updated 2:00 PM UTC, Oct 22, 2020

Johnson si allontana dai negoziati con l'UE e chiede al Regno Unito di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale

Boris Johnson ha chiesto alla popolazione britannica di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale, se l'Unione Europea non attuerà "un cambiamento fondamentale nel suo approccio" sui negoziati


Negoziati che sono in stallo da mesi e hanno persino superato la scadenza del 15 ottobre che lo stesso Johnson diede per suggellare un patto. "Sono stati fatti molti progressi su questioni come la sicurezza sociale, l'aviazione, la cooperazione sul nucleare, ma è chiaro che dopo 45 anni di adesione del Regno Unito, il blocco comunitario non è disposto, a meno che non ci sia qualche cambiamento fondamentale, ad accettare le richieste della Gran Bretagna. 

sole dieci settimane dalla fine del periodo di transizione per la Brexit, Johnson ha affermato che il paese deve essere preparato per il risultato più probabile: "Ho concluso che dovremmo prepararci per il 1 ° gennaio con accordi che sembrano più a quelli dell'Australia, basati su semplici principi del libero scambio mondiale", ha detto, aggiungendo che "con completa fiducia ci prepareremo ad abbracciare l'alternativa e prosperare come nazione indipendente e di libero scambio, controllando i nostri confini, la le nostre leggi. Le relazioni commerciali tra l'UE e l'Australia si basano fondamentalmente sui termini di base stabiliti dall'Organizzazione mondiale del commercio e null'altro.

Un portavoce del "premier" è andato oltre, osservando che, "i colloqui commerciali sono finiti, l'UE li ha chiusi dicendo che non vogliono cambiare la loro posizione negoziale. O l'UE cambia radicalmente la sua posizione sugli accordi commerciali, oppure usciremo con gli stessi accordi che l'europa ha con l'Australia", ha riferito in una conferenza stampa.

Nonostante l'intenzione dell'UE di continuare i negoziati, come ha chiarito il negoziatore Michel Barnier, Londra non vuole sedersi ad un tavolo per firmare gli acoordi e il tempo stringe. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha twittato in risposta alle osservazioni di Johnson secondo cui il blocco comunitario, “continua a lavorare per un accordo, ma non a qualsiasi prezzo, come previsto, la nostra squadra si recherà a Londra la prossima settimana per intensificare questi negoziati". Ma il portavoce di Johnson ha subito chiarito che,  "il ritorno di Barnier a Londra avrebbe senso solo se solo se pronto a discutere tutte le questioni sulla base del testo legale e in modo accelerato, senza che il Regno Unito debba fare tutte le mosse e accettare le disposizioni senza batter ciglio o se è disposto a discutere aspetti pratici di aree come viaggi e trasporti".

"La nostra posizione è chiara, solo se l'UE cambierà radicalmente la sua posizione, varrà la pena parlarne", ha concluso il portavoce di Downing Street, in un messaggio che ha attirato l'attenzione perché era ancora più duro di quello di Johnson.

  • Pubblicato in Esteri

Il Salone Auto e moto d'epoca di Padova si terrà regolarmente: dal 22 al 25 ottobre appuntamento con la bellezza e la storia dei motori (VIDEO)

"Auto e Moto d'Epoca Padova è il più grande mercato di auto e ricambi d’epoca d’Europa, e rappresenta da anni l’appuntamento internazionale più importante per gli appassionati di motori e della più vasta cultura legata all'automotive", si legge sul sito della manifestazione, che, come annunciano gli organizzatori, è confermato, in linea con le ultime disposizioni e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari


A seguito del nuovo DCPM del 13 ottobre 2020 con le ultime disposizioni anti coronavirus, Intermeeting Spa, organizzatore del Salone Auto e Moto d’Epoca all’interno del quartiere fieristico Fiera di Padova, sottolinea nuovamente la conferma della manifestazione nelle date 22/25 ottobre 2020.

Evento che si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti in tema di sicurezza e nell’adozione dei protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020 n. 630.

Per tutte le informazioni vi invitiamo a visitare il sito: www.autoemotodepoca.com

Per la sicurezza e sulle norme anti coronavirus della Fiera di Padova: www.fieradipadova.it/fiera-sicura/

L’organizzazione invita il pubblico di visitatori ad acquistare i biglietti online.

Acquistando il proprio ticket on line – sul sito della fiera – non solo si evitano le file ai desk della biglietteria, ma si ha la possibilità di accedere in fiera attraverso ingressi dedicati, evitando assembramenti e lunghe attese.

Non resta che aspettare il weekend del 22 25 ottobre per andare a visitare Auto e moto d’epoca nella Fiera di Padova.

Mercato auto, segnali di ripresa in Europa: immatricolazioni su del 3,1%, in Italia salto triplo (+9.5%). Certo, rispetto a un anno fa...

Le immatricolazioni di auto nuove in Europa sono cresciute del 3,1% nel mese di settembre 2020. Nel saldo da inizio anno, però, la flessione è del 28,8%, quasi tre milioni di auto in meno


UNRAE, mercato auto settembre 2020: crescita del 9,5% - MotorBox 

Il mercato auto Europa chiude il mese di settembre 2020 con il primo segno positivo dell'anno. Secondo quanto riporta ACEA, le immatricolazioni sono aumentate del 3,1% a quota 933.987. Dato che scende ad un +1,1% includendo anche il Regno Unito e EFTA. Si tratta certamente di una buona notizia visto il delicato momento in cui si trova questo settore pesantemente colpito dalle conseguenze del lockdown sanitario.

Tuttavia, non tutti i mercati europei hanno mostrato segnali di ripresa a settembre. Tra i principali, ci sono stati segni negativi in Spagna (-13,5%) e Francia (-3,0%), mentre Italia (+ 9,5%) e Germania (+ 8,4%) hanno registrato forti progressi. Guardando ai dati dall'inizio dell'anno, la domanda di automobili è diminuita del 28,8% in Europa, un dato che sale al 29,3% includendo Regno Unito e EFTA. L'impatto della pandemia sta pesando moltissimo sui numeri del settore automotive.
 
Da gennaio a settembre sono state immatricolate sette milioni di unità, quasi 2,9 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Andando a vedere più da vicino i numeri del mercato europeo dell'auto di settembre 2020, FCA mostra un progresso del 14,4% (11,8% considerando Regno Unito e EFTA). Bene, in particolare, Fiat, Jeep e Lancia. Segni positivi anche per il Gruppo Volkswagen, il Gruppo Renault e il Gruppo Toyota.
 
Segno negativo, invece, per il Gruppo PSA, il Gruppo BMW e il Gruppo Jaguar Land Rover. Sarà molto interessante scoprire i numeri del mese di ottobre. La fine degli incentivi in alcuni Paesi e la nuova crescita dei contagi del pericoloso virus potrebbero tornare a penalizzare il settore dell'auto che stava tentando lentamente di riprendersi.

Il riscaldamento e il condominio, un tema... scottante. L'intervento dell'avvocato (VIDEO)

E' un problema che spesso, specie nei caseggiati più datati, divide i proprietari d'immobile che possono avere esigenze diverse per quanto riguarda le temperature interne degli appartamenti. Le recenti evoluzioni tecniche garantiscono una gestione pressoché indipendente dei radiatori di calore, ma molte persone manifestano l'intenzione di staccarsi completamente dagli impianti comuni. Ecco tutto quello che c'è da sapere nella spiegazione dell'avvocato Carlo Bortolotti, esperto della materia condominiale - (VIDEO)


L'avvocato Carlo Bortolotti nel suo studio

Distacco dal riscaldamento condominiale

Ogni condomino può staccarsi dall'impianto di riscaldamento comune e senza necessità di autorizzazione dell'assemblea; all'assembla, tramite l'amministratore, andrà solamente sottoposta una perizia che, redatta da tecnico abilitato, dia prova che l'operazione non comporterà alcun danno o squilibrio all'impianto condominiale né alcun aggravio di costi per gli altri. Il condomino che si è staccato dovrà continuare a pagare per la manutenzione straordinaria della caldaia comune.

 

STUDIO LEGALE BORTOLOTTI

C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345 
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

"Uomo razzo", nuovo avvistamento nei cieli di Los Angeles. A settembre fu segnalato da altri sbalorditi piloti d'aerei (VIDEO)

Lo sconosciuto "uomo razzo", che qualche tempo fa ha rischiato di scontrarsi con un aereo nei pressi dell'aeroporto internazionale di Los Angeles, è stato nuovamente avvistato nei cieli della metropoli californiana. L'uomo, armato del suo "jetpack" è stato visto dai piloti di un volo della China Airlines mercoledì alle 13.45 ad un'altitudine di circa 1.800 metri e a circa 11 chilometri a nord ovest dello scalo. A confermarlo alla Cnn è stata la Federal Aviation Administrationm (Faa) che sta indagando sull'avvistamento ed ha allertato la polizia locale.

I primi ad avvistare un "tizio con un jetpack" furono il 1 settembre i piloti di un volo dell'American Airlines che videro sbucare l''uomo razzo' ad un'altitudine di 900 metri sopra l'aeroporto di Los Angeles. I piloti riferirono che l'uomo si trovava circa 30 metri dal loro aereo. Poco dopo, l'uomo venne avvistato di nuovo da un altro aereo. Della vicenda si sta interessando anche l'Fbi, che ha raccolto la denuncia della Faa. Interpellate dalla Cnn, le autorità dell'aeroporto californiano non hanno fornito ulteriori dettagli - (VIDEO)


L'avvistamento del 1 settembre
 
"Torre di controllo, qui è American 1997, abbiamo appena superato un ragazzo in jet pack". Così il pilota di un volo American Airlines si è rivolto alla torre di controllo dell'aeroporto di Los Angeles per segnalare la presenza nei cieli di un uomo con lo zaino a razzo. Può sembrare incredibile, ma l'episodio è accaduto davvero ed è ora oggetto di indagini da parte dell'Fbi. E' stata l'emittente tv Fox 11 di Los Angeles a rendere pubblica la conversazione avvenuta intorno alle 18.30 di domenica scorsa. "American 1997, ok, grazie, era alla tua sinistra o alla tua destra?", chiede il controllore. "Sul lato sinistro a circa 300 metri o giù di lì rispetto alla nostra altitudine", risponde il pilota. Successivamente, anche un altro pilota ha segnalato di avere avvistato l'uomo in jet pack. E a questo punto, dalla torre di controllo è partito l'avvertimento a un terzo aereo di usare cautela. Un portavoce dell'Fbi ha fatto sapere a Fox 11: "L'Fbi è a conoscenza dei rapporti dei piloti di domenica e sta lavorando per determinare cosa sia successo".
 
(Fonte: Adnkronos)
 
 
  • Pubblicato in Esteri

Calcio e Covid, Spadafora: "Ronaldo ha violato il protocollo? Penso proprio di sì". Su Juve-Napoli e campionato dice...

Il ministro dello Sport sul campione bianconero risultato positivo al coronavirus mentre era con la sua nazionale: "Andando e tornando dal Portogallo, se non c'erano autorizzazioni specifiche..."


Cristiano Ronaldo, la quarantena da coronavirus sarà in Italia: le news |  Sky Sport

Andando e tornando dal Portogallo, Ronaldo ha violato il protocollo anti Covid. È quanto ha detto il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, rispondendo alle domande di Gianni Minoli nel corso di un'intervista per il programma "Il Mix delle cinque" in onda su Radio Uno, di cui è stata anticipata una sintesi. Alla richiesta di Minoli se il campione juventino abbia violato il protocollo andando e tornando dal Portogallo, il ministro ha risposto: "Sì, penso proprio di sì, se non ci sono state autorizzazioni specifiche dell'autorità sanitaria". 

Per quanto riguarda la sentenza di sconfitta a tavolino per il Napoli, dopo la cosiddetta 'partita fantasma' contro la Juve, Spadafora ha dichiarato: "È una sentenza di cui prendo atto. Vediamo adesso cosa accadrà con il ricorso del Napoli".

Continueremo a vedere le partite? "Sì, penso proprio di sì - ha detto ancora il ministro - e lo spero e me lo auguro per tutti loro". Sugli stadi ancora vuoti: "Per adesso sicuramente sì. Le Regioni avevano proposto un 25% rispetto ad un pubblico possibile, ma per adesso non possiamo autorizzarlo. Almeno fino al prossimo mese, dobbiamo vedere come andrà la curva dei contagi da qui fino a metà novembre". 

Reddito di cittadinanza a oltre 3 milioni di persone, il 20,3% è in Campania. A Napoli il doppio dei beneficiari che in Lombardia e Veneto messi insieme

I dati dell'Osservatorio Inps sul Reddito di cittadinanza per settembre. Analizzando la distribuzione provinciale emerge che le province con il tasso di inclusione più elevato sono Palermo, Napoli e Crotone con più di 150 persone coinvolte ogni mille abitanti; quelle con il minor tasso di inclusione sono Bolzano e Belluno con meno di 10 persone coinvolte ogni mille abitanti


L'Inps ha accolto da aprile 1,5 milioni di domande di Reddito di Cittadinanza per altrettante famiglie e di queste 166mila sono decadute dal diritto. I nuclei restanti (1,3 milioni) sono costituiti per 1,2 milioni da percettori di Reddito di Cittadinanza, con circa 3 milioni di persone coinvolte, e per 137mila da percettori di Pensione (156mila in tutto). Lo si legge nell'Osservatorio Inps sui dati di settembre, secondo cui un beneficiario su 5 è in Campania.

L'Inps segnala inoltre che a settembre il beneficio è scaduto per 376mila nuclei familiari, che lo hanno ricevuto continuativamente per 18 mesi. L'importo medio mensile erogato è pari oggi a 526 euro: vengono percepiti 563 euro per il reddito e 246 per la pensione di cittadinanza. 

A Napoli il reddito a 166mila famiglie, più di Lombardia e Veneto - Nella provincia di Napoli oltre 166mila famiglie percepiscono il reddito, per quasi mezzo milione di persone coinvolte: il numero supera quello di Lombardia e Veneto messe insieme. Nella prima regione il reddito va a 112.939 nuclei per quasi 241mila persone, nel Veneto a 36.820 famiglie per un totale di 76mila persone coinvolte. In tutta la Campania percepiscono il sostegno 269mila famiglie (oltre 741mila persone) su un numero complessivo di beneficiari che a settembre è pari a 1,32 milioni. In Campania risiedono quindi il 20,3% dei nuclei interessati alla misura.

Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

  • Pubblicato in Salute
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS