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updated 8:14 AM UTC, Aug 12, 2020

I pericoli di cui non siamo a conoscenza; il riscaldamento artico è più veloce di quanto previsto

L'Artico si sta riscaldando molto più velocemente di quanto gli attuali modelli climatici spieghino, alimentando il caldo estremo e la improvvisa scomparsa del ghiaccio marino in tutta la regione


Durante gli ultimi 40 anni nell'Oceano Artico tra Russia, Canada ed Europa, le temperature sono aumentate di 1,5 gradi ogni decennio, pari a circa 6° centigradi. Uno studio svolto dell'Università di Copenaghen mette i luce i gravi pericoli a cui sta andando in contro il delicato e già molto provato ecosistema mondiale. "Abbiamo chiaramente sottostimato il tasso di aumento della temperatura nell'atmosfera più vicina al livello del mare " , ha detto il professore dell'Università di Copenhagen Jens Hesselbjerg Christensen, uno dei ricercatori che ha svolto lo studio. Questo aumento, ha continuato, "alla fine ha causato la scomparsa del ghiaccio marino più velocemente di quanto avevamo previsto".

Secondo la ricerca, nel 2019 il recupero del ghiaccio marino artico è rallentato a livelli record, questo è stato il secondo anno più caldo sulla Terra, raggiungendo livelli impensati durante l'estate.

Studi precedenti affermavano che l'Artico si era riscaldato di 0,75 gradi Celsius negli ultimi dieci anni. Questi studi avevano previsto la totale scomparsa del ghiaccio nell'Oceano Artico, entro 20 anni. "I cambiamenti stanno avvenendo così rapidamente durante i mesi estivi che con molta probabilità, il ghiaccio marino scomparirà più velocemente di quanto la maggior parte dei modelli climatici abbia mai previsto" , ha affermato Christensen nell'ultimo studio.

La Russia è la nazione che sta soffrendo maggiormente di questo cambiamento climatico, il suo ampio territorio artico più a nord si sta riscaldando 2,5 volte più velocemente del resto del mondo.

L'Artico russo nel mese di giugno di quest'anno ha raggiunto temperature record, con incendi anormali della tundra e rapido scioglimento del permafrost in tutta la regione, una distruzione che difficilmente la natura potrà recuperare.

Coronavirus; la Russia prosegue la registrazione del vaccino nonostante le preoccupazioni per la sicurezza

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato che il vaccino è stato registrato, la produzione su larga scala dovrebbe iniziare a settembre e la vaccinazione di massa a ottobre


Lunedì, l'ente industriale dell'Associazione delle organizzazioni di sperimentazione clinica (ACTO), che rappresenta le organizzazioni che conducono studi clinici multinazionali sulla produzione di farmaci, aveva sollecitato ulteriori test prima della registrazione del nuovo vaccino russo contro il covid-19. La risposta delle autorità russe è stata secca, "L'ACTO sta ovviamente saltando alle conclusioni senza conoscere i risultati", ha detto al sito web di RBC Valentina Kosenko, vice capo sanitario del Roszdravnadzor l'agenzia russa per il controllo sanitario. "Diverse centinaia di volontari sono stati vaccinati con questo vaccino e non ci sono state reazioni avverse gravi", ha concluso la Kosenko.

L'istituto di ricerca statale russo Gamaleya ha lanciato la scorsa settimana gli studi di Fase III per il suo vaccino Covid-19. La Kosenko ha affermato che i nuovi test coinvolgeranno migliaia di volontari, le dosi e i tempi saranno gli stessi della fase II, fase che ha visto coinvolta come volontaria anche la figlia del presidente Putin. 

Sergei Glagolev, capo del dipartimento di controllo del Roszdravnadzor, conferma che la registrazione del vaccino avverrà durante le fase III e contemporaneamente verranno terminati anche tutti i test di laboratorio sui risultati di queste ultime vaccinazioni. “È accettabile registrare il farmaco durante le prime fasi degli studi clinici. Schemi simili esistono anche nell'UE e negli Stati Uniti, stiamo seguendo tutte le regole dettate dal controllo mondiale della sanità", ha detto Glagolev.

