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updated 10:46 AM UTC, Apr 7, 2020

Inter, in società cambia tutto. Intanto da Parma arriva l'ex Fausto Pizzi

NOTIZIA ESCLUSIVA - Sono ore convulse in casa nerazzurra, dove al termine di una stagione disastrata e disastrosa sotto ogni punto di vista, si prepara una vera e propria rivoluzione, a partire dai quadri societari. Dopo l'arrivo di Walter Sabatini come uomo forte della proprietà cinese di Suning, coinciso con l'esonero di Stefano Pioli, la messa in discussione del ds Piero Ausilio anche a seguito di un'improvvida uscita pubblica, c'è attesa per i prossimi movimenti nel management del club di Corso Vittorio Emanuele. IlComizio.it apprende in esclusiva da fonti vicine alla squadra ducale che il responsabile del settore giovanile degli emiliani, Fausto Pizzi, che ha appena lasciato il posto a Luca Piazzi, proveniente dal Sudtirol, approderà a Milano per mettersi a disposizione di quei colori che ha vestito nei primi anni '90, vincendo una Coppa Uefa agli ordini di Giovanni Trapattoni. Si attendono dettagli sul ruolo che andrà a ricoprire - (VIDEO)

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Inter, Ausilio rinnova: "Riporteremo la squadra ai vertici in Italia e in Europa". E i conti migliorano, niente sanzioni Uefa

Il direttore sportivo nerazzurro ha prolungato il suo contratto con la società di proprietà del gruppo cinese Suning fino al 2020 e continuerà a guidare il mercato: "Grazie per la fiducia". Intanto buone notizie in materia di Fair Play finanziario per il club di Corso Vittorio Emanuele: deficit ridotto da 110 a meno di 30 milioni. Ma il pareggio di Bilancio deve essere raggiunto entro giugno e restano alcune restrizioni sulle liste delle Coppe e i trasferimenti


AUSILIO RINNOVA - Prosegue il matrimonio tra l'Inter e Piero Ausilio, che ha prolungato il contratto col club nerazzurro fino al 30 giugno 2020 e dunque continuerà ad avere la responsabilità del mercato interista. Ad ufficializzarlo è la società, attraverso un comunicato apparso sul sito: "E' un onore e sono molto felice - le parole del d.s. -. Insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Queste le dichiarazioni complete del direttore sportivo dell'Inter al momento della firma: "Dopo quasi 20 anni all'Inter, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra, è un onore e sono molto felice di continuare il mio percorso in società. Ringrazio Suning, il chairman Zhang, Steven e tutto il management per la fiducia riposta in me: insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Il vice presidente Javier Zanetti con Jindong Zhang e il figlio Steven
 
DEFICIT RIDOTTO - L'Inter ha ricevuto quest'oggi la comunicazione dall'Uefa e dal Club Financial Control Body di aver raggiunto gli obiettivi stabiliti nel Settlement Agreement firmato nel 2015 di rientrare nei limiti dei 30 milioni di deficit per il periodo fiscale 2016. Lo ha reso noto la società nerazzurra con una nota.
 
NESSUNA SANZIONE — Grazie a questo risultato il Club non sarà soggetto al pagamento di ulteriori 7 milioni di euro, che sarebbero stati trattenuti dalle entrate. Rispetto al risultato del 2015, la società è passata da un deficit di 110 milioni al raggiungimento della quota stabilita con l'Uefa stando al Settlement Agreement, il Club dovrà raggiungere il pareggio di bilancio entro giugno.
 
LA PRECISAZIONE DELL'UEFA - L'Inter ha "solo parzialmente" raggiunto gli obiettivi del Financial Fair Play: lo precisa l'Uefa, facendo il punto delle procedure nei confronti di diversi club europei. Per il club nerazzurro resteranno in vigore la limitazione del numero di giocatori nell'elenco A delle Coppe e le restrizioni di trasferimento.
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Il Tempo della Paura visto da destra. Marcello Veneziani: "Viviamo in una società di codardi, abbiamo smesso di osare. Così si sfascia tutto"

Una lettura non scontata, che non ammicca, che anzi dovrebbe scuotere qualche animo impigrito e involuto anche tra quelli che possono avere una certa vicinanza culturale all'autore. Per questo vogliamo riproporre questo articolo pubblicato da Il Tempo. Un contributo alla riflessione su temi spesso dibattuti su queste pagine in una fase storica in cui, a furia di sentir parlare di "qualcosa-fobia", finiamo per crederci davvero e comportarci di conseguenza


Benvenuti a Pauropolis

di Marcello Veneziani (Il Tempo, 31 marzo 2017)

Benvenuti nel Tempo della Paura e nel Paese degli Impauriti. Se c’è una cosa che anima il discorso pubblico, che fa parlare e agitare le persone, di solito chiuse nel loro clan o nella loro solitudine, è la paura. È una paura assoluta e trasversale, che colpisce ogni ambito di vita, le strade, i locali pubblici, la politica, gli ospedali e i tribunali, i media. La paura è la protagonista assoluta. La violenza, il terrorismo, il terremoto, la rapina in casa o per strada; e poi la paura del collasso economico, paura della nuova povertà (alle vecchie povertà si è in fondo abituati), paura dei veleni in cucina e nell’ambiente, paura del contagio e del male oscuro, paura di incidenti e disgrazie collettive, paura degli immigrati, dei rom, dei centri sociali, degli antagonisti, paura dei populisti e perfino di fantomatici e risorgenti nazi-razzisti... Paura di tutto e tutti.

Eppure le statistiche ci dicono che in assoluto non viviamo in una società violenta, altre epoche e altre società sono assai più cruente e più pericolose, gli atti terroristici sono rarissimi e colpiscono finora altri paesi e comunque non più di un cittadino ogni milione d’abitanti, ma anche gli atti di violenza non sono poi così diffusi e anche se si uccide una persona al giorno la percentuale è di gran lunga inferiore agli incidenti, ai suicidi, o ad altre morti statisticamente ricorrenti. Abbiamo sostituito alla realtà la percezione della realtà; non conta quanto caldo o quanto freddo realmente misura il termometro, quel che conta è la nostra percezione.

Viviamo un’epoca soggettiva, impressionistica, emotiva, che non a caso promette agli utenti emozioni, percorsi emozionali, film, libri, serate che vi emozioneranno. Tutto questo non è che il rovescio della paura. Viviamo nella società della paura e costruiamo il consenso politico ma anche le nostre case e la nostra vita sulla base della paura. Forse aveva ragione il vecchio Hobbes che la paura fonda gli Stati, ma non riusciamo a provare a livello pubblico sentimenti positivi o ambizioni costruttive; ci unisce solo la rabbia, il disprezzo e la paura, vera regina dei popoli.

Viviamo in una società di codardi, che vivono barricati nella loro sicurezza e temono ogni eventuale esposizione al rischio, una società spaventata che non a caso è anche una società popolata da anziani e ancor più da anziane. Una società vigliacca che ha paura anche della propria ombra... No, non cerchiamo i colpevoli perché è un meccanismo, un processo generato da più cause, non diamo la colpa nemmeno a chi vive nella paura. Qualche colpa semmai ce l’ha chi vi specula, come gli imprenditori della paura. Per il resto abbiamo smesso di osare, di tentare nuove imprese, di rimetterci in gioco e ci spaventa ogni rischio di insicurezza. E se ripensassimo la vita pubblica all’insegna del noi, dell'appartenenza, del vivere comune anziché sempre e solo per paura? Le società non reggono sulla paura ma si sfasciano. Come vediamo sotto i nostri occhi. Abbandoniamo Pauropolis.

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Strade in Lombardia, che cosa cambia. Parla l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte

Firmato un protocollo d'intesa tra la Regione e l'Anas per la costituzione di una nuova società che gestirà una rete di 1.500 chilometri, in parte statale e in parte regionale. Ai nostri microfoni il titolare dell'assessorato competente della Giunta Maroni: "Le Provinciali sono conciate male, ora ce ne occuperemo noi. La politica deve lavorare per evitare tragedie come quelle dei cavalcavia crollati" - (VIDEO)


L'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Alessandro Sorte


Il presidente della Regione Roberto Maroni e quello di Anas Gianni Vittorio Armani e, per adesione, il presidente dell'Unione delle province lombarde, Pier Luigi Mottinelli, hanno firmato un Protocollo di intesa per avviare il trasferimento e la gestione ad una nuova società compartecipata da Anas e Regione di oltre 1.500 chilometri di strade che saranno classificate come Nuova Rete Regionale (circa 740 chilometri) e in parte come Nuova Rete Statale (circa 850).

La nuova società avrà le funzioni di progettazione, costruzione, manutenzione, gestione nonché di riscossione delle sanzioni, relativamente alla rete stradale oggetto del protocollo. Saranno altresì valutati i presupposti e le modalità per il coinvolgimento delle Province lombarde nel processo di efficientamento della gestione delle reti stradali comprese nel protocollo. Il provvedimento rientra nell'ambito del generale processo di riordino, avviato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della rete stradale di interesse nazionale e di semplificazione amministrativa, che prevede il rientro, nel patrimonio stradale nazionale, di una parte delle rete a suo tempo trasferita a Regioni ed enti locali.

"Il protocollo ha affermato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani - fa parte del piano avviato dall'Azienda per il riordino di circa 6.250 chilometri di ex strade statali sull'intero territorio nazionale da riclassificare come 'di interesse Statale'. Questo consentirà di ampliare la gestione della rete stradale incrementando l’efficienza nella manutenzione delle infrastrutture e migliorando la già ottima collaborazione di Anas con la Regione Lombardia".

Entro un mese dalla sottoscrizione del Protocollo, Anas e Regione Lombardia si impegnano a costituire un apposito gruppo di lavoro con il compito di valutare i profili giuridici della nuova Società. Con analoga tempistica i firmatari si impegnano altresì a costituire un secondo Gruppo di lavoro Anas – Regione Lombardia, con il compito di valutare, anche attraverso il coinvolgimento delle Province lombarde e del Ministero delle Infrastrutture, i profili tecnico – economici relativi alla consistenza della rete oggetto del Protocollo, ai reciproci impegni di investimento, tenuto conto degli interventi e finanziamenti effettuati da Regione sulla rete stradale, ai livelli di servizio ed ai contenuti dei relativi contratti di servizio/programma. L’obiettivo è di giungere all'operatività della nuova società entro il 2017.

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