updated 12:20 PM UTC, Apr 8, 2020

Coronavirus, caos per il bonus di 600 euro: sito dell'Inps in tilt e i dati degli utenti diventano pubblici. Lite Conte-Salvini, insorge la Meloni

Sito Inps in tilt per le domande relative al bonus da 600 euro. L'enorme mole di richieste per accedere alle indennità, infatti, ha generato quasi un 'crash' informatico: secondo quanto denunciato da più utenti, infatti, entrando con i propri dati nella pagina dedicata del sito per presentare la domanda di bonus, si viene rinviati a una pagina in cui figurano nominativi privati, insieme a una serie di informazioni strettamente personali di cui è in possesso l'Inps ponendo quindi evidenti problemi di tutela della privacy. Sarebbero centinaia le schede di cittadini con dati sensibili che escono. Non solo: l'operazione a questo punto si blocca e la domanda di richiesta del bonus non riesce più a procedere. L'allarme sta circolando con un tam tam sui social, tra ironia e preoccupazione


Botta e risposta tra Conte e Salvini. Insorge anche Giorgia Meloni

Scintille tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini al vertice a palazzo Chigi sull'emergenza coronavirus. Oggetto del contendere, riferiscono fonti del centrodestra, un post 'in tempo reale' del leader della Lega sul sito Inps in tilt. Questo è soffiare sul malcontento, una cosa diversa dal confronto che stiamo facendo qui, sarebbe sbottato il capo del governo. Pronta la replica di Salvini: se il sito è in tilt, è in tilt...

"Avete ragione, l’ho appena fatto presente al governo ora in riunione a Palazzo Chigi, speriamo si muovano o finisce male", ha scritto Salvini in un tweet.

"Stiamo ricevendo da tutta Italia migliaia di segnalazioni sul pessimo funzionamento del sito dell'Inps. Il portale è in tilt: da stanotte i lavoratori autonomi e le partite Iva stanno riscontrando problemi enormi per presentare la domanda per il bonus di 600 euro. Preoccupante la situazione in termini di sicurezza dei dati e di privacy degli utenti", ha scritto Giorgia Meloni, su Facebook.

"Oltre al danno di ricevere poco più di un'elemosina, ora migliaia di lavoratori rimasti senza reddito sono costretti a subire un vero e proprio calvario digitale per avere dallo Stato i pochi euro che il governo ha stanziato. Purtroppo non è un pesce d'aprile, ma una drammatica verità", ha aggiunto la leader di Fdi.

 

(Fonte: adnkronos)

Coronavirus, Fontana: "Dati in leggera crescita, forse cambio di rotta giovedì. Non bisogna mollare sugli spostamenti né fare i furbi" (VIDEO)

"Il cambiamento di rotta ci sarà quando inizieranno a dimostrare la loro efficacia le misure che sono state applicate. Secondo me dovrebbero iniziare a sentirsi dei cambiamenti da giovedì, lasciamo passare una settimana e qualche giorno dall'ultima stretta", ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana in conferenza stampa sull'emergenza coronavirus. "Al di là del provvedimento c'è stata anche una percezione diversa da parte dei cittadini - ha aggiunto - Mi sembra che da mercoledì della scorsa settimana i comportamenti siano cambiati, anche se non ancora in modo sufficiente". Rispetto ai contagi, ha concluso Fontana, "la proiezione sostanzialmente si discosta poco rispetto a ieri. I dati sono in leggera crescita" - VIDEO


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"I dati sul contagio da Coronavirus sono "leggermente in crescita rispetto a ieri. Io non sono un esperto, vi do quella che è la mia sensazione, i primi risultati sul contenimento della diffusione del virus potrebbero arrivare da giovedì, una settimana e qualche giorno dopo l’avvio delle limitazioni". Lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana durante la conferenza stampa di martedì 17 marzo. "Per uno-tre giorni si rispettano i regolamenti - ha aggiunto il Presidente- , poi si pensa ma in fondo la passeggiatina e il resto, invece non si può mollare l’attenzione, non si può tornare alla vita normale. Dobbiamo essere sempre più rigorosi. I comportamenti della gente sono cambiati ma in maniera non ancora sufficiente. Dopo qualche giorno l’atteggiamento diventa più lasco e qualcuno pensa a fare una passeggiata, o la spesa anche se non ha bisogno". "Invece non si può mollare. E questo - ha concluso - vale per tutta la Lombardia e ancora un po' di più per Milano". "C’è stata una notevole accelerazione per la realizzazione dell’ospedale in Fiera Milano. Sono ottimista, aspettiamo le ultime risposte sui respiratori", ha aggiunto Fontana.

Coronavirus, il videomessaggio di Sala ai milanesi: "State a casa, cambiamo i nostri stili di vita. Ecco perché non sospendo l'Area C" (VIDEO)

"Aiutiamoci": è l'appello del sindaco di Milano Beppe Sala che nel suo ultimo videomessaggio postato sui social si rivolge ai milanesi chiedendo di "evitare la socialità e restare a casa" con un riferimento particolare ai giovani. "La tecnologia può dare una mano: chiedete alle vostre aziende di lavorare in smart working" aggiunge Sala. Il Comune di Milano garantisce comunque ai cittadini i servizi urgenti, ma bisogna prenotarli in anticipo. L'area C rimane chiusa per evitare gli spostamenti delle persone, aperta solo per medici, infermieri e personale che è in giro a occuparsi della nostra salute. "Cambiamo i nostri stili di vita, perché la salute è la cosa più importante" conclude il sindaco - (VIDEO)


"Oggi è il primo giorno di applicazione delle nuove regole, la città mi pare che si stia vuotando, ciò è bene, possiamo fare ancora di più perché la prima cose che ci è chiesta è evitare socialità e stare in casa", ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a proposito del dpcm che include la città nella zona arancione di contenimento della diffusione del coronavirus.

"La tecnologia - ha osservato il sindaco in un videomessaggio pubblicato su Facebook - può dare una mano e in questo momento, ad esempio, più di mille dipendenti del Comune di Milano sono a casa in smartworking. Non dico tutti, ma chiedete alle vostre aziende di lavorare con questa modalità e alle aziende dico comportatevi con flessibilità. Il Comune nel frattempo garantisce tutti i servizi urgenti e indifferibili, ma vanno prenotati, chiamate lo 020202 per prenotare e non andate agli sportelli
senza avere prenotato".

Quanto agli appelli per l'apertura di Area C, cioè la zona con accesso a pagamento, Sala ha ribadito che "non la apriamo perché non vogliamo che, magari col fatto che non ha molto da fare, la gente venga in centro e si riversi per la città, però per medici, infermieri, il personale che è in giro a occuparsi della nostra salute, l'Area C sarà aperta e non pagheranno i parcheggi a pagamento sulle strisce gialle e blu".

"Cambiamo i nostri stili di vita, si può, si deve, perché la salute è la cosa più importante. Pensiamo alla nostra salute e a quella dei nostri anziani. Un invito speciale da parte del sindaco ai ragazzi e alle ragazze: state in casa, date una mano alla famiglia, nel caso annoiatvi anche un po', la mia generazione è cresciuta e si è formata anche un po' annoiandosi. Un saluto a tutti voi da Palazzo Marino, milanesi, vogliamoci bene" ha concluso.

Coronavirus, il Coni ferma tutto lo sport italiano fino al 3 aprile: "Ma serve un decreto del governo". Escluse le coppe europee

Stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma prima serve un apposito decreto della presidenza del consiglio: è la decisione del Coni e delle federazioni sull'emergenza coronavirus. Giovanni Malagò e i presidenti federali, riuniti dalle 15, hanno "sospeso tutte le attività sportive a ogni livello", ma hanno anche chiesto "al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità". Malagò è stato delegato a informare il premier Conte e il ministro dello sport, Spadafora, su quanto emerso nell'incontro. "La decisione non riguarda le competizioni internazionali", è la precisazione finale. Un chiaro riferimento soprattutto agli appuntamenti calcistici in programma nei prossimi giorni nella zona arancione e in particolare Inter-Getafe di giovedì


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IL COMUNICATO

Alla fine della riunione è stato diramato un comunicato che formalizza le decisioni e la linea da seguire

· tutte le decisioni prese dalle singole FSN e DSA fino a oggi sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore;

· sono sospese tutte le attività sportive a ogni livello fino al 3 aprile 2020;

· per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità;

· di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell'autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori;

· viene altresì richiesto al Governo di inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell'annunciato piano di sostegno economico che possa compensare i disagi e le emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni.

(Fonte: gazzetta.it)
  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, chi e per quali motivi può sposarsi da e per le "aree a contenimento rafforzato". Come funziona l'autocertificazione: scarica il modulo in PDF

Autocertificazione (scarica il modulo) per i cittadini che si spostano; controlli in aeroporti, stazioni, caselli autostradali; rischio carcere per chi viola la quarantena relativa al coronavirus. Sono le direttive inviate dal Viminale ai prefetti per un'applicazione "unitaria e corretta" del Dpcm approvato nella notte dal governo e per l'attivazione dei controlli nelle "aree a contenimento rafforzato" della Lombardia e di 14 province del nord Italia. Alla direttiva ha lavorato tutto il giorno il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, in stretto contatto con il capo della Polizia Franco Gabrielli, le direzioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e i prefetti sul territori

Coronavirus, autocertificazione per gli spostamenti: ecco il modulo da scaricare
 


Autocertificazioni che potranno essere soggette a controlli. C'è invece il "divieto assoluto, che non ammette eccezioni" per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall'articolo 650 come già indicato nel precedente decreto del 24 febbraio ma, dice ancora il Viminale, "salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del Codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia il carcere. I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Su autostrade a e viabilità principale saranno eseguiti dalla Polizia Stradale mentre Carabinieri e polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria. Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della protezione civile: viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni "al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori" con i termoscanner. Anche negli aeroporti lombardi e delle 14 province, i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell'autocertificazione.

 Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti nelle aree di sicurezza mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all'atto dell'ingresso. Un capitolo a parte riguarda poi i controlli che verranno effettuati a Venezia per le navi da crociera: i passeggeri non potranno sbarcare per visitare la città, dice la direttiva, ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza. Il Viminale ribadisce infine che spetta al prefetto "il monitoraggio dell'attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni".

Coronavirus, Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo. Previsioni difficili, la differenza devono farla i cittadini". Renzi: "Il peggio deve ancora venire, serviranno misure più dure"

Intervista del presidente del Consiglio: "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte". Il leader di Italia Viva: "Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza. L’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".


 

Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo"

Lei ha fatto il tampone? Pensa di farlo? "I miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro". Quindi l'ha fatto? "Sì, è negativo". Sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a la Repubblica sull'emergenza coronavirus. Gli italiani si chiedono quando usciremo dal buio. "Voglio essere onesto e chiaro, come sempre: adesso è difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando. Il governo coordina con la massima intensità e concentrazione la macchina organizzativa", dice il premier. "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte", aggiunge.

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"Continuiamo ad agire seguendo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo rispetto all'evolversi della situazione -afferma in un altro passaggio dell'intervista-. Ma la vera differenza ora la devono fare tutti i cittadini. Faccio un appello a tutti gli italiani: dobbiamo fidarci degli scienziati, manteniamo la distanza di un metro, evitiamo baci, abbracci, strette di mano, rispettiamo le altre regole. Per parte nostra, con il decreto-legge approvato venerdì sera abbiamo predisposto un piano straordinario per rinforzare il personale medico e infermieristico, mentre con altre iniziative ci siamo garantiti alcune linee produttive, qui in Italia, per disporre di attrezzature specialistiche per terapia intensiva e sub-intensiva".

 

Renzi: "Peggio deve venire, tutta Italia zona rossa"

"Le misure che sono state prese sono state comunicate come molto dure. Ma non lo sono. Anzi, io credo che, nei prossimi giorni, servirà altro. Il virus sta correndo molto più velocemente dei nostri decreti. Personalmente, credo che ormai tutta Italia debba essere considerata come una zona rossa. Altrimenti diamo un messaggio contraddittorio. E questo vale anche a livello economico". Lo scrive Matteo Renzi, nella sua ultima enews, soffermandosi sull'emergenza coronavirus. "Tutto il Paese soffre il crollo economico, non solo i focolai. Sappiamo che il problema di questo virus non è la letalità ma i danni che arreca alle strutture sanitarie, perché diffondendosi velocissimo porta al collasso il sistema della terapia intensiva -prosegue Renzi-. E per questo dobbiamo limitare il contagio sanitario. Ma il contagio economico non è arrestabile. Dunque c’è solo una zona rossa, si chiama Italia. Interveniamo subito".

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"Inutile girarci attorno: sul coronavirus il peggio deve ancora venire. E questo vale sia a livello sanitario che a livello economico", aggiunge. "La buona notizia è che comportandosi in modo intelligente e saggio tutto può essere gestito. Ma occorrono appunto intelligenza e saggezza -prosegue il leader di Iv-. Nelle prossime settimane sarà sempre più chiaro che il coronavirus è un problema mondiale. Nessuno resterà escluso dal contagio. L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza in Italia. Non serve discuterne perché l’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".

Imballate nelle piazze, le "Sardine" stanno manifestando contro un politico che non è al potere

Le sardine hanno sfondato, perché in modo molto chiaro rappresentano una cosa: contrastare Matteo Salvini 


Un mese fa, quattro amici hanno lanciato una chiamata sui social media per una protesta nella città di Bologna, contro il populismo della destra italiana rappresentata dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Speravano che l'evento potesse attirare 6000 persone, invece, hanno raddoppiato, con tutti stipati nella piazza centrale della città, proprio come le sardine nella loro scatola di latta.

Le sardine, divenuto il nome proprio del movimento, sono diventate un fenomeno italiano a tutti gli effetti, attirando grandi folle da nord a sud, numeri che la maggior parte degli attuali partiti politici della nazione, non avrebbe alcuna possibilità di eguagliare.

Ma mentre le sardine hanno sfruttato una parte della frustrazione di base comune in così tante proteste politiche globali quest'anno, rimangono sole sotto un aspetto: l'obiettivo della loro protesta non sono i politici tecnicamente al potere, ma piuttosto quelli all'opposizione.

L'emergere di un tale gruppo è possibile solo nel mondo "off-kilt" della politica italiana, in cui due partiti deboli, stanchi, in perenne contrapposizione gestiscono il paese, rivendicando azioni che diano loro una maggiore energia politica. Invece, è il partito più popolare del paese la Lega di Matteo Salvini che, nel bene o nel male, rimane il centro di un vortice di energia della politica italiana, pur essendo oggi all'opposizione. Gli italiani vedono la Lega come il "governo in attesa", con Salvini probabile futuro primo ministro. 

E mentre il successo delle idee populiste di Salvini ha allarmato molti italiani liberali, l'establishment politico di sinistra del paese, come tanti altri partiti "mainstream" in tutto il mondo, continua a lottare per contrastare l'emozione del populismo, continua a lottare organizzando manifestazioni di protesta sui social e nelle piazze, invece di generare nuove idee, nuove spinte di energia che possano far rivalutare in modo positivo l'operato di governo. 

Da quando sono partite a Bologna, le sardine hanno organizzato quasi 100 eventi in tutta Italia, riempiendo di sardine le piazze di Roma, Torino, Milano e altre città: sardine disegnate a mano, sardine ritagliate dipinte con la bandiera dell'Unione europea, bandiere dell'UE decorate con sardine che denunciano il fascismo e l'odio al canto di "Bella Ciao". Le sardine hanno fatto così tanto tanto scalpore, perché così chiaramente rappresentano una cosa, contrastare Salvini. Non sono un partito politico (non ancora). Sono diventati, invece, un punto di incontro per le persone che erano state respinte dalla politica e che non si sentiva più rappresentate da essa, ma che rimanevano preoccupate di come un politico di destra potesse rifare il paese.

"Quante volte hai sentito mal di stomaco durante la lettura dei commenti sotto i post della Lega?", Afferma il manifesto ufficiale delle Sardine. “Quante volte ti sei detto, non può essere vero? Bene, è giunto il momento di cambiare l'inerzia della retorica populista”. In un editoriale del Corriere della Sera, abbiamo letto: "Le Sardine sono rapidamente cresciute fino a occupare un posto importante nella scena politica italiana, che altrimenti sarebbe rimasta desolata". In un'intervista, Mattia Santori, 32 anni, uno dei fondatori del gruppo, ha dichiarato che il primo evento "ha sollevato il coperchio da una pentola a pressione che bolle da molto tempo e ha dato alla gente uno sbocco per respingere ciò che chiamava La deriva dell'Italia verso la "destra xenofoba". "Salvini riempie piazze, giornali, social network", ha detto Santori, "Noi abbiamo completamente distrutto la percezione di coloro che lo vedevano come unico maestro italiano".

Secondo Massimiliano Panarari, che ha scritto un libro sul Movimento a Cinque Stelle, "Riempiono le piazze nel nome di una piattaforma molto generica, ma c'è una chiara richiesta di un'organizzazione politica innovativa a sinistra". Sebbene le sardine da una parte abbiano messo in luce i punti deboli della sinistra italiana,dall'altra la stanno anche aiutando. Il movimento sostiene un candidato democratico in Emilia-Romagna, un'area che costituisce il cuore liberale dell'Italia. Con le elezioni regionali a un mese di distanza, i sondaggi mostrano che la Lega e il PD viaggiano appaiati. 

"Se il centrosinistra dovesse perdere, sarebbe una valanga e avremmo elezioni anticipate", ha dichiarato Ilvo Diamanti, professore di scienze politiche nelle università di Parigi e Urbino, "Salvini è partito alla conquista dell'Emilia-Romagna proprio dalla roccaforte Bologna, non è un caso che le sardine siano nate lì e da lì si siano diffuse".

Il Big Bang della politica italiana potrà esplodere solo tra poco meno di un mese, quando a urne chiuse scopriremo le questo è un movimento nato da un popolo senza partito, oppure l'ultimo colpo di remi di una sinistra liberale ormai alla deriva, allora vedremo i gattini di Salvini (il mese scorso su Twitter ha chiesto: "Cos'è più carino e più dolce dei gattini?"), cibarsi delle succulente sardine del PD.

 

 

 

 

FONTE: washingtonpost

 

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