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updated 1:32 PM UTC, Sep 21, 2020

Maryan Ismail: "Una parte dell'islam che ha rapporti col Pd è antisemita. Lo dicevo ma non mi hanno ascoltato"

L'antropologa, musulmana sufi, denuncia le scelte del Partito democratico, di cui ha fatto parte per poi lasciarlo proprio per divergenze sul tema, sulle relazioni con persone, associazioni e comunità che fanno riferimento a interpretazioni politico-religiose, come quella wahabita, che esprimono posizioni spesso odiose e intolleranti - (VIDEO)


Maryan Ismail era membro della segreteria metropolitana del Pd milanese, ma ne uscì pochi mesi fa per via delle scelte operate in materia di rapporti con una parte minoritaria, quanto potente e per alcuni estremista, dell'islam politico. Una delle cause del dissenso fu la decisione del segretario metropolitano Pietro Bussolati e dell'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino di privilegiare la candidatura di Sumaya Abdel Qader, ritenuta vicina ai Fratelli Musulmani, poi eletta nel Consiglio comunale. Ismail denuncia oggi come allora le posizioni del mondo islamico con cui il Pd ha scelto un canale preferenziale, posizioni che sono quelle dell'islam wahabita, per cui la religione è parte egemonica nella vita pubblica e che non fa mistero di perseguire l'antisemitismo, anche se mascherato da antsionismo. Parole forti quelle dell'antropologa musulmana sufi che ilComizio.it ha raccolto a margine della conferenza stampa che ha tenuto insieme al consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte.  

I rapporti pericolosi tra Pd e islamismo politico: la denuncia di Matteo Forte (Milano Popolare)

Il consigliere comunale ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Marino insieme all'antropologa Maryan Ismail per richiamare l'attenzione sulle relazioni del principale partito del centrosinistra con personalità, associazioni e gruppi religiosi che sono espressione di quella parte del mondo musulmano che in molti casi si dimostra vicina a posizioni estremiste. Il caso di Sumaya Abdel Qader - (VIDEO)


"Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Hanno voluto intitolare così la propria denuncia il consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte, e l'antropologa musulmana Sufi, Maryan Ismail, uscita dallo stesso Pd, di cui era membro della segreteria metropolitana, proprio per divergenze sulle relazioni tra il partito e ambienti minoritari quanto influenti e discutibili, del mondo islamico. 

A margine della conferenza stampa, il consigliere Forte ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni di una preoccupazione che è stata condivisa anche da esponenti dello stesso Partito democratico per scelte che, a suo dire, sembrano dettate da un calcolo elettoralistico che rischia di dare ulteriore forza a gruppi ed elementi che si sono dimostrati vicini all'estremismo e al fanatismo islamico.

Sala e il Natale a Betlemme: "Auguri a tutti i milanesi"

Il messaggio del sindaco di Milano, a Tel Aviv per un viaggio lampo. La messa nella Basilica della Natività e alcuni incontri diplomatici - (VIDEO)


"Una visita rapida, ma molto proficua". È con queste parole che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato il viaggio di lavoro che lo ha portato la vigilia a Betlemme e il giorno di Natale a Tel Aviv. "Sono sempre più convinto che i sindaci debbano lavorare insieme", ha aggiunto. Durante la breve missione natalizia, il Sindaco Sala ha infatti incontrato la prima cittadina di Betlemme Vera Baboun e quello di Tel Aviv Ron Huldai. "Con la sindaca Baboun - ha affermato il Sindaco - abbiamo discusso del contributo che Milano può offrire a Betlemme, soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti e in quello relativo alla gestione delle acque. Milano può contare su ottime municipalizzate, che in questo caso possono essere di grande aiuto". Il 24 dicembre, a Betlemme, il sindaco Sala ha poi partecipato alla Messa di mezzanotte celebrata dall'Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, cui ha preso parte anche il premier palestinese Abbas. Di mobilità, turismo, sicurezza e innovazione si è parlato, il 25 dicembre, nel corso dell'incontro con Huldai a Tel Aviv. "Possiamo insegnare molto sul tema della mobilità, ma per quanto concerne la sicurezza - ha spiegato Sala - abbiamo molto da imparare da Tel Aviv, dove c'è un sistema di controllo capillare e molto evoluto".

 

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