Log in
updated 9:39 AM UTC, May 20, 2020

DCPM 26 aprile; vediamo tutte e nuove regole per le discipline sportive (VIDEO)

La dott.ssa Francesca Petra Pollastro ci illustra quali saranno le nuove regole che porteranno tutte le attività sportive verso una "nuova normalità"


Per le attività sportive e motorie saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti a porte chiuse, con il rispetto delle norme di distanziamento sociale. Sport di squadra possibile invece dal 18 maggio. Dal 4 maggio vi sarà pertanto una graduale ripresa delle attività sportive, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti. (VIDEO)

Coronavirus; il decreto cura Italia attua nuove norme e bonus che in molti non conoscono

L'Avvocato Davide Pollastro fa chiarezza sulle norme introdotte nel mondo del lavoro dal Decreto Cura Italia, non tutti sanno che...


L’emergenza epidemiologica da virus COVID-19 determina immediati effetti sulle relazioni di lavoro e molti, sia lavoratori che datori di lavoro, si interrogano su come comportarsi e regolare il rapporto in tempo di Coronavirus. 

L'Avvocato Davide Pollastro ci aiuta a fare un po di luce in un mondo sempre più scuro:

Il lavoro ai tempi del coronavirus

1. Assenza volontaria dal lavoro per paura del contagio.

Pur in presenza di una intuibile paura di contagio, si sconsiglia di adottare misure di autoisolamento, con autonoma decisione di assenza dal posto di lavoro, al fine di evitare che tale comportamento possa essere trattato come ingiustificato.

Si consiglia invece di chiedere formalmente, eventualmente via Mail o Fax, al proprio datore di lavoro di assumere le necessarie misure, anche dichiarando la propria disponibilità a svolgere attività lavorativa da remoto.

2. Sospensione disposta dal datore di lavoro.

L’eventuale sospensione dell’attività disposta dal datore di lavoro, quale diretta applicazione delle disposizioni normative, suscita delicati problemi in ordine al diritto alla retribuzione. È di tutta evidenza che il datore di lavoro potrebbe giustificare la sospensione e conseguente mancata erogazione della retribuzione in forza di una impossibilità sopravvenuta per causa a lui non imputabile, ma è altrettanto vero che anche l’assenza del lavoratore non dipende dalla sua volontà. In tali casi, sarà onere e diritto del datore di lavoro, eventualmente anche con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, attivare forme di sostegno al salario, in particolare con ricorso alla cassa integrazione ordinaria, in ordine alla quale il governo sta predisponendo un apposita disciplina normativa.

Occorrerà pertanto esaminare le nuove disposizioni anche per valutare l’eventuale permanere del diritto alla retribuzione nella ipotesi di mancata attivazione da parte del datore di lavoro delle procedure di sostegno al salario.

3. Imposizione di ferie/ROL/permessi.

Pur in presenza di disposizioni normative che favoriscono l’utilizzo di ferie e ROL, l’eventuale imposizione del loro godimento può manifestare dubbi di legittimità.

Il periodo di ferie infatti non rappresenta solo il diritto ad un periodo di assenza dal lavoro, ma anche il diritto ad un recupero delle proprie energie psichiche e fisiche che l’attuale situazione sanitaria non è certo tale da consentire in modo adeguato.

Si consiglia pertanto di valutare ed eventualmente accettare l’utilizzo di ROL o altre disposizioni contrattuali di riduzione dell’orario, ma si ritiene che il lavoratore possa dichiarare la propria opposizione al godimento di ferie, richiamando piuttosto il datore di lavoro ad attivare le necessarie domande di intervento pubblico di sostegno al salario.

4. Lavoro agile.

Con l’espressione “lavoro agile” o “smart-working”, si intende la possibilità di svolgere la propria attività lavorativa da remoto, anche tramite collegamenti informatici, senza la necessaria presenza fisica sul luogo di lavoro.

È ben vero che lo smart-working secondo la Legge n. 81/2017 esigerebbe un preventivo accordo tra le parti, tuttavia l’attuale situazione e le disposizioni normative prescindono dalla effettiva stipula di un accordo tra le parti. Si ritiene pertanto che il lavoratore non possa rifiutarsi di accettare la possibilità di svolgere la propria attività da remoto e l’eventuale rifiuto potrebbe rappresentare ingiustificata assenza dal lavoro.

5. Lavoratori in quarantena o quarantena volontaria.

Nei confronti dei lavoratori cui siano stati esplicitamente imposti divieti di spostamenti per essere risultati positivi al virus o per condizioni di particolare rischio (es: vicinanza con persone positive) la relativa assenza dal lavoro deve essere equiparata ad assenza per malattia con conseguente applicazione delle normative sia di fonte contrattuale che legislativa.

Più complessa la situazione di chi volontariamente si pone in stato di quarantena per la presenza di sintomi che potrebbero far sorgere il dubbio di un possibile contagio, in tali casi i lavoratori devono contattare il medico e, in particolare per le questioni lavorative, fare certificare, o anche autocertificare, le proprie condizioni di possibile rischio di contagio trasmettendo dette dichiarazioni all’istituto previdenziale, alle autorità sanitarie locali (ASL) e al datore di lavoro. In tali situazioni, purché giustificate da reali rischi sanitari e nell’attesa di provvedimenti restrittivi espliciti in argomento, si ritiene che debbano essere applicati i normali trattamenti previsti per i lavoratori malati.

Emergenza COVID-19, uno speciale congedo parentale

L’INPS ha emanato nella giornata del 20 marzo 2020 una prima scheda informativa relativa alle procedure da adottare per usufruire dei congedi parentali di cui all’articolo 23 del Decreto Legge “Cura Italia”.

In sintesi di cosa si tratta e chi può beneficiare di tali permessi.

Il Decreto Legge prevede la possibilità di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 15 giorni a vantaggio dei genitori con figli in età scolare, come conseguenza della chiusura delle attività didattiche.

In particolare possono usufruire di tali congedi i lavoratori dipendenti da datori di lavoro privati, con figli fino a 16 anni di età.

I genitori con figli di età non superiore ai 12 anni hanno diritto ad un congedo di 15 giorni ed una indennità pari al 50% della retribuzione, inoltre tale periodo è interamente valido ai fini dei contributi previdenziali e pensionistici.

I genitori, invece, che hanno figli di età compresa tra i 13 e i 16 anni hanno diritto al congedo, ma non hanno diritto ad alcuna indennità e, come conseguenza, tale lasso di tempo non è valido ai fini contributivi.

Ancora, per quanto riguarda i genitori di figli in condizione di grave handicap, purché iscritti a qualsiasi istituto scolastico o ospitati in centri a carattere assistenziale, è previsto il congedo retribuito, senza alcun limite di età.

Pare opportuno precisare che la norma riguarda anche i genitori adottivi e i casi di affidamento o collocamento temporaneo di minori.

Allo stato, il Decreto Legge colloca il periodo di godimento di tali congedi tra il 5 marzo ed il 3 aprile 2020, ancorché appare presumibile che in sede di conversione ed in considerazione del prolungamento dei periodi di restrizione e chiusura delle scuole, detto periodo verrà prolungato.

Il congedo in oggetto può essere goduto alternativamente dal padre o dalla madre, ma comunque non superando i 15 giorni complessivi ed essendo calcolato sulla figura dei genitori non può essere moltiplicato per il numero dei figli.

Attenzione, vi è poi una norma che può apparire criticabile, il godimento del congedo è subordinato al fatto che nessuno dei due sia già beneficiario di forme di sostegno al reddito (Cassa Integrazione o NASPI) o sia disoccupato.

Come fare la domanda.

I genitori che hanno già in corso un periodo di congedo parentale ordinario, di cui al Decreto Legislativo n. 151/2001, non devono fare nulla, l’INPS automaticamente lo convertirà in congedo speciale COVID-19.

I lavoratori, invece, che non hanno in corso un congedo parentale secondo le norme ordinarie, ma che ne avrebbero i requisiti (figli fino a 12 anni) ed anche nella ipotesi in cui ne abbiano già usufruito integralmente, possono fare domanda per il congedo COVID-19 secondo le normali procedure di richiesta dei congedi parentali. In sintesi la domanda può essere fatta direttamente Online (ma occorre essere già in possesso del PIN dispositivo per l’accesso dei servizi informatici), oppure tramite patronato o anche telefonando al contact-center del INPS (803-164 da numeri fissi, 06-164164 da mobile). Copia della domanda andrà poi inoltrata al datore di lavoro.

Per quanto riguarda infine i genitori con figli tra i 12 e i 16 anni, non avendo diritto ad alcuna indennità, non devono inoltrare nulla all’INPS, ma fare domanda del congedo direttamente al datore di lavoro.

I datori di lavoro non si possono rifiutare di riconoscere il congedo e per tale periodo di assenza i lavoratori non possono essere licenziati, con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Premio di 100 € per i lavoratori dipendenti.

L’Agenzia delle Entrate tramite la circolare n. 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito alcune indicazioni operative per l’erogazione del premio di 100 € ai lavoratori dipendenti, previsto all’articolo 63 del Decreto “Cura Italia”, Decreto Legge n. 18/2020.

Il Decreto “Cura Italia” infatti, tra le altre misure, ha previsto un premio di 100 € a vantaggio dei lavoratori dipendenti che abbiano svolto attività lavorativa fisicamente all’interno dell’azienda nel corso del mese di marzo 2020.

L’intenzione del Governo è intuitivamente quella di riconoscere una forma di risarcimento per il disagio subito dal lavoratore chiamato a prestare comunque servizio anche in un periodo di rischio.

Va precisato che il premio è riservato ai lavoratori dipendenti e quindi con conseguente esclusione dei lavoratori che abbiamo un rapporto di mera collaborazione, ovvero un rapporto di natura libero professionale.

Vanno considerati lavoratori dipendenti anche i soci di cooperativa che unitamente al rapporto associativo abbiano in corso un contestuale rapporto di lavoro dipendente con la società.

Il premio dei 100 € viene erogato in proporzione ai giorni di effettiva presenza in azienda nel corso del mese di marzo 2020, per l’effetto otterranno l’intero premio i lavoratori dipendenti che abbiano prestato servizio nel rispetto del loro normale orario lavorativo, all’interno della sede dell’azienda.

Ne consegue che il premio non verrà erogato in relazione a giorni di sospensione/assenza dal lavoro per ferie, malattia o congedo.

Neppure verrà erogato per il lavoratori che abbiano svolto la loro prestazione con modalità smart working, in quanto lo scopo della norma è proprio quello di compensare il disagio determinato dalla presenza fisica sul luogo di lavoro.

Va sottolineato che sono equiparati a lavoratori in azienda anche coloro che abbiano prestato lavoro in trasferta presso stabilimenti di clienti.

Essendo tale premio connesso alle giornate lavorative, hanno diritto al medesimo contributo anche i lavoratori part-time.

Nel caso in cui il lavoratore abbia in corso due rapporti di lavoro part-time, la richiesta del premio potrà essere inoltrata solo ad uno dei due datori di lavoro, indicativamente quello con rapporto di lavoro prevalente.

Il bonus è riservato ai lavoratori che abbiano percepito nel corso dell’anno 2019 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 € lordi fiscale.

Come chiarito dall’Agenzia dell’Entrate, ai fini della individuazione della soglia dei 40.000 € non dovranno essere calcolate le somme percepite assoggettate a tassazione separata, in particolare eventuali TFR ricevuti nel 2019.

Per poter ottenere il premio il lavoratore dovrà presentare al proprio datore di lavoro una auto-dichiarazione che attesti il non superamento della soglia dei 40.000 €; mentre per quanto riguarda il calcolo dei giorni lavorati l’operazione verrà effettuata direttamente dal datore di lavoro.

Il premio, pur venendo erogato direttamente in busta dal datore di lavoro non andrà a formare il reddito annuale e come tale sarà esente da imposte.

Il Decreto Cura Italia e il bonus di € 600.

In data 30 marzo 2020 l’INPS ha pubblicato un’ampia circolare (Circolare n.49) in cui spiega come attivare e a chi spetta il bonus da € 600 previsto dal Decreto Legge n.18/2020 – Decreto Cura Italia.

Il sito dell’istituto è stato subito intasato da migliaia di domande e l’INPS ha anche comunicato l’esistenza di possibili attacchi informatici.

In attesa del recupero di operatività del sito è opportuno chiarire chi può chiedere il bonus e come fare.

 Categorie interessate:

I titolari di una Partita Iva attiva al 23 febbraio 2020. Possono chiedere il bonus anche i partecipanti a studi professionali e i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata dell’INPS.

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS, in particolare artigiani, commercianti, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti alla gestione speciale.

I lavoratori agricoli a tempo determinato che, nel 2019, abbiano effettuato almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente.

I lavoratori stagionali del turismo e stabilimenti termali, a condizione che il relativo rapporto di lavoro sia involontariamente cessato tra il 1 gennaio 2019 e 17 marzo 2020.

I lavoratori dello spettacolo con almeno trenta contributi giornalieri versati nel 2019.

 Caratteristiche del bonus e cumulabilità con altre indennità:

Il bonus di € 600 non costituirà reddito e quindi non dovrà essere dichiarato ai fini fiscali, ma di conseguenza non darà diritto a contribuzione, neppure figurativa e non darà diritto agli assegni familiari.

Il bonus non è compatibile con le pensioni dirette e quindi non verrà erogato ai titolari di pensione di qualsiasi genere, compreso l’APE sociale e l’assegno ordinario di invalidità.

Il bonus non verrà neppure erogato a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Il bonus di € 600 è invece compatibile con la indennità di disoccupazione NASPI per i lavoratori dipendenti e con la DIS-Col per i collaboratori.

 Come fare domanda:

L’INPS ha chiarito che le domande dovranno essere fatte per via esclusivamente telematica e, a tal fine, è stata prevista l’utilizzazione non necessariamente di un PIN dispositivo.

Chi non fosse in possesso del PIN può richiederlo o tramite il sito web dell’istituto, ovvero telefonando al Contact-center.

Attenzione; il Decreto Legge prevede che l’INPS dovrà monitorare il numero di domande in rapporto ai fondi stanziati, il che vuol dire che se si dovessero superare i limiti di spesa l’INPS sarà tenuta a bloccare le domande. Si tratta di un meccanismo assai criticabile che rischia di tagliare fuori anche persone che avrebbero diritto, ma si ha notizia di un intervento dello stesso INPS e delle associazioni professionali per consentire la domanda e la conseguente erogazione del Bonus a tutti i titolari del diritto.

La sospensione delle procedure di licenziamento nel Decreto “Cura Italia”

Pubblicato il Decreto Legge 17 maggio 2020 n. 18, cd. Decreto “Cura Italia”, che introduce, tra le altre, specifiche disposizioni in materia di procedure di licenziamento.

 

L’articolo 46 prevede una disposizione eccezionale e mai in precedenza verificatasi; il Decreto infatti sospende per 60 giorni dalla sua pubblicazione e quindi fino al 17 maggio 2020, la possibilità per tutti i datori di lavoro, indipendente dal numero dei dipendenti, di licenziare per motivi di carattere oggettivo e quindi collegati ad esigenze di natura aziendale.

Restano invece possibili i licenziamenti per giusta causa, ovvero i licenziamenti conseguenti a comportamenti del lavoratore.

Per il medesimo periodo e quindi fino al 17 maggio 2020 è altresì impedita l’attivazione di licenziamenti collettivi e, se già iniziate, le procedure si intendono sospese.

Occorre tuttavia sottolineare che malgrado l’articolo venga rubricato quale sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti, in effetti non si legge alcuna disposizione di sospensione dei meccanismi di impugnazione; pertanto in attesa di chiarimento, o nuove disposizioni, si consiglia vivamente ai lavoratori che abbiano già ricevuto una lettera di licenziamento di impugnarla rispettando i normali termini di decadenza di 60 giorni.

È ben vero che è stata altresì disposta una sospensione dei termini processuali, tuttavia non essendo la lettera di impugnazione al licenziamento un atto “processuale”, chi scrive ritiene che allo stato rimangono validi i termini ordinari di decadenza di 60 giorni.

Estensione dei permessi retribuiti di cui all’articolo 33 della Legge n. 104/1992

L’INPS in data 25 marzo 2020 ha emanato una circolare di chiarimenti in ordine all’aumento del numero dei permessi retribuiti, cui alla Legge n. 104/1992, previsto dall’articolo 24 del Decreto Legge “Cura Italia”.

Si tratta dei permessi retribuiti di tre giorni al mese, previsti dalla Legge n. 104/1992, a vantaggio dei lavoratori cui è stata riconosciuta una disabilità grave, ovvero ai lavoratori dipendenti che assistono un famigliare con disabilità grave.

Come è noto la disposizione di cui alla Legge n. 104/1992 si riferisce sia ai dipendenti da datori di lavoro privati, che pubblici dipendenti.

Il recente Decreto governativo aumenta i permessi di ulteriori 12 giorni da godersi nel mese di marzo e di aprile 2020. Ne consegue che, in totale, i lavoratori interessati potranno godere di 18 giorni di permesso dal lavoro e cioè i 3 di marzo, i 3 di aprile, oltre ai 12 di cui al citato Decreto Legge.

L’INPS con la circolare sopra richiamata ha opportunamente chiarito che i giorni relativi al marzo 2020 non scadono, ma possono essere interamente usufruiti anche nel mese di aprile.

L’INPS ha altresì chiarito che, anche i 12 permessi aggiuntivi, come i permessi ordinari della Legge n. 104/1992, potranno essere usufruiti in modo frazionato, anche con articolazione in ore.

Come chiedere i permessi.

Se il lavoratore ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui alla Legge n. 104/1992, relativamente ai mesi di marzo e aprile non deve fare alcuna domanda; il proprio datore di lavoro sarà è automaticamente tenuto a considerare ed autorizzare anche i 12 giorni aggiuntivi.