“Durante le pandemie, i paesi hanno fatto ricorso al permesso di utilizzare farmaci in assenza di normali studi randomizzati; non è il caso del nostro "vaccino di Gamaleya". Nel nostro caso, stiamo parlando di un'ammissione anticipata al mercato in condizioni rigorosamente controllate".

Il vaccino di Gamaleya è un cosiddetto vaccino a vettore virale, il che significa che impiega un altro virus per trasportare il DNA che codifica la risposta immunitaria necessaria nelle cellule. Si basa sull'adenovirus, il comune "raffreddore".

  • Pubblicato in Salute

La crisi del coronavirus spinge i media verso i licenziamenti

La forte crisi economica generata dai lockdown per Covid-19, sta mettendo in difficoltà molti media, che si tratti di carta stampata, radio o televisione, e aumentano i licenziamenti.


Cassa integrazione, licenziamenti e tagli agli stipendi dei manager si sono moltiplicati con la crisi portata dal coronavirus, nonostante un forte interesse da parte delle popolazioni per l'informazione, tutto il mondo soffre il crollo del mercato pubblicitario, mentre i social incalzano.

In Francia, il quotidiano regionale "La Marseillaise", è stato duramente colpito dal lockdown stabilito in tutta la Francia è stato messo in liquidazione. "Le Parisien", altro quotidiano francese, prevede di tagliare trenta posizioni e tutte le sue edizioni locali. Prevedendo tre anni di perdite, il quotidiano "L'Equipe" ha chiesto ai suoi dipendenti di ridurre i loro salari. Dopo la liquidazione di “Paris-Normandie”, il suo acquirente belga, il gruppo Rossel, ha annunciato il taglio del 20% della forza lavoro, ovvero 60 posizioni. L'acquirente di "Paris-Turf" ha anche previsto di licenziare un centinaio di dipendenti del gruppo ippico. 

In Italia il nuovo editore della rivista "Grazia" ha annunciato da parte sua l'eliminazione di 31 posizioni di diversi inquadramenti.

Nel Regno Unito, il "Guardian" ha annunciato 180 licenziamenti e la rivista "The Economist" 90. Negli Stati Uniti, il gruppo Conde Nast ("Vogue", "Wired" e "New Yorker"), ha annunciato il licenziamento di un centinaio di dipendenti su 6000. Vox Media ("The Verge", "New York Magazine") licenzierà 72 dipendenti, la maggior parte dei quali in disoccupazione parziale. Il "New York Times" ha licenziato 68 dipendenti del suo comparto commerciale.

Il gruppo familiare McClatchy, che pubblica venti giornali tra cui il "Miami Herald", è stato venduto a un fondo di investimento, dopo essere stato messo in liquidazione. Dall'inizio della crisi, secondo un'analisi del "New York Times", più di 36.000 addetti ai media americani, i cui numeri sono già stati ridotti negli ultimi anni, sono stati colpiti dalla riduzione degli stipendi o al licenziamento. In tutto il paese americano, una cinquantina di redazioni locali, a volte con una storia di oltre 100 anni, hanno chiuso, secondo un elenco aggiornato dal sito di Poynter.

Le informazioni online non vivono migliori momenti. Il gruppo Vice Media prevede di licenziare 55 dipendenti negli Stati Uniti e 100 all'estero. Al di là della crisi sanitaria, i colossi dei social vengono accusati di essere una "minaccia" per le informazioni online e di prendere "non solo la fetta più grande della torta ma l'intera torta", con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro nel giornalismo.

Il sito di notizie e intrattenimento Buzzfeed, che ha annunciato tagli salariali del 5-25% a seconda del livello di reddito dalla fine di marzo, terminerà anche la sua copertura giornalistica nel Regno Unito e in Australia, dopo aver già abbandonato il territorio francese. Per alcuni, la crisi è un'opportunità per accelerare la transizione verso un modello di business diverso basato prevalentemente su abbonamenti per l'invio del cartaceo o la lettura on-line. È il caso del sito americano di informazione economica Quartz, il cui titolare ha annunciato il licenziamento di circa il 40% della forza lavoro, principalmente nella rete pubblicitaria.

