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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Terremoto, incubo senza fine: quattro forti scosse nel Centro Italia. Trema anche Roma, epicentro vicino ad Amatrice

Al momento pare che il sisma non abbia provocato vittime ma solo crolli nelle zone rosse dei paesi già colpiti dai terremoti di agosto e ottobre 2016. Ad Amatrice è venuto giù il campanile di Sant'Agostino. Chiuse le scuole e l'autostrada A24


Tre forti scosse di terremoto sono stata avvertita in tutta l'Italia Centrale tra le 10.25 e le 11.26. La terra ha tremato per diversi secondi anche a Roma. La magnitudo è tra 5.1 e 5.5 . Il sisma è avvenuto tra L'Aquila e Rieti, nella zona di Montereale (AQ), l'epicentro è a una profondità di 9 chilometri. Gli altri comuni vicini (entro 10 chilometri) sono Capitignano, Campotosto, Amatrice e Cagnano Amiterno. Una quarta è arrivata nel primo pomeriggio.

La scosse sono state sentite nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche ed anche a Roma, dove alcune scuole sono state evacuate per precauzione. Scuole evacuate anche nelle Marche e a Foligno. Rispetto ai capoluoghi e alla capitale, la scossa  è avvenuta 28 chilometri a sud-ovest di Ascoli Piceno, 36 chilometri a nord dell'Aquila e 111 chilometri a nord-est della Capitale.

Le numerose, forti scosse sismiche che stamani sono tornate a scuotere l'Italia centrale si sommano a una situazione già drammatica, in queste regioni, causata dalla nave e dal maltempo. Al momento non risultano vittime. Il premier Paolo Gentiloni ha chiesto al ministro Pinotti di rafforzare l'impegno dell'esercito nei luoghi interessati dal sisma. Molti i crolli. Scuole evacuate nella capitale e in molti centri dell'area interessata dalle scosse, domani istituti chiusi nelle Marche e a Perugia.

 "L'emergenza non è il terremoto né i danni in zona rossa, bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve" è l'allarme lanciato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

 

Situazione di emergenza in tutta la provincia di Teramo, dove ci sono centri isolati per neve, paese senza energia da 48 ore e le autorità chiedono l'intervento dell'esercito e del Genio militare. In particolare, a Teramo, il sindacato dei poliziotti Sappe denuncia una situazione di "paralisi totale" nel carcere di Castrogno dovuta al maltempo e al sisma, con detenuti e personale al gelo e mancanza di elettricità che impedisce di preparare il vitto, ed esprime timori che possano scoppiare disordini. Crolli sin sono verificati a Campotosto, Laringo e Poggio Cancelli, comuni dell'aquilano che si trovano nella zona dell'epicentro delle scosse di stamani. La gente sta scavando nella neve per scappare a causa della paura delle scosse. Tante le richieste di soccorso e le testimonianze.

"Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Le automobili non possono muoversi per via della neve. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale" è la drammatica testimonianza di Serena Testa, che vive a Marruci, frazione di Pizzoli in provincia dell'Aquila, vicinissima alla zona dell'epicentro delle scosse di questa mattina. Dodici viaggiatori del treno regionale 7100, bloccato lungo la linea ferroviaria Civitanova-Albacina non lontano dalla stazione di San Severino Marche per accertamenti tecnici sulla tratta dopo le scosse di terremoto, sono stati soccorsi da un pullman sostitutivo e hanno potuto riprendere il viaggio verso Macerata.

 

Criticità si stanno verificando in alcune frazioni di Amatrice. A Collecreta sono sette i nuclei familiari bloccati, stessa situazione nella zona di Bagnolo e San Martino, dove la neve ha raggiunto il metro e mezzo di altezza. A Cossara 15 persone sono rimaste isolate. Diversi i crolli fino ad ora registrati, rende noto la Croce Rossa. Nell'ascolano, nella zona di Arquata del Tronto, i vigili del fuoco hanno rintracciato una dozzina di allevatori che erano dati per dispersi ma altri tre allevatori risultano ancora irrintracciabili; nella zona è caduta moltissima neve e si teme che possano esserci stati dei crolli a seguito delle scosse di stamani. "Ogni scossa aggrava le condizioni dei nostri concittadini ma aumenta anche la determinazione a star loro vicini e ad aiutarli". Lo ha garantito il presidente Sergio Mattarella parlando con i giornalisti ad Atene. Il capo dello Stato ha aggiunto che nonostante il terremoto non si fermi la ricostruzione "si farà ugualmente".

(Fonte Ansa)

Meningite, tanti allarmismi: ecco cosa sono le Malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti)

Tanti gli allarmismi per i casi di contagio sul territorio nazionale, ma su queste malattie poche sono le informazioni, come si contraggono? quanti sono i ceppi virali o batterici si possono contrarre? Abbiamo deciso di proporvi un articolo del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute. 


Le malattie batteriche invasive (Mib), cioè meningiti, sepsi, polmoniti batteriemiche ed altri quadri clinici con isolamento di batteri da siti normalmente sterili, rappresentano una importante causa di morbosità, e sono caratterizzate da una elevata frequenza di gravi complicanze. Dal punto di vista clinico, queste malattie presentano una sintomatologia scarsamente specifica per singolo agente eziologico. L'accertamento della loro eziologia è quindi di estrema importanza, non solo ai fini terapeutici e per la eventuale profilassi dei contatti, ma anche per quanto riguarda la loro prevenzione primaria poiché alcune di esse sono prevenibili con vaccinazione.

 

L’attuale sorveglianza nazionale, in vigore dal 2007, integra la sorveglianza delle meningiti batteriche esistente dal 1994 (Lettere Circolari del ministero della Salute del 29 dicembre 1993 e del 27 luglio 1994) e richiede la segnalazione di tutte le forme di malattia invasiva da patogeni per i quali esiste un vaccino disponibile. Le meningiti, infatti, rappresentano la “punta dell’iceberg” delle malattie batteriche invasive, ma costituiscono, una percentuale dei casi totali. Come è noto, ad oggi sono disponibili vaccini per la prevenzione delle infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), da Neisseria meningitidis (meningococco) di tipo A, B, C, Y, W135 e da alcuni sierotipi di Streptococcus pneumoniae (pneumococco), efficaci già nel primo anno di vita. La conoscenza dei casi causati da questi patogeni è fondamentale per stimare la quota di casi prevenibili, e l’impatto delle strategie intraprese.

 

Cosa sono le malattie batteriche invasive?

Sono quadri clinici in cui alcuni batteri hanno raggiunto siti normalmente sterili. In particolare le forme più frequenti sono le meningiti e le sepsi. Queste due forme spesso si sovrappongono per cui i batteri possono essere isolati contemporaneamente da entrambi i siti.

 

La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica (argomento di queste pagine) è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali.

 

La sepsi è una infiammazione sistemica causata dalla presenza dell’organismo nel sangue. La sua severità (a secondo del patogeno) può andare da una modesta febbricola che si risolve spontaneamente, sino a quadri con shock settici che possono evolvere in esito fatale.

 

In Italia dal 1994 è attivo un sistema di sorveglianza nazionale dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo (i batteri più frequentemente responsabili di sepsi). La sorveglianza è coordinata dall’Istituto superiore di sanità ed è estesa a tutto il territorio nazionale.

  • Per informazioni sulla diffusione della malattia, consulta le pagine dedicate ai dati epidemiologici in Italia, in Europa e nel mondo.

Malattie batteriche invasive: cause e agenti patogeni

I batteri che sono più frequente causa di malattie batteriche invasive sono tre:

  • Neisseria meningitidis (meningococco) alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia.Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, Y e W135 e molto più raramente in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Nella valutazione di contatto stretto (che deve essere fatta caso per caso) vengono tenuti in considerazione:

    a) i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza)
    b) chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato
    c) le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli)
    d) i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

    La sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione è generalmente 3-4 giorni (da 2 fino a 10 giorni) Inoltre, bisogna considerare che il meningococco può causare sepsi meningococcica (un quadro clinico, talvolta molto severo, per la presenza del meningococco nel sangue con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza da parte di uno o più organi fino anche ad un esito fatale) che può presentarsi da solo o coesistere con le manifestazioni cliniche della meningite.
  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.
  • Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In passato il tipo più comune era l’Haemophilus influenza b (verso il quale è diretto il vaccino), mentre oggi sono più frequenti quelli non prevenibili con vaccinazione. In caso di meningite da Hi, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Meningiti: sintomi e diagnosi

I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:

  • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
  • febbre alta
  • mal di testa
  • vomito o nausea
  • alterazione del livello di coscienza
  • convulsioni.

L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di sangue.

Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si può però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.

 

Sepsi: sintomi e diagnosi

Come precedentemente descritto, i sintomi variano da una febbre transitoria (spesso più frequentemente chiamate batteriemie nel caso di infezioni da pneumococco) a invece infezioni sistemiche con compromissione di molti organi fino allo shock settico.

 

Malattie batteriche invasive: fattori di rischio e possibili complicazioni

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della meningite batterica vanno elencati:

  • età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni e altre fasce di età che variano a seconda del germe. Infatti le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto i bambini e gli anziani. L’introduzione dei vaccini nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente (solo per il meningococco) stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età
  • stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno
  • vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco e di Haemophilus influenzae
  • fumo ed esposizione al fumo passivo
  • patologie: altre infezioni delle prime vie respiratorie o alcune immunodeficienze possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica. Immunodepressione, asplenia, insufficienza cardiaca, asma e l’Hiv sono invece un fattore di rischio per la malattia invasiva pneumococcica.

La malattia può avere complicazioni anche gravi, con possibili esiti permanenti.

 

Malattie batteriche invasive: trattamento

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

 

Malattie batteriche invasive: prevenzione e vaccinazione

In caso di meningite da meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata la loro profilassi antibiotica e sorveglianza.

 

Dagli anni Novanta è ormai comune la vaccinazione contro Haemophilus influenzae b, che in Italia rientra tra quelle previste per tutti i nuovi nati. Sono disponibili sul mercato anche i vaccini contro alcuni ceppi di pneumococco e alcuni sierogruppi di meningococco.

 

Per quanto riguarda lo pneumococco, in Italia, sono disponibili il vaccino coniugato vaccino 10 valente, il vaccino coniugato 13 valente e il vaccino 23 valente polisaccaridico

 

Sul fronte della lotta al meningococco, sono attualmente disponibili vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni, il vaccino coniugato contro il sierogruppo C (usato attualmente nei calendari vaccinali in Italia) e il vaccino coniugato contro i sierogruppi A, C, Y e W 135. È di recente introduzione (2014) sia nel mercato che nell'offerta vaccinale di alcune regioni un vaccino per prevenire le forme invasive da meningococco di sierogruppo B.

 

In caso di focolai epidemici da meningococco C, le attuali raccomandazioni internazionali indicano l’opportunità di introduzione della vaccinazione su larga scala nell’area geografica interessata quando l’incidenza è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti nell’arco di tre mesi.

 

FONTE (http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/meningite.asp)

Meningite, un uomo di 36 anni muore al pronto soccorso del Cardarelli di Napoli

Un uomo di 36 anni, arrivato già in coma al pronto soccorso, è morto a Napoli per meningite di tipo C. Per il direttore sanitario dell'ospedale non vi è alcuna emergenza Meningite, ma è un caso isolato.


Il fatto è avvenuto la notte scorsa al ronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli. Il direttore sanitario della struttura Ciro Verdoliva, in una conferenza stampa comnunica che l'uomo di 36 anni è giunto al pronto soccorso già "in stato di coma e in imminente pericolo di vità". 
Il 36enne avrebbe contratto una forma di meningite batterica (la più aggressiva).  Verdoliva sottolinea che sono state attivate, come da protocollo, tutte le profilassi necessarie dal personale sanitario dell'ospedale. "Non esiste nel Cardarelli alcuna emergenza a seguito di questo caso" ribadisce per non alimentare "una psicosi ingiustificata"

Renzi, toccata e fuga a Napoli: un giro nel quartiere di Scampia e poi a pranzo con Paolo Siani

Con un post sul social Facebook, Matteo Renzi racconta la sua giornata in giro per le vie di Napoli e nel quartiere di Scampia. Visitare il cuore di un territorio simbolo di disagio per non lasciarlo terra di disperazione.


Il post di Renzi inizia così: - "Giornata napoletana. Prima sono andato a pranzo da Paolo Siani, pediatra e primario di chiara fama. Ho ascoltato le sue considerazioni sui minori, sulla sanità, sulla povertà minorile, sulla necessità di scommettere sulla cultura e sull'educazione come presupposto della legalità. Ho ripensato al coraggio di questa famiglia, nel ricordo del fratello Giancarlo, grande giornalista e giovanissimo martire di camorra." - Poi parla anche della sua visita in quel territorio ormai simbolo di degrado e criminalità: - "sono andato a Scampia. Ho chiamato il mio amico scout padre Fabrizio Valletti e gli ho chiesto di farmi vedere - senza dirlo a nessuno - il cuore di questo territorio, simbolo di tante realtà disagiate. Il mio Governo ha stanziato molti fondi per le periferie e ha messo a disposizione del Comune di Napoli le cifre necessarie per abbattere le famigerate Vele, ma non bastano i soldi. Occorre un progetto complessivo, perché le persone per ripartire ci sono e ne ho incontrate diverse anche oggi a cominciare dal mio amico Gianni Maddaloni, 'O Maé, che con la sua palestra rappresenta una delle più belle esperienze di riscatto non solo sportivo" - Non manca anche un appunto diretto sicuramente ai dirigenti del suo partito e a alcuni politici troppo legati al palazzo: - "Giornate come questa ti aiutano a crescere, a imparare, ad approfondire. A vedere e toccare le cose su cui abbiamo lavorato ma su cui dobbiamo impegnarci ancora di più. Una giornata speciale, diversa dalle altre. Grazie a chi ha avuto la pazienza di accompagnarmi in questo piccolo viaggio, lontano dai flash e dalle polemiche, ma vicino alle difficoltà della quotidianità. Torno a casa più convinto che mai che se tutti facciamo un piccolo sforzo, le cose possono cambiare e l'Italia può veramente diventare un paese più giusto. Non lasceremo mai il futuro alla rassegnazione." 

Elezioni in Lombardia 2018: prove tecniche di alleanze, Maroni mi candido con una lista civica.

"Faremo un programma per prossimi cinque anni: chi sottoscrivera' quel programma e si impegnera' a sostenermi nella sua attuazione e' benvenuto".


"Sono disponibile a guidare la coalizione di centrodestra per le elezioni regionali del 2018". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nell'intervista andata in onda questa sera al Tgr della Lombardia. "Abbiamo fatto un buon lavoro - ha spiegato - confermato anche dal recente sondaggio del 'Sole 24 Ore', che mi vede insieme a Luca Zaia, sul podio della classifica dei governatori piu' apprezzati dai cittadini" Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nell'intervista andata in onda nell'edizione di questa sera, ha anche dedicato un capitolo al tema delle alleanze per le prossime elezioni regionali.ha risposto alle domande del Tgr, SICURA UNA LISTA CIVICA - Il governatore, ha dato per sicura la presenza 'civica' a sostegno della corsa al suo secondo mandato. "Una lista civica - ha detto - ci sara' sicuramente. Nel 2013 la creammo in poco tempo e prese il 10 per cento come consensi".Altro argomento trattato "La Riforma della sanita', che e' stat approvata ed e' molto importante, l'attuazione del 'Patto perla Lombardia': con 11 miliardi di opere da realizzare". inoltre a proseguito dicendo "Quest'anno faremo il referendum sull'autonomia della Regione e da li' comincera' un procedimento che ci deve portare a ottenere e a tenere piu' risorse". L'intervista del governatore lombardo al Tgr Rai arriva all'indomani dell'avvio della campagna del Pd per individuare un candidato del centrosinistra.  guarda anche "IL PD VUOLE PRENDERSI LA LOMBARDIA NEL 2018" .

Via la patente dopo i 60 anni? Ecco tutto quello che c'è da sapere veramente

Automobilisti non più giovanissimi in allarme. La notizia circolata in rete nei giorni scorsi annunciava l'approvazione di un disegno di legge che avrebbe previsto la revoca della licenza di guida a chi avesse compiuto il sessantesimo anno di età. Vi spieghiamo che cosa prevede la normativa vigente


 

"Dopo i 60 anni di età scatta il ritiro della patente". E' questa la falsa notizia rimbalzata nei giorni scorsi in rete, che ha creato allarmismo tra gli utenti, in particolare tra gli automobilisti ultrasessantenni. Alla base della bufala, spiega 'Studio Cataldi', riguardante l'approvazione di un disegno di legge che prevede il ritiro della patente di guida a chi ha più di 60 anni, ci sarebbero presunte indagini statistiche secondo cui, dopo questa fascia d'età, non si avrebbe più sufficiente lucidità e prontezza di riflessi, tanto da essere in aumento il numero di sinistri compiuti da ultrasessantenni.

 

In realtà, la legge consente di prolungare la validità della patente di guida anche agli anziani, solo con verifiche più rigorose circa l'accertamento dei requisiti fisici e psichici. Il Codice della Strada, art. 126 'Durata e conferma della validità della patente di guida' afferma che le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide per dieci anni, ma qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età, sono valide per cinque anni, mentre per chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.

Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide per cinque anni fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età e, oltre tale limite di età, per due anni, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici in commissione medica locale. Ancora, le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno di età.

Anche al compimento dell'ottantesimo anno di età, i titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 della norma summenzionata, possono rinnovare la validità della patente posseduta ogni due anni, sempre previa verifica della sussistenza dei requisiti fisici e psichici. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato dall'ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale.

Tale accertamento può essere effettuato anche da un medico responsabile dei servizi di base del distretto sanitario, ovvero da un medico appartenente al ruolo dei medici del ministero della Salute, o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o da un medico militare in servizio permanente effettivo, o in quiescenza, o da un medico del ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da un ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

(Fonte Adnkronos)

Debiti Aler, una voragine da mezzo miliardo. Parte un esposto alla Corte dei Conti

Si è tenuta oggi una conferenza stampa nella sede dei gruppi del Comune di Milano del consigliere comunale Aldo Ugliano e la consigliera del Municipio 5 Michela Fiore (Sinistra X Milano), che hanno presentato il documento, preparato insieme a comitati di quartiere e associazioni. Citati anche i dati da una relazione della Commissione d’Inchiesta sui fatti economici e gestionali dell'ente che gestisce le case popolari, chiesta nel 2014 dalla stessa Regione Lombardia. Le interviste de ilComizio.it - (VIDEO)


Si è svolto oggi nella Sala riunioni dei Gruppi consiliari del Comune di Milano, in via Tommaso Marino, un incontro dal titolo "Aler: un crack in cerca di autori". Nel corso della conferenza stampa, cui hanno partecipato il consigliere comunale Aldo Ugliano (Pd) e la consigliera di zona 5 Michela Fiore (Sinistra X Milano), è stato presentato il testo dell'esposto alla Corte dei Conti in merito alla grave situazione finanziaria dell'Aler, sottoscritto dai Comitati Inquilini e di Autogestione. Ne è emerso che sulle casse dell'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale pesa un'esposizione di circa mezzo miliardo di euro. "Di tutto il debito, 300 milioni sono ascrivibili a una lunga serie di problemi, ma vi invitiamo a guardare agli altri 200", ha dichiarato Ugliano esponendo il documento. La situazione di deficit, infatti, a quanto afferma della Commissione d'inchiesta istituita ad hoc , non dipende soltanto dai fattori esterni, ma è causata in buona parte da inefficienze gestionali da parte di Aler Milano. Secondo il documento, ci sono sì 67 milioni di euro di debito legati a varie forme di morosità contrattuale da parte di famiglie con basso reddito, ma anche 48 milioni di euro ascrivibili a 2800 assegnatari che non hanno dichiarato un reddito — non si sa bene perché costoro non paghino affitti. “È stato fatto il possibile per verificare il perché queste persone non hanno corrisposto quanto dovuto? È stato fatto il possibile per recuperare questi soldi?", si è chiesto il consigliere comunale del Pd.

Forlì, arriva Saviano e scoppia la polemica: "Preside obbliga gli studenti a comprare il suo libro". Salvini e Gasparri attaccano; lo scrittore smentisce: "Una bufala di giornali beceri"

Rissa mediatica per la presentazione de "La paranza dei bambini". Il caso è scoppiato su Facebook dove è stata postata la circolare diramata dal dirigente del Liceo Classico "Morgagni" della cittadina romagnola, che fornisce la sua versione all'Ansa: "Evento organizzato con un libraio. Ai ragazzi 2 euro di sconto". L'episodio finisce per contrapporre nuovamente il romanziere campano ad una parte del mondo politico. L'autore di Gomorra se la prende con il Giornale: "Un tempo stampa berlusconiana, ora solo..."


Roberto Saviano il 15 marzo presenterà a Forlì l'ultimo libro "La paranza dei bambini". Il dirigente del Liceo Classico "G.B.Morgagni", Marco Molinelli, diffonde una circolare: per partecipare all'incontro, gli studenti delle quarte e quinte classi dovranno acquistare il libro a 16 euro. Subito scoppia la polemica. Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI) su Twitter parla di "vergogna" e annuncia un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Il leader della Lega Matteo Salvini twitta: "Arriva #Saviano e vuoi incontrarlo con la scuola? Studenti di Forlì obbligati dal preside a comprare il suo libro". Sul sito del liceo si legge che è 'un'importante occasione per incontrare uno degli scrittori più famosi"; l'adesione "deve riguardare l' intera classe con l'acquisto da parte degli studenti del romanzo". Entro il 18 gennaio le adesioni che riguardano anche il liceo scientifico, dopo di che "l'ufficio stampa di Saviano contatterà l'amministrazione comunale per reperire spazi idonei".

Saviano, obbligo acquisto mio libro da studenti è bufala  - "Mi hanno chiesto disponibilità a incontrare gli studenti delle scuole superiori e io, come faccio da anni, ho accettato. Ora in rete circola la bufala sull'acquisto obbligatorio di copie del mio libro. Non esiste. Nessun obbligo. Da dieci anni vado nelle scuole e i miei scritti mi fa piacere che vengano letti anche fotocopiati o in copie che passano di mano in mano". Lo scrive Roberto Saviano su Facebook. "Ad attaccare il mio lavoro sono giornali un tempo definibili berlusconiani ora solo beceri - prosegue Saviano, richiamando un articolo de IlGiornale.it - hanno raccolto firme contro di me, al tempo di Vieni via con me, per aver raccontato le mafie al Nord quindi sono rotto alle critiche strumentali, ma lordare l'interesse dei ragazzi per la lettura è una bassezza cui mai avrei pensato di assistere. Pazienza, ecco come vorrebbero vedere gli italiani: incazzati, livorosi e ignoranti come loro".

Preside, evento organizzato con un libraio - "La circolare è sintetica, e non dice molte cose: le dico a voce. Ad esempio che da anni, con un libraio, come scuola di cui di recente sono diventato preside organizziamo incontri con gli autori. Anche con Saviano la modalità è la stessa. Ogni singola classe sceglie se aderire. Chi aderisce deve leggere il libro, che va acquistato anche perché con l'acquisto si riescono a coprire le spese di organizzazione e di eventuale ospitalità dello scrittore". Così il preside del liceo classico Morgagni di Forli, Marco Molinelli, raggiunto dall'ANSA al telefono risponde alla polemica che è esplosa anche via twitter per la sua circolare agli studenti. "E' un'iniziativa che va avanti da tempo, da Bologna ad Urbino coinvolge una cinquantina di scuole. E' la rassegna Rapsodia, scrittori nelle scuole - ha spiegato - ed è sempre stata accolta bene da studenti e famiglie. Nessuna polemica, che io abbia saputo di persona, è stata fatta, né in precedenza né in occasione della circolare relativa a Roberto Saviano. L'acquisto serve agli studenti per leggere il libro, e dunque saper confrontarsi con lo scrittore, e per coprire le spese di ospitalità. Agli studenti va assicurato il massimo sconto possibile per legge, 2 euro nel caso di Saviano, sui 18 del volume. Ogni consiglio di classe decide se aderire o meno. Ma il libro va letto, per preparare gli eventi. E' promozione di cultura, no? Nel 2013 al Morgagni abbiamo ospitato Marcello Fois, nel 2014 Paola Mastrocola, nel 2015 Michela Murgia, nel 2016 Fulvio Ervas e Anilda Ibrahimi. Ora tocca a Saviano". Il preside dice che i contatti con l'ufficio stampa dell'autore di Gomorra sono stati tenuti da altri docenti e di non conoscere i dettagli, ma è chiaro che "una volta dato il numero di adesioni sarebbe stato concordato con loro e con il Comune un luogo adatto a ospitare l'appuntamento".

(Fonte: Ansa)

 

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