Se invece il lavoratore non ha già in corso un provvedimento relativo ai mesi di marzo e aprile, deve fare domanda all’INPS, o se pubblico dipendente alla propria amministrazione, utilizzando le medesime procedure ordinarie previste per i normali permessi di cui alla Legge n. 104/1992.

Attenzione, i lavoratori per i quali è invece previsto il pagamento diretto dall’INPS, in particolare i lavoratori agricoli e i lavoratori a termine del mondo dello spettacolo, devono comunque presentare una nuova domanda all’istituto previdenziale.

Ci è stato chiesto se sia possibile moltiplicare i 12 giorni aggiuntivi del Decreto Legge “Cura Italia” per il numero di famigliari assistiti con disabilità grave.

La risposta è da ritenersi positiva nel rispetto tuttavia delle norme già in precedenza in vigore per avere la possibilità di cumulare i permessi della Legge n. 104/1992.

Si rammenta che le domande all’INPS possono essere inoltrate con le modalità consuete, ovvero tramite sito web, ma a condizione di essere in possesso del PIN, cd. dispositivo, che è quello che consente di interloquire con la Pubblica Amministrazione e non solo di visionare il proprio “cassetto previdenziale”, oppure tramite un patronato o, ancora, telefonicamente contattando il Contact-center dell’INPS.

Indennità per collaboratori sportivi.

In data 6 aprile 2020 il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha emanato di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport il Decreto riguardante la presentazione delle domande per l’ottenimento del Bonus di 600 € a vantaggio dei collaboratori sportivi.

 

I destinatari di questa indennità sono i titolari di rapporti di collaborazione sportiva in essere alla data del 23 febbraio 2020 e ancora in corso al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del Decreto “Cura Italia”.

Per poter ottenere l’indennità, la collaborazione deve intercorrere con le Federazioni Sportive Nazionali, gli enti di promozione sportiva e le Associazioni sportive dilettantistiche, purché iscritte al Registro CONI.

Va chiarito che l’indennità di cui si tratta non riguarda gli sportivi che siano titolari di Partita Iva, ovvero che abbiano in corso un rapporto di Collaborazione Coordinata e Continuativa con iscrizione alla gestione separata INPS; in tali ipotesi i collaboratori sportivi potranno fare domanda all’INPS secondo le modalità previste dal decreto “Cura Italia” e non con la specifica modalità prevista dal Decreto del 6 aprile 2020.

L’indennità per collaboratori sportivi è incompatibile con le altre indennità previste dal Decreto “Cura Italia”, in modo particolare la Cassa Integrazione.

Tale indennità risulta esclusa anche per gli sportivi che percepiscano un reddito da lavoro dipendente o che abbiano percepito per il mese di marzo 2020 il reddito di cittadinanza.

La procedura per ottenere il Bonus di 600 € va esclusivamente inoltrata tramite la piattaforma informatica Sport e Salute S.p.a e si articola in 3 fasi:

· La prenotazione va effettuata inviando un SMS con proprio Codice Fiscale al numero 339.9940875. Si riceverà un codice di prenotazione con indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda.

· Accreditamento attraverso le indicazioni ottenute successivamente alla prenotazione.

· Compilazione e invio della domanda allegando la fotocopia del proprio documento di identità e copia del contratto di collaborazione. In caso di mancanza della copia del contratto è sufficiente copia della quietanza o del bonifico bancario relativo all’avvenuto pagamento del compenso relativo al febbraio 2020.

Una volta inviata si riceverà via mail una ricevuta di corretto inoltro della domanda e il contributo dovrebbe arrivare nei successivi 30 giorni.

 

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana diventa social

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, risponde in diretta alle tante domande che arrivano dai social, in merito all'epidemia da coronavirus (VIDEO)


"I comportamenti da tenere in questo periodo sarebbero da mantenere sempre, ma vi chiediamo un piccolo sforzo per la salute di tutti. Il significato di queste norme è che tutti dovrebbero essere rispettosi degli altri". Queste le parole che Fontana ha voluto rimarcare rispondendo ai dubbi di tanti utenti. Continuando,"L'emergenza economica è ben presente ai nostri occhi. Daremo una mano concreta a tutti: a tutti i lavoratori, imprese, partite Iva... La situazione deve essere tamponata nell'immediato e aiutata a ripartire. Abbiamo fatto una serie di richieste ben specifiche, condivise anche da Emilia e Veneto, che comportano un pacchetto di aiuti e sostegno a tutti. Noi confidiamo che il governo prenda i provvedimenti utili". Infine, ha voluto tranquillizzare tutti, "Non va bene essere terrorizzati. Ho sempre pensato alla salute dei miei cittadini, per superare la situazione. Non dobbiamo farci prendere dal panico, ma non dobbiamo commettere delle imprudenze, avere comportamenti opposti a quelli che possono impedire il contagio. La situazione va controllata, ma la sanità della Lombardia si sta dimostrando efficiente. Dobbiamo interrompere il contagio per tornare alla normalità. Alcuni comportamenti sono normali (toccarsi gli occhi, mettere le mani vicino alla bocca...) dobbiamo impegnarci a cambiare abitudini".

Il Coronavirus e una storia di due mercati agroalimentari, quello italiano e quello cinese

Per combattere la diffusione di nuovi virus, il mondo deve riflettere sulle condizioni dei mercati agroalimentari e sullo sviluppo agricolo irregolare della Cina


La diffusione mortale del Coronavirus sta gettando un'enorme ombra sulle condizioni sanitarie cinesi, legate al mercato Agroalimentare, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato questa situazione un'emergenza globale. La sua diffusione sembra essere estremamente rapida sebbene il suo tasso di mortalità non sembri essere troppo elevato.

Sembra che il primo focolaio del virus provenisse dai mercati umidi cinesi, ovvero quei mercati dove si vende (in scarse condizioni igieniche), carne cruda, dove la gente comune compra animali selvatici e li mangia senza grandi precauzioni sanitarie. Tuttavia, dietro la diffusione del virus e le condizioni dei mercati umidi cinesi, si profila un quadro più ampio e preoccupante dello sviluppo agricolo irregolare della Cina. E proprio su questo tema può essere utile confrontare la Cina e l'Italia, entrambe le società hanno diete che si basano sul consumo di prodotti agroalimentari freschi. 

Il Parmigiano italiano VS il latte artificiale cinese

In Italia, la produzione dell'enorme business del parmigiano si basa su un piccolo numero di fornitori di latte di qualità. Sono circa 700 e il consorzio del Parmigiano acquista il loro latte seguendo severi criteri di qualità e di garanzia. I fornitori più piccoli hanno stalle composte da poche centinaia di capi, i più grandi alcune migliaia. Le mucche vengono allevate in condizioni sanitarie rigorosamente monitorate e il consorzio verifica a campione e senza preavviso, la qualità del latte. Se anche solo una volta, il consorzio rileva che il latte non è conforme allo standard, il fornitore viene "semplicemente abbandonato" perdendo la possibilità di continuare a garantirsi un futuro lavorativo con il consorzio del Parmigiano. In questa situazione, nessun fornitore ha molti incentivi a tradire la qualità del latte e tutti i fornitori sono invece incentivati ​​a produrre alimenti di qualità superiore.

La situazione è molto diversa in Cina. Nel 2008, le madri cinesi hanno scoperto che la formula del latte vaccino per i bambini era stata arricchita con Melamina, una sostanza artificiale a base di Formaldeide che aumenta le proteine ​​nel latte, ma danneggia seriamente i reni dei bambini. L'azienda produttrice acquistò il latte da decine di migliaia di agricoltori, la maggior parte dei quali aveva solo poche mucche. Gli agricoltori vendevano il latte agli intermediari che poi lo vendevano alle società di produzione. Il latte vaccino cinese ha poche proteine ​​e quindi qualcuno ha pensato bene di arricchirlo con della Melamina per soddisfare le esigenze nutrizionali. Ad oggi non si è ancora scoperto chi abbia aggiunto la melamina, troppi fornitori e intermediari coinvolti che non avevano alcun legame diretto con il produttore finale del latte vaccino per bambini. La catena di approvvigionamento era troppo lunga e larga per poter controllare efficacemente la qualità. L'unico modo per cercare di controllare le giuste misure sanitarie nella produzione, comporterebbe l'intervento statale con dei controlli a campione del latte di ciascun agricoltore, ma ciò richiederebbe uno sforzo in termini economici e di uomini monumentale che comunque non garantirebbe l'arrivo corretto al produttore, vista la tortuosa strada degli intermediari.

Per garantire davvero la qualità dell'offerta, si dovrebbe adottare il sistema del parmigiano, ovvero disporre di un numero inferiore di fornitori che hanno un incentivo economico per mantenere elevati gli standard. Ma per arrivare a questo stadio, molti agricoltori che ora allevano solo poche mucche dovrebbero perdere il lavoro e la terra, generando però ulteriore povertà e massa umana nelle ormai sature città.

 

Tutto ciò si abbatterebbe sul delicato sistema di Welfare cinese, il governo dovrebbe aumentare le tasse per dare sussidio iniziale agli agricoltori che decidessero di abbandonare la campagna, aumentando a dismisura le tasse anche a quei ceti, con cui aveva fatto accordi ben precisi. Ciò spezzerebbe il contratto sociale che il governo cinese ha stipulato con la propria gente dopo Tiananmen nel 1989. Sulla scia della repressione, i leader cinesi avevano stretto un patto con gli studenti, che potevano fare affari come volevano e non pagare tasse, purché non si intromettessero più con la politica. Potevano diventare ricchi ma stando fuori dalla politica. Ora se il governo cinese infrangesse quel contratto sociale, la sua posizione sarebbe gravemente indebolita e contemporaneamente dovrebbe stipularne uno nuovo andando a nuovi accordi.

E' facile notare che le grandi pandemie che hanno colpito gli uomini coincidono sempre con lo sviluppo di epidemie di animali, lo scoppio della SARS nel 2003 e oggi  il Coronavirus. Nel 2003, prima della SARS, si è verificata una massiccia esplosione di influenza aviaria. Prima del Coronavirus, esattamente nella primavera del 2019, la Cina era stata spazzata da un'epidemia di influenza suina che ha causato l'abbattimento di metà della popolazione di maiali, che corrisponde a circa un quarto della popolazione mondiale. L'influenza suina è ancora in corso e non è chiaro quando e se sarà superata. Il 1 ° febbraio, nella provincia meridionale cinese di Hunan, vicino a Hubei, culla del Coronavirus, si è anche verificato un nuovo imponente focolaio di influenza aviaria.

Qui ci sono due questioni da considerare: una è la soluzione dell'attuale epidemia di Coronavirus e certamente il mondo intero deve cercare di collaborare per fermare il virus, la seconda è un problema sistemico più ampio; come modernizzare l'agroindustria cinese per "prevenire una diffusione massiccia di malattie degli animali alle persone in futuro".

La produzione agricola e le vendite di carne devono essere ammodernate ed eseguite secondo le moderne condizioni sanitarie. Ma questo ha anche grandi implicazioni politiche.

Chiaramente, la SARS e il CORONAVIRUS dimostrano che questi problemi non sono solo cinesi ma, poiché hanno un enorme impatto sull'insicurezza sanitaria in tutto il mondo, sono anche problemi globali.

 

 

FONTE: AsiaTimes

Korean Food, una cucina ricca di sapere e sapori

Integrare i sapori koreani alle ricette della tradizione italiana per creare una nuova "cucina fusion” 


Presso la scuola di cucina Altopalato,Milano, giornalisti, appassionati di cucina, influencer ed esperti del settore della ristorazione, si sono radunati per assaggiare le più tradizionali ricette della cucina italiana, integrate con ingredienti e sapori tipicamente orientali. Un workshop realizzato in collaborazione con la Korea Agro-Trade Center, agenzia governativa sudcoreana creata dal Ministero dell’Agricoltura, per la promozione dei prodotti agro-alimentari e ittici sudcoreani. Presente alla manifestazione culinaria anche Tony Sarcina, storico dell’alimentazione, che in un'intervista dichiara: "Il risultato mette in evidenza sapori, sufficientemente "temperati" che si fondono molto bene con i nostri ingredienti. Se dovessimo definire la cucina Koreana, potremmo dire che è "carica di simpatia", di sapori nuovi ma accattivanti, facilmente utilizzabili per le nostre abitudini alimentari. I sapori non troppo forti della cucina coreana consentono di offrire gusti nuovi e apprezzabili da tutti, nelle diverse fasce di degustazione e ciò non è assolutamente trascurabile. I sapori dei condimenti koreani hanno origini antichissime, le salse vengono fatte fermentare con un processo naturale, che garantisce il mantenimento delle proprietà nutrizionali fondamentali per la salute umana.  Ingredienti tipici della millenaria tradizione gastronomica coreana iniziata oltre 2000 anni fa, conosciuta da tutti per l’eccellente equilibrio nutritivo che si fonde alla perfezione con l’armonia di sapori e colori, ottimamente miscelati tra di loro. Durante il workshop, si sono realizzate ricette con tecniche italiane integrate con ingredienti tipici della cucina koreana, dando origine a nuovi piatti ottimi per un’eccellente cucina “Fusion”. Sapori certamente nuovi ma con gusto equilibrato, adatti sia alla ristorazione casalinga, sia a quella collettiva. Di notevole importanza i condimenti, dal peperoncino piccante, all'olio di sesamo, ingredienti che vengono facilmente introdotti anche nella cucina italiana, considerati un vero toccasana per la salute, perché ricchi di vitamine. Particolare rilevanza trovano anche alcune erbe aromatiche che i koreani utilizzano spesso nei loro piatti, tra le più comuni troviamo le foglie di perilla, una pianta appartenete alla stessa famiglia del sesamo e della menta, dal particolare profumo e con importanti proprietà organolettiche. Oltre a condimenti ed erbe aromatiche, il Kimchi è l’alimento fermentato koreano più conosciuto al mondo, sempre presente sulle tavole orientali. E' un contorno a base di cavolo, condito con aglio, cipollotti e peperoncino macinato, una volta sapientemente miscelato, viene lasciato riposare e fermentare in particolari contenitori, in modo da non alterarne le proprietà benefiche. Il kimchi è conosciuto come integratore naturale, usato per rafforzare il sistema immunitario, un vero anti-age!

Allora perché non provare a sperimentare nella nostra cucina di casa? vi proponiamo alcune delle ricette presentate durante i lavori.

Konny Bilotta

Tofu con Kimchi bianco

 Ingredienti :

Tofu 300 g,

Kimchi bianco 120 g,

Estratto di Yuja 1T,Paprica gialla, verde e rossa (ogni tipo circa 40 g),

Sughetto di Kimchi bianco q.b.                         

Olio di sesamo e acqua q.b.

 Preparazione:

  1. Sbollentare il tofu
  2. Tagliare il tofu a fette
  3. Saltare in padella il kimchi bianco tagliato
  4. Preparare la salsa con Yuja, pezzetti di paprica tagliati, un po’ di salsa di soia(Yeondu), un po’ di sughetto di Kimchi bianco
  5. Mettere in un piatto a strati Tofu, kimchi bianco e infine la salsa Yuja.

 

 

Pasta con salsa di soia e olio di sesamo

 Ingredienti (per 4 persone)

300 g di pasta corta

4 cucchiai di olio di sesamo

2 cucchiai di salsa di soia

50 g di olive verdi dolci

8 g di capperi dissalati

1 mazzetto di prezzemolo

 Preparazione :

  1. Mettere in una ciotola l’olio di sesamo, la salsa di soia e mescolare con cura.
  2. Lavare i capperi e tritarli grossolanamente
  3. Snocciolare le olive e dividerle a filetti.
  4. Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarla al dente
  5. Al momento di condire la pasta, mescolare i capperi e le olive al composto di salse.
  6. Condirla con il composto preparato e aggiungere il prezzemolo tritato.

 

 

Mulnaengmyeon (spaghetti freddi in brodo)

Ingredienti per il brodo di carne:

Ossa di bovino 2 kg,

Manzo 300 g,

Zucchero 2 cucchiaio,

Aglio 60 g, zenzero 20 g,

Rapa 200 g, cipollotti 150 g,

Pepe nero 3 g, acqua 5L

Preparazione

  1. Lasciare le ossa di bovino per circa 12 ore immerse in acqua, cambiando ogni tanto acqua.
  2. Bollire ossa e carne di manzo e poi sciacquare con acqua fredda
  3. Bollire la carne e le ossa con gli altri ingredienti sopra indicati (fuoco forte 20 min., leggero circa 3 ore)
  4. Setacciare il brodo pronto e far raffreddare
  5. Tagliare la carne a fette

Ingredienti per Mulnaengmyeon

Brodo di carne come sopra preparato 400 ml,

Sughetto di kimchi bianco 100 ml,

Un pò d’acqua, aceto di riso integrale, sale, salsa di soia

(Mescolare gli ingredienti di sopra e conservare in frigorifero)

Spaghetti grano saraceno 150 g, senape q.b,

Preparazione Mulnaengmyeon

  1. Bollire gli spaghetti per circa 1 minuto e 30 secondi
  2. Risciacquare in acqua fredda e poi strizzare per far uscire acqua
  3. Mettere nella ciotola gli spaghetti e aggiungere il brodo freddo
  4. Guarnire con pere, uova bollite, carne tagliata, Kimchi bianco, cetrioli.

 

 

Brasato di carne grigliato

 Ingredienti:

Suino 1 kg,

Pasta di soia 1 cucchiaio,

Salsa di soia 100 ml,

Zucchero di canna 150 g,

Cipolla 200 g, Porro 100 g,

Aglio 40 g, Zenzero 10 g,

3 foglie di alloro,

Acqua 8L,

Soju 100 ml (liquore coreano)

Ingredienti per salsa:

Ssamjang 1 cucchiaio,

Acqua 200 ml,

Salsa di soia q.b.

Macinato di grano integrale e fagioli neri 3 cucchiaio

Preparazione

  1. Bollire tutti gli ingredienti tranne la carne di maiale e il Soju;
  2. Bollire la carne e il Soju a fuoco forte per circa 10 minuti, dopo per 50 minuti a fuoco basso
  3. Scottare la carne in padella per farla diventare croccante
  4. Applicare la salsa sulla carne, grigliarla ancora una volta a flambè
  5. Tagliarla e metterla su un piatto.

 

 

Manzo aglio ortaggi con salsa di prugne e olio di sesamo

 Ingredienti (per 4-6 persone)

500 g di filetto di manzo
300 g di ortaggi di stagione (sedano bianco, zucchine, carote, fagiolini, ecc.)
4 cucchiai di olio di sesamo

Per la marinata:
il succo di un limone
2 cucchiai di olio di sesamo
3 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaio di salsa di prugne
sale e pepe

 preparazione

Tagliare il filetto in diverse parti, nel senso della lunghezza, ottenendo tanti piccoli filetti del diametro di circa 3 cm ciascuno.
In un tegame, far scaldare 2 cucchiai di olio di sesamo e farvi rosolare da ogni parte, molto rapidamente, i filetti.
Preparare la marinata: in una ciotola, mettere un pizzico di sale e pepe, versarvi l’olio di sesamo, il succo di limone, la salsa ssamjang e la salsa di prugne.

Battere con una forchetta facendo emulsionare gli ingredienti e mettervi i filetti di carne a marinare per un’ora circa.
Nel frattempo, dopo aver lavato e tagliato a julienne tutti gli ortaggi, farli rosolare rapidamente in un tegame con l’olio di sesamo rimasto;

aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e continuare la cottura per 7-8 minuti circa.
Scolare la carne dalla marinata e tagliarla a fettine sottili.
Filtrare il liquido della marinata e condire gli ortaggi.
Disporre infine ortaggi e carne, nei singoli piatti.

 

Buona degustazione a Tutti

 

Gli scienziati di tutto il mondo propongono sei misure per affrontare la crisi climatica

Più di 11.000 professionisti provenienti da 153 paesi firmano un manifesto per richiedere un'azione immediata, la dichiarazione è accompagnata da oltre 40 anni di dati a conferma dell'emergenza ambientale


Nel 1979, la comunità scientifica si incontrò in quella che fu la prima conferenza globale sul clima per mettere in guardia l'umanità dai cambiamenti climatici. Quaranta anni dopo, più di 11.000 scienziati di tutto il mondo hanno firmato un manifesto in cui si dichiara l'emergenza clima e si rilanciano sei misure urgenti per affrontarla. La dichiarazione, pubblicata martedì sulla rivista "Bioscience", è accompagnata da un'analisi scientifica che raccoglie dati da oltre 40 anni in cui è possibile confermare il deterioramento dei "segni vitali" del pianeta.

"Abbiamo trascorso gli ultimi 40 anni in negoziati globali su questo problema e, nonostante ciò, abbiamo continuato ad agire come al solito; non è stato fatto nulla per far fronte a questa crisi", ha dichiarato William Ripple, ecologo presso la Oregon State University, uno dei driver del manifesto. "La temperatura globale sta aumentando, gli oceani si stanno riscaldando e il livello del mare aumenta, gli eventi meteorologici estremi stanno aumentando...  I cambiamenti climatici sono arrivati e stanno accelerando più rapidamente di quanto molti scienziati si aspettassero".

"Gli scienziati hanno l'obbligo morale di avvertire l'umanità di qualsiasi grave minaccia. E, come indicano i dati, è chiaro che stiamo affrontando un'emergenza climatica", ha sostenuto Thomas Newsome, ricercatore dell'Università di Sydney, uno dei firmatari del documento. Detto questo, la dichiarazione appena pubblicata sostiene che "mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici significa trasformare i modi in cui governiamo, amministriamo, mangiamo e otteniamo risorse ed energia".

Il manifesto, oltre a verificare la gravità di questo problema, solleva sei misure urgenti per affrontare questa crisi ambientale.

1. Transizione energetica 

Il primo pacchetto di misure proposto dalla comunità scientifica si concentra sulla  transizione energetica . Gli esperti propongono, tra l'altro, di sostituire i combustibili fossili con energia rinnovabile pulita; fermare l'estrazione di risorse dalle riserve di carbone, petrolio e gas naturale, eliminare i sussidi alle società di combustibili fossili e  imporre tariffe sufficientemente elevate da  limitare l'uso di questo tipo di fonti energetiche non rinnovabili.

2. Frenare sui gas inquinanti

Gli scienziati sollecitano inoltre a ridurre immediatamente le  emissioni di gas inquinanti  come carbonio, metano e idrofluorocarburi, composti responsabili  dell'effetto serra . Questa misura, attuata con urgenza, potrebbe ridurre della metà le stime sul riscaldamento globale nei prossimi decenni.

3. Protezione della natura

Gli esperti affermano inoltre un maggiore impegno per le risorse naturali. Tra le misure proposte mette in evidenza il ripristino e la  protezione di ecosistemi  come foreste, praterie e zone umide. La conservazione di questi spazi naturali, oltre al loro valore intrinseco per il mantenimento della biodiversità, contribuirebbe al  mantenimento del  biossido di carbonio atmosferico, un gas chiave nell'effetto serra.

4. Cambiamenti nell'alimentazione

La comunità scientifica, ancora una volta, è posizionata sulla  necessità di cambiare le abitudini alimentari per far fronte alla crisi climatica. Alcuni mesi fa, il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) ha già proposto di  ridurre il consumo di carne per mitigare l'impronta ecologica. Ora, gli esperti sostengono una  dieta basata principalmente su verdure  e con un consumo inferiore di prodotti di origine animale. Questo cambiamento potrebbe ridurre significativamente le emissioni di metano e altri gas a effetto serra e, a sua volta, libererebbe terreni agricoli per la coltivazione di alimenti umani piuttosto che alimenti per il bestiame. Inoltre, gli scienziati chiedono di  fermare lo spreco alimentare, poiché, secondo le ultime stime, fino a  un terzo di tutto il cibo prodotto finisce nella spazzatura .

5. Riforma del sistema economico

Il manifesto suggerisce anche  cambiamenti nella sfera economica . Tra le misure proposte, è importante riformare l'economia basata sui carburanti di carbonio; ridurre l'estrazione di materiali e lo sfruttamento degli ecosistemi per mantenere la sostenibilità a lungo termine della biosfera; oltre a allontanare gli obiettivi di crescita del prodotto interno lordo e la ricerca di ricchezza e spostarsi verso un modello di  declino . 

6. Stabilizzare la popolazione

L'ultimo pacchetto di misure proposto dalla comunità scientifica tenta di affrontare il  problema della sovrappopolazione . Gli esperti esortano a  stabilizzare la popolazione mondiale , che secondo le statistiche aumenta di oltre 200.000 persone al giorno, utilizzando approcci che garantiscono  giustizia sociale ed economica .

Gli automobilisti italiani in coda per l'acquisto del dispositivo anti-abbandono per i seggiolini dei bambini

Questo dispositivo è reso obbligatorio in tutto il territorio nazionale, pena una multa che va da 81 a 326 euro e cinque punti sulla patente di guida.


La nuova legislazione impone ora ai genitori, ai nonni e a tutti coloro che trasporteranno dei bambini sui relativi seggiolini bambini di età inferiore ai quattro anni, di installare un apposito meccanismo di allarme per evitare di dimenticare i bambini quando l'autista scende dal veicolo. Questo dispositivo anti-abbandono per i bambini è reso obbligatorio da giovedì 7 novembre, il Ministero dei trasporti ha annunciato di aver dato comunicazione a tutti gli organi preposti, di attivare un controllo molto severo senza deroghe. Pesanti sanzioni e il decurtamento di 5 punti dalla patente.

Il dispositivo "deve essere attivato automaticamente e deve essere dotato di un allarme per avvisare il conducente della presenza del bambino attraverso segnali acustici o visivi, percepibili sia all'interno sia all'esterno del veicolo". Possono anche essere dotati di sistemi per l'invio automatico di messaggi di tipo SMS, messaggi WhatsApp o chiamate telefoniche.

Il ministero, che ha pianificato un aiuto di € 30 per l'acquisto di ciascun dispositivo, ha ricordato che gli automobilisti che trasportano bambini e non sono dotati ​​del meccanismo, commettono una grave violazione del codice della strada. Una violazione che potrà essere punita con una multa che varia da 81 a 326 euro e il ritiro di cinque punti sulla patente di guida. Diverse apparecchiature di questo tipo collegate alla chiave di accensione del veicolo, esistono in commercio da ormai cinque o sei anni e la sensibilizzazione sul problema dell'abbandono involontario dei bambini che dormono sui seggiolini in auto è attiva sugli organi di comunicazione da ormai molto tempo.  

Ecco alcuni esemplari con il relativo funzionamento e i relativi costi medi di mercato, ovviamente questi sono solo alcuni esempi.

Alcuni vanno collegati alla presa accendisigari e cominciano a suonare appena la macchina viene spenta se il sensore rileva ancora il peso del bambino (come il sensore che suona quando le persone sono sedute ma non hanno allacciato le cinture). Tra questi c’è per esempio BabyBell di Steelmate che costa 68 euro. Altri invece si attivano inviando notifiche allo smartphone quando il genitore si è già allontanato (col rischio però di malfunzionamenti): per esempio funziona così Tippy che su Amazon costa 74 euro. Sempre da collegare allo smartphone c’è anche Chicco Bebecare che si aggancia alle cinture del seggiolino e invia dei segnali quando lo smartphone del genitore si allontana senza che la cintura sia stata aperta, costa 40 euro sul sito di Chicco.

La vita aliena su Marte? La foto della NASA rivela un misterioso oggetto nero (VIDEO)

La specie umana ha da sempre messo in dubbio l'esistenza di vite aliene nell'universo. Queste nuove scoperte in arrivo da Marte sembrano invece confermare che nello spazio infinito non siamo soli.


In questi ultimi anni, gli appassionati di scienza e fantascienza hanno setacciato immagini dalla Curiosity Rover della NASA, in cerca di segni tangibili dell'esistenza di altre forme di vita su Marte, presenti o passate.

In questo articolo abbiamo voluto riunire alcune immagini del pianeta rosso che lanciano la fantasia nelle più impensabili rotte del cosmo, per capire se questi segni rappresentano davvero la scoperta di una vita aliena.

Scott C Waring, direttore di UFO Sightings Daily, che trascorre ore riversandosi attraverso le immagini trasmesse dall'ultimo Rover che sta setacciando il pianeta rosso e caricate online dalla NASA, alla ricerca di prove di vita, oggi ritiene di aver trovato qualcosa che l'agenzia spaziale americana ha trascurato.

Questa foto della NASA rivela davvero un misterioso oggetto nero?

Secondo Waring, in questa foto si vede chiaramente il volto di un essere che da dietro una roccia cerca di sbirciare il Rover e in proposito scrive:ritto: "I volti sono ovunque su Marte, la faccia in alto sembra una creatura viva che guarda fuori dalla sicurezza della sua grotta". "Spero che tutto questo faccia pensare la popolazione umana in modo diverso,rispetto alla vita nell'universo che ci circonda".

Sui social si sono moltiplicati i commenti alla foto e molti dei suoi follower online hanno concordato con l'interpretazione, ma, se si crede a Mr Waring, allora tutti stiamo guardando un mini-marziano, di soli 10 cm di altezza. Marte a questo punto potrebbe essere colonizzato da tanti Pisolo, Gongolo, Brontolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo e Dotto. La domanda viene spontanea... e Biancaneve?

La vita aliena su Marte?  La foto della NASA rivela misterioso oggetto nero2

La vita aliena su Marte?  La foto della NASA rivela misterioso oggetto nero3

 

 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS