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updated 1:24 PM UTC, May 27, 2020

L'Italia rifiuta i "corridoi turistici" ma chiede coordinamento e unità europea

"Non accettiamo broker o accordi bilaterali, solo la libera circolazione, come raccomandato dalla Commissione europea nei suoi documenti" ha dichiarato il Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola


Vincenzo Amendola, lunedì ha respinto la proposta di "corridoi turistici" e accordi bilaterali che facilitano il turismo tra paesi europei con livelli simili di infezioni da coronavirus e ha dichiarato che l'Unione europea deve svolgere l'attività di coordinamento, così da migliorare i rapporti tra gli stati membri. 

"È necessario coordinarsi nel quadro dell'unità europea. Non accettiamo intermediari o accordi bilaterali, ma solo la libertà di movimento, come raccomandato dalla Commissione europea nei suoi documenti", ha dichiarato il ministro in una conferenza stampa telematica con i media internazionali.

Amendola ha anche chiesto l'unità nella risposta europea alla crisi da coronavirus e ha affermato che è essenziale che l'UE, si accordi su un fondo di risanamento con risorse finanziarie " ambiziose " per proteggere la competitività del mercato unico europeo. Per quanto riguarda il turismo, ha sottolineato che l'Italia aprirà i suoi confini con i paesi dell'UE dal 3 giugno senza la necessità di quarantene per cercare di rilanciare il turismo, e ha affermato che per ora, continueranno a essere chiusi ai cittadini al di fuori dell'area di Schengen, almeno fino al 15 Giugno, come indicato dalla Commissione.

Per quanto riguarda il fondo di risanamento che la Commissione deve presentare ai paesi partner il 27 maggio, il ministro ha sottolineato che deve essere un piano "coraggioso" e "ambizioso", con risorse sufficienti per sostenere i paesi più colpiti la pandemia, come l'Italia e la Spagna.

Ha ribadito che il fondo "non aiuterà solo l'Italia", ma l'UE nel suo insieme, perché la crisi sta colpendo i Ventisette, mettendo a rischio la competitività del mercato unico, penalizzando anche l'Austria e altri stati.

"Questo fondo deve servire a far fronte alla recessione, più è solido, più velocemente usciremo dalla crisi", ha affermato, giustificando che le risorse di questo fondo potrebbero essere utilizzate per "sostenere la solvibilità delle società europee. Questa non è una crisi di un paese, coinvolge i Ventisette, influisce sulle esportazioni e sulla produzione industriale di tutti", ha aggiunto.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno proposto di creare un fondo europeo per la ricostruzione, da 500 miliardi di euro, un piano che Amendola ha apprezzato ma ritenuto "insufficiente", viste le richieste di almeno 1,5 trilioni di euro. Ha inoltre chiarito che nell'UE non esiste un "nord contro sud" o paesi più dispendiosi e altri più austeri, ma "un unico interesse nel salvare la competitività del mercato unico europeo".

In questo senso, ha sottolineato che la concessione di questi aiuti ai paesi più danneggiati sotto forma di prestiti sarebbe fatale, perché aumenterebbe ancora di più il loro debito, che nel caso dell'Italia supererebbe il 135% del prodotto interno lordo. Per quanto riguarda l'ipotesi di andare al meccanismo europeo di stabilità (ESM), che in Italia genera polemiche, ha sottolineato che "è una possibilità remota", che comunque il governo studierà, tenendo anche conto, di tutti gli strumenti fiscali messi a disposizione per i paesi europei più colpiti dalla pandemia. 

Usura, Saviano choc: "Commercialisti segnalano alla criminalità potenziali vittime". Categoria in rivolta: "Lesa la nostra onorabilità". Meloni: "Parole ingiuriose e indegne"

"Le parole ingiuriose pronunciate a 'Che tempo che fa' da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico. Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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Categoria in rivolta

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due  Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta. Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione».

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Il fatto

Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Protesta di tutta la categoria alle parole di Saviano
 
«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».
 
Altre proteste
 
Dello stesso tenore la lettera della giunta dell’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) indirizzata a Saviano: «Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell'usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano. Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida, noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, da sempre esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese».
Anche la politica si muove contro le parole di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».
 
(Fonte: ilSole24Ore)

Caschi "intelligenti" che misurano la temperatura a 200 persone al minuto

Il dispositivo, creato da una società cinese, è stato acquisito dalla polizia di Dubai per contrastare la diffusione del covid-19


Caschi "intelligenti" dotati della tecnologia più recente, in grado di misurare la temperatura fino a 200 persone al minuto e visualizzare i risultati in tempo reale. È l'ultima acquisizione della polizia di Dubai, che si vedrà impegnata a controllare il flusso di persone dopo la riapertura e la fine del Lookdown nello stato arabo. Il dispositivo, prodotto da un'azienda cinese, è dotato di due telecamere che forniscono immagini termiche a infrarossi fino a cinque metri di distanza. L'elmetto, verrà utilizzato per giorni dalle forze di sicurezza dell'emirato e dai servizi di emergenza sanitaria, rileva la temperatura di fino a 13 persone contemporaneamente su strade pubbliche e mezzi di trasporto, sia durante il giorno sia la notte. I risultati della scansione vengono visualizzati su uno schermo in tempo reale. In caso di rilevamento di febbre, emette un avviso e segnala la persona colpita.

In una intervista alla Reuters il capo della polizia dell'emirato ha spiegato le misure adottate, "Se qualcuno ha una temperatura elevata, prendiamo le misure necessarie per fermarlo. Quindi viene assistito da paramedici e portato alla struttura medica più vicina. Abbiamo implementato questo elmetto intelligente durante la crisi Covid-19 in tutte le stazioni di polizia di Dubai e dotate tutte le pattuglie la cui responsabilità richiede che siano in prima linea".

I suoi creatori assicurano che l'efficacia del casco (che richiede meno tempo e contatto rispetto ai termometri) è stata testata in Cina, con 80 milioni di scansioni giornaliere, prima di iniziare la sua vendita internazionale alla fine del mese scorso. Il dispositivo può anche essere utilizzato collegato a un treppiede. La società afferma di aver ricevuto ordini da altri paesi del Medio Oriente, Europa, Africa e Asia.

"Migliora esponenzialmente efficienza dei controlli e la prevenzione di nuovi focolai, perché non solo misura la temperatura corporea, ma associa direttamente i dati alle informazioni del paziente tramite la scansione di un codice QR", si legge nel comunicato stampa rilasciato dalla società nella fase di lancio internazionale del prodotto.

Gli Emirati Arabi Uniti, la federazione a cui appartiene Dubai, hanno 8.756 casi e 56 morti . È il terzo paese al mondo con il più alto rapporto di contagio, Dubai, con 3,3 milioni di abitanti, è l'emirato più colpito dalla pandemia.

Per fermare questa drammatica avanzata, il 4 aprile le autorità hanno imposto un rigoroso isolamento. Da allora, sono state limitate le forniture di alimentari e i passaggi in ospedale o in farmacia. Tutti coloro che avevano necessità di spostarsi anche solo per fare della spesa, dovevano inviare un messaggio alle forze di polizia e aspettare l'autorizzazione.

Un agente di polizia controlla la temperatura di un lavoratore venerdì a Dubai.

 A partire da questo venerdì, in coincidenza con il primo giorno del mese santo musulmano del Ramadan, i residenti (l'83 percento sono stranieri) possono lasciare le proprie case senza autorizzazione. La popolazione può muoversi liberamente per un massimo di due ore tra le 6.00 del mattino e le 10.00 di notte per praticare sport o passeggiare con l'animale, indossando una maschera in ogni momento e con un massimo di tre persone insieme. L'assenza di protezione è punita con una multa di 1.000 dirham degli Emirati (circa 250 euro).

Le autorità consentono anche visite a parenti di "primo o secondo grado", con l'obbligo che non vi siano riunioni con più di cinque persone nella stessa stanza. Anche l'attività commerciale nella capitale del tempo libero degli Emirati sta iniziando a riprendersi.

centri commerciali saranno aperti tra mezzogiorno e le 22:00 e i negozi potrebbero riaprire senza superare il 30 percento della loro capacità normale. L'ingresso ai centri commerciali sarà vietato ai minori di età compresa tra 3 e 12 anni e oltre i 60 anni.

Una misura simile si applica ai ristoranti fuori dai centri commerciali, che possono essere aperti con tavoli che si tengono a una distanza di due metri l'uno dall'altro e applicando una rigorosa politica di pulizia e sterilizzazione . Buffet e shisha (narghilè) continueranno a essere banditi.

I guanti non sono obbligatori negli spazi pubblici o nei supermercati. I divieti, al contrario, rimangono in vigore per i cinema, le imprese di intrattenimento e le aree ricreative. La metropolitana di Dubai ripristinerà il suo servizio a partire da domenica prossima.

Il Comitato supremo per le crisi e i disastri di Dubai ha riconosciuto che "le rigorose misure adottate nelle ultime tre settimane hanno contribuito in modo significativo a mitigare la crisi". L'agenzia ha sottolineato, tuttavia, che la normalità non è stata ripristinata nella città dei grattacieli. "È fondamentale che le persone  seguano le misure precauzionali e preventive fino a quando la situazione non ritornerà normale", ha affermato in una nota.

In diverse città del Golfo Persico, i distretti in cui l'epidemia si è manifestata più virulenta, e dove si trovano la maggior parte dei migranti che lavorano negli Emirati,  le case sono state sigillate e isolate, suscitando denunce da parte delle organizzazioni per i diritti umani. "La distanza sociale è una delle misure chiave raccomandate dagli esperti di salute per combattere la diffusione di Covid-19. Siamo preoccupati per i migranti che vivono in campi di lavoro di massa".

Gli esperti avvertono: "Non è sufficiente tenere un metro di distanza in luoghi chiusi e aree a rischio"

Di fronte all'apertura totale del paese, gli scienziati temono una nuova ondata se le regole contro la diffusione del coronavirus non verranno rispettate


Da oggi praticamente tutto è riaperto, ma gli esperti avvertono che deve prevalere la prudenza. Con il riavvio contemporaneamente di tutte le attività, gli esperti riconoscono che esiste un chiaro rischio che una seconda ondata dell'epidemia se le regole non verranno rispettate, il che costringerebbe il governo a imporre nuove restrizioni, come ha riconosciuto Giuseppe Conte, che sabato sera si è rivolto agli italiani chiedendo sempre più responsabilità. Il professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma e membro del comitato tecnico scientifico del governo afferma, "Qualsiasi riduzione delle misure deve andare di pari passo con una crescente responsabilità dei cittadini e la continua consapevolezza del rischio. L'aumento delle infezioni sarebbe pericoloso, poiché genererebbe un sentimento di disperazione, impotenza e persino sfiducia nel sistema"

Tra le libertà che i cittadini si riprendono, vi è quella di poter visitare gli amici, mantenendo le regole restrittive di cautela, secondo il virologo Roberto Burioni, questa potrebbe una delle principali cause di pericolosi nuovi focolai e su Twitter riporta l'esperienza del amico medico, Milad Sharif, anestesista all'Università Emory di Atlanta, mettendo in luce le conseguenze di un mancato o non corretto distanziamento tra le persone. «Un piccolo gruppo di miei amici si è incontrato a pranzo dieci giorni fa, ora uno è in respirazione assistita, un altro è ricoverato in ospedale, altri infetti in isolamento a casa. Puoi essere asintomatico e avere Covid-19", sottolinea il medico americano, ricordando il ruolo dell'asintomatico nella diffusione del contagio e l'importanza di mantenere le misure di sicurezza a distanza.

Per offrire le migliori garanzie di sicurezza, il servizio di ispezione e sicurezza (INAIL) ha raccomandato che la distanza sociale nei ristoranti e nei bar sia di due metri tra i tavoli, 4 metri quadrati per ogni persona. La regola in principio è stata adottata dal governo, ma alla fine, di fronte alle proteste diffuse da parte dei proprietari di bar e ristoranti è stata cambiata e portata a 1 metro di distanza. Nonostante questa brusca virata, almeno il 40% degli esercenti del settore non potranno aprire, non solo perché in difficoltà nel far rispettare le nuove norme, ma anche perché la riapertura in queste condizioni non sarebbe economicamente redditizia.

Gli esperti sottolineano che la distanza di un metro tra le persone è il minimo per evitare la trasmissione del virus. I rischi sono bassi nelle attività all'aria aperta, ma bisogna prestare attenzione nei luoghi chiusi e soprattutto nelle regioni a rischio. Il virologo Carlo Federico Perno, dell'Università degli Studi di Milano in una intervista a La Repubblica afferma, "In Lombardia, al chiuso, la distanza di un metro tra i tavoli non è abbastanza. Sono necessari due metri. Tuttavia, all'esterno, il rischio di trasmissione è molto più basso. Lì, un metro è più che ragionevole".

L'epidemiologo dell'Università di Pisa, Pier Luigi Lopalco, consulente della regione Puglia per il coronavirus, confessa che probabilmente tornerà al ristorante in quel di Bari, dove la situazione dell'epidemia è sotto controllo, ma assicura chi lo farebbe con cautela: "Solo all'aperto, con un massimo di una o due persone , forse colleghi, alla fine di una giornata lavorativa". Una spiegazione completa è stata data al Corriere dal professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della sanità e membro del comitato scientifico che consiglia il governo, "La distanza minima deve essere di un metro. Partiamo dall'idea che la probabilità di contagio dipende dalla quantità di particelle virali emesse con le goccioline che espelliamo e dalla durata dell'esposizione. In un luogo chiuso, anche se grande, in assenza di distanza, la probabilità di contagio dipende da quante sono le goccioline, che in realtà escono dal naso e dalla bocca. Se respiriamo, la quantità è limitata, aumenta se parliamo a bassa voce, è maggiore se lo parliamo ad alta voce e cantando ancora di più. La distanza deve essere modificata in base alle attività. È chiaro che in palestra chi corre sul tapis roulant, sotto stress, respira a bocca aperta è più a rischio di chi fa yoga".

Il professor Giuseppe Ippolito, epidemiologo e direttore scientifico dell'Ospedale Spallanzani di Roma, ha le idee molto chiare in merito alla diffusione del virus, “Ogni giorno, nuove conoscenze smentiscono le certezze del giorno prima. In questa fase è necessaria molta umiltà, dobbiamo ammettere che ci sono cose che non conosciamo e cose di cui sembriamo sicuri ma che verranno eluse domani".

Di conseguenza, non osa fare previsioni su questa nuova fase, "Coloro che fanno oggi previsioni posseggono una buona sfera di cristallo, io non ce l'ho. I dati sulla circolazione del virus devono essere analizzati bene per intercettare qualsiasi nuovo focolaio. È ovvio che la riapertura aumenta i rischi, ma contiamo sul fatto che le regole saranno rispettate”.

Lautaro e Pjanic, in volo verso il Barcellona

Ottimismo nel Barcelona al fine di chiudere gli acquisti, avendo già il "sì" di entrambi i giocatori. L'Inter sa che il suo attaccante vuole andare al Barça e sta già cercando un sostituto nel mercato. La Juventus invece deve riorganizzarsi per una ripartenza senza il centrocampista.


Sebbene l'attività sportiva a livello agonistico sia interrotta e non sia ancora noto quando riprenderà, ciò che non si ferma sono gli sforzi dei tecnici dei club europei al fine di rafforzare le loro squadre pensando alla prossima stagione. Nonostante il coronavirus, siamo nel periodo dell'anno in cui i club fanno passi da gigante per chiudere trasferimenti o vendite, ogni volta che le circostanze lo consentono. In questa situazione, il Barcelona ha intrapeso trattaive per due grandi nomi, Lautaro Martínez (22 anni), attaccante dell'Inter e Miralem Pjanic (30), centrocampista della Juventus .

C'è un comune denominatore in entrambe le operazioni e ciò rende i negoziatori del Barça molto ottimisti. Ed è che sia il "nove" argentino dell'Inter che il centrocampista bosniaca della Juve hanno dato "sì, lo voglio" all'FC Barcelona. Un'arma decisiva che i leader del Barça vogliono giocare nelle prossime trattative.

Nel caso di Pjanic, Mundo Deportivo, autorevole giornale sportivo spagnolo, ha già spiegato due settimane fa che l'accordo tra Barça e Juventus era quasi completo, con un parametro di scambio molto economico e vantaggioso per entrambi i club, la transazione è stata valutata in 60 milioni di euro. In questo caso, l'operazione è soggetta al baratto del bosniaco con uno o più giocatori del Barça. La Juve dà la priorità alla possibilità di Arthur Melo, che ha già dichiarato di non voler ricominciare dal Camp Nou. L'interesse del Barça per Pjanic e la volontà di chiudere l'operazione è enorme, vista la qualità e l'esperienza del giocatore, anche la Juventus preme per un accordo veloce, dato che il suo allenatore, Maurizio Sarri, sta scommettendo su Bentancur nella posizione di janic per l'immediato futuro.

Nel frattempo, per quanto riguarda Lautaro Martínez, il Barcelona è molto soddisfatto dell'atteggiamento dell'argentino, grande chiave di questa operazione. Il giocatore visto il suo SI al Barcellona, non sta prendendo in considerazione nessuno dei tentativi dell'Inter di estendere il suo contratto e sta anche dando la priorità all Barça, rispetto ad altri club molto potenti, che si sono dimostrati interessati ad averlo nelle loro fila. È il caso del Real Madrid , del Manchester City e del Paris Saint-Germain.  

Lautaro in molte interviste si è sempre detto lusingato dall'interesse ricevuto da parte del Barcelona, nonostante la crisi economica dovuta alla pandemia da coronavirus. L'argentino sa che il treno del Camp Nou sta passando ora e che se non ci sale subito, potrebbe perderlo per sempre. Oggi il capotreno è ancora il capitano Leo Messi, e questo treno potrebbe dare grosse soddisfazioni sportive. Un buon segno che l'operazione sta maturando è che l'Inter sta già cercando attaccanti di livello sul mercato, un segno che prevede di perdere uno dei suoi. E Lautaro è quello con il maggior numero di numeri

Come la Juventus, anche il Barça è nella fase di quadratura dei pezzi, di un'operazione che sarà sicuramente valutata in funzione della clausola di risoluzione di Lautaro (111 milioni tra il 1 e il 15 luglio), ma che il Barça desidera ridurre il più possibile il "denaro liquido", mettendo nell'accordo dei giocatori. Arturo Vidal è quello con le maggiori possibilità di entrare nell'affare, perché ad Antonio Conte piace molto e la sua valutazione non sarà molto alta per via dell'età (32).

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La provincia autonoma di Bolzano ignora Roma e apre i ristoranti

In tutta la penisola i ristoranti non sono aperti, servono solo da asporto, il servizio ai tavoli resterà bloccato fino al 1 giugno. In provincia di Bolzano, invece possono da aprire oggi, oltre a bar, parrucchieri, centri estetici o musei.


 "Dopo che Roma non ha ascoltato per settimane le richieste di una differenziazione regionale delle misure applicate al recente look-down, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo", ha dichiarato il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher . Questo sabato è stato il primo giorno di negozi aperti dopo quasi due mesi di confino.

La provincia sostiene la sua posizione grazie ad uno statuto speciale di autonomia, che consentirebbe loro di prendere questo tipo di decisioni. Non è chiaro però se saranno in grado di mantenerle, in quanto il governo Giuseppe Conte ha contestato l'ordinanza. Lo stesso è stato fatto con un'altra regione ribelle, la Calabria, il cui governatore, Jole Santelli, ha deciso di riaprire prematuramente i suoi ristoranti visti i pochi casi di coronavirus rilevati in tutta la regione e in tutta l'Italia meridionale. Nel fine settimana il decreto è stato bloccato dall'Alta Corte di Catanzaro, che in accordo con il governo a posto il veto sulle aperture. Un'ordinanza che deve essere interpretata come un forte messaggio giudiziario, da tutti gli altri territori ostili a Roma. “La sicurezza dei luoghi di lavoro per dipendenti e cittadini è la nostra massima priorità. Non è tempo di divisioni, protagonismo e individualismo ”, ha avvertito il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.

Alto Adige e Calabria non sono casi isolati. In questi giorni l'Italia sta vivendo uno scontro tra varie regioni e il governo. I territori in cui il virus sembra già essere sotto controllo chiedono di accelerare la riapertura per rilanciare l'economia. Il governatore sardo Christian Solinas ha firmato un'ordinanza che delega ai sindaci la possibilità di aprire i negozi. Il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia , Massimiliano Fedriga, ha dato il via libera all'apertura del commercio al dettaglio anche a partire da lunedì. Quello ligure, Giovanni Toti, ha consentito la riapertura di alcune attività come i negozi di attrezzature sportive e lunedì prossimo parrucchieri, bar e spiagge. Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha deciso che i parrucchieri e saloni di bellezza torneranno al lavoro la prossima settimana.

Circondato da tutti i lati, Conte ha lasciato aperto ieri in un'intervista con il Corriere della Sera, la possibilità di anticipare la riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri in alcuni territori dal 18 maggio, lunedì prossimo, quando secondo il piano iniziale avrebbero dovuto solo riaprire i negozi di vendita al dettaglio. “Stiamo raccogliendo i dati dall'ultima supervisione e con gli esperti stiamo definendo regole chiare sulla sicurezza per lavoratori e clienti. Se la situazione rimane sotto controllo a livello epidemiologico, possiamo concordare con le regioni alcune anticipazioni. L'importante è procedere sulla base di un monitoraggio spot, perché l'incoscienza ci farebbe pagare nuove gravi conseguenze", ha affermato il premier.

La rabbia regionale non è l'unico problema al tavolo di Conte, impegnato in questi giorni a difendere il suo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Le opposizioni infatti ne chiedono le dimissioni a causa del rilascio di quasi 400 carcerati per prevenire il contagio nelle strutture sovraffollate. L'esecutivo soffre anche di divisioni interne a causa della proposta del Ministro dell'Agricoltura, di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti per risolvere la mancanza di manodopera sui campi, a cui si oppone il Movimento a 5 stelle. 

La tregua politica italiana imposta dalla pandemia si è ufficialmente conclusa.

Prima gravi accuse, poi accordi commerciali, "tra Cina e Usa non mettere il dito"

In un incontro virtuale, le delegazioni di Cina e Stati Uniti trovano un nuovo accordo e promettono di attuare gli accordi commerciali raggiunti a Gennaio


Venerdì scorso i rappresentanti commerciali di Cina e Stati Uniti hanno concordato di dare subito il via all'accordo commerciale firmato il 15 gennaio, che sarebbe dovuto partire dal 14 febbraio. Un incontro inaspettato viste le crescenti tensioni dovute alle accuse derivanti dalla pandemia di covid-19. Questa è la prima apertura da quando il virus si è diffuso nel mondo. Secondo un'informativa del Ministero del Commercio cinese, il vice primo ministro Liu He, che ha guidato la squadra negoziale del suo paese, ha parlato al telefono con il rappresentante commerciale americano Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. La nota riporta che "Entrambe le parti hanno evidenziato che dovrebbero rafforzare la cooperazione macroeconomica nel campo della sanità pubblica, sforzandosi di creare un'atmosfera e le condizioni favorevoli per l'attuazione della prima fase dell'accordo economico/commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, promuovendo risultati positivi".

Inoltre, una dichiarazione congiunta dei rappresentanti degli Stati Uniti ha indicato che le parti "hanno anche convenuto che, nonostante l'attuale emergenza sanitaria globale, i due paesi hanno l'aspettativa di adempiere ai loro obblighi entro i termini appropriati". E che ci sono "progressi" nella creazione delle infrastrutture governative necessarie per il successo dell'accordo commerciale. I rappresentanti di entrambi i paesi hanno inoltre annunciato che continueranno a mantenere regolari contatti telefonici.

La nota agenzia di stampa Bloomberg riferisce che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha annunciato ai giornalisti che tra una settimana o due sarà in grado di rivelare il grado di progresso nei colloqui con la Cina.

Il contatto tra le due delegazioni ha avuto luogo dopo che entrambi i paesi sono stati immersi per settimane in un incrocio di accuse a causa della pandemia di coronavirus che sta colpendo milioni di persone nel mondo e la cui natura è ancora "top secret". La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato nuove tariffe sui prodotti provenienti dalla Cina dopo aver affermato che c'erano prove che collegavano Covid-19 a un laboratorio ad alta sicurezza nella città cinese di Wuhan, dove l'agente patogeno è stato identificato alla fine del 2019.

A gennaio, la Cina ha accettato di importare altri 200 miliardi di Dollari in prodotti statunitensi per due anni, addirittura oltre i livelli raggiunti nel 2017, segnando quindi una tregua nella guerra commerciale. Gli analisti, tuttavia, si chiedono se la Cina sarà in grado di far fronte a impegni così ambiziosi dopo che l'epidemia di coronavirus ha rallentato l'attività commerciale e abbassato i consumi dall'inizio di quest'anno.

Da allora la ripresa è stata lenta e il consumo non è ancora tornato ai livelli pre-epidemici. Le importazioni cinesi sono diminuite del 14,2% su base annua ad aprile, dopo essere diminuite dello 0,9% a marzo.

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