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updated 12:39 PM UTC, May 29, 2020

"Le sigarette elettroniche sono dannose"

Uno studio collega le "svapo" al cancro nei topi


Un nuovo studio dell'Università di New York collega la nicotina presente nei vapori della svapo, al cancro del polmone, almeno nei topi. Ma i ricercatori affermano che i risultati potrebbero riguardare anche gli umani che fanno uso di sigarette elettroniche.

"Quello che posso dire è che le sigarette elettroniche sono dannose. La nicotina, una volta che entra nella cellula, diventa un agente dannoso per il DNA nell'uomo o nei topi", ha detto Moon-Shong Tang, il professore della NYU School of Medicine, che ha condotto lo studio.

Pubblicato pochi giorni fa, sulla rivista National Academy of Sciences, lo studio di Tang ha esposto tre gruppi di topi, per 20 ore settimanali per poco più di un anno, a diversi ambienti respiratori, vapore di sigaretta elettronica allacciato alla nicotina, vapore di sigaretta elettronica senza nicotina o aria filtrata. Tang ha detto che le condizioni avevano lo scopo di imitare ciò che "un fumatore di sigaretta elettronica, fuma per un periodo che potrebbe andare dai tre ai sei anni".

Tang ha detto che i risultati sono preoccupanti. Dei 40 topi esposti al fumo di sigaretta elettronica (ECS) allacciata alla nicotina, il 22,5 per cento ha sviluppato il cancro ai polmoni e il 57,5 ​​per cento ha sviluppato cellule precancerose sulla vescica, una percentuale definita da Tang, "insolitamente alta per la nostra esperienza". Tutti i topi esposti alla nicotina hanno sviluppato danni al DNA nei polmoni, nel cuore e nella vescica e hanno dimostrato una ridotta capacità di riparare il DNA nei polmoni. In confronto, dei 16 topi esposti al vapore senza nicotina, solo uno ha sviluppato lesioni precancerose e nessuno di quelli esposti all'aria filtrata.

"Le attuali osservazioni secondo cui il fumo di sigaretta elettronica induce adenocarcinomi polmonari e iperplasia uroteliale della vescica, combinate con i nostri precedenti risultati ... indicano come i componenti presenti nei vapori delle svapo, siano potenziali fattori cancerogeni per i polmoni e per la viscica come un polmone dei topi. Mentre è risaputo che il fumo di tabacco rappresenta una grande minaccia per la salute umana, non è ancora noto se l'ECS rappresenti una minaccia per l'uomo e meriti un'attenta indagine ", si legge nel testo dell'estratto dello studio.

Tang ha detto che vorrebbe espandere lo studio per esaminare un numero maggiore di topi e per un periodo di tempo più lungo. La possibilità di ulteriori ricerche, tuttavia, dipende dal finanziamento.  Tang ha affermato che inizialmente ha avuto problemi a ottenere risorse, perché molte persone pensano che le sigarette elettroniche siano un'alternativa più sicura al fumo. "Ho avuto grandi difficoltà a ottenere finanziamenti a causa delle sigarette elettroniche. La saggezza convenzionale è che la nicotina non è cancerogena", scrive in una nota.

Lo studio di Tang apre nuovi interrogativi e alimenta le campagne contro qualsiasi tipo di "fumo", intanto le aziende produttrici di sigarette elettroniche e le multinazionali del tabacco minacciano pesanti azioni legali contro chiunque dia notizie non confutate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Salute, i numeri e la realtà del cancro in Italia: parla Giordano Beretta, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (VIDEO)

La nostra intervista a Giordano Beretta, presidente eletto dell'Aiom e responsabile dell'Oncologia Medica all'Humanitas Gavazzeni di Bergamo a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia 2017" - (VIDEO)


"La Lombardia e' una delle poche Regioni italiane ad aver attuato una rete oncologica, che rappresenta oggi una realta' consolidata: un sistema di accessi diffusi nel territorio consente al cittadino di entrare nei percorsi di cura direttamente nel proprio luogo di residenza e di disporre di una valutazione multidisciplinare". Lo ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo alla presentazione nel volume 'I numeri del cancro in Italia 2017' organizzata a Palazzo Lombardia. La pubblicazione e' stata realizzata dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM.

"Questo sistema - ha proseguito l'assessore Gallera - ha consentito di raggiungere risultati importanti in termini di qualita' dell'assistenza. Non solo: la nostra Regione ha svolto un ruolo fondamentale nell'istituzione della Rete Nazionale dei Tumori Rari. E' stato proprio l'Istituto Tumori di Milano, struttura di eccellenza e altamente qualificata del sistema sanitario lombardo, ad avviare il primo progetto per una Rete di questo tipo". In Lombardia nel 2017, e' riportato nella ricerca, sono stati stimati 63.700 nuovi casi di tumore (33.150 uomini e 30.550 donne). I 3 tumori piu' frequenti sono quelli del seno (8.950), colon retto (8.600) e polmone (7.200). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi corrisponde alla media nazionale, raggiunge infatti il 63% fra le donne e il 54% fra gli uomini.

Ogni anno Italia vengono diagnosticati 89mila tumori rari, in Lombardia circa 14.500. Inoltre la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi e' pari al 55%, inferiore rispetto alle neoplasie a alta incidenza (68%). "Le evidenze scientifiche - ha sottolineato l'assessore Gallera - ci dicono che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualita' di vita delle pazienti colpite da questa neoplasia sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Per questo in Lombardia e' stata realizzata una Rete regionale, formata da 38 Centri di Senologia, le Breast Unit, dove Team multidisciplinari sono in grado di offrire tempestivamente le migliori cure".

In Regione Lombardia con due disposizioni (DGR 3003 del 9/1/2015 e il DDG 3711 del 3/4/2017) sono stati attivati percorsi di aggiornamento dei programmi di screening: per il tumore alla mammella e' prevista una mammografia con cadenza biennale alla popolazione femminile tra i 50 e i 74 anni e mammografia con cadenza annuale alle donne tra i 45 e i 49 anni; per il tumore al colon retto, un test del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale ai cittadini tra i 50 e i 74 anni; per il tumore alla cervice uterina, un Pap test con cadenza triennale alle donne tra i 25 e i 33 anni e un HPVdna test con cadenza quinquennale tra i 34 e i 64 anni.

La Lombardia presenta - si legge nel Volume - alcune fra le percentuali piu' alte in Italia di adesione ai programmi di screening organizzati ('Gli screening oncologici in Lombardia, report dati 2015 e dati 2016'). Dal 2007 lo screening colonrettale (test del sangue occulto nelle feci) e' a sistema su tutto il territorio. L'adesione nel 2016, pari al 49%, conferma il trend dello screening colon-rettale in Lombardia, superiore alla media nazionale (36% nel 2016). Nella Regione le donne aderiscono piu' degli uomini (51% vs. 44%) e il tasso cresce all'aumentare dell'eta'. Il test utilizzato in tutti i programmi di screening mammografico e' la mammografia bilaterale in doppia proiezione, in tutti i casi la lettura dell'esame avviene grazie alla refertazione di ogni radiogramma da parte di due radiologi. L'adesione in Lombardia e' stata pari al 67% nel 2016: il valore e' al di sopra della media nazionale (44% nel 2016).

Salute, come la Lombardia si prende cura dei malati cronici. Parla l'assessore Giulio Gallera

Ai microfoni de ilComizio.it il titolare della delega al Welfare della Giunta Maroni a margine di un convegno dedicato all'introduzione del nuovo modello di presa in carico dei pazienti. All'incontro erano presenti illustri rappresentanti della comunità scientifica, tra cui l'ex ministro Girolamo Sirchia, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, e il direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini - (VIDEO)


"Quella di oggi e' stata una giornata molto importante per tracciare un bilancio del grande lavoro svolto in quest'ultimo anno per l'attuazione della riforma sanitaria. Siamo molto orgogliosi che sia emerso un grande apprezzamento e una grande volonta' di partecipazione da parte di tutti gli stakeholder".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia commentando i lavori del convegno 'Il paziente cronico: la Lombardia se ne prende cura', che si e' svolto ieri all'Auditorium 'Testori' di Palazzo Lombardia.

PRESA IN CARICO - "Rilevante e' stata l'approvazione dell'introduzione del nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici - ha rimarcato l'assessore - da parte dei rappresentanti delle societa' scientifiche e associazioni di medici tra cui quella di Oncologia medica, dei Medici diabetologi, dei Medici cardiologi ospedalieri, dei Dirigenti ospedalieri internisti e della Societa' italiana di Neurologia, i quali hanno evidenziato come l'integrazione, introdotta dal nuovo meccanismo, tra le diverse figure sanitarie che si occupano di questa tipologia di malati, risponda ad un'esigenza da loro stessi sentita e manifestata da tempo".

VANTAGGI E BENEFICI DEL PERCORSO DI CURA - Grande interesse e alta qualita' degli interventi nella seconda parte dei lavori del convegno, dedicata alla Tavola rotonda dal titolo 'Vantaggi e benefici del percorso di cura', alla quale sono intervenuti l'ex ministro della Sanita' Girolamo Sirchia, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita' Walter Ricciardi, il direttore
dell'Istituto Mario Negri Silvio Garattini , il responsabile del Crems (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanita' e nel Sociale) dell'Universita' Liuc Davide Croce e il vice
segretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Fiorenzo Corti.
"Mi ha suscitato grande soddisfazione - ha concluso il titolare regionale al Welfare - sentire l'ex ministro Sirchia decantare la nostra delibera della presa in carico che crea una sinergia
virtuosa tra il medico di medicina generale e quelli ospedalieri, il professor Grattini, che ha evidenziato l'importanza dei set di riferimento e quindi dell'erogazione di prestazioni ambulatoriali, ospedaliere e farmacologiche appropriate e infine il professor Ricciardi, che ha definito il nostro modello innovativo e in grado di garantire la tenuta del sistema sanitario universalistico".

Fotografia, la ricerca della felicità in 80 scatti. Del Corno: "L'elemento creativo è una spinta positiva, anche nei momenti più difficili"

Dal 3 al 12 febbraio il Padiglione di arte contemporanea di via Palestro, a Milano, ospiterà la mostra fotografica, ideata dalla Onlus “Riscatti” e curata di Chiara Oggioni Tiepolo. Gli autori sono pazienti della pediatria dell'Istituto Nazionale dei Tumori milanese, 29 ragazzi tra i 14 e i 27 anni, che hanno realizzato l'esposizione nell'ambito del "Progetto Giovani" con l’aiuto di tre fotografe professioniste. Le nostre interviste all'assessore alla Cultura del Comune e a Federica Balestrieri, presidente Riscatti Onlus - (VIDEO)


Si è tenuta oggi la presentazione di “Fotografia: la ricerca della felicità negli scatti dei ragazzi della pediatria dell’Istituto Nazionale Tumori”, in programma dal 3 al 12 febbraio al Padiglione d’Arte Contemporanea (Pac) di via Palestro. È la terza edizione della mostra di fotografia sociale ideata dalla Onlus “Riscatti” promossa dal Comune di Milano con il supporto di Tod’s. Ai microfoni de il Comizio.it Federica Balestrieri, presidente Riscatti Onlus, e Filippo Del Corno, assessore alla Cultura della giunta Sala, con cui abbiamo parlato di un'altra iniziativa importante, dedicata ai più piccoli.

Già perché il 5 febbraio sarà ancora “Domenica al Museo”, l’iniziativa del Comune di Milano e del Mibact che prevede l’apertura gratuita dei musei ogni prima domenica del mese.

Sarà quindi possibile visitare gratuitamente, oltre alla Pinacoteca di Brera, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo del Risorgimento, la GAM|Galleria d’Arte Moderna, il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario, il Museo della Pietà Rondanini, la Casa Museo Boschi Di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina. Aderisce all’iniziativa anche Armani/Silos. L’ingresso al Museo del Novecento è ridotto (6 euro) e il biglietto consente di visitare, oltre alla collezione, anche la mostra “Boom60! Era Arte Moderna”. Ridotto anche l’ingresso a Palazzo Morando|Costume Moda Immagine (6 euro) per visitare non solo le collezioni ma anche le mostre “Manolo Blanik. The Art of Shoes” e “Ricami di luce”, allestite nelle sale museali al primo piano.

Dopo il grande successo della prima “Domenica al Museo” lo scorso 1 gennaio, durante la quale i Musei del Castello Sforzesco hanno registrato, nel solo pomeriggio, la presenza di ben 7.337 visitatori, il Castello ha scelto di dedicare la giornata di domenica 5 febbraio ai bambini e alle famiglie.

Le nove proposte didattiche prevedono un’offerta strutturata per la partecipazione di circa 200 bambini dai 3 agli 11 anni e permetteranno di esplorare le sale e i cortili interni e di scoprire le collezioni conservate nei Musei Civici del Castello Sforzesco: l’Armeria, la sezione Egizia del Museo Archeologico, il Museo d’Arte Antica, il Museo degli Strumenti Musicali.

Per l’occasione, i due bookshop del Castello Sforzesco, collocati all’ingresso del Museo d’Arte Antica e all’ingresso del Museo della Pietà Rondanini, saranno allestiti con un’offerta di volumi dedicati ai più piccoli.

Il programma è realizzato dal Castello Sforzesco in collaborazione con Ad Artem, Aster, Fondazione Antonio Carlo Monzino, Opera d’arte, Sforzinda – Sezione Didattica del Comune di Milano.

  • Pubblicato in Salute
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