updated 12:20 PM UTC, Apr 8, 2020

Intanto crolla un altro ponte tra Liguria e Toscana. Coinvolti due furgoni, un autista ferito. C'era una crepa, ma si disse che non sussistevano "condizioni di pericolosità" (VIDEO)

E' accaduto ad Aulla, sulla strada provinciale 70, coinvolti due furgoni. Il 3 novembre sopralluogo per una crepa sull'asfalto ingrandita dalle abbondanti piogge. Fu dichiarato che non sussistevano "condizioni di pericolosità". La ministra delle infrastrutture, Paola De Micheli chiede una dettagliata relazione all'Anas. Le prime impressionanti immagini: "Scappate, c'è odore di gas" - (VIDEO)


Un ponte è crollato stamane sulla Sp70 in località Albiano, ad Aulla (Massa Carrara). I veicoli in transito coinvolti sono due furgoni che sarebbero rimasti comunque sopra la carreggiata collassata. Uno dei conducenti sarebbe rimasto illeso e si sarebbe messo in salvo da solo, mentre un altro autista avrebbe subito un trauma toracico, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il ponte collega Albiano Magra in provincia di Massa Carrara e Santo Stefano Magra, tra Toscana e Liguria.

L'infrastruttura crollata questa mattina, intorno alle 8, negli ultimi mesi era stata al centro di polemiche dopo che, lo scorso novembre, in seguito a un'ondata di maltempo, si era formata una crepa notata anche da molti automobilisti. Ma dopo un intervento di riparazione e dopo il sopralluogo dei tecnici Anas era stato dato il via libera alla circolazione senza limiti al traffico.

I due conducenti dei furgoni, soccorsi dal 118 e dai vigili del fuoco, sono stati trasportati in ospedale entrambi in codice giallo. Il primo (il corriere di un'azienda di trasporti e consegne) all'ospedale di Pisa e il secondo al Sant'Andrea della Spezia. Nella caduta entrambi i mezzi sarebbero rimasti sopra una delle solette d'asfalto del ponte, crollato su se stesso e abbattutosi sul letto del fiume Magra. Al momento i vigili del fuoco in ricognizione stanno controllando tutta l'area coinvolta per scongiurare la presenza di eventuali ulteriori persone coinvolte. La prima chiamata di soccorso era arrivata al 118 intorno alle 10.20. Sul posto sono stati inviati l'automedica da Aulla, due ambulanze della Croce rossa di Albiano, un'ambulanza di da Aulla, l'elisoccorso da Massa e un altro mezzo del 118 da Vezzano nello spezzino.

I carabinieri del Comando provinciale di Massa Carrara stanno effettuando sopralluogo e accertamenti sul crollo. Presente sul posto anche personale di Italgas che sta bloccando una fuga di gas in seguito alla rottura di una condotta. Alla base dei piloni, sul fiume sottostante, stanno conducendo un sopralluogo i Vigili del fuoco.

 

Il 3 novembre scorso al ponte crollato stamani ad Albiano Magra (Massa Carrara) ci fu un sopralluogo dei tecnici Anas, da cui dipende l'infrastruttura, dopo che era stata rilevata una crepa sull'asfalto, ingrandita dalle abbondanti piogge. Ma dai controlli fu dichiarato che non sussistevano "condizioni di pericolosità". A riferirlo è Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa Carrara che alcuni anni fa ha ceduto la struttura ad Anas.

Il sopralluogo, ricorda, fu fatto alla presenza anche dell'assessore comunale di Aulla e della polizia. Lo stesso Comune rassicurò i cittadini con un post sulla pagina istituzionale informando che "il traffico non avrebbe subito limitazioni". "Il ponte - aggiunge Lorenzetti - è importantissimo per la popolazione dell'alta Lunigiana, punto di collegamento sia con i primi territori della Liguria sia con il resto della Toscana".

