisione del Consiglio di Stato turco di ribaltare una delle decisioni fondamentali della Turchia moderna e la decisione del presidente turco Recep Tayyp Erdogan di porre il monumento sotto la gestione della Presidenza degli Affari religiosi è deplorevole" commenta l'Alto rappresentante europeo Josep Borrell.

L'UNESCO - Poco prima del verdetto, l'Unesco aveva espresso "preoccupazione" per eventuali cambiamenti nello status di Santa Sofia. "Chiediamo alle autorità turche di impegnarsi nel dialogo prima di prendere qualsiasi decisione che potrebbe avere ripercussioni sul valore universale del sito", ha affermato in una nota.

"Qualsiasi modifica" relativa a un sito Patrimonio mondiale dell'umanità "richiede una notifica all'Unesco da parte dello Stato coinvolto e poi, se necessario, un esame del Comitato del Patrimonio mondiale", ha ricordato l'Unesco.

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Milano e il degrado nell'area del Palasharp: la mobilitazione di CasaPound. Intanto Sala annuncia un intervento sulla struttura (VIDEO)

(VIDEO) - Presidio di CasaPound Milano, sabato pomeriggio, nel piazzale della metropolitana di Lampugnano per denunciare lo stato di degrado e di insicurezza in cui versa l'area del PalaSharp. In mattinata il sindaco Giuseppe Sala aveva annunciato un'imminente messa in sicurezza della struttura e la sua prossima riapertura. Un fatto salutato dal movimento sovranista come una vittoria, anche se Cpi, dichiara ai nostri microfoni la portavoce milanese Angela De Rosa, non si fermerà finché la situazione non verrà davvero risolta e annuncia nuove iniziative di mobilitazione

La Meloni che non ti aspetti: "Se in Siria si fa ancora il presepe è anche grazie a Hezbollah". Che risposta a Salvini! Vi spieghiamo i motivi di queste parole (VIDEO)

"Se in Siria è ancora possibile fare i presepi, se ancora è possibile difendere la comunità cristiana, è anche grazie a un fronte nel quale ci sono il governo di Assad, la Russia, l’Iran e le milizie libanesi di Hezbollah". Giorgia Meloni replica così alle dichiarazioni del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aggiungendo che quando si tratta di questioni internazionali "le semplificazioni non aiutano". Cosa c'è dietro?


La geopolitica ai tempi del populismo e un mercato di voti contesi tra i due leader italiani del fronte sovranista, teoricamente alleati, praticamente concorrenti, in vista delle prossime elezioni europee. Già, al di là dei rapporti di forza, oggi nettamente a favore di Salvini, o proprio in ragione dei medesimi, si sta giocando una derby piuttosto teso tra il soverchiante Matteo e la scalpitante Giorgia. Ma non solo. Ci sono due inclinazioni diverse nell'interpretare quella che era o è la "destra" italiana.

LUI - Salvini è astuto e ha fatto praticamente il pieno con il suo predicare spiccio di legge, ordine e padronanza di casa nostra. Ha avuto buon gioco con i suoi slogan più semplici di una felpa a tema geografico e si è potuto permettere persino il lusso di citare ripetutamente alla lettera la Buonanima di Benito Mussolini, lui che fascista non lo è mai stato nemmeno un minuto nella sua vita scandita in gran parte dai riti padani e dal Milan. Però ha studiato, eccome (ne abbiamo le prove), checché ne dicano i detrattori.

LEI - Dall'altra parte c'è la Meloni, ex ragazzina dell'ultimo Fronte della Gioventù, sezione di Colle Oppio, baluardo mitico dei camerati romani alla cui sede la giunta ha Raggi ha recentemente messo i sigilli. E' lì che nasce la sua identità insieme a una rapida e vivace carriera politica. Vince pur non largamente, appoggiata da Maurizio Gasparri, il congresso dei giovani di An contro uno dei suoi attuali colonnelli, il milanese Carlo Fidanza, allora della corrente di Alemanno. Quindi scala rapidamente le gerarchie del partito finiano raggiungendo persino una poltrona ministeriale, secondaria ma "mica cotica". Bene, tralasciando i tormenti intermedi, da qualche anno guida quei Fratelli d'Italia che sono gli unici eredi parlamentari del Msi e del postfascismo successivo.

