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updated 9:39 AM UTC, May 20, 2020

Covid, il vaccino ancora non c'è ma la francese Sanofi dà già la precedenza agli Usa. Poi la parziale rettifica dopo le proteste europee

Il palazzo della casa farmaceutica Sanofi a Parigi Il palazzo della casa farmaceutica Sanofi a Parigi

Il ceo del gigante farmaceutico, Paul Hudson, ha dichiarato che, se troverà un vaccino contro il coronavirus, il gruppo servirà "per primi" gli Stati Uniti perché "hanno investito di più". Insorgono il governo francese e l'Europa: "Va sottratto alle logiche di mercato. L'accesso sia per tutti"


Coronavirus, il vaccino non sarà per tutti. La Sanofi ha già ...

Il colosso farmaceutico francese Sanofi è finito nella bufera dopo che l'amministratore delegato, Paul Hudson, aveva fatto sapere che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto per primi il vaccino anti-Covid su cui l'azienda sta lavorando. Oggi poi la marcia indietro: il presidente di Sanofi France, Olivier Bogillot, ha assicurato alla televisione Bfmtv che, "se gli europei lavorano rapidamente come gli americani" nel sostenere la ricerca, potrebbero ottenere il vaccino allo stesso tempo.

Hudson aveva detto ieri all'agenzia di stampa Bloomberg che il governo degli Stati Uniti aveva "diritto al maggior pre-ordine perché ha investito nell'assunzione del rischio" legato alla ricerca. Il vantaggio statunitense, secondo le dichiarazioni, sarebbe potuto essere di giorni o settimane. Una dichiarazione stigmatizzata come "inaccettabile" dalla sottosegretaria all'Economia francese, Agnès Pannier-Runacher. Mentre il primo ministro francese Edouard Philippe ha fatto sapere che il presidente di Sanofi, Serge Weinberg, gli ha dato "tutte le assicurazioni necessarie" sulla disponibilità in Francia di qualsiasi vaccino contro il nuovo coronavirus sviluppato dall'azienda. "Come ha affermato" il presidente "Emmanuel Macron, un vaccino contro Covid-19 deve essere un bene pubblico globale", ha twittato Philippe. "La parità di accesso al vaccino per tutti non è negoziabile".

Sanofi sta lavorando a due potenziali vaccini contro il coronavirus, uno dei quali in collaborazione con la Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) americana. In una dichiarazione inviata via e-mail nella serata di ieri, Sanofi ha affermato che la sua produzione negli Stati Uniti sarebbe destinata principalmente al mercato Usa, mentre gli altri siti avrebbero coperto Europa e resto del mondo.

La prossima settimana Macron incontrerà i vertici della società per ottenere spiegazioni più esaustive. Il Presidente, spiegano fonti dell'Eliseo, è rimasto molto "colpito" dalla vicenda, profondamente convinto che un vaccino sia "un bene comune, estraneo alle leggi di mercato".

"Per noi sarebbe inaccettabile che un paese o un altro abbiano accesso prioritario per ragioni finanziarie", ha dichiarato la vice ministra delle Finanze francese, Agnès Pannier-Runacher, precisando di aver ricevuto assicurazioni della società e ricordando che le sue fabbriche sono in Francia. Sanofi aveva chiesto anche all'Unione europea l'apertura di una linea di credito per lo sviluppo del vaccino, come ha fatto con CureVac, la società tedesca a cui è stato garantito un fondo di 80 milioni di euro. Senza ottenere risposta.

LA REAZIONE UE

"La solidarietà e lo stretto coordinamento sono i modi più efficaci e sicuri per rispondere alla Covid-19. Insieme ai nostri partner globali abbiamo raccolto impegni per 7,4 mld di euro: il vaccino contro la Covid-19 deve essere un bene pubblico globale e l'accesso deve essere equo e universale". Così il portavoce per la Salute della Commissione Europea Stefan De Keersmaecker commenta le dichiarazioni del Ceo di Sanofi Paul Hudson, che in un'intervista a Bloomberg ha affermato che gli Usa saranno i primi a ricevere un vaccino contro la Covid-19, se la compagnia farmaceutica francese, che ha un amministratore delegato britannico, riuscirà a svilupparlo.

Per Hudson, il governo americano è stato il primo finanziatore della ricerca di Sanofi ed è quindi corretto che gli Usa ricevano per primi il vaccino, se la ricerca della società francese darà buoni frutti. "Abbiamo dato 80 mln di finanziamenti alla tedesca Curevac, che ha una tecnologia promettente per il vaccino. Una volta sviluppato, il vaccino deve passare attraverso un processo di approvazione e l'Ema assicurerà un processo il più veloce possibile. Per noi è molto importante che, visto che il virus è globale, ci lavoriamo a livello globale", spiega De Keersmaecker.

Riguardo all'accesso ai finanziamenti Ue da parte della multinazionale francese, il portavoce capo Eric Mamer ha notato che "ci sono dei programmi di ricerca ai quali Sanofi può attingere", aggiungendo però di non avere i dati sottomano. "Questa questione - ha detto ancora de Keersmaecker - sta molto a cuore alla commissaria Stella Kyriakides, che ne ha parlato con i ministri della Salute. E' un elemento davvero al cuore del dibattito nel quadro della risposta europea alla pandemia".

Le dichiarazioni di Hudson hanno scatenato un pandemonio in Francia, dove sono morte più di 27mila persone a causa della pandemia di Covid-19. La viceministra dell'Economia Agnes Pannier-Runacher ha detto che una mossa simile da parte di Sanofi sarebbe "inaccettabile", non senza sottolineare che la compagnia farmaceutica ha stabilimenti produttivi in Francia. Olivier Faure, segretario del Partito Socialista, ha scritto su un social network che la ricerca di Sanofi "è largamente finanziata dal credito d'imposta per la ricerca. Non possiamo dipendere dalla Cina per le mascherine e vedere la nostra stessa produzione partire per gli Usa. Il governo non può permetterlo".

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