"Ho inviato ben tre lettere all'Anas negli ultimi mesi per segnalare criticità sulla stabilità del ponte ora crollato": lo ha detto il sindaco di Aulla Roberto Valettini. "E' collassato su stesso" ha aggiunto il sindaco descrivendo la situazione del ponte. Il ponte è lungo circa 400 metri e alto 7-8 mtri circa.

La ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, sta seguendo la vicenda riguardante il crollo del ponte sul fiume Magra e - secondo una nota del Mit - ha contattato il sindaco del Comune, Roberto Valettini, per accertarsi delle condizioni di salute della persona coinvolta che, stando alle prime informazioni, sembra avere riportato lievi ferite. La ministra ha inoltre chiesto immediatamente una dettagliata relazione ad Anas, la società che nel 2018 è diventata gestore dell'ex strada provinciale 70, acquisendo la gestione dalla Provincia di Massa Carrara. Gli accertamenti sono in corso e Anas, su richiesta del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, provvederà a fornire tutte le informazioni conseguenti sulla viabilità.

"Un crollo che solo per un caso fortuito, l'assenza di traffico data dalla chiusura per l'emergenza Coronavirus, non si è trasformato in una tragedia. Però deve essere chiaro, ancora una volta che quando le Province dicono a gran voce, e dati alla mano, che il Paese ha bisogno urgente di manutenzione non è per fare allarmismo ma perché la presenza sul territorio ci consente di avere un quadro chiaro delle necessità". Lo dichiara il presidente dell'Upi Michele de Pascale

"Se non ci mettiamo SUBITO a lavorare sui cantieri con il piano Shock - presentato ormai da molti mesi - ogni anno andrà peggio. E se non lo facciamo in questa fase di crisi vuol dire che ci vogliamo del male. Apriamo questi benedetti cantieri, subito". Così Matteo Renzi su fb dopo che stamattina è crollato un ponte vicino a Aulla.

"Quanto tempo dovrà ancora passare, e quanti altri crolli dovremo tragicamente ancora vedere, prima che in questo Paese il tema infrastrutture dello Stato venga affrontato con la serietà, le risorse e le competenze necessarie?". E' il commento dell'assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria Giacomo Giampedrone stamani via fb sul crollo del ponte sul fiume Magra in provincia di Massa Carrara. "Vicini alla Toscana e agli amici di Aulla. La Protezione Civile della Liguria è totalmente a disposizione per qualsiasi necessità che si dovesse verificare per la gestione di questa nuova emergenza" sottolinea.

La Regione Liguria ha offerto "tutto il supporto possibile" alla Toscana attraverso il polo della protezione civile di Santo Stefano Magra che ha pronta una colonna mobile. La Regione Liguria si attiverà anche per valutare i disagi nello spezzino conseguenti all'interruzione "di un collegamento molto importante per la mobilità in zona".

"In un momento di gravissime difficoltà come quello che stiamo affrontando in tutto il Paese, il crollo del ponte di Albiano è una ferita che assume proporzioni veramente gravi e che ovviamente non interessa la sola Provincia di Massa ma tocca direttamente noi tutti: la rete dei collegamenti in quella porzione di territorio è estremamente connessa con la nostra e serve moltissime aree artigianali e residenziali della nostra Provincia". Lo afferma il presidente della Provincia della Spezia Pierluigi Peracchini. "Sono attualmente in contatto con tutte le Autorità ed esprimo sentimenti di solidarietà all'amico Sindaco di Aulla Roberto Valettini cui assicuro l'immediata e massima collaborazione della nostra Provincia. Tutta la Provincia della Spezia è partecipe allo sgomento per il gravissimo evento. Anche la nostra Polizia Provinciale e i tecnici del nostro settore Viabilità sono a disposizione dei colleghi della Provincia di Massa per il supporto negli interventi del caso"

 

Coronavirus, l'Istat: "Shock generalizzato e senza precedenti per l'economia. Difficile una stima degli effetti"

''Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l’offerta sia la domanda''. Lo rileva l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. ''La rapida evoluzione della pandemia rende difficile rilevare l’intensità degli effetti sull’economia reale con gli indicatori congiunturali la cui diffusione avviene con un ritardo fisiologico rispetto al mese di riferimento'', spiega l'Istituto. L'Istat rileva che le chiusure delle attività potrebbero provocare degli effetti negativi sul valore aggiunto, tra -1,9% e -4,5%. L'Istituto di statistica propone due scenari: il primo in cui la chiusura delle attività riguarderebbe solo i mesi di marzo e aprile, con un effetto negativo dell'1,9%; l’altro in cui la chiusura si estenderebbe fino a giugno che provocherebbe una contrazione del valore aggiunto del 4,5%. ''Seppure limitate nel tempo e ristrette a un sottoinsieme di settori di attività economica'' le misure di lockdown sono in grado di ''generare uno shock rilevante e diffuso sull’intero sistema produttivo''. Infatti, oltre agli effetti diretti, connessi alla sospensione dell’attività nei settori coinvolti nei provvedimenti, il sistema produttivo ''subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali'' spiega l'Istituto di statistica.


L'economia italiana guarirà dal coronavirus? - Il Foglio

"Lo scenario internazionale è dominato dall'emergenza sanitaria. Le necessarie misure di contenimento del Covid-19 stanno causando uno shock generalizzato, senza precedenti storici, che coinvolge sia l'offerta sia la domanda". Lo ribadisce l'Istat nella nota mensile, confermando in sostanza quanto già preannunciato in occasione delle valutazioni dell'Istituto sul dl 'Cura Italia'.

L'intensità della crisi innescata dal Coronavirus stando ai giudizi di famiglie e imprese, già a marzo, risulta più profonda delle precedenti, andando anche oltre ai minimi del 2008. E' quanto emerge dal grafico riportato nella nota dell'Istat sull'andamento dell'economia Italiana, accompagnata da un primo approfondimento dell'impatto del Covid-19.

In uno scenario "caratterizzato dall'estensione delle misure restrittive anche ai mesi di maggio e giugno, la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5%". Così l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana, con le prime previsioni sull'impatto del Coronavirus. La limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe invece, su base annua, "una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%", si spiega.

"Le misure volte a limitare il contagio da Covid-19 hanno portato, nelle ultime settimane, alla progressiva chiusura, parziale o totale, di un elevato numero di attività produttive". Lo rileva l'Istat, spiegando che, sulla base dei dati di contabilità nazionale riferiti al totale delle attività economiche e inclusive della componente dell'economia non osservata, "la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34,0% della produzione", quindi oltre un terzo, e "il 27,1% del valore aggiunto".

"Seppure limitate nel tempo e ristrette a un sottoinsieme di settori di attività economica", le misure prese per il contenimento del Coronavirus "sono in grado di generare uno shock rilevante e diffuso sull'intero sistema produttivo". Così l'Istat nella nota mensile che dedica un focus all'emergenza Coronavirus. Infatti, spiega, "oltre agli effetti diretti connessi alla sospensione dell'attività nei settori coinvolti nei provvedimenti, il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali".

Forte incremento degli acquisti di alimentari nella grande distribuzione e del commercio online in epoca di coronavirus. Secondo i dati diffusi dall'Istat, a febbraio l'aumento più significativo a livello tendenziale delle vendite è stato registrato dalla grande distribuzione, in crescita dell'8,4%, e quella che cresce con la maggiore intensità in questo segmento è la vendita dei beni alimentari salita del +9,9% rispetto a un anno prima. Quanto invece alle imprese operanti su piccole dimensioni il valore delle vendite è aumentato del 3,3%.

 Rispetto a febbraio 2019, le vendite al di fuori dei negozi calano dello 0,1% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+15,3%).
    Per quanto riguarda invece la grande distribuzione, a febbraio scorso si sono avuti aumenti tendenziali del 9,9% delle vendite nei supermercati, del 9,6% di quelle nei discount alimentari e dell'8,7% negli ipermercati. 

A febbraio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una aumento mensile dello 0,8% in valore e dello 0,9% in volume. Lo rileva l'Istat precisando che sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +1,2% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,5% in valore). Su base tendenziale, a febbraio, si registra una crescita del 5,7% in valore e del 5,8% in volume. Per l'Istat gli indici risentono di quanto accaduto a partire dalla fine del mese, quando la diffusione del Covid-19 ha presumibilmente provocato una crescita degli acquisti in alcuni settori.

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Zona rossa per la Valle Seriana, la Lombardia zittisce Conte: "Era compito del governo". E quella nota del 2 marzo che è stata ignorata: l'ira dei sindaci di Nembro e Alzano

Il presidente del Consiglio in un'intervista al Fatto Quotidiano aveva detto che "se la Regione voleva la zona rossa poteva disporla". Oggi è arrivata la replica dell'assessore al Welfare della giunta Fontana, Giulio Gallera: "Chiesta più volte, ma serviva un decreto da chi ha competenza su forse dell'ordine e forze armate". Oltretutto come emerso in questi giorni, l'Istituto superiore di sanità, in una nota tecnica del 2 marzo scorso, evidenziava l’incidenza di contagi da Covid-19 nei due Comuni seriani, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura. "Raccomandazione che è stata colpevolmente ignorata, così come gli appelli a più voci che si levavano dagli amministratori di un territorio allo stremo", scrive il Giorno


Zona rossa ad Alzano e Nembro? ''Era lo Stato che doveva farla come ha fatto a Codogno''. Così l'assessore al Welfare Giulio Gallera interviene sui presunti ritardi negli interventi per mitigare l'espansione del coronavirus in una delle zone maggiormente colpite della bergamasca.

Secondo Gallera, la Regione non aveva i poteri per istituire una zona chiusa, serviva ''un decreto del presidente del Consiglio dei ministri''. La zona rossa "l'abbiamo chiesta più volte. Abbiamo salutato con successo il fatto che l'Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale. Ci attendevamo da lì a pochi minuti l'avvio della zona rossa. E la zona rossa - sottolinea - per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive. Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali''.
 
Quanto alle zone rosse di altre Regioni ''io non so come hanno fatto. Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell'ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle Regioni''.

Ad Agorà l'assessore al Welfare della Lombardia spiega poi il senso dell'ordinanza regionale che prevede l'uso della mascherina quando si esce da casa. ''Era importante dare un messaggio forte e preciso. I numeri sono più favorevoli, ma non bisogna allentare la tensione, si deve continuare a stare a casa - dice Gallera - Le stiamo iniziando a distribuire nei luoghi nevralgici, inizieremo con 3 milioni e mezzo ma continueremo. Chi non ce l'ha può usare un altro indumento idoneo, come una sciarpa".

 

(Fonte: Adnkronos)

L'Aquila 11 anni dopo il terremoto: "Un fascio di luce per abbracciare l'Italia che soffre" (VIDEO)

Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, il capoluogo abruzzese fu distrutto da un sisma devastante. Quest'anno il ricordo di quella tragedia e della successiva ricostruzione sono stati segnati dall'emergenza sanitaria che ha colpito la nazione. Un anniversario che sarebbe potuto risultare ancor più triste. E invece il messaggio di chi ha perso tutto e ha saputo rialzarsi oggi assume un valore ancor più forte. Per tutti noi - (VIDEO)


Coronavirus, L'Aquila ricorda il terremoto del 6 aprile 2009 ...IlCapoluogo.it - L'Aquila News - Quotidiano online d'Abruzzo -

"Questa notte è diversa. E' la notte in cui, attraverso il nostro dolore, lungo 11 anni, vogliamo dare speranza all’Italia che soffre", scrive in un post su Facebook il sindaco de L'Aquila, Pierluigi Biondi, a poche ore dall'11mo anniversario del sisma che nel 2009 distrusse la città. Per la prima volta, a causa dell'emergenza coronavirus, non si terrà la consueta fiaccolata molto partecipata con parenti delle vittime e cittadini al termine della quale si scandivano i nomi di chi alle 3.32 di quella domenica delle Palme perse la vita sotto le macerie. "Accendete le vostre finestre. Le nostre emergenze si diano la mano. Insieme, ce la facciamo", è l'invito del primo cittadino aquilano a tutta Italia, supportato dai comitati dei Famigliari delle Vittime. Nell'appello si chiede di illuminare le proprie finestre e i propri balconi, con la luce del cellulare o una candela, alla mezzanotte tra il 5 e il 6 aprile. L'immagine che Biondi pubblica a corredo delle sue parole è quella di un fascio di luce blu accesso in piazza del Duomo. Illuminati anche altri luoghi "simbolo" del terremoto, come via XX Settembre, dov'era il pensionato degli studenti.

Coronavirus, la ministra Bellanova: "Abbiamo bisogno di nuovi immigrati. Senza la loro manodopera raccolti a rischio". Oggi l'incontro con l'ambasciatore romeno

Parla la ministra delle politiche agricole del governo Conte: "Il Nord sta soffrendo c'e' difficoltà a far arrivare i lavoratori e le lavoratrici dai Paesi dell'Est. Nonostante il 'corridoio verde' per le merci, le persone non vogliono spostarsi: dobbiamo garantire loro che potranno lavorare in condizioni di assoluta sicurezza"


Il ministro Bellanova ha la terza media: i social la massacrano ...

"Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato". Così Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, ai microfoni della trasmissione radiofonica 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Noi abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare - spiega - E anche perché questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato". Nel Nord, spiega Bellanova, "c'erano tanti lavoratori dell'Est nelle campagne per la raccolta e, nonostante il corridoio verde europeo, non si vogliono spostare. Oggi incontrerò l'ambasciatore romeno per parlarne". 

"Il Paese ritorni gradualmente a produrre con il massimo di garanzia per i lavoratori - dice ancora Bellanova - Abbiamo grande rispetto per la scienza, è un punto di riferimento. Dobbiamo avere in grande conto quello che la scienza ci mette a disposizione e fare lo sforzo per non scegliere le vie più semplici".

"Non dobbiamo scegliere le scorciatoie, come dire chiudiamo tutto, ma le vie complesse, ad esempio pensare alle riaperture, a nuovi modi di lavoro. Se non lo facciamo adesso, rischiamo di andare fuori dalla competizione a livello globale" conclude Bellanova.

"Caro sindaco Sala, perché attacca la Regione persino sull'obbligo della mascherina? Siamo noi milanesi ad essere disorientati da Lei"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata da un cittadino al sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha commentato in un video su Facebook l'ordinanza regionale che obbliga chi esce a coprirsi naso e bocca. Un provvedimento che aveva portato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, a dire che lui la mascherina non la indossa perché "mantiene le distanze". Sala si è detto "disorientato", ma le polemiche di chi sostiene di non voler "alimentare polemiche" - fa notare il nostro lettore - finiscono per disorientare chi lo ascolta.


 Egregio Sig. Sindaco,

sono un cittadino milanese e lombardo e, mi trovo costretto a rivolgerLe un quesito.
AscoltandoLa, Lei fa continui richiami alla necessità di "non polemizzare" ed io, da cittadino che si attende, dalle istituzioni, ben altro che le polemiche (rimanendo spesso deluso), Le do piena ragione. E allora Le chiedo come sia possibile sentire Lei, anche oggi ed anche in questa occasione, rivolgere una velata ma del tutto evidente critica alla Regione Lombardia, laddove definisce la, a mio avviso sacrosanta (tutti sappiamo che il futuro sarà questo), ordinanza sull'obbligo della mascherina,"disorientante"?
Io, da milanese e lombardo, non sono affatto disorientato, ma del tutto conscio che, indossare la mascherina, sia un comportamento, già oggi e nel futuro prossimo, utilissimo e dovuto.
Quindi?

Sempre da milanese e lombardo, mi chiedo, qual è il senso di questo Suo intervento?
A proposito, me lo lasci dire, sarebbe stato apprezzabile un Suo adeguato plauso alla fantastica opera realizzata in Fiera, a Milano, grazie alla quale non solo avranno tregua gli ospedali della regione intera, ma la città erediterà una struttura, come sempre, all'avanguardia.
Siamo noi cittadini milanesi, nell'ascoltarLa, ad essere a volte un po' disorientati.

Un saluto cordiale e un augurio di buon lavoro.

Carlo Bortolotti

Coronavirus, in Lombardia da domani obbligatorio coprirsi naso e bocca. Il messaggio di Fontana: "Giornate belle ma state a casa, l'obiettivo non è ancora stato raggiunto" (VIDEO)

In Lombardia si dovrà andare in giro indossando la mascherina o comunque con una protezione su naso e bocca. E' quanto prevede la nuova ordinanza contro il coronavirus del governatore Attilio Fontana che entrerà in vigore domani fino al 13 aprile. L'appello del governatore su Facebook - (VIDEO)


Coronavirus, Attilio Fontana in diretta: «Medici in arrivo. Bene ...

La nuova ordinanza di Regione Lombardia - Da domani e fino al prossimo 13 aprile, spiega la Regione Lombardia in una nota, "restano in vigore le misure restrittive già stabilite per l'intero territorio lombardo lo scorso 21 marzo con ordinanza regionale". In più, però, la nuova ordinanza del presidente Attilio Fontana "introduce anche l'obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe".

 Obbligo per gli esercizi commerciali di fornire guanti e igienizzanti - E "gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità) hanno l'obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani". In particolare, poi, il documento regionale, come la precedente ordinanza, "conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali".

Tornano acquistabili gli articoli di cartoleria - Inoltre, ora "sarà possibile acquistare articoli di cartoleria all'interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità, già aperti" e sarà "anche possibile la vendita di fiori e piante solo con la consegna a domicilio".

Infine, spiega la Regione, "ai sensi del decreto legge del 25 marzo scorso che vieta alla Regione di intervenire sulle attività produttive è stato chiesto al governo di confermare con un dpcm specifico, la chiusura dei cantieri edili e di permettere, invece, le attività legate alla filiera silvopastorale (come, ad esempio, il taglio della legna)".

L'APPELLO DEL GOVERNATORE SU FACEBOOK

"Le giornate sono belle, la primavera è arrivata, la voglia di uscire è tanta. Ma non si può ancora". E' netta la posizione del presidente della Regione Attilio Fontana, che ha affidato a un video messaggio sui social l'appello ai cittadini a continuare a restare a casa. "Non abbiamo ancora raggiunto alcun obiettivo, dobbiamo completare la nostra opera. Il nostro impegno deve proseguire altrimenti lo sforzo fatto fino a oggi risulterà vanificato e i numeri ricominceranno a peggiorare".

La preoccupazione è infatti che il bel tempo possa indurre i cittadini ad allentare la guardia. Una prospettiva ritenuta deleteria per la battaglia al Covid-19. "Vi prego e insististo: non uscite di casa se non nelle condizioni autorizzate e lecite". "Vi dico una cosa in più - ha aggiunto -. Quando uscirete di casa dovrete coprirvi la bocca e il naso con qualunque strumento utile a evitare di diffondere in virus, se per caso siete portatori. Mi raccomando, rispettate le regole e rimanete a casa". 

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