Anche l'industria audiovisiva ha avviato licenziamenti di fronte ai primi effetti della crisi sanitaria. Nel Regno Unito, la BBC ha annunciato che taglierà 520 posti di lavoro su un totale di 6.000 dipendenti, soprattutto nelle redazioni regionali. I giornalisti tratteranno meno argomenti e lavoreranno in team centralizzati invece di concentrarsi su un particolare programma, ha detto il direttore della BBC. Anche negli Stati Uniti, la NBC Universal ha tagliato i salari più alti del 20%.

Secondo Bloomberg il gigante Viacom CBS, prevede di licenziare il 10% dei suoi 35.000 dipendenti in capo alla produzione televisiva. In Francia, BFMTV / RMC ha annunciato un piano sociale che mira in particolare a dimezzare l'utilizzo di personale a tempo determinato, liberi professionisti e consulenti.

Possiamo aspettarci l'inizio di una rivoluzione nel mondo della comunicazione, incominciata alcuni anni fa e accelerata dalla pandemia da coronavirus, un cambiamento che porterà sempre meno notizie fondate e sempre più fake news. 

La guerra contro TikTok: l'app cinese è un pericolo per l'Occidente?

Il governo degli Stati Uniti lancia una campagna contro l'applicazione, che ha oltre 2 miliardi di download in tutto il mondo. TikTok chiusa anche in Italia?


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato venerdì scorso, l'intenzione di bloccare TikTok, l'app cinese che permette agli utenti di creare veloci cortometraggi e di postarli sul social. Non è ancora chiaro se l'intenzione è quella di consentire a qualche azienda americana l'acquisizione della piattaforma, in modo che non appartenga più a una società cinese. Secondo la Reuters e il The New York Times, Microsoft sarebbe già in trattativa per farloMa ciò che è evidente è che l'applicazione è al centro dei dibattiti in cui Washington e Pechino risolvono l'egemonia tecnologica nel 21° secolo.

L'India a giugno a posto un veto contro 59 app cinesi, considerate pericolose per la sicurezza nazionale, tra queste vi è anche TikTok. A questo proposito, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato di essere stato incaricato dal presidente, di considerare l'idea di attivare una campagna mediatica, che informi i cittadini americani sulla pericolosità dell'app TikTok e su come i dati privati presenti sui cellulari, possano finire nelle mani del "Partito comunista cinese". Il Pentagono ha notificato a dicembre che nessun appartenente alle forze militari americane, aveva accesso all'App. Amazon il mese scorso ha invitato un'e-mail (che in seguito ha corretto), ai suoi dipendenti per invitarli a cancellare l'app dai propri dispositivi mobile. Anche l'Agenzia europea per la protezione dei dati ha istituito una task force per effettuare degli studi su come TikTok gestisce dati sensibili degli utenti. 

Tutta questa paura di TikTok ha un'ovvia causa originale: il suo enorme successo. La breve app video è presenta in oltre 2 miliardi di telefoni in tutto il mondo. Tra aprile e giugno, ha ottenuto 300 milioni di download, una cifra superata da Zoom solo nel periodo di quarantena. Facebook e WhatsApp sono a poco  più di 150 milioni. 

TikTok è un sofisticato mix di video premium e Operation Triumph . Puoi creare un video per meno di un minuto in cui si danza e si canta, battute o messaggi sono combinati con piccole etichette. Il suo successo deriva in parte dalla capacità dell'algoritmo del paese in cui è meglio conosciuto, la Cina. 

Oltre al successo, l'altro grande problema di TikTok si unisce in una sola parola: la Cina. TikTok proviene dalla società cinese Bytedance, che ha fatto sforzi per prendere le distanze dal suo paese. Ha nominato un CEO americano che viene dalla Disney, Kevin Mayer. Dice che non ha un server TikTok in Cina e ha migrato a Hong Kong quando è stata emanata la nuova legge sulla sicurezza. La società nega di aver divulgato i dati degli utenti al governo di Pechino. Tuttavia, la controversia sopravvive e ha almeno tre fronti.

 

Inchiesta camici Lombardia: Fontana, RSA e tamponi

L'OMS dichiara che a livello mondiale la metà delle morti è avvenuta proprio in quelle strutture. La regione Lombardia è da prima stata tacciata di aver dato regole troppo leggere, oggi invece si dice che ha utilizzato regole troppo rigide

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