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updated 2:49 PM UTC, Jul 14, 2020

Inquinamento dell'aria, nuove ricerche stabiliscono che il traffico veicolare incide in minima parte

  • Scritto da Zonca2020
  • Pubblicato in Salute
In evidenza Inquinamento dell'aria, nuove ricerche stabiliscono che il traffico veicolare incide in minima parte

Durante il periodo di look-down a causa della pandemia da Covid-19, una sperimentazione svolta in Regione Lombardia dimostra che a fronte di una riduzione del traffico pari a circa il 70%, nell'intera Area si è registrata una minore riduzione degli inquinanti, dal 14% delle polveri sottili (Pm10), al 40% degli ossidi di azoto (Nox).


La ricerca a messo in luce dei dati sconcertanti, il traffico veicolare incide in minima percentuale sull'inquinamento atmosferico. A sostenerlo l’assessore all'Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, durante il consueto approfondimento in live social, di Lombardia Notizie Online. “Abbiamo fatto il punto sulla qualità dell’aria nel periodo del lock-down, attraverso una ricerca che ha costituito anche uno straordinario esperimento, irripetibile, che ci ha permesso di verificare l’effetto di una consistente riduzione del traffico, sulla qualità dell’aria nella Regione Lombardia", ha spiegato Raffaele Cattaneo. "In passato, abbiamo concentrato le nostre politiche di contrasto alle emissioni di sostanze inquinanti, soprattutto attivando limitazioni del traffico veicolare, mentre il lock-down ha reso evidente a tutti, che il traffico incide sulla qualità dell'aria, in percentuale davvero limitata”.

A fronte di una riduzione del traffico pari a circa il 70% nell'intera regione Lombardia, si è registrata una riduzione delle emissioni degli inquinanti dal 14% (Pm10) al 40% (Nox). I grafici mostrano che questi valori sono aumentati, andando oltre la soglia limite prevista dagli accordi europei, durante una perturbazione che ha portato pioggia mista a sabbia del deserto. Ad Ottobre potrà essere valutata la possibilità di non bloccare gli autoveicoli Diesel Euro 4.  "Le politiche che adotteremo dovranno necessariamente agire non solo sulla mobilità, ma anche su molteplici altri fattori di inquinamento, quali il riscaldamento a biomasse e le emissioni provenienti dall'agricoltura”. Teoria confermata anche dal professor Signorelli, docente di Igiene e sanità pubblica all'Università San Raffaele di Milano e all'Università di Parma, in collegamento video. L'Assessore Raffaele Cattaneo ha poi chiuso il suo intervento riportando un dato molto importante, "in Lombardia oggi produciamo 1883 grammi pro capite all'anno di pm10 contro i 4107 di media europea e la media italiana è invece sopra i 3 mila, il motivo per cui siamo purtroppo ancora oltre i limiti imposti dall'Unione Europea nonostante questi dati, sono le condizioni orografiche del nostro territorio”. (VIDEO)

 

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Ultima modifica ilGiovedì, 25 Giugno 2020 10:19

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