updated 10:46 AM UTC, Apr 7, 2020

Coronavirus, il calcio si divide sul destino del campionato. Gravina insiste: "Terminare la stagione". Da Cairo a Commisso: "Annata già finita". E la Lazio attacca: "La Juve vuole scudetto d'ufficio per pensare alla Champions"

Parla il presidente della Federcalcio: "Non possiamo permetterci un'estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale". I patron di Torino e Fiorentina guidano il fronte del "no". Dura polemica di Arturo Diaconale, direttore della comunicazione biancoceleste, che non risparmia il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: "Non conosce il ruolo del calcio nell'economia e nell'immaginario collettivo del Paese"


  Risultato immagini per calcio coronavirus

LA POSIZIONE DELLA FEDERCALCIO

Il presidente della Figc Gabriele Gravina insiste: "La priorità è terminare i campionati entro l'estate, senza compromettere la stagione 2020-21". "La priorità è terminare i campionati entro l'estate, senza compromettere la stagione 2020-21 - ribadisce Gravina ai microfoni di Radio Cusano Campus -. Non possiamo permetterci un'estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri". "Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni - ammette il presidente della federcalcio -: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato".

Intervenuto a 'La politica nel pallone' su Gr Parlamento il patron viola ha aggiunto: "Ripresa del campionato? Ancora questa crisi sanitaria non è finita, adesso pensiamo alla salute poi parleremo di calcio, vedremo se e quando le squadre potranno tornare ad allenarsi, al momento c'è una grande possibilità che questo campionato non possa terminare".

Quindi una riflessione sull'emergenza Covid-19 che ha coinvolto direttamente pure la Fiorentina con 12 contagiati fra giocatori, medici, dipendenti: "Il lato positivo di questo dramma se così si può dire nella mia squadra è che il gruppo si è ancor più compattato e da questa situazione uscirà umanamente piu' forte - ha evidenziato il magnate italo-americano -. Grazie a Dio nessuno dei nostri tesserati è più all'ospedale e sono tutti a casa, ma l'emergenza non è finita, non sappiamo ancora quando arriveremo a zero casi. Il mio augurio è che il virus non arrivi in meridione che non è attrezzato come il Nord. Quanto agli Stati Uniti, il rischio è che in un certo senso possa essere peggio dell'11 settembre".

TORINO, CAIRO: "PER ME IL CAMPIONATO E' FINITO"

Si allarga il fronte di quanti ritengano che il campionato sia ormai finito. Urbano Cairo, presidente del Torino, ne parla ospite di "Un giorno da pecora" su RadioUno. "L'ho gia' detto, secondo me il campionato e' finito" sostiene. "Se penso che a Wuhan hanno cominciato con le misure restrittive intorno al 23 gennaio e le scioglieranno l'8 aprile, due mesi e mezzi dopo, significa che da noi gli allenamenti potrebbero ripartire a fine maggio. A quel punto si potrebbe ricominciare a giocare a fine giugno, per finire ci vorrebbero due mesi e arriviamo ad agosto. La stagione successiva riparte a novembre?", sottolinea Cairo, per il quale, in caso di mancata ripresa, "lo scudetto non va assegnato perche' il campionato non e' finito". Anche al Torino si parla di riduzione degli ingaggi per far fronte alle conseguenze economiche dell'emergenza coronavirus. "Ho parlato ieri con alcuni giocatori che mi hanno chiamato - conferma il presidente granata - Ci ragioneremo insieme per trovare un punto d'incontro che tenga conto di tutto, ognuno deve fare dei sacrifici. Il Torino in questo momento non sta incassando nulla, ci deve essere un sacrificio, il contributo di tutti per uscire da questa situazione e ripartire bene ma sono molto fiducioso.

LA POLEMICA DELLA LAZIO
 
Il direttore della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, è tornato per l'ennesima volta sulla questione campionato, attaccando direttamente la Juventus: "Vogliono lo scudetto d'ufficio per dedicarsi solo alla Champions". Diaconale non ha risparmiato anche il Ministro dello Sport Spadafora: "Non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese".

Il portavoce della Lazio sta affidando al proprio profilo Facebook le riflessioni sul momento complicato del calcio in generale, non risparmiando attacchi vari sulla questione ripresa del campionato o meno. Nel mirino Juventus e Inter, le dirette concorrenti della Lazio per lo Scudetto, ma in questa occasione Diaconale se l'é presa con i bianconeri: "Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione".

Diaconale poi si è rivolto anche al Ministro Spadafora, definito "inconsapevole": "Le polemiche nei confronti di un inconsapevole ministro che non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese. Ma soprattutto le polemiche per interrompere quella vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana ed una squadra competitiva recuperandola da una condizione drammatica e fallimentare, ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e che per questo va relegato nell’inferno fasullo ed ipocrita dei presunti cattivi"

  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, Spadafora: "Difficile che la Serie A riparta il 3 maggio". Campionato saltato o gare in estate?: "Deciderà la Figc"

"Le previsioni che facevano pensare di poter riprendere a fine aprile o ai primi di maggio le competizioni sportive sono state un po' troppo ottimistiche. Rispetto all'ipotesi del 3 maggio oggi sono molto, molto dubbioso". Lo dice il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ospite di 'Chi lo ha visto' su Rai3. "Di sicuro posso dire che qualora ci dovessero essere le condizioni per riprendere in alcune circostanze le competizioni, certamente" queste si svolgeranno "a porte chiuse"


"Le ottimistiche previsioni che facevano pensare di poter riprendere le competizioni sportive a fine aprile o ai primi di maggio credo siano un po' troppo ottimistiche, come del resto ci ha detto l'evoluzione dell'emergenza. Io, rispetto all'ipotesi del 3 maggio, sono molto, molto dubbioso. Di sicuro posso dire che, qualora ci dovessero essere le condizioni per riprendere in alcune circostanze le competizioni, certamente avverrà a porte chiuse". Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, che è intervenuto a Chi l'ha visto, su Rai 3, tornando a parlare dell'ipotesi di una ripresa a inizio maggio, da lui stesso auspicata alcuni giorni fa, dell'attività agonistica.

"A oggi non è pensabile dire che a maggio si possa riprendere regolarmente con tutte le competizioni, soprattutto con gli spettatori - ha aggiunto Spadafora -. Sinceramente a oggi ho anche qualche dubbio rispetto alle decisioni di qualche Federazione di poter riprendere il 3 maggio: sono gli stessi scienziati a non avere certezze sull'evoluzione dell'epidemia, non è che stiamo sbandando o non è che non sappiamo cosa fare. Dobbiamo adattare le nostre decisioni alle situazioni che cambiano". Alla domanda se ritenga che a questo punto il campionato è saltato, il ministro ha risposto: "La scelta finale spetterà alla Figc, quando parlavo di previsioni ottimistiche era proprio alle previsioni del calcio di poter riprendere il 3 maggio che mi riferivo. Se poi - la conclusione - il calcio deciderà di posticipare tutto all'estate, questo ricade nell'autonomia dello sport: a oggi la situazione è complicata, il calcio ci ha messo un po' di tempo in più degli altri a capire l'emergenza, immagino che ora si muoverà con tutta la cautela possibile per evitare episodi", come quello di Atalanta-Valencia.

"Lo sport sarà uno dei motori che ci permetteranno di rilanciare il Paese dopo la crisi sanitaria". Il ministro Spadafora punta sulla grande passione sportiva degli italiani per ripartire al termine dell'emergenza. "Per il suo ruolo e per la sua capillarità nel tessuto sociale ed economico - precisa il titolare del dicastero per le politiche giovanili e lo sport in una nota, dopo aver partecipato alla Giunta del Coni -. Dobbiamo e vogliamo essere pronti a ripartire non appena sarà possibile".

Spadafora poi entra nel merito del confronto con i maggiori rappresentanti dello sport italiano. "È stata una importante occasione di dialogo, molto utile per raccogliere dalle rappresentanze del mondo dello sport tutti gli elementi necessari per ragionare al meglio sui prossimi provvedimenti - spiega -. Ho avuto conferma della grande collaborazione dimostrata da parte di tutti in questo momento difficile e ho chiesto al Coni di raccogliere le richieste, i suggerimenti e le proposte nei prossimi giorni. Presto mi confronterò con tutti i rappresentanti dello sport di base, come ho fatto sin dall'inizio del mio mandato e di questa emergenza".

(Fonte: gazzetta.it)

  • Pubblicato in Sport

Calcio, ora è ufficiale: Europei rinviati al 2021, ecco le nuove date per campionati e coppe. Il comunicato dell'Uefa

I campionati europei di calcio, in programma dal 12 giugno al 12 luglio 2020, sono stati rinviati di un anno per l'emergenza coronavirus. La priorità sarà quella di portare a termine i campionati nazionali e le competizioni europee: Champions League ed Europa League


Risultato immagini per calcio coronavirus

Prima i campionati e le Coppe, poi l'Europeo. La Uefa ha infatti deciso: il Campionato Europeo di calcio slitta al 2021 per l'emergenza coronavirus, in calendario dall'11 giugno (inauguarazione a Roma) all'11 luglio (finale a Londra) dell'anno prossimo. La decisione è ufficiale. La scelta di rimandare di un anno la competizione è arrivata al termine di una riunione con tutte le Federazioni, le varie Leghe, i club e le rappresentanze dei calciatori  La priorità è stata dunque concessa a campionati e Coppe, Champions ed Europa League, da portare a chiusura tra maggio e giugno, sempre che la situazione continentale torni presto alla normalità. Nel corso del vertice Uefa si è lavorato a tal proposito su varie ipotesi: la più ottimistica prevede che le competizioni possano ripartire il 14 aprile, mentre quella più pessimistica si sposta a inizio giugno (addirittura il 13 giugno, con fine della stagione a luglio inoltrato). L’obiettivo sarebbe quello di portare a termine sia i campionati che le Coppe mantenendo inalterati i format (virus permettendo). Per l’Europa League si è ipotizzata la ripartenza il 30 aprile e per la Champions il 5 maggio, con le due finali in calendario il 24 e il 27 giugno.

Il comunicato dell'Uefa

"Uefa oggi ha annunciato il rinvio di Euro 2020, che era previsto tra giugno e luglio di quest'anno. La salute di tutte le componenti coinvolte nel calcio è la priorità, così come evitare di caricare con una pressione non necessaria i sistemi sanitari delle singole nazioni. Lo spostamento aiuterà tutte le competizioni nazionali, sospese per l'emergenza Covid-19, a terminare.
Tutte le competizioni Uefa e tutte le partite (amichevoli incluse) delle nazionali e dei club maschili o femminili sono sospese fino a nuova comunicazione. Le partite dei playoff di Euro 2020 e le amichevoli internazionali, previste per la fine di marzo, sono ora previste all'inizio di giugno, se la situazione mondiale lo permetterà.
Una commissione di leghe e club è stata formata per esaminare le possibili soluzioni che permetteranno alle varie competizioni di concludersi regolarmente nella stagione in corso e le possibili conseguenze delle decisioni prese oggi. 
La decisione è stata presa dal Comitato Esecutivo dopo la videoconferenza che si è tenuta oggi con i rappresentanti delle 55 federazioni nazionali, dei club e delle varie leghe cui ha partecipato anche il Presidente Aleksander Čeferin".

 
  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, l'Inter ha già vinto lo scudetto della solidarietà. Dopo la donazione del presidente Zhang, raccolti altri 500mila euro per l'ospedale Sacco

Da Zhang all’Inter, al mondo. Il tutto per aiutare l’ospedale Sacco nella ricerca per il vaccino per il Covid-19. È l’ultima iniziativa del club nerazzurro: dai giocatori all’ultimo dei dipendenti, passando per lo staff tecnico, l’Inter ha raccolto 500 mila euro da donare alla struttura milanese, in prima fila nella lotta al coronavirus. Non solo: la donazione vuole essere un punto di partenza. Perché attraverso i suoi social il club ha lanciato anche una campagna di crowdfunding, ovvero una raccolta fondi aperta a chiunque voglia partecipare, da destinare al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche del Sacco di Milano. L’iniziativa è stata pensata in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus. E segue la donazione di 100 mila euro del presidente Zhang e, ancor prima, l’invio di mascherine e prodotti sanitari alla città di Wuhan e allo stesso Sacco.

 

(Fonte: gazzetta.it)

  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, gli ultrà del calcio danno il buon esempio. Raccolta fondi e rimborsi devoluti agli ospedali: quando i fatti dei "cattivi" superano le belle parole dei "buoni"

In un momento in cui tanti parlano, fanno la morale, lanciano appelli, magari in contraddizione con i comportamenti tenuti fino al giorno prima, c'è chi agisce concretamente senza perdersi in chiacchiere. E se a farlo sono gruppi che, a torto o ragione, non godono di buona fama mediatica, allora siamo di fronte a un fenomeno interessante. Parliamo dei gruppi organizzati delle tifoserie di Inter e Atalanta, che hanno dato vita a iniziative davvero lodevoli. La Curva Nord interista ha lanciato una raccolta fondi in favore dell'Ospedale Sacco di Milano, in prima linea nell'emergenza sanitaria del Covid-19, attraverso l'associazione no profit "We Are Milano", impegnata nella salvaguardia della tradizione popolare meneghina. La frangia più calda del tifo orobico, invece, ha annunciato che devolverà all'Ospedale di Bergamo l'importo dei rimborsi dei biglietti acquistati per la partita di Champions League a Valencia che si svolgerà a porte chiuse; nei prossimi giorni sarà effettuato un bonifico di 40.000 euro. Chapeau!


I comunicati delle due Curve lombarde:

 

INTER - La Curva Nord in aiuto del Sacco con WE ARE MILANO ets

La Nord ha deciso di sostenere una raccolta fondi in favore dell'ospedale Sacco di Milano attraverso l'associazione no profit.

Chi desidera contribuire può farlo con versamento con conto presso la banca BPER di C.so Lodi a Milano, specificando il nome dell'Associazione (WE ARE MILANO ets).

Tutte le info sull'associazione, che da anni è in prima linea per la salvaguardia della tradizione popolare milanese, si possono raccogliere attraverso il sito www.wearemilano.net

L'Associazione attraverso la nostra pagina (Facebook, L'urlo della Nord, ndr) fornirà aggiornamenti sui soldi raccolti.

 

ATALANTA - "Questa sera dovevamo vivere una delle serate più belle della nostra Storia, invece questa situazione di emergenza fa passare in secondo piano tutto. Perché in queste settimane, nella nostra città e provincia, ci sono degli Eroi che stanno affrontando questo momento, lavorando con mezzi insufficienti e turni massacranti per la salute di tutti. Ecco perché abbiamo deciso di devolvere all'Ospedale di Bergamo la somma dei nostri biglietti del settore ospiti di questa sera e nei prossimi giorni effettueremo il bonifico di 40.000€". 

Risultato immagini per curva nord atalanta

  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, sport italiano fermo fino al 3 aprile. E ora cosa succede al calcio? Campionato, coppe, Europeo: tutto quello che c'è da sapere in 5 punti

Non è il principale problema in questo momento drammatico per il paese, ma per tifosi e addetti ai lavori conoscere le conseguenze dell'emergenza sanitaria sul mondo del pallone è comunque importante


Europa League

Dallo scudetto alle retrocessioni, da un possibile rinvio di Euro 2020 agli allenamenti dei giocatori. La preziosa sintesi della Gazzetta: 

 

1. Che cosa succede adesso al campionato?

Saranno rinviati altri due turni (l’ultimo weekend di marzo era prevista la sosta per le amichevoli della Nazionale, anche quelle a fortissimo rischio). Oggi si proverà a disegnare un piano per la ripresa dopo il 3 aprile.

2. Promozioni, retrocessioni, scudetto. Cosa cambia?

È un tema su cui c’è una sorta di vuoto normativo. Nel consiglio federale di oggi si potrebbe affrontare il tema. La prospettiva di una classifica definitiva all’ultima giornata completa non convince tutti. C’è l’ipotesi di non assegnare il titolo.

3. Champions ed Europeo: qual è oggi la situazione?

Per l’Uefa, Champions ed Europa League vanno avanti, tra stadi aperti e chiusi. In caso si può ricorrere a gare in campo neutro. Decidono naturalmente i governi. Per l’Euro 2020 è ancora presto, ma si dice che l’Italia potrebbe chiedere un rinvio all’Uefa.

4. I giocatori possono comunque allenarsi?

Sì, potranno allenarsi in attesa. Perché il nuovo Dpcm di ieri sera non toglierà agli "atleti professionisti" la possibilità di andare avanti con l’attività ovviamente senza competizioni (tranne quelle europee a porte chiuse).

5. Che cosa accade ai diritti tv del calcio?

Al momento non ci sono risposte sulla situazione dei diritti tv dopo le stop alle prossime tre giornate. Ma lunedì 16 si terrà l’assemblea di Lega (in videoconferenza) sui diritti 2021-24: sarà l’occasione per parlarne.

 

  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, il Coni ferma tutto lo sport italiano fino al 3 aprile: "Ma serve un decreto del governo". Escluse le coppe europee

Stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma prima serve un apposito decreto della presidenza del consiglio: è la decisione del Coni e delle federazioni sull'emergenza coronavirus. Giovanni Malagò e i presidenti federali, riuniti dalle 15, hanno "sospeso tutte le attività sportive a ogni livello", ma hanno anche chiesto "al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità". Malagò è stato delegato a informare il premier Conte e il ministro dello sport, Spadafora, su quanto emerso nell'incontro. "La decisione non riguarda le competizioni internazionali", è la precisazione finale. Un chiaro riferimento soprattutto agli appuntamenti calcistici in programma nei prossimi giorni nella zona arancione e in particolare Inter-Getafe di giovedì


 Risultato immagini per malagò coni

IL COMUNICATO

Alla fine della riunione è stato diramato un comunicato che formalizza le decisioni e la linea da seguire

· tutte le decisioni prese dalle singole FSN e DSA fino a oggi sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore;

· sono sospese tutte le attività sportive a ogni livello fino al 3 aprile 2020;

· per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità;

· di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell'autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori;

· viene altresì richiesto al Governo di inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell'annunciato piano di sostegno economico che possa compensare i disagi e le emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni.

(Fonte: gazzetta.it)
  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, l'Atalanta arriva a Valencia e subisce l'assalto dei giornalisti spagnoli. Il Papu Gomez sbotta: "Pagliacci!". Infastidito anche Zapata: "Preoccupato? Ma che domanda è?" (VIDEO)

VIDEO - Alejandro "Papu" Gomez non le manda a dire ai giornalisti spagnoli che cercano di intervistarlo all'arrivo a Valencia, senza preoccuparsi delle raccomandazioni sul Coronavirus, senza rispettare le distanze di sicurezza e senza considerare l'annullamento dell'attività stampa dell'Atalanta. "Non potete fare un'intervista ora - dice il capitano dell'Atalanta, impegnata domani in Champions League, in un video pubblicato dai media spagnoli -. Ma cosa state facendo?". E all'insistenza di chi lo rincorre con la telecamera, dice amaro "pagliacci". Spazientito anche il compagno di squadra Duvan Zapata, che a un giornalista che gli chiedeva se fosse preoccupato per il coronavirus ha risposto: "Ma che domanda è?".

  • Pubblicato in Sport
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C