Da ciò derivano fondamentalmente due cose: che la presidente di FdI ha una storia bene precisa che interpreta sì liberamente e pragmaticamente, ma con molti meno complessi rispetto a noti colleghi più anziani; inoltre, che con quella storia deve fare ancora i conti, con tutto quanto ne consegue. Tradotto: non può sembrare troppo "fascista" perché sennò se la mangiano viva avversari e commentatori né può mollare troppo la piazza, altrimenti il capitano leghista le porta via anche i resti dell'eredità.

PERCHE' HEZBOLLAH - Piccola digressione. Il mondo sotterraneo del neofascismo ha vissuto sempre in modo tormentato le questioni geopolitiche, senza che le vicende mediorientali facessero eccezione. L'antisemitismo non c'entra, o c'entra fino a un certo punto. La dirigenza di quello che fu il Msi è sempre stata filo-israeliana, più ancora che filo-americana, giacché la lacerante contrapposizione Usa-Urss creava molti dubbi e interrogativi amletici. Furono vicini allo Stato ebraico fior di fascistoni e dal viaggio di Giulio Caradonna in poi l'elenco sarebbe lungo. Poco scandalo, non fosse stato altro che per altri rinnegamenti, avrebbe suscitato dunque a ben nota visita di Gianfranco Fini. D'altro canto, invece, le componenti più rivoluzionarie e radicali della destra, dentro e fuori il partito, stavano con gli arabi e con gli oppressi palestinesi. Persino la guerra in Libano fu divisiva, tra chi andò ad addestrarsi nella Falange maronita legata a Israele e chi parteggiava apertamente per i miliziani che combattevano contro l'invasore con la Stella di David. Hezbollah, il partito di Dio, braccio armato dell'Iran nel paese dei cedri, non è mai dispiaciuto dunque a un certo ambiente, così come il regime fondato dall'ayatollah Khomeini. E dire che anche persino nella guerra Iran-Iraq e nei decenni successivi i fascisti si scontrarono: chi con la teocrazia anti-americana di Teheran, chi con il laico e socialista Saddam Hussein, peraltro poi altrettanto nemico di Washington... Ma anche questa è un'altra storia. Oggi si tratta di due visioni differenti dell'opposizione al mondialismo. Da una parte l'avversione all'asse tra israeliani, statunitensi e lobbies sovranazionali, dall'altra chi vede, nei Trump e nei Nethanyau dei paladini del mondo occidentale contro il terrorismo e l'invasione islamica. C'è poi un terzo incomodo, che infatti è il più furbo e spregiudicato, il quale, giocando su più tavoli, finisce per mettere più o meno d'accordo i nostri poveri sovranisti, cioè Vladimir Putin, alleato di Assad in Siria, ma anche ottimo amico di Israele, a sua volta nemico giurato di Damasco.

VI SIETE PERSI? - La confusione è comprensibile e allora, per farla breve, torniamo alla domanda? Perché la Meloni difende Hezbollah mentre Salvini (a ruota di Usa e Israele) li definisce terroristi? Non era meglio accodarsi, dato che si tratta di islamici, brutti, cattivi e barbuti così spendibili come nemici della civiltà occidentale, bianca e cristiana? No, perché la signora non vuole mollare al concorrente quella "fascisteria" più ideologica e meno "commerciale" che non le è così vicina ma che potrebbe anche venir presto buona. Diciamola tutta: le elezioni europee si avvicinano, Salvini è dato lanciato al 32%, i Fratelli d'Italia rischiano di essere cannibalizzati, quindi si guardano in giro, anche presso quanti avrebbero interesse a unire le proprie forze di per sé non sufficienti a raggiungere il fatidico 4% necessario per approdare a Strasburgo e Bruxelles.

CASAPOUND - Già alleata, poi rivale, della Lega di Salvini, Casapound, vivace movimento sovranista, in costante crescita di militanza, ma non altrettanto premiato dal grande elettorato, sta studiando nuove strategie per raggiungere forme importanti di rappresentanza istituzionale. Guarda caso le tartarughe sono da anni impegnate nel sostegno alla Siria di Assad, anche con concreti aiuti materiali recapitati attraverso onlus come Sol.Id a un popolo provato da una guerra terribile. Loro stanno con quello che quasi tutti in Italia e nel mondo considerano il cattivo. "Assad combatte il terrorismo", sostiene con forza il gruppo di Iannone e Di Stefano. Oggi lo dice anche Giorgia Meloni, che si schiera con il presidente siriano, i suoi alleati di Hezbollah, la Russia e l'Iran. Si tratta di coincidenze o è lecito azzardare il proverbiale "2+2"?  Gli interessati smentiranno, lo sappiamo. Ma vuoi vedere che... 

 

 

Grave il giornalista italiano ferito nell'attacco terroristico di Strasburgo

Risulta essere in gravi condizioni Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico italiano, originario di Trento, ferito ieri nell'attentato di Strasburgo compiuto da Chérif Chekatt, nordafricano nato in Francia, islamico radicalizzato


Strasburgo, quattro fermi per la strage al mercatino di Natale.Killer ferito e in fuga. Ha gridato "Allah Akbar" Speciale

Sarebbe ferito in modo grave il 29enne Antonio Megalizzi, il giornalista italiano originario di Trento, rimasto coinvolto nell'attacco di ieri sera a Strasburgo. A quanto si apprende, il giovane sarebbe stato colpito alla base cranica e verserebbe in condizioni più serie di quanto trapelato ieri. Ora si troverebbe ricoverato in terapia intensiva.

LA TESTIMONIANZA DELL'AMICA - Al momento dell'attentato, Megalizzi si trovava insieme ad alcune colleghe della stessa radio, rimaste illese. I tre cronisti si stavano recando al mercatino quando Antonio è stato raggiunto da un proiettile. E sarebbe stata proprio una delle ragazze ad aver dato la notizia alla famiglia e alla fidanzata del giovane: "Non voglio dire una cosa per un'altra. Sono scioccata, ho i ricordi molto confusi - ha detto al Tg Trento Caterina Moser, una delle due amiche di Megalizzi che era con lui in strada -. So solo che eravamo in strada...". Non si hanno notizie al momento, se Antonio sia stato raggiunto da un colpo casuale o invece sia stato colpito di proposito dal terrorista. Ieri era stato il deputato europarlamentare del Pd Brando Benifei, rimasto all'interno del Parlamento, chiuso dalla polizia, a dare la notizia del coinvolgimento di Megalizzi. E stamattina anche la Farnesina ha confermato il ferimento del connazionale.

PROCURA APRE FASCICOLO - Intanto, sul ferimento di Megalizzi, la procura di Roma ha aperto un fascicolo, coordinato dall'aggiunto Francesco Caporale e dal pm Tiziana Cugini, nel quale si ipotizzano i reati di strage e attentato con finalità di terrorismo.

CHI E' - Antonio si è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Verona nel 2015 e attualmente risulta iscritto al corso Magistrale a Trento. In passato ha collaborato con la sede Rai di Trento, curando dal 2014 un programma radiofonico dal titolo 'Tesi di Laurea' e attualmente lavora per Europhonica, il progetto internazionale promosso da RadUni (l'associazione italiana operatori radiofonici universitari) insieme alle radio universitarie di Francia, Spagna, Portogallo e Germania che una volta al mese, in concomitanza con la plenaria del Parlamento Europea, trasmette in diretta da Strasburgo.

In un post pubblicato questa mattina la stessa redazione ha precisato che "riguardo allo staff italiano di Europhonica e al collega ferito non possiamo confermare alcuna notizia sulla sua salute attuale". "Chiediamo ai colleghi della stampa di rispettare la privacy del nostro collega - si legge ancora nel post -. Saremo pronti a comunicare qualsiasi notizia verificata appena la avremo".

IL SINDACO DI TRENTO - E' "addolorato e in apprensione" per il suo concittadino, Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, città di origine di Megalizzi. "Come città ci stringiamo intorno a lui e facciamo il tifo perché possa superare questa prova e momento difficile" afferma all'Adnkronos il primo cittadino, che segue la vicenda "attraverso il nostro commissario di governo, la Farnesina e il console francese". "Già due anni fa siamo stati toccati per quanto avvenne a Berlino perché noi siamo gemellati con Berlino Charlottenburg dove ci fu l'attacco terroristico con 12 morti e una cinquantina di feriti - sottolinea il sindaco di Trento -. Allora la città fu toccata per il gemellaggio con Berlino Charlottenburg, ora è nuovamente ferita addirittura con il coinvolgimento di un nostro concittadino". Per ora il primo cittadino non ha avuto contatti con la famiglia del giornalista: "Sapremo farci presenti a tempo debito, rispettiamo ora la preoccupazione e il dolore della famiglia".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Estremismo, radicalizzazione, bullismo: la sicurezza in Lombardia inizia nelle scuole. Parla l'assessore Riccardo De Corato (VIDEO)

I progetti regionali per prevenire e contrastare fenomeni violenti con il coinvolgimenti degli studenti. Intervista e conferenza stampa dopo Giunta dell'assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato - (VIDEO)


Realizzare interventi di prevenzione e contrasto a fenomeni di bullismo e cyberbullismo, attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti in un 'Hackaton'. E' questo l'obiettivo della prima delle due delibere approvate dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, di concerto con gli assessori all'Istruzione, Formazione e Lavoro Melania Rizzoli e alle Politiche per la Famiglia e Pari Opportunità Silvia Piani. Il progetto sul rispetto in rete, integra la convenzione sottoscritta lo scorso 5 luglio 2017 da Regione Lombardia con l'Ufficio scolastico.

Grazie ad un contributo regionale di 20mila euro, nel corso del 2018, verrà organizzato un 'Hackaton', vale a dire una maratona regionale che sarà affrontata da squadre di studenti ai fini della realizzazione di un prodotto finale, il cui valore formativo è quello di sollecitarli a lavorare in team, ad esercitarsi nel public speaking e a trovare soluzioni su questioni specifiche, con un'attenzione particolare agli aspetti tecnologici e informatici. "L'Usr-ufficio scolastico regionale della Lombardia - spiega De Corato - lavora da anni per contrastare fenomeni di bullismo e creare un sistema che ne possa promuovere il contrasto. I progetti verranno valutati da una Commissione che proclamerà i vincitori". L'Usr utilizzerà lo strumento dell'avviso pubblico per selezionare, entro agosto e sulla base di linee guida condivise, il migliore progetto che dovrà prevedere modalità organizzative, procedure di coinvolgimento delle scuole della Lombardia e contenuti della maratona.

L’educazione al rispetto delle differenze in ambito scolastico è invece al centro dell’altra delibera approvata (in attuazione dell’articolo 6 della Legge regionale 24 del 6 novembre 2017) sulle misure di aiuto e assistenza alle vittime del terrorismo e per la formazione e ricerca nell’ambito della prevenzione di processi di estremismo violento.

“Il progetto – sottolinea l’assessore – prevede che la Regione Lombardia promuova accordi con l’usr e le università lombarde per conoscere e prevenire i fenomeni e i processi di radicalizzazione nell’ottica dell’educazione al rispetto delle differenze”. L’usr “ha proposto una linea progettuale che è stata già condivisa, per creare figure di sistema con competenze didattiche e organizzative specifiche e favorirne una disseminazione sul territorio lombardo per un’educazione alle differenze per contrastare ogni forma di estremismo e radicalizzazione. Analoghi percorsi formativi sono già stati sperimentate sia a livello europeo che in ambito nazionale, nei Comuni di Bologna e Reggio Emilia”. L’obiettivo è quello di selezionare 5 scuole ‘Polo’ che facciano da riferimento per le altre e formare 150 figure di sistema con competenze specifiche. Allo scopo è stato approvato uno stanziamento di 30mila euro.

I Paesi islamici uniti contro Trump e Israele: "Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina"

"Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina e chiediamo agli altri Paesi di riconoscere lo Stato di Palestina e Gerusalemme Est come sua capitale occupata". E' quanto afferma la dichiarazione finale del vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) che si è svolto a Istanbul sulla questione. L'annuncio arriva a pochi giorni dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele


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"Dobbiamo riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967, liberandoci dall'idea che questo sia un ostacolo alla pace", e "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina". È l'appello lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in apertura del vertice straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul. "Almeno 196 Paesi Onu sono fermamente contrari" alla decisione di Donald Trump, ha aggiunto Erdogan, ribadendo che "Gerusalemme è la nostra linea rossa".

"D'ora in poi" i palestinesi non accetteranno più alcun ruolo di mediazione degli Usa nel processo di pace in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen al summit straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul.

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"L'Iran è pronto a cooperare con tutti i Paesi islamici senza alcuna riserva o precondizione per la difesa di Gerusalemme". Così il presidente iraniano, Hassan Rohani, intervenendo al summit. Lanciando un appello alla "unità islamica" contro "il pericolo del regime sionista" di Israele, il leader di Teheran si è detto convinto che "i problemi tra i Paesi islamici possano essere risolti attraverso il dialogo".

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Il vertice Ue si dissocerà dalla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e ribadirà la posizione già espressa lunedì a Benjamin Netanyahu: l'Unione è per una soluzione a due Stati e contro qualsiasi decisione che possa compromettere il raggiungimento di questo obiettivo. E' quanto si è appreso alla vigilia del summit europeo. I leader Ue, salvo colpi di scena, adotteranno una dichiarazione attualmente in corso di definizione.

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La Russia non condivide le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che oggi ha definito Israele "uno Stato terrorista" e ha invitato a riconoscere "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina": lo ha precisato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. "Siamo al corrente della posizione del leader turco e non corrisponde alla nostra", ha affermato Peskov, aggiungendo che "la posizione della Russia su Gerusalemme e sulla soluzione della questione mediorientale è ben nota".

Nella dichiarazione finale del vertice straordinario di Istanbul, l'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) ha riconosciuto "Gerusalemme est come capitale dello stato di Palestina occupato", invitando tutti i Paesi del mondo a fare altrettanto. Lo riporta Anadolu.

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Il guardiano delle Chiavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme, Adib Joudeh al-Husseini, non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence quando arriverà in visita, la prossima settimana, in città. "Non riceverò Pence - ha detto, citato dalla Wafa - come espressione del mio assoluto rifiuto della decisione del presidente Trump su Gerusalemme". Husseini ha fatto appello anche al Patriarca greco ortodosso Teofilo III e al Custode di Terra Santa Francesco Patton "a boicottare la visita di Pence".

I palestinesi hanno il diritto di fare di di Gerusalemme est la loro capitale, ha affermato il re saudita Salman bin Abddul Aziz al Saud. "Il regno saudita ha esortato a trovare una soluzione politica per risolvere le crisi regionali, in primo luogo la questione palestinese e il ripristino dei legittimi diritti del popolo palestinese, tra cui il diritto di stabilire il loro Stato indipendente con Gerusalemme come capitale", ha detto il re parlando al Consiglio consultivo saudita, come riferisce il quotidiano Gulf News di Dubai. (Fonte: Ansa)

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Cristiani perseguitati, Cappellini (Lega): "Un dramma per milioni di persone nel mondo snobbato dai principali media. Noi teniamo accesi i riflettori"

"Nel Comune di Verona e in particolare nel vicesindaco Lorenzo Fontana, abbiamo trovato un alleato importante che rafforza la nostra battaglia per il sostegno e l'aiuto ai cristiani perseguitati nel mondo". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Cristina Cappellini (Lega Nord), a margine dell'esposizione di presepi realizzati da bambini esposti alla Fiera del Giocattolo di Milano. La nostra intervista - (VIDEO)

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