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updated 1:24 PM UTC, May 27, 2020

Coronavirus, ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia, le misure del nuovo Decreto

  • Scritto da Zonca2020
  • Pubblicato in Salute
In evidenza Coronavirus, ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia, le misure del nuovo Decreto

Il governo Conte mette a punto una misura che riguarda circa 16 milioni di persone. 


Il coronavirus sta per paralizzare il motore economico italiano. L'intera Lombardia, la locomotiva del paese, diventerà una pseudo zona rossa a causa della continua diffusione del coronavirus. Il governo italiano ieri sera a varato un decreto per vietare l'ingresso e l'uscita dell'intera regione e da altre quattordici province italiane: 

Modena , Parma , Piacenza , ReggioEmilia , Rimini , Pesaro Urbino , Padova , Treviso , Asti , Alessandria , Verbano, Cusio/Ossola , Novara Vercelli e Venezia . 

Una misura draconiana che si estende, per il momento, fino al 3 aprile. In totale, l'Italia limita una zona con più di 16 milioni di persone e adotta una misura dolorosa che si voleva evitare dall'inizio: isolare Milano , che ha il peso dell'economia e delle esportazioni.

Una bozza fatta trapelare nella serata di Sabato, ha subito scatenato il panici, le stazioni dei treni di Milano Centrale e Garibaldi, sono state prese d'assalto da tutte quelle persone che hanno deciso di non rimanere isolate ma di ricongiungersi con i propri cari, in specie nel sud del paese. La misura inizialmente, ha creato una grande confusione. Il virologo Roberto Burioni ha avvertito ieri sera attraverso il suo account Twitter degli effetti controproducenti che si stavano mettendo in atto: "Assoluta follia, la bozza di un decreto molto duro che genera panico e fa scappare le persone, portando con sé il contagio". I social riportano le immagini delle stazioni dei treni, dove centinaia di persone si radunavano per raggiungere il sud del paese prima della chiusura dei confini regionali.

 

Il Primo Ministro italiano, Giuseppe Conte, ha confermato in una dichiarazione verso 2 del mattino, che il decreto è stato firmato e ha confermato la volontà di chiudere la Lombardia e il resto delle province. Conte ha assicurato che questa misura è stata affrontata "senza sottovalutarla". "Abbiamo due ragioni - ha spiegato - contenere la diffusione del contagio e allo stesso tempo agiamo per evitare di sovraccaricare le strutture sanitarie". Ha anche aggiunto. "Il ritorno per il ricongiungimento familiare a casa sarà acconsentito, saranno le forze dell'ordine a conformarsi alle regole. I divieti entreranno in vigore questa domenica".

L'Italia diventa così il primo paese europeo a seguire la ricetta cinese e a chiudere interi territori per cercare di contenere il virus. La Lombardia è la regione più colpita dall'epidemia, in Italia si segnalano più di 5.800 contagi. Almeno 3.420 di tutti gli italiani infetti si trovano in Lombardia, dove ad oggi a c'erano 10 dei primi 11 paesi completamente isolati, dall'inizio dell'epidemia, si registrano anche 154 deceduti su un totale di 233 in tutta la nazione.

Anche Venezia, Padova, Parma e Modena rientrano nella misura dell'isolamento del decreto.

Le nove misure dicono che, "in tutto il territorio della Lombardia è fatto divieto di spostamenti in entrata e in uscita, tranne che per oggettivi motivi di lavoro non prorogabili o per situazioni di emergenza". Il governo raccomanda alle persone con difficoltà respiratorie e febbre superiori a 37,5 ° C di rimanere a casa e limitare il più possibile i contatti sociali, contattando subito il proprio medico di base.

Tutto ciò non è stato un'idea del primo ministro, ma è stata una richiesta della stessa regione, sopraffatta dalla crescita dei casi. Le autorità lombarde hanno chiesto al governo di adottare misure forti per fermare la diffusione. L'agenzia sanitaria che coordina le unità di terapia intensiva,aveva avvertito che "in assenza di misure urgenti e appropriate da parte delle autorità", avrebbero dovuto "affrontare un evento che possiamo solo descrivere come una disastrosa calamità per la salute".

Il testo finale, oltre a reiterare la chiusura di scuole e università, vieta in Lombardia e nelle altre 11 province eventi culturali, ricreativi, sportivi, religiosi, nonché l'apertura di discoteche, pub, bingo, teatri, musei, palestre, piscine o locali simili. L'apertura di chiese e luoghi di culto è condizionata per garantire la distanza minima di un metro. Sospende anche cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Ristoranti e bar rimarrebbero aperti, purché si rispetti la distanza minima data dalle norme. In caso contrario, potrebbero perdere la licenza. Inoltre, chiusura dei centri commerciali e delle relative rivendite alimentari, il sabato e la domenica.

 

DCPM 2020308 VERSIONE PDF 

Ultima modifica ilDomenica, 08 Marzo 2020 10